HIStory: Past, Present and Future - Book I

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HIStory: Past, Present and Future - Book I
ArtistaMichael Jackson
Tipo albumStudio
PubblicazioneUnione europea 16 giugno
Stati Uniti 20 giugno 1995
Durata71:38
(disco 1)
77:20
(disco 2)
Dischi2
Tracce30
GenerePop[1][2]
Contemporary R&B[2]
Hip hop[3]
EtichettaEpic Records
ProduttoreMichael Jackson, Jimmy Jam & Terry Lewis, Dallas Austin, David Foster, Bill Bottrell e R. Kelly
Registrazionesettembre 1993 - marzo 1995 (per quanto riguarda il solo disco di inediti)
Certificazioni
Dischi d'oroBrasile Brasile[4]
(vendite: 100 000+)
Messico Messico[5]
(Vendite: 100.000+)
Norvegia Norvegia[6]
(Vendite: 25.000+)
Dischi di platinoArgentina Argentina[7]
(Vendite: 60.000+)
Australia Australia (8)[8]
(Vendite: 560.000+)
Austria Austria (2)[9]
(Vendite: 40.000+)
Canada Canada (4)[10]
(Vendite: 400.000+)
Danimarca Danimarca (10)[11]
(vendite: 200 000+)
Europa Europa (6)[12]
(Vendite: 6.000.000+)
Finlandia Finlandia[13]
(Vendite: 60.000+)
Germania Germania (3)[14]
(Vendite: 1.500.000+)
Paesi Bassi Paesi Bassi (3)[15]
(Vendite: 300.000+)
Polonia Polonia[16]
(Vendite: 100.000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda (9)[17]
(vendite: 135 000+)
Regno Unito Regno Unito (4)[18]
(Vendite: 1.200.000+)
Spagna Spagna (3)[19]
(Vendite: 240.000+)
Stati Uniti Stati Uniti (8)[20]
(Vendite: 8.000.000+)
Svezia Svezia[21]
(Vendite: 100.000+)
Svizzera Svizzera (3)[22]
(Vendite: 150.000+)
Dischi di diamanteFrancia Francia[23]
(Vendite: 1.644.200+)
Michael Jackson - cronologia
Album in studio di Michael Jackson - cronologia
Album precedente
(1991)
Album successivo
(2001)
Singoli
  1. Scream/Childhood
    Pubblicato: 31 maggio 1995
  2. You Are Not Alone
    Pubblicato: 15 agosto 1995
  3. Earth Song
    Pubblicato: 27 novembre 1995
  4. They Don't Care About Us
    Pubblicato: 31 marzo 1996
  5. Stranger in Moscow
    Pubblicato: 4 novembre 1996
  6. HIStory
    Pubblicato: 30 luglio 1997
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[1] 3/5 stelle
Rolling Stone[2] 4/5 stelle

HIStory: Past, Present and Future - Book I, solitamente abbreviato in HIStory, è il nono album da solista del cantante statunitense Michael Jackson, pubblicato dalla Sony Music il 16 giugno 1995 in Europa e il 20 giugno negli Stati Uniti.[24]

HIStory risulta il doppio album più venduto di sempre da un artista solista, con oltre 30 milioni di copie vendute nel mondo (corrispondenti a 60 milioni di unità).[25][26]

