Missy Elliott

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Missy Elliott
Missy Elliot.jpg
Missy Elliott nel 2015
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
GenereHip hop[1]
Contemporary R&B[1]
Periodo di attività musicale1992 – in attività
EtichettaThe Goldmind, East West, Elektra, Atlantic
Album pubblicati9
Studio6
Raccolte3
Sito ufficiale

Missy Elliott, pseudonimo di Melissa Arnette Elliott (Portsmouth, 1º luglio 1971), è una rapper, produttrice discografica, stilista e attrice statunitense.

Ha ha iniziato la propria attività musicale con il gruppo R&B femminile Sista nei primi anni novanta e in seguito è diventata membro dello Swing Mob, assieme all'amico d'infanzia e collaboratore Timbaland, con il quale ha lavorato a progetti per Aaliyah, 702, Total e SWV. Dopo una serie di collaborazioni e apparizioni come artista ospite, Missy Elliot nel 1997 pubblica il suo primo album in studio, Supa Dupa Fly, che ha rappresentato il più grande debutto per una rapper donna all'interno della classifica degli album statunitense.[2] Successivamente, si impone nel panorama musicale internazionale con la pubblicazione degli album Da Real World (1999), Miss E... So Addictive (2001) e Under Construction (2002), trainati da singoli di successo come Get Ur Freak On e Work It, quest'ultimo vincitore dell'ambito premio di video dell'anno durante gli MTV Video Music Awards 2003. Il remix del suo singolo Hot Boyz ha infranto il record per il maggior numero di settimane consecutive al primo posto della classifica dei brani R&B negli Stati Uniti, restando al vertice dal 4 dicembre 1999 al 25 marzo 2000 per un totale di 18 settimane.[3] Il primato è stato superato dal remix di Old Town Road nel 2019.[3] Oltre alla carriera di rapper, Elliott è particolarmente nota anche come produttrice discografica e per aver scritto canzoni per molti tra i più famosi artisti del panorama hip hop e R&B. È andata perfino al di fuori dei confini della black music, arrivando a lavorare con star della musica pop come Madonna, Christina Aguilera, Pink, Katy Perry, Demi Lovato e Ariana Grande.

Missy Elliott è definita da molti critici, tra cui le autorevoli riviste musicali Billboard e Rolling Stone, come «la regina dell'hip-hop».[4][5] Ha vinto numerosi riconoscimenti, tra cui cinque Grammy Awards e due American Music Awards, e ha venduto oltre trenta milioni di album solo negli Stati Uniti,[6][7] tanto da essere considerata da Nielsen SoundScan la rapper donna con maggiori numero di dischi venduti nella storia.[8] Inoltre, nel 2019 è stata introdotta nella prestigiosa Songwriters Hall of Fame e nello stesso anno le è stato conferito il Michael Jackson Video Vanguard Award nell'ambito degli MTV Video Music Awards per il suo impatto nel panorama musicale a livello globale.[9][10]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Melissa Arnette Elliott[11] nasce il primo luglio 1971,[12] a Portsmouth, in Virginia.[13][14][15] Figlia unica di Patricia Elliott, centralinista di una società elettrica,[14] e Ronnie, Marine degli Stati Uniti non più in servizio attivo che lavora come saldatore in un cantiere navale.[14][11][16][17] Cresce con la passione per il canto e la musica,[14] e durante il periodo in cui il padre era in Marina, la sua famiglia vive a Jacksonville, in North Carolina.[14][18][15] Durante i suoi anni scolastici, ottiene un punteggio molto sopra la media nei test di intelligenza,[18] ed è promossa di due classi, ma non riesce ad ambientarsi e si fa bocciare per tornare alla sua classe precedente.[18] Con il ritorno del padre dalla Marina, la sua famiglia ritorna a vivere in Virginia, in condizioni di grave povertà.[16] In questo periodo, Elliott soffre di abusi domestici da parte del padre.[14][19] In un incidente violento, Ronnie Elliott sloga le spalle della moglie e in un altro episodio, minaccia la moglie con una pistola.[14] All'età di quattordici anni, la madre decide di fuggire di casa assieme alla figlia,[14] rifugiandosi da un parente. Restano a vivere a Portsmouth,[15] dove Elliott si diploma nel 1990.[14][11] Dopo essersi diplomata, abbandona gli studi e decide di tentare la carriera musicale invece di andare al college.[14]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

