Billie Jean

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Billie Jean
Michael Jackson Billie Jean.jpg
Fotogramma dal video del brano
ArtistaMichael Jackson
Tipo albumSingolo
Pubblicazione8 gennaio 1983
Durata4:54
Album di provenienzaThriller
GenereFunk
Pop
Rhythm and blues
EtichettaEpic Records
ProduttoreQuincy Jones
Registrazione1983
NoteGrammy Award icon.svg "Miglior canzone R&B" Grammy Awards 1984
Grammy Award icon.svg "Miglior interpretazione R&B vocale maschile" Grammy Awards 1984
Certificazioni
Dischi d'oroNuova Zelanda Nuova Zelanda[1]
(Vendite: 7.500+)
Spagna Spagna[2]
(Vendite: 20.000+)
Dischi di platinoAustralia Australia[3]
(vendite: 70 000+)

Canada Canada (2)[4]
(Vendite: 200.000+)
Italia Italia[5]
(vendite: 50 000+)
Messico Messico[6]
(Vendite: 60.000+) Francia Francia[7]
(Vendite: 1.086.000+)Regno Unito Regno Unito[8]
(Vendite: 600.000+)

Stati Uniti Stati Uniti (5)[9]
(vendite: 5 000 000+)
Michael Jackson - cronologia
Singolo precedente
(1982)
Singolo successivo
(1983)

Billie Jean è una canzone scritta, composta e interpretata dal cantante statunitense Michael Jackson e prodotta insieme a Quincy Jones, pubblicata l'8 gennaio 1983 come secondo singolo dal suo sesto album in studio, Thriller. La canzone risulta essere la più conosciuta e famosa dell'artista.[10]

Il brano riscosse un grande successo commerciale riuscendo, infatti, a raggiungere la prima posizione della classifica generale di Billboard, dove rimase per sette settimane consecutive, e della classifica soul, dove restò per ben nove settimane di seguito. Negli Stati Uniti ricevette due Grammy Award nel 1984: per la "Migliore interpretazione R&B vocale maschile" e per la "Migliore canzone rhythm and blues"[11]. Ricevette altre due nomination ai Grammy, come "Incisione dell'anno" e come "Canzone dell'anno", mentre agli American Music Awards 1984 vinse il premio come "Miglior canzone Pop/Rock". Fu inoltre votata come "Miglior singolo dell'anno" dal The Village Voice, venne inserita alla numero uno della classifica delle migliori canzoni realizzate dal 1980 al 2005 dal periodico Blender[12] e come "Miglior canzone degli anni Ottanta" dalla rivista Q nel 2006.[13] La rivista Rolling Stone nel 2004 la inserì invece al 58º posto nella lista dei 500 migliori brani musicali secondo Rolling Stone.[14]

Quando Billie Jean raggiunse la posizione numero uno della classifica di Billboard il 5 marzo 1983, Jackson divenne il primo artista a occupare contemporaneamente quattro classifiche pop e rhythm and blues di Billboard, rimanendo al vertice per sei settimane consecutive, un record imbattuto tra gli artisti maschili. La popolarità della canzone, inoltre, convinse i programmatori dell'allora neonata rete musicale MTV ad aggiungere la clip alla rotazione, nonostante la rete fosse ancora refrattaria a trasmettere video di artisti di colore.[15] Il brano ha venduto oltre 11 milioni di copie in tutto il mondo.[13][16][17]

Il 6 marzo 2006 Billie Jean è uscita nuovamente come singolo, parte del videoalbum Visionary: The Video Singles. La raccolta ha raggiunto la posizione numero 11 in Regno Unito e la numero 1 in Spagna.

Nel 2009, a causa della morte di Michael Jackson, avvenuta il 25 giugno, che ha causato un aumento esponenziale delle vendite dei suoi album e singoli, la canzone è rientrata nelle prime posizioni delle classifiche mondiali raggiungendo la numero 1 in Francia[18] e in Belgio[19], la numero 2 in Svizzera[20], la numero 3 in Italia[21], Germania[22], Paesi Bassi[23] e Svezia[24] e la numero 4 nella classifica dei brani digitali degli Stati Uniti.[25]

Nel 2018 la RIAA ha certificato il singolo cinque volte Disco di platino per vendite superiori ai 5 milioni di unità negli Stati Uniti.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La giacca e il guanto che Jackson indossò per Billie Jean durante tutti i suoi tour mondiali e durante alcune apparizioni televisive

Il testo[modifica | modifica wikitesto]