L'album e i suoi singoli ricevettero molti premi e nomination. Tra questi il record di 11 nomination agli MTV Video Music Awards 1995, vincendo in tre categorie: Miglior video dance, Miglior coreografia e Miglior direzione artistica per il video di Scream. Ricevette anche cinque nomination ai Grammy Award nel 1996, fra le quali quella al premio album dell'anno,[27] poi vinto da Alanis Morissette con Jagged Little Pill[28] e vinse come Best Music Video, Short Form con il video di Scream. Lo stesso anno ai World Music Award 1996 Jackson ricevette cinque premi e stabilì il record per il maggior numero di premi ottenuti da un artista nello stesso anno. Tra questi quello per Miglior artista maschile per vendite nel 1996. La rivista Billboard premiò Jackson con un Premio speciale Billboard Hot 100 per You Are Not Alone, che fu il primo singolo nella storia a debuttare direttamente alla numero uno nella classifica di Billboard.[29]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'album è costituito da due dischi. Il primo CD, HIStory Begins, consiste in un Greatest Hits di 15 tra le canzoni di maggiore successo del cantante, mentre il secondo, HIStory Continues, contiene 15 tracce inedite.[30]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il successo di Dangerous, uscito nel 1991, Jackson si imbarcò nel 1992 nel secondo tour da solista, il Dangerous World Tour. Nel 1993, in piena promozione dell'album, piovvero su di lui delle accuse di molestie sessuali da parte di un ragazzino di nome Jordan Chandler. La pubblicità negativa e il forte stress che queste gli causarono lo portarono a una dipendenza dagli antidolorifici, costringendolo a concludere il tour prima del tempo e a rifugiarsi a Londra, lontano dai media, in una clinica di riabilitazione. Regolò poi il contenzioso legale per via extragiudiziale.

Nel 1994 sposò in segreto l'unica figlia di Elvis Presley, Lisa Marie Presley. Fu in questo periodo di tumulto che iniziò la lavorazione del suo nuovo album.[31]

L'idea[modifica | modifica wikitesto]

L'idea iniziale per HIStory era di realizzare un greatest hits con alcune tracce inedite. Col procedere della lavorazione, la Sony decise di realizzare un album doppio, un disco per i classici e uno per le nuove canzoni, anche se il cantante non amava i greatest hits e avrebbe preferito un album di solo nuovo materiale. In merito a questo infatti disse: "Per me gli album di greatest hits sono noiosi, e io voglio continuare a creare".[31]

Composizione e collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

La composizione del materiale inedito per HIStory Continues iniziò durante la seconda metà del Dangerous World Tour, nel 1993, assieme al tecnico del suono Brad Buxer, con i brani Stranger in Moscow, Money e Little Susie. Le registrazioni ufficiali dovevano cominciare nel gennaio del 1994 a Los Angeles ma a causa del Terremoto di Northridge in quello stesso mese, che terrorizzò Jackson, furono spostate a New York al The Hit Factory. Qui Jackson iniziò a lavorare con un team di vecchi e nuovi collaboratori tra i quali, oltre a Buxer, vi erano Bill Bottrell e Teddy Riley, che avevano già partecipato alla produzione all'album Dangerous, Bruce Swedien, presente in tutti i suoi album da solista, Jimmy Jam & Terry Lewis, che avevano prodotto gli album della sorella Janet e che scrissero col cantante il duetto Scream e il pezzo contro i mass media e i tabloid Tabloid Junkie, il produttore R&B Dallas Austin, che contribuì alla stesura di This Time Around e 2 Bad, R. Kelly, che firmò You Are Not Alone, e David Foster, che lo aiutò a produrre Childhood, Earth Song e Smile.[31] Jackson collaborò per la prima volta col rapper Notorious B.I.G. e col giocatore dell'NBA Shaquille O'Neal, che rapparono rispettivamente sulle tracce This Time Around e 2 Bad, e con il gruppo Boyz II Men che parteciparano ai cori di HIStory. Tornarono in studio con lui anche Slash, per incidere D.S., l'Andraé Crouch Singers Choir, che fu presente in Earth Song e nella title track,[31] e la sorella Janet Jackson, che duettò in Scream. Prima di allora Janet aveva solo partecipato ai cori di P.Y.T. di Michael, e Michael aveva solo partecipato a quelli Don't Stand Another Chance di Janet.[31]

HIStory è stato il primo album in cui Jackson mostra le sue abilità di musicista, suonando tastiera, sintetizzatori, chitarre, batteria e altre percussioni.[32] Inizialmente doveva essere pubblicato in autunno, come gli album precedenti, nel novembre del 1994, ma non essendo l'artista ancora soddisfatto dei risultati ottenuti, continuò a limarlo fino alla primavera del 1995.[31]

Contenuti[modifica | modifica wikitesto]