La sua prima performance avviene all'interno di un gruppo R&B formato da amiche del vicinato d'infanzia, le Sista (già Fayze):[20][14], il gruppo include l'amico d'infanzia di Elliott, Timbaland, nel ruolo di produttore.[14] Nel 1991 le Sista sono scoperte dal produttore di Jodeci DeVante Swing che le firma con la Elektra Records tramite il suo collettivo Swing Mob e rinomina il gruppo in Sista.[1][14][11] Il gruppo R&B si trasferisce a New York[14] e vive assieme ai venti membri del collettivo, lavorando sia per Jodeci sia per i propri progetti.[17] In questo periodo Missy stringe contatti e collabora con il suo attuale produttore musicale, Timbaland, anch'egli membro degli Swing Mob.[21] Nel 1993 il gruppo pubblica il singolo Brand New, che entra nella classifica R&B negli Stati Uniti.[1] Elliott contribuisce, accreditata e non, al materiale di Jodeci per gli album Diary of a Mad Band (1993) e The Show, the After Party, the Hotel (1995), mentre nel 1994 è pubblicato negli Stati Uniti il primo album delle Sista, 4 All the Sistas Around da World, prodotto da Timbaland e DeVante. Nel 1995, una delle canzoni del gruppo, It's Alright con Craig Mack è inserita nella colonna sonora del film Pensieri pericolosi e nello stesso anno, il collettivo Swing Mob si scioglie. Timbaland, Ginuwine, Magoo, Playa ed Elliott restano in contatto formando il collettivo musicale The Superfriends, continuando a collaborare come ospiti nei progetti di altri artisti.[14][22][23]

Con lo scioglimento delle Sista per il rifiuto della DeVante di ulteriori produzioni, Missy si concentra sulla stesura delle liriche e sulla produzione musicale, realizzando un brano rappato su The Things That You Do di Gina Thompson,[14] che le procura diverse offerte da parte delle case di produzione. Missy firma un contratto con l'Elektra Records ma già ambisce a fondare una propria etichetta, la futura The Goldmind Inc..[14]

Supa Dupa Fly (1997)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 debutta con l'album Supa Dupa Fly, anticipato dal singolo The Rain (Supa Dupa Fly). Al disco collaborano star affermate come Busta Rhymes, Lil Kim e Aaliyah. L'originale videoclip, diretto da Hype Williams, viene largamente richiesto ed è in alta rotazione su MTV e sui canali musicali nazionali. L'LP, prodotto da DJ Magic e co-prodotto da Timbaland, riceve grandi consensi e critiche positive, diventando poi disco di platino. Il singolo Sock It 2 Me, in collaborazione con Da Brat, raggiunge la Top 20 in USA e la Top 5 delle classifiche R&B. Il successo dell'album permette di produrre altri singoli, Beep Me 911 e Hit'em With Da Hee, ma nessuno di questi (compreso il primo, The Rain (Supa Dupa Fly)) raggiunge il successo ottenuto da Sock It 2 Me

Nonostante i giudizi positivi al lavoro, Missy si dimostra riluttante alla possibilità di gettarsi nel music-business e divenire un'artista da hit parade, e rimane ancorata a Virginia, nella sua città natale. Nel settembre del 1998 collabora con Mel B delle Spice Girls per il singolo I Want You Back che sale al primo posto nella classifica del Regno Unito. Seguono lavori di composizione e remixaggio per Whitney Houston e Janet Jackson.

Da Real World (1999)[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio del 1999 Missy pubblica il secondo album, Da Real World che trova eccellenti critiche e ottimi dati di vendita, diventando anch'esso disco di platino. Sempre nel 1999 esce il singolo Hot Boyz, in cui collaborano Q-Tip e Eve. Disco d'oro che nel 2000 diventa di platino, è il primo singolo dell'artista ad arrivare al numero 1 della Billboard Hot R&B/Hip hop Singles & Tracks e ad entrare nella top10 della Billboard Hot 100. Gli altri singoli, She's A Bitch e All 'N My Grill, non hanno successo, come nel caso dell'album precedente.

Nello stesso anno Elliott aveva ottenuto il suo primo successo nelle sole vesti di produttrice e autrice di un brano, ovvero di Where My Girls At delle 702, che arriva nella top5 sia delle classifiche R&B che di quelle pop.