Michael Jackson intraprese la composizione del testo di Billie Jean ispirato da alcune vicende di natura personale. Secondo la ricostruzione ufficiale, nel 1981, durante un tour con i Jacksons, una donna (in seguito si scoprì che era una stalker) accusò Jackson di non riconoscere la paternità del figlio. Dichiarò di chiamarsi Billie Jean Jackson e affermò di essere sposata con il cantante. La donna, anni dopo, fu ricoverata in un ospedale psichiatrico. In un'intervista del 1996, Jackson disse che ne aveva conosciute molte di "Billie Jean" che erano state groupies dei Jacksons: «ogni ragazza dichiarava che uno dei loro bambini era figlio di uno dei miei fratelli..», rivelò il cantante. La storia della ragazza è vera ma, secondo altre ricostruzioni, pare non essere riferita a Michael, bensì a suo fratello Randy Jackson, accusato di essere il padre di due gemelli concepiti dalla Billie Jean in questione; nella sua autobiografia Moonwalk, Michael disse espressamente che la canzone era rivolta a uno dei fratelli[26][27]. In seguito, però, alcuni suoi collaboratori fecero intendere più volte il fatto che l'accaduto riguardasse proprio Michael. Forse fu opera del suo manager di allora, Frank DiLeo, per attirare maggiore attenzione sull'artista.

Il personaggio di Billie Jean è anticipato da due linee del testo di Wanna Be Startin' Somethin', traccia d'apertura dell'album Thriller. Dal testo risulta evidente che la ragazza non è innamorata del cantante («tellin' lies and rubbin' shoulders» - «dicendo bugie e infastidendo[mi]») e che parla senza considerare quello che sta dicendo («So they called her mouth a motor» - «dissero che la sua bocca era come un motore in azione»).[28]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un'intervista rilasciata al giornalista Martin Bashir nel 2002 per il documentario Living with Michael Jackson, l'artista dichiarò che iniziò a comporre la canzone mentre guidava in macchina su Ventura Boulevard, a Los Angeles e che qualche giorno dopo la canzone gli apparve in testa già completa di arrangiamenti. Jackson registrò la prima demo nella sua casa di Hayvenhurst, a Encino, nell'autunno del 1981. Quando presentò il pezzo al produttore Quincy Jones, questi non gradì il titolo e gli propose di rinominarla "Not My Lover", perché era convinto che la gente avrebbe pensato ad una relazione di Jackson con la nota tennista Billie Jean King. Jones, inoltre, sosteneva che l'introduzione troppo lunga non potesse funzionare. Jackson, però, rispose che era proprio quel giro di basso a fargli venire voglia di ballarci sopra[29]. Alla fine Jackson la spuntò su entrambe le questioni: mantenne sia il titolo sia l'introduzione[30] ed il successo strepitoso, ottenuto dal brano, gli diede piena ragione.

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda vuole che Jackson avesse registrato la voce principale in un'unica sessione, ma fu proprio l'arrangiamento a rendere questa canzone unica nella storia della musica: Jackson disse che aveva voluto scrivere «un giro di basso perfetto» e che ci lavorò per un paio di settimane prima di realizzare la base. Michael curò anche l'ordine dell'arrangiamento della batteria e del sintetizzatore e, con l'aiuto del suo collaboratore Jerry Hey, degli archi, dei corni, dell multi-tracking. Con la sua voce a fare il resto, completò Billie Jean una settimana prima dell'uscita dell'album Thriller, fissata dalla Epic Records per il 1º dicembre 1982.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Video musicale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 negli Stati Uniti era nata MTV, la prima emittente televisiva a trasmettere solo video musicali tutto il giorno, che riscosse subito un grande successo tra i giovani. Jackson vide del potenziale nella nuova emittente e nei primi mesi del 1983 decise di realizzare un videoclip per promuovere il secondo singolo di Thriller, Billie Jean, sperando che la neonata rete televisiva lo mandasse in onda, nonostante fino ad allora la rete non avesse mai trasmesso video di artisti di colore. MTV era più concentrata sulla musica di artisti bianchi come i Duran Duran, Peter Gabriel, The Clash, Blondie, Genesis e Billy Idol. Al rifiuto di MTV di trasmettere il video, Walter Yetnikoff, l'allora presidente della Epic/CBS Records, informò il presidente della rete che se Billie Jean non fosse stato trasmesso, la casa discografica non avrebbe dato l'autorizzazione a trasmettere nemmeno nessuno dei video dei suoi artisti non di colore, Billy Joel, Culture Club, Wham!, Cyndi Lauper e altri. Sotto questa minaccia MTV alla fine decise di mandare in onda il video, che fu trasmesso per la prima volta il 10 marzo 1983, ottenendo subito grandi ascolti.[31][32]