Per i temi affrontati, che spaziano dalle menzogne dei mass media all'ingiustizia, all'avidità, alla solitudine e alla consapevolezza ambientale, HIStory è considerato dalla critica e dal pubblico l'album più personale realizzato dall'artista e quello più organico e vicino a un concept album.[31]

La copertina[modifica | modifica wikitesto]

La copertina fu realizzata da Diana Walczak, artista degli effetti speciali, che aveva lavorato ad alcuni film hollywoodiani.[33][34] Jackson voleva che rappresentasse un'enorme statua di sé e che facesse riferimento al titolo dell'album, HIStory (con le prime tre lettere rigorosamente in maiuscolo), che stava a significare sia "storia" ma anche "LA SUA storia". La copertina avrebbe dovuto sintetizzare in un'unica immagine l'idea della sua storia personale e quella dell'intera umanità. Per realizzare quest'opera il cantante chiese a Walczak di ispirarsi all'imponente monumento russo La Madre Patria Chiama!, alto 52 metri. Decise anche che la posa più adeguata era quella dall'apertura del suo Dangerous World Tour del 1992/'93 e dell'esibizione all'Halftime Super Bowl XXVII del 1993.[34] Walczak lo fotografò in quella posa dalle varie angolazioni e creò a mano una copia della statua in scala ridotta in argilla. Con l'aiuto di due suoi assistenti, lavorò ininterrottamente per una settimana per modellare i 300 chili di materiale necessari. Una volta messe a punto le rifiniture, inviò delle foto e dei video della scultura, alta circa 1 metro e 20 cm, sia alla Sony che alla popstar, le quali chiesero che vi fossero apportate alcune modifiche.[34] Dopo una settimana di ulteriore lavoro, Sony diede il via libera a Walczak per avviare il processo di fusione, che trasformò l'argilla a base d'acqua nella base per uno stampo in silicone simile a gesso. Quindi, utilizzando un pennarello indelebile, l'artista disegnò oltre 10.000 poligoni sulla statua per prepararla il processo di digitalizzazione, che si svolse a Los Angeles. Lo sfondo, le luci e altri materiali in computer grafica presenti sulla copertina dell'album furono aggiunti dopo la digitalizzazione. L'opera originale creata da Walczak, che fu presentata nel settembre del 1994, riproduceva il cantante a figura intera con alla base del piedistallo piccole sagome umane, che servivano ad accentuare la grandezza della scultura. Sony, per creare la copertina, decise infine di ritagliarne la maggior parte, lasciando solo il busto. L'immagine completa venne comunque utilizzata per alcuni poster promozionali e per la copertina della VHS e del DVD Video Greatest Hits – HIStory.[34]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

L'album fu pubblicato con il pieno supporto della Sony Music, che investì la cifra record di 40 milioni di dollari nella sua realizzazione e pubblicizzazione, grazie anche all'accordo multimilionario firmato lo stesso anno in cui Jackson fondeva il suo catalogo musicale (incluso quello dei "Beatles" o ATV) con quello della Sony, diventando di fatto socio al 50% di Sony/ATV Music Publishing.[35][36]. La campagna promozionale incluse l'uscita di numerosi singoli, un altrettanto vasto corredo di video musicali, un imponente tour mondiale e un album di remix, pubblicato nel 1997 con il titolo Blood on the Dance Floor: HIStory in the Mix, nel quale furono incluse 5 canzoni inedite e 8 remix tratti dall'album.[37] A tutto ciò si aggiungevano numerosi spot radiofonici e televisivi in tutto il mondo.