Miss E... So Addictive (2001)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 esce Miss E... So Addictive, influenzato da ritmi dance e atmosfere club, si dimostra tra gli album più raffinati del millennio entrante. Vi collaborano Method Man, Redman, Ludacris, Busta Rhymes, Jay-Z e Trina fra gli altri. Il singolo Get Ur Freak On riceve il Grammy Award nel 2001 e diventa il suo più grande successo sul territorio britannico, raggiungendo il numero 3 in classifica; in USA raggiunge la stessa posizione nelle classifiche R&B, mentre in quelle pop arriva al numero 7. Il secondo singolo One Minute Man diventa un'altra hit da top20, il cui video ottiene diverse nomination agli MTV Video Music Awards del 2002. Seguono la ballata R&B Take Away, in collaborazione con Ginuwine e l'ormai inseparabile Tweet, e 4 My People, un pezzo che ha avuto molto successo nei club grazie al remix dei Basement Jaxx. Sempre nel 2001 Missy partecipa al Film Pootie Tang.

Under Construction (2002)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 pubblica Under Construction, LP preceduto dal singolo Work It, che Riceve nel 2003 un premio agli MTV Video Music Awards come miglior video dell'anno. In quest'anno partecipa al film Honey. L'album è il disco dell'artista più apprezzato sia dalla critica che dal pubblico. Il primo singolo, Work It, arriva al numero 2 della Hot 100, dove rimane per ben dieci settimane consecutive, diventando il singolo con la più lunga permanenza al numero 2 nella storia di Billboard (nonostante quelle settimane siano state descritte da Elliott come piene di frustrazione, nell'attesa che il singolo arrivasse al numero 1). Il secondo singolo, Gossip Folks, un ritratto spietato di come i media si cibino della vita delle star e di Missy inventando falsi pettegolezzi, è il quarto singolo dell'artista ad entrare in top10 e il sesto ad entrare in top20.

This Is Not a Test! (2004)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 pubblica This Is Not a Test!, con il singolo Pass That Dutch, il secondo singolo è I'm Really Hot, quest'ultimo è poi approdato sulle console dei DJ di tutto il mondo con il remix House di Serge Santiago. Con Adidas, marca di abbigliamento sportivo, fonda la Respect M.E., linea di abbigliamento femminile ispirata alla moda hip hop. Nonostante la folta schiera di artisti che hanno preso parte all'album (Jay Z, Fabolous, Monica, Nelly, R. Kelly ecc.), l'album non riceve un'accoglienza calorosa dalla critica, né dal pubblico, visto che è il primo disco della cantante/rapper a non avere nessun singolo in top20 e a non ottenere una veloce certificazione di platino. La stessa cantante ha dichiarato di non essere soddisfatta del lavoro alla sua uscita, ma di aver subito molte pressioni da parte della casa discografica, che non voleva attendere troppo per l'uscita di un altro album dopo il boom di vendite del precedente Under Construction.

The Cookbook (2005)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 esce il suo sesto album The Cookbook con il singolo Lose Control insieme a Fatman Scoop e a Ciara (con la quale aveva già collaborato per il singolo 1, 2 Step tratto dal primo album della giovane cantante). Lose Control diventa un inno nei locali di mezzo mondo, e si trasforma in uno dei singoli più famosi dell'artista, arrivando al numero 3 in Usa. Il successo del singolo conferma la popolarità di Missy come creatrice di hit da club. I singoli successivi sono il pezzo lento R&B Teary Eyed e il brano movimentato We Run This. Con questo album la rapper ottiene nomination a molti premi, tra cui i Grammy, dove vince nella sezione Best Short Film Video con Lose Control; ancora grazie al video del singolo, ottiene due VMA's come Best Dance Video e Best Hip Hop Video. L'anno seguente vince sempre ai VMA's con We Run This, stavolta per gli effetti speciali.

Respect M.E. (2006)[modifica | modifica wikitesto]

Missy Elliott in concerto nel 2006

A settembre 2006 Missy produce un nuovo album Respect M.E., un greatest hits che include quasi tutti i singoli pubblicati dall'artista durante la sua carriera. L'album non è stato pubblicato negli USA e in Canada. Respect M.E. è anche il nome di una linea di moda gestita da Missy Elliott, sponsorizzata e marchiata dalla famosa azienda di abbigliamento Adidas.

Block Party (2011)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 esce Block Party anticipato dal primo singolo, Best, Best.