Diretto dal regista britannico Steve Barron, il video di Billie Jean è molto suggestivo, ricalcando solo vagamente il testo della canzone. Nelle immagini troviamo un Jackson solitario che cammina per le strade di una città di un ipotetico futuro, ispirato alle atmosfere neo-noir del film Blade Runner dell'anno precedente, mentre il suolo si illumina ai suoi passi (una sorta di richiamo al successo e alla fama dell'artista). Un petulante stalker, un reporter, perseguita Jackson, perdendo però l'occasione di fotografarlo a letto con una ragazza perché Jackson si dissolve nel nulla...[31] Nel 1999, intervistato da MTV, dalla quale Thriller venne premiato come "Miglior video mai realizzato", il cantante, alla domanda del giornalista che gli chiedeva come mai il video di Billie Jean avesse così poco a che vedere con il testo della canzone, commentò così[33]:

«È un po' surreale e differente allo stesso tempo. Non fui io a venirmene fuori con quel concetto. Fu Steve Barron a decidere tutto e io pensai che le sue idee fossero buone e per questo lasciammo tutto così. L'unico pezzo del video che decisi io personalmente fu quando dissi: "Dammi una sezione del video in cui io possa ballare". Perché inizialmente lui disse: "Non voglio ballo nel video". Quindi quella piccola sezione in cui si vede quella lunga strada di fronte al manifesto con le due ragazze, una delle quali è Billie Jean, e io sto danzando, quella fu l'unica parte alla quale io contribuii".»

(Michael Jackson, intervista rilasciata ad Alex Colletti di MTV l'8 dicembre 1999)

Il video, grazie alle sue coreografie e al talento straordinario di Jackson, rivoluzionò completamente il modo di fare videoclip conosciuto fino ad allora e creò rapidamente uno stereotipo del quale Jackson fu un emblema. Fu poi ripreso, riadattato e migliorato nella successiva clip di Beat It).

A causa delle numerose richieste e degli alti indici di ascolto, MTV cominciò a trasmetterlo a rotazione, facendo di Michael il primo artista nero a promuovere un video su quell'emittente. Il produttore Quincy Jones commentò il sodalizio tra Jackson e MTV dicendo che i due «si sono sfruttati a vicenda per la gloria». Successivamente, grazie all'impatto di Jackson, l'emittente promosse altri artisti di colore come Prince, The Pointer Sisters, Rick James, Lionel Richie e Run DMC. Jackson fu la prima – e per molti ancora la più grande – pop megastar ad emergere dal network. Ciò spianò la strada a molti artisti famosi come Madonna, Cyndi Lauper e, nel giro di qualche anno, anche alla sorella Janet Jackson, i quali costruirono molto la loro carriera sui video musicali.[31]

Esibizione al Motown 25[modifica | modifica wikitesto]

La giacca e il guanto indossati da Jackson al Motown 25

Il video musicale e, in particolar modo, la sua diffusione attraverso MTV, contribuirono alla diffusione di Billie Jean e alla sua consacrazione alle masse come inno jacksoniano, ma il 16 maggio 1983 Michael stabilì un nuovo record di ascolti per una storica interpretazione dal vivo di Billie Jean, durante uno spettacolo per festeggiare i 25 anni dalla fondazione della Motown Records, etichetta discografica con cui debuttarono Michael e i suoi fratelli, denominato Motown 25: Yesterday, Today, Forever.[34][35]