Il teaser[modifica | modifica wikitesto]

Per anticipare l'uscita dell'album venne realizzato un teaser trailer, conosciuto come HIStory Teaser, della durata di circa 4 minuti, costato circa 8 milioni di dollari, con centinaia di comparse. In questo teaser si vede Jackson marciare alla guida dell'Armata Rossa, acclamato da migliaia di persone ai bordi delle strade, dietro le transenne, e si conclude con l'inaugurazione di una gigantesca statua rappresentante l'artista, tra fuochi d'artificio, elicotteri e urla di gioia dei presenti[24]. Il video, che fu girato a Budapest alla fine del 1994 e venne soprannominato "The Eastern Europe Redeemer" ("il redentore dell'Europa orientale"), fu diretto da Rupert Wainwright e creò qualche polemica all'uscita perché fu accusato di avere ricalcato parzialmente le immagini del documentario Il trionfo della volontà di Leni Riefenstahl.[38] In un'intervista di Diane Sawyer Jackson negò che il video avesse qualcosa a che vedere con le ideologie politiche e i dogmi di cui trattava il documentario. Sostenne che nel suo video si celebrava invece l'amore, che non vi si vedevano carri armati o violenza ma solo persone che si riunivano per festeggiare, e che il regista aveva tentato di creare un'opera d'arte.[39][40][41] Spiegò anche che il teaser era costruito in modo tale da attirare l'attenzione di tutti e che ottenne l'effetto desiderato.[42] Il teaser fu anche presentato in alcuni cinema degli Stati Uniti di proprietà della Sony, prima della proiezione dei film, mentre nel resto del mondo venne mostrato in anteprima in televisione, Italia inclusa, a Super, condotto da Gerry Scotti, dove però, per questioni di durata della trasmissione, se ne mostrò una versione accorciata.[43]

Il costume con cui Jackson apparve nel 1995 nel teaser trailer per l'album HIStory, che fu girato a Budapest nel 1994.[44]

Le statue[modifica | modifica wikitesto]

Varie statue, di circa dieci metri di altezza, raffiguranti Michael Jackson, repliche di quella creata in computer grafica e che appariva nella copertina dell'album, furono costruite, appositamente per la promozione, e collocate nelle seguenti città:

Un'altra di queste statue seguì le prime tappe dell'HIStory World Tour nel 1996. Per il primo concerto a Praga venne eretta sul gigantesco piedistallo dove una volta si trovava una statua di Stalin.[51][52] Quando il cantante fece tappa ad Amsterdam, donò la statua alla Fondazione per l'Infanzia Ronald McDonald. La scultura, con dedica apposta dalla popstar, fu in seguito restaurata e collocata all'esterno di un ristorante a Best (Paesi Bassi).[53]

Un'altra replica, però in prospettiva forzata, fu invece collocata in cima alla sede del negozio di dischi Tower Records di Los Angeles.[54]

Una delle varie statue costruite per promuovere l'album

HIStory World Tour (1996-1997)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: HIStory World Tour.

L'HIStory World Tour fu la terza ed ultima tournée da solista di Michael Jackson. Il tour, con oltre 4.5 milioni di spettatori paganti stimati, superò ogni record (il precedente era stato stabilito dallo stesso Jackson). Debuttò a Praga il 7 settembre 1996 e si concluse a Durban (Sudafrica) il 15 ottobre 1997, per un totale di 82 concerti in 57 città, 35 paesi e 5 continenti.[55]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Le vendite dei singoli di HIStory risultarono essere le quarte migliori per album, dietro a quelle dei singoli estratti da Thriller, Bad e Dangerous, con 26 milioni di copie in tutto il mondo.[56]

  • Scream/Childhood - Fu il singolo di lancio dell'album, pubblicato nel maggio del 1995 come doppio singolo contenente due canzoni: Scream, un duetto con la sorella Janet, accompagnato dal video più costoso della storia (circa 7 milioni di dollari) che raggiunse la top 5 negli Stati Uniti, venne certificato "disco di Platino" dalla RIAA[57] e vendette più di 3,5 milioni di copie nel mondo.[56] Il video del brano vinse un Grammy come "miglior video dell'anno" nel 1996.[58][59] Childhood invece è la canzone più personale e autobiografica di Jackson, dato che è l'unica che tratta in prima persona della sua difficile infanzia. In un'intervista spiegò:[60]

«Se volete davvero conoscermi, c'è una canzone che ho scritto, la più sincera che abbia mai creato...Si chiama Childhood. La gente dovrebbe ascoltarla se vuole comprendermi davvero. Childhood è un riflesso della mia vita...è il mio specchio, è la mia storia»