Attività di compositrice[modifica | modifica wikitesto]

Prima di pubblicare un album, Missy è entrata nel mondo della musica come cantautrice, collaborando con Timbaland alla stesura di molti pezzi da inserire nel secondo album di Aaliyah, One in a Million. Il disco esce nel 96, e quattro dei sei singoli che ne sono stati tratti portavano la firma di Missy come autrice e Timbaland come produttore. In seguito al successo dell'album e di alcuni dei singoli di Aaliyah, viene dato sempre più credito a Elliott, che continua a lavorare insieme a Timbaland per altri artisti, soprattutto gruppi R&B femminili come Total, 702, SWV e Destiny's Child. Nel 1998 lancia insieme a Timbaland la cantante Nicole Wray, la cui hit Make It Hot è stata scritta da Missy, ma il vero colpo dell'anno è l'opportunità di produrre e scrivere una canzone per il nuovo album della diva delle dive: Whitney Houston.

Fino a qui l'artista compare ancora solo come autrice dei testi, ma la svolta avviene nel 1999 con un brano prodotto esclusivamente dall'artista per le 702: Where My Girls At arriva al numero 4 nella classifica USA ed è il primo successo di Elliott nelle vesti di produttore. Durante lo stesso anno partecipa insieme a Da Brat al remix di Heartbreaker di Mariah Carey. Nel 2000 l'artista contribuisce al secondo album di Tamia, A Nu Day, producendone alcuni pezzi tra cui il lead single Can't Go For That. Nel 2001 la poliedrica Missy lavora con Rockwilder sulla cover di Lady Marmalade per la colonna sonora di Moulin Rouge!, interpretata da Christina Aguilera, Lil Kim, Mya e Pink (cantante), e sul remix di Bootylicious delle Destiny's Child, in cui l'artista esegue anche una strofa rap. Nello stesso anno cura la produzione del remix di Son Of A Gun di Janet Jackson, che entra nella top40 Usa. Nel 2002 produce del materiale per il secondo album della rapper Trina, incluso il primo singolo No Panties, con Tweet, e torna al lavoro per Whitney Houston, stavolta insieme a Tweet.

Il 2003 è un anno particolarmente fortunato per la carriera da produttore di Missy. Oltre a collaborare alla colonna sonora del film Fighting Temptations con Beyoncé e Cuba Gooding Jr. ha lavorato ai terzi album di Monica e Mya e a una canzone dell'album di debutto di Beyoncé. So Gone, il primo singolo tratto da After the Storm di Monica, diventa il successo più grande prodotto da Missy fino a quel momento, arrivando al numero 1 delle classifiche R&B e rimanendovi per 5 settimane di seguito; grazie al suo aiuto, Monica è tornata in cima alle classifiche dopo anni di silenzio. Anche Mya, conosciuta grazie a Lady Marmalade, deve ringraziare Missy: il singolo My Love Is Like...Wo entra in top20 e diviene uno dei brani più famosi della cantante. Come se non bastasse, l'artista inizia un'amicizia/collaborazione con la regina del pop Madonna, dalla produzione del remix di American Life (chiamato American Dream Remix, registrato con l'aiuto della voce di Tweet) a una campagna pubblicitaria per la Gap in compagnia della superstar.

Nel 2005 l'artista produce quasi interamente il secondo album di Tweet, It's Me Again, compreso il singolo Turn Da Lights Off, e nel 2006 scrive gran parte dei pezzi del secondo album di Fantasia. Nel 2007 lo stile compositivo della produttrice, caratterizzato dal campionamento di vecchi brani del soul, che da un tocco retro alle sue canzoni, regala una hit a Keyshia Cole: il singolo Let It Go, che vede anche la partecipazione di Lil'Kim, primo estratto dal secondo album della cantante, raggiunge la prima posizione delle classifiche R&B e la top10 della Billboard Hot 100.

L'anno seguente l'artista cambia rotta dal punto di vista stilistico quando lavora a dei brani per l'album d'esordio di Jazmine Sullivan, ma anche in questo caso fa centro: Elliott campiona le basi di due brani di due artisti reggae, con cui confeziona il primo singolo di Sullivan, Need U Bad, il quale raggiunge la numero 1 della Billboard Hot R&B/Hip-Hop Songs Chart proprio come aveva fatto Let It Go l'anno precedente, rimanendovi per tutto il mese di settembre 2008. Tra le altre canzoni, Elliott produce anche il quarto singolo di Sullivan, Dream Big, per il qual utilizza un sample di Veridis Quo dei Daft Punk. Questa è la prima volta in cui Missy si cimenti in generi come il reggae e la techno. Sempre nel 2008, l'artista produce un brano per l'album di debutto di Jennifer Hudson, nel quale è presente anche Fantasia.