Per coloro che non possedevano la TV via cavo o non guardavano MTV, quella fu la prima occasione di vedere Jackson in televisione. Dopo essersi esibito con i fratelli in un medley dei Jackson 5, Michael rimase da solo sul palco: indossava una giacca nera di paillettes, pantaloni con l'orlo corto che lasciavano intravedere delle calze bianche, dei mocassini neri e un guanto bianco tempestato da milleduecento strass alla mano sinistra. Dopo aver brevemente parlato col pubblico raccolse da terra un cappello nero di feltro e cominciò ad esibirsi sulle note di Billie Jean. Quell'abbigliamento divenne celebre, tanto che Jackson lo riutilizzò in ogni reinterpretazione della canzone nei concerti degli anni a venire. Durante questo brano il cantante eseguì per la prima volta il passo di danza detto "moonwalk" ("camminata sulla luna"), per il quale divenne altrettanto celebre (a seconda delle versioni, il passo fu inventato da Bill Bailey[36], un ballerino statunitense di tip-tap, o dal mimo francese Marcel Marceau, che inizialmente gli diede il nome di "backslide", ma versioni più rudimentali del passo erano state eseguite anche dagli Electric Boogaloos, da Cab Calloway, James Brown, Damita Jo Freeman, Casper and Cooley, Jeffrey Daniel, Mr. Bojangles, Bob Fosse e da Shields and Yarnell[37]). Lo stesso Jackson raccontò in più di un'intervista di averlo imparato, e poi perfezionato, dai ragazzi neri di strada. Nonostante questo il moonwalk è ormai associato inequivocabilmente a Jackson ed è diventando l'emblema del suo stile di ballo e simbolo della canzone stessa.

Durante quella prima esibizione di Jackson, nel pubblico in sala si scatenò l'entusiasmo. Il giornalista Christopher Smith del Los Angeles Times, che era presente, scrisse[35]:

«Il pubblico in sala esplose letteralmente per l'euforia. Di solito sono abbastanza indifferente alle reazioni del pubblico, ma quella fu tutta un'altra cosa. Non fu un boato ma piuttosto il suono di un intero auditorium che inizia a gridare in contemporanea come per un'improvvisa paura generale. Un paio di file davanti a me vidi due donne abbracciarsi in modo violento, quasi come in un placcaggio, sempre rivolte verso il palco. Tutto il pubblico era in piedi, come a volersi immergere nell'esibizione. La danza è stata la parte clou della sua performance. Fino a quel momento, non avevo mai immaginato Michael Jackson come artista adulto. Il suo esile corpo si muoveva agilmente e i movimenti eseguiti erano perfetti al millesimo di secondo – movimenti stupefacenti da rimanere ammaliato. Il debutto del moonwalk ha riacceso di nuovo le grida del pubblico – infatti, nella hall, più tardi le persone tentavano, senza riuscirci, di imitare quel movimento.»

Un altro giornalista presente, Steven Ivory, disse che[35]:

«Ciò che oggi sembra normale, a quel tempo fu qualcosa di veramente strabiliante: nessuno aveva mai visto così Michael Jackson. Perfino i suoi fratelli, dopo l’esecuzione del medley insieme a lui, dal retroscena lo guardarono esibirsi come se fosse stato il suo debutto. Come narra la storia, Michael aveva preparato il numero il giorno prima dello spettacolo.

I fan di Jackson furono tutti felicissimi di vederlo di nuovo sul palco dal vivo. Ma i fan di Jackson e di razza nera, furono inondati da un senso di orgoglio culturale che non era solo per la musica ma per il fatto di entrare a far parte della storia musicale americana. Quei cinque minuti di Jackson, da solo sul palco, in qualche modo e allo stesso tempo hanno inorgoglito l’intera razza – in ogni caso, ottenne ai suoi piedi l’intera sala del Pasadena Civic. La registrazione dello spettacolo, dopo la fine dell’esibizione di Jackson, fu momentaneamente interrotta per consentire all’intera produzione e al pubblico in sala di riacquisire la sua calma. Era come se Jackson avesse lanciato una "bomba di emozione" nel pubblico e lo avesse lasciato stordito e incapace di gestire quel flusso di energia. Dagli altoparlanti una voce pregò il pubblico di calmarsi e riprendere posto. Le persone si asciugavano le lacrime agli occhi, si abbracciavano. Avevamo appena assistito ad una cerimonia d'incoronazione!»

Il giorno seguente alla messa in onda, il celebre attore e ballerino Fred Astaire, uno degli idoli di Jackson, chiamò il cantante per congratularsi, dicendogli[38]:

«Ti muovi in modo divino. Li hai messi tutti col culo per terra ieri sera. Sei un ballerino infuriato proprio come me.»