  • You Are Not Alone - Fu il secondo singolo estratto dall'album, nell'agosto del 1995. Alla sua uscita raggiunse il primo posto nella Billboard Hot 100 e risollevò le vendite dell'album, riportandolo in cima alle classifiche. Il video fu molto criticato in quanto Jackson e Lisa Marie Presley, allora moglie del cantante, venivano ritratti seminudi in alcune scene ambientate in un paradiso terrestre. Malgrado ciò, il video non fu rifiutato da nessuna rete televisiva e nel corso degli anni venne riproposto costantemente da MTV. Il singolo fu venduto in oltre 4,5 milioni di copie.[56][58][55]
  • Earth Song - Fu il terzo singolo, estratto nel novembre del 1995 in tutto il mondo tranne che negli Stati Uniti, dove uscì solo come singolo radiofonico, e fu accompagnato da un videoclip dai costi milionari. Il video ottenne una nomination ai Grammy Awards del 1996 assieme a Scream. Il singolo raggiunse la vetta delle classifiche del Regno Unito, dove diventò il più venduto tra quelli del cantante.[58]. Totalizzò una vendita di 4,5 milioni di copie in tutto il mondo.[56]
  • This Time Around - Fu un singolo promozionale ed esclusivamente radiofonico trasmesso solo negli Stati Uniti. Il brano, che include un rap di Notorious B.I.G, raggiunse la posizione numero 23 della Billboard Hot 100 Airplay. Di Notorious, nel successivo album Invincible, Jackson avrebbe utilizzato un rap postumo.[61][62]
  • They Don't Care About Us - Fu il quinto singolo estratto dall'album. Uscì nel marzo del 1996 e vendette circa 3 milioni di copie.[56] Causò qualche controversia a causa del testo, a detta di qualcuno antisemita, al punto da costringere Jackson a registrarne una nuova versione censurandone alcune parti[63]. Tuttavia Jackson avrebbe inteso affermare il contrario: in un'intervista dichiarò, infatti, che il brano parlava del dolore provocato dal pregiudizio e dall'odio.[64]
  • Stranger in Moscow - Fu estratto come sesto e ultimo singolo dal disco e pubblicato nel novembre 1996. La canzone fu concepita in un momento di solitudine in un albergo di Mosca, nel 1993, durante una tappa del Dangerous World Tour. Si tratta di una ballata che mette in evidenza lo stato d'animo del cantante dopo essere stato accusato, per la prima volta, di molestie sessuali nei confronti di un minore. Il brano si rivelò un successo in Europa, raggiungendo la prima posizione in molte nazioni, tra cui Italia e Regno Unito, dove rimase in vetta alle classifiche per 5 settimane consecutive. Contrariamente alle aspettative, fu invece un flop negli Stati Uniti, dove raggiunse solo la posizione numero 91. Il singolo venne venduto in oltre 700.000 copie.[56]

Altri singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • HIStory - Nel 1997 la canzone che dava il titolo all'album venne estratta in doppio singolo, assieme a Ghosts, come ultimo singolo da HIStory e dell'album Blood on the Dance Floor, essendo presente in tale album una versione remixata del brano. In Europa raggiunse la posizione numero 5 della UK Singles Chart e vendette oltre 500.000 copie.
  • Smile - A fine 1997-inizio 1998 si decise inizialmente di estrarre la canzone Smile come singolo natalizio e come ultimo singolo da HIStory, e Jackson aveva pronte le idee per il video che lo avrebbe dovuto accompagnare ma, benché i CD singoli fossero già andati in stampa e pronti alla vendita, la casa discografica ne cancellò improvvisamente l'uscita senza fornire spiegazioni. Il cantante si disse stupito e sconvolto della scelta in un'intervista con la fanzine francese Black&White.[65] I CD singoli sopravvissuti al macero divennero presto pezzi da collezionismo.[66]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

HIStory Begins (Disco 1)[modifica | modifica wikitesto]