Il 1º febbraio 2015, su invito di Katy Perry, partecipa come comparsa insieme a Lenny Kravitz allo spettacolo di metà partita del Super Bowl XLIX tenutosi presso lo University of Phoenix Stadium.

Nel 2018 collabora insieme ad Ariana Grande ad una nuova canzone chiamata Borderline.

Il 23 agosto 2019, dopo quattordici anni, esce Iconology, il suo settimo album in studio, lanciato assieme al video Throw it Back.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Missy Elliott.
Album in studio
Raccolte
Extended play

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Biography, allmusic.com.
  2. ^ Karen Hunter, Missy to the Max How a Regular Homegirl Became Hip Hop's Freshest Princess, in New York Daily News, 28 luglio 1997. URL consultato il 2 febbraio 2010.[collegamento interrotto]
  3. ^ a b (EN) Missy Elliott's "Hot Boyz" Remix Remains A Heater 20 Years Later, vibe.com.
  4. ^ (EN) 5 Missy Elliott Songs That Prove She's the Queen of Hip-Hop. URL consultato il 28 agosto 2018.
  5. ^ (EN) Queen Of Hip-Hop Missy Elliott In Trademark Row With Royalty. URL consultato il 28 agosto 2018.
  6. ^ (EN) Missy Elliott, su Grammy.com.
  7. ^ (EN) Khari, Missy Elliott Crushed The Superbowl & Now Everyone Is Ready for Her Comeback, in The Source, The Northstar Group, 2 febbraio 2015. URL consultato il 15 marzo 2015.
  8. ^ (EN) Rebecca Sun, Missy Elliott Signs With WME: Exclusive, Billboard, 9 agosto 2017.
  9. ^ (EN) Associated Press, Missy Elliott Inducted Into Songwriters Hall of Fame, Billboard, 14 giugno 2019.
  10. ^ (EN) Paul Grein, Missy Elliott to Become First Female Rapper to Receive MTV's Video Vanguard Award, Billboard, 12 agosto 2019.
  11. ^ a b c d (EN) Lola Ogunnaike, Letting the Sunshine In: At Her Mellowest, Rapper Missy Elliott is Still a Ball of Fire, in New York Daily News, 13 maggio 2001, p. 2.
  12. ^ (EN) Today in History, in Associated Press Archive, 1º luglio 2011.
  13. ^ (EN) Karen Hunter, Missy to the Max: How a Regular Homegirl Became Hip Hop's Freshest Princess, in New York Daily News, 28 luglio 1997, p. 25.
  14. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q (EN) The Inimitable, Pioneering, Ground-Breaking Career of Missy Elliott, exclaim.ca.
  15. ^ a b c Cutchins, Rebecca Myers (February 25, 1998). (EN) "Missy's Mom Pat Elliott of Portsmouth Talks About the Lifelong Ambitions of her Daughter, Grammy-nominated Rapper Missy "Misdemeanor" Elliott". The Virginian-Pilot (Norfolk, Virginia). p. E1.
  16. ^ a b (EN) Ted Kessler, Missy in action, in The Observer, London, 5 agosto 2001. URL consultato il 28 ottobre 2008.
  17. ^ a b (EN) Jason Lynch, Missy Universe, in People, Time, 20 gennaio 2003. URL consultato il 27 novembre 2008.
  18. ^ a b c (EN) Lindsay Baker, Scary? Me?, in The Guardian, London, 1º novembre 2003. URL consultato il 28 ottobre 2008.
  19. ^ (EN) What Would Her Mother Say?, in The Sunday Herald, Glasgow, Scotland, 31 ottobre 2002.
  20. ^ (EN) Andy Kellman, Missy Elliot, AllMusic. URL consultato il 24 novembre 2019.
  21. ^ (EN) Ethan Brown, Everyone Wants Timbaland, in Entertainment Weekly, 23 marzo 2007. URL consultato il 16 gennaio 2010.
  22. ^ (EN) Keenan Higgins, Timbaland Surprises Shaggfest With Missy Elliott & Magoo, su Vibe.com, Spin Media. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  23. ^ (EN) Linda Hobbs, One In A Million, in Vibe, December 2008, pp. 113. URL consultato il 27 gennaio 2016.

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