Jackson lo descrisse come «il più grande complimento della mia vita».[35][39]

L'evento fu seguito in televisione da circa 50 milioni di telespettatori. La stampa definì Jackson «il nuovo Sinatra» e «elettrizzante come Elvis». Dopo l'esibizione al Motown 25, l'album Thriller incrementò le vendite in maniera esponenziale, stabilendo un record nelle vendite mai raggiunto prima di allora e mai più superato.[39][40]

Spot per la Pepsi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 la Pepsi-Cola firmò un contratto milionario con Jackson per una serie di spot pubblicitari. Nelle prime due pubblicità fu usata una versione di Billie Jean col testo cambiato, chiamata "Pepsi Generation". Nel primo spot, assieme a Jackson e ai suoi fratelli, apparve un giovane Alfonso Ribeiro, divenuto celebre anni dopo per il personaggio di Carlton Banks nella sit-com Willy, il principe di Bel-Air al fianco di Will Smith.[41]

La nuova versione "Pepsi" di Billie Jean ottenne molto successo, anche se non venne mai pubblicata. Durante lo spot successivo, sempre con i fratelli, questa volta raffigurati durante un concerto[42], i capelli del cantante si incendiarono accidentalmente a causa di un fuoco d'artificio esploso in anticipo, causandogli ustioni di secondo e terzo grado[43].

Successo[modifica | modifica wikitesto]

La canzone dominò la classifica dei singoli di Billboard per sette settimane e quella soul per undici settimane, nove delle quali consecutive. Ma il grande successo non si limitò solo alle posizioni in classifica: gettò le basi del mito jacksoniano che, da quel momento in poi, avrebbe influenzato la cultura musicale e dello spettacolo.

Billie Jean fu certificato Disco di platino dalla RIAA nel 1989 e in seguito ricevette altri due Dischi d'oro dallo stesso ente, rispettivamente nel 2005 e nel 2009. Nel 2018, infine, la RIAA lo certificò cinque volte disco di platino per vendite superiori ai 5 milioni di unità negli Stati Uniti.[17]

Billie Jean 2008[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 la canzone fu remixata da Kanye West e inserita nell'album celebrativo Thriller 25. Il singolo fu pubblicato a fine anno ed entrò in classifica solo in alcuni paesi.

Chris Cornell, leader del gruppo musicale Soundgarden ed ex componente degli Audioslave, ne fece una sua versione e la inserì nel suo album da solista Carry on, pubblicato il 25 maggio 2007. Ne esistono anche delle tracce dal vivo.[senza fonte]

Reinterpretazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1983 i Club House pubblicarono Do It Again Medley with Billie Jean, un precursore del genere mash-up, mixando Billie Jean con la canzone degli Steely Dan Do It Again, uscita nel novembre 1972. Il brano ebbe molto successo sia in Europa che negli Stati Uniti.
  • Mina, ne inserì una sua versione nell'album Ti conosco mascherina del 1990.
  • Nel 1995 la London Synphonic Orchestra realizzò un album con versioni orchestrali dei brani di Jackson, nel quale Billie Jean è il primo nella scaletta.[44]
  • Il gruppo rock demenziale romano Gnometto band utilizzò la base della canzone per comporre Big Jim, pezzo dedicato al famoso giocattolo della Mattel.
  • All'inizio del video musicale di Eminem Just Lose It un finto Michael Jackson entra in un locale e sotto ogni suo passo un pezzo di pavimento s'illumina. Chiaro riferimento a Billie Jean.
  • La canzone fu remixata senza autorizzazione da Bushwacka! e pubblicata in un bootleg nel 2001, divenendo un successo nelle discoteche.
  • La versione strumentale fu remixata da Paul B insieme a delle aggiunte vocali di Eminem con il titolo Without Billie Jean. Ne esiste anche una versione con aggiunte vocali di DMX dal titolo No Love for Billie Jean.
  • Ian Brown reinterpretò il brano come aveva già fatto con Thriller ed uscì come singolo.
  • Fu reinterpretato anche da Chris Cornell durante un concerto a Stoccolma (Svezia), parte del tour promozionale del nuovo album degli Audioslave Revelations.
  • Il gruppo punk tedesco 'the Bates ne fece una propria versione nel 1995 accompagnata dalle immagini del film di Alfred Hitchcock Psycho.
  • Il cantautore dell'Irlanda del Nord Foy Vance ne registrò una versione dal vivo per i suoi EP Live Sessions e The Birth of the Toilet Tour.
  • Nell'anno 2011 Giacomo Bucci arrangiò i brani di Michael Jackson realizzandone l'EP The King of Pop for Orchestra e inserendo Billie Jean come prima traccia[45].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Versione 7"[modifica | modifica wikitesto]

  1. Billie Jean (Album Version) – 4:54 (Michael Jackson)
  2. It's the Falling in Love (Album Version) – 3:48 (Carole Bayer Sager, David Foster) – duetto con Patti Austin