  1. Billie Jean – 4:54 (Michael Jackson)tratto dall'album Thriller (1982)
  2. The Way You Make Me Feel – 4:57 (Michael Jackson)tratto dall'album Bad (1987)
  3. Black or White – 4:16 (Michael Jackson)tratto dall'album Dangerous (1991)
  4. Rock with You – 3:42 (Rod Temperton)tratto dall'album Off the Wall (1979)
  5. She's Out of My Life – 3:38 (Michael Jackson)tratto dall'album Off the Wall (1979)
  6. Bad (Single Mix) – 4:07 (Michael Jackson)tratto dall'album Bad (1987)
  7. I Just Can't Stop Loving You (Single Mix) – 4:12 (Michael Jackson)tratto dall'album Bad (1987)
  8. Man in the Mirror – 5:19 (Glen Ballard, Siedah Garrett)tratto dall'album Bad (1987)
  9. Thriller – 5:58 (Michael Jackson, Rod Temperton)tratto dall'album Thriller (1982)
  10. Beat It – 4:19 (Michael Jackson)tratto dall'album Thriller (1982)
  11. The Girl Is Mine – 3:42 (Michael Jackson)tratto dall'album Thriller (1982)
  12. Remember the Time – 4:00 (Teddy Riley, Michael Jackson, Bernard Belle)tratto dall'album Dangerous (1991)
  13. Don't Stop 'Til You Get Enough – 6:05 (Michael Jackson)tratto dall'album Off the Wall (1979)
  14. Wanna Be Startin' Somethin' – 6:04 (Michael Jackson)tratto dall'album Thriller (1982)
  15. Heal the World – 6:25 (Michael Jackson)tratto dall'album Dangerous (1991)

HIStory Continues (Disco 2)[modifica | modifica wikitesto]

  1. Scream (feat. Janet Jackson) – 4:39 (Michael Jackson, Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis)
  2. They Don't Care About Us – 4:44 (Michael Jackson)
  3. Stranger in Moscow – 5:44 (Michael Jackson)
  4. This Time Around – 4:21 (Michael Jackson, Christopher George Latore Wallace, René Moore, Dallas Austin, Bruce Swedien)contiene un breve segmento rap di The Notorious B.I.G.
  5. Earth Song – 6:46 (Michael Jackson)
  6. D.S. – 4:49 (Michael Jackson)
  7. Money – 4:41 (Michael Jackson)
  8. Come Together – 4:03 (John Lennon, Paul McCartney)
  9. You Are Not Alone – 6:02 (R. Kelly)
  10. Childhood – 4:28 (Michael Jackson)Tema di Free Willy 2
  11. Tabloid Junkie – 4:32 (Michael Jackson, James Harris III, Terry Lewis)
  12. 2 Bad – 4:49 (Michael Jackson, James Harris III, Terry Lewis, Shaquille O'Neal)contiene un breve segmento rap di Shaquille O'Neal
  13. HIStory – 6:34 (Michael Jackson, James Harris III, Terry Lewis)contiene un cameo dei Boyz II Men nelle voci di sottofondo
  14. Little Susie – 6:13 (Michael Jackson)
  15. Smile – 4:55 (Charlie Chaplin)

Successo commerciale[modifica | modifica wikitesto]

Ad anticipare l'uscita dell'album fu Scream, in coppia con la sorella Janet,[67] accompagnato da un videoclip che, con una spesa di circa 7.000.000 di dollari, risultò essere il più costoso della storia.[68] Il brano raggiunse la quinta posizione nella classifica Billboard Hot 100[69] e la terza nella Official Singles Chart.[70] Nella settimana di debutto furono vendute circa 390.000 copie dell'album negli Stati Uniti,[71] mentre in Regno Unito HIStory raggiunse le 100.000 copie in due giorni.[45] In Italia esordì alla posizione numero 1 della Classifica FIMI Album, ma alla seconda settimana scese di sette posizioni.[72] Nel giro di un mese Scream uscì dalle classifiche, determinando anche un crollo delle vendite dell'album. Il 15 agosto, però, fu pubblicato il secondo singolo, You Are Not Alone, che debuttò al nº 1 nella Billboard Hot 100[73] e ne risollevò le sorti. Negli Stati Uniti HIStory raggiunse gli oltre 8 milioni di copie, venendo certificato 8 volte disco di platino dalla RIAA,[74] e in tutto il mondo circa 30 milioni di copie (60 milioni se considerati i 2 CD singolarmente), diventando il doppio album più venduto di tutti i tempi per un solista.[25][75] Nel 2001 il primo CD fu ristampato singolarmente con il titolo Greatest Hits HIStory Vol.1, e vendette 3,5 milioni di copie.

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1995) Posizione
Austria[104] 18
Francia[105] 3
Italia[106] 23
Stati Uniti[107] 32
Svizzera[108] 8
Classifica (1996) Posizione
Francia[109] 8
Stati Uniti[110] 177

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Stephen Thomas Erlewine, Michael Jackson - HIStory: Past, Present and Future, Book I - Review, All Music Guide. URL consultato il 6 maggio 2011.
  2. ^ a b c (EN) James Hunter, Michael Jackson - HIStory: Past, Present, Future, Book I, Rolling Stone, 10 agosto 1995. URL consultato il 6 maggio 2011.
  3. ^ (EN) Bernadette McNulty, Michael Jackson's music: the solo albums, The Telegraph, 26 giugno 2009. URL consultato il 31 ottobre 2019.
    «Key sound: Dystopian world rap».
  4. ^ (PT) Associação Brasileira dos Produtores de Discos, Certificados, su abpd.org.br. URL consultato il 20 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2010).
  5. ^ (ES) Certificaciones, AMPROFON. URL consultato il 6 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2012).
  6. ^ (NO) Trofeer, International Federation of the Phonographic Industry (Norvegia). URL consultato il 6 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2006).
  7. ^ (ES) Discos de Oro y Platino, Cámara Argentina de Productores de Fonogramas y Videogramas. URL consultato il 25 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2011).
  8. ^ (EN) ARIA Charts - Accreditations - 2009 Albums, ARIA Charts. URL consultato il 6 maggio 2011.
  9. ^ (DE) Gold & Platin, International Federation of the Phonographic Industry (Austria). URL consultato il 6 maggio 2011.
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  11. ^ (DA) Certificeringer, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 9 ottobre 2019.
  12. ^ (EN) IFPI Platinum Europe Awards - 1996 AWARDS, IFPI. URL consultato il 6 maggio 2011.
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  17. ^ (EN) Latest Gold / Platinum Albums, Radioscope. URL consultato il 14 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2011).
  18. ^ (EN) BRIT Certified, British Phonographic Industry. URL consultato il 6 maggio 2011.
  19. ^ (ES) Top 100 Albumes - Semana 32: del 03.08.2009 al 09.08.2009 (PDF), Productores de Música de España. URL consultato il 6 maggio 2011.
  20. ^ (EN) Michael Jackson’s Catalogue Garners Major New Gold & Platinum Awards, Recording Industry Association of America, 23 agosto 2018.
  21. ^ (SV) Guld & Platina År 1987-1998 (PDF), International Federation of the Phonographic Industry (Svezia). URL consultato il 6 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2012).
  22. ^ (EN) AWARDS 1996, su swisscharts.com. URL consultato il 6 maggio 2011.
  23. ^ (FR) Les Album Diamant, InfoDisc. URL consultato il 21 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2015).
  24. ^ a b ERNESTO ASSANTE, L' INVASIONE DEL GENERALE JACKSON - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it, 9 giugno 1995. URL consultato il 21 febbraio 2018.
  25. ^ a b Laura Putti, Il nuovo Michael Jackson fa un tuffo nel passato, La Repubblica, 24 agosto 2001. URL consultato il 10 maggio 2009.
  26. ^ Access Hollywood, The return of the King of Pop, MSNBC, 2 novembre 2006. URL consultato il 25 novembre 2008.
  27. ^ (EN) List of Grammy nominees, CNN, 4 gennaio 1996. URL consultato il 5 maggio 2011.
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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]