Durata totale: 8:42

Versione 7" Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

  1. Billie Jean (Album Version) – 4:54 (Michael Jackson)
  2. Beat It (Album Version) – 4:18 (Michael Jackson)

Durata totale: 9:12

Versione 12"[modifica | modifica wikitesto]

  1. Billie Jean (12" Mix) – 6:20 (Michael Jackson)
  2. Billie Jean (Instrumental) – 6:20 (Michael Jackson)

Durata totale: 12:40

The Visionary Single (2006)[modifica | modifica wikitesto]

Lato CD[modifica | modifica wikitesto]

  1. Billie Jean (Album Version) – 4:54 (Michael Jackson)
  2. Billie Jean (Original 12" Edit) – 6:23 (Michael Jackson)

Durata totale: 11:17

Lato DVD[modifica | modifica wikitesto]

  1. Billie Jean (Videoclip) – 4:54 (Michael Jackson)

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

classifica (1983) Massima
posizione
Austria 2[46]
Paesi Bassi 4[47]
Francia 45[48]
Germania 2[22]
Irlanda 1[49]
Italia 7[50]
Norvegia 6[51]
Spagna 1[52]
Svezia 2[53]
Svizzera 1[54]
Classifica ufficiale dei singoli (USA) 1[55][56]
Classifica generale di Billboard (USA) 1[55]
Classifica rhythm and blues (USA) 1[55]
classifica (2006) Massima
posizione
Australia 58[57]
Italia 9
Spagna 1[58]
Regno Unito 11[59]
classifica (2009) Massima
posizione
Australia 7[57]
Austria 15
Belgio 1[19]
Danimarca 8[58]
Francia 1[18]
Germania 3[59]
Finlandia 11[60]
Irlanda 11[61]
Italia 3[21]
Nuova Zelanda 15[62]
Norvegia 5[63]
Svizzera 2[54]
Turchia 9[64]
Classifica ufficiale dei singoli (USA) 10[65]
Classifica brani digitali di Billboard (USA)[66] 4

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Classifica di fine anno italiana (1983) Posizione
Classifica italiana[67] 8
Classifica dei singoli Posizione
Classifica italiana[67] 1

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su rianz.org.nz. URL consultato l'8 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2013).
  2. ^ Promusicae - Productores de Música de España
  3. ^ (EN) ARIA Accreditations (1987-2010), ARIA Charts. URL consultato il 7 marzo 2008.
  4. ^ Copia archiviata, su musiccanada.com. URL consultato il 1º gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2014).
  5. ^ Billie Jean (certificazione), Federazione Industria Musicale Italiana.
  6. ^ https://www.facebook.com/CertificacionesAmprofon/photos/pb.167176543406965.-2207520000.1428048957./356615534463064/?type=3&theater
  7. ^ (FR) Les Ventes & Les Certifications - Michael Jackson, InfoDisc. URL consultato il 20 aprile 2012.
  8. ^ BRIT Certified
  9. ^ (EN) Michael Jackson’s Catalogue Garners Major New Gold & Platinum Awards, su riaa.com, 23 agosto 2018.
  10. ^ The Billboard Hot 100 - 1983, su billboard.com. URL consultato il 7 luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2006).
  11. ^ How Billie Jean Changed the World, The Guardian, (July 12, 2007). URL consultato il 21 febbraio 2009.
  12. ^ Blender Magazine - 500 Greatest Songs from 1980-2005, su www.cs.ubc.ca.
  13. ^ a b Redazione Tgcom, 'Billy Jean' regina degli anni '80, su www.tgcom24.mediaset.it, 18 luglio 2006.
  14. ^ (EN) Rolling Stone, 500 Greatest Songs of All Time, in Rolling Stone, 7 aprile 2011.
  15. ^ Gary Trust, Rewinding the Charts: In 1983, Michael Jackson's 'Billie Jean' Moonwalked to No. 1 on the Hot 100, in Billboard, 5 marzo 2018.
  16. ^ (EN) How Billie Jean changed the world, su The Guardian, 12 luglio 2007.
  17. ^ a b (EN) RIAA, Michael Jackson’s Catalogue Garners Major New Gold & Platinum Awards, in RIAA, 23 agosto 2018.
  18. ^ a b Steffen Hung, Les charts français, su lescharts.com. URL consultato il 21 novembre 2018.
  19. ^ a b Ultratop Back Catalogue Singles, su ultratop.be. URL consultato il 21 novembre 2018.
  20. ^ Steffen Hung, Michael Jackson - Billie Jean, su swisscharts.com. URL consultato il 21 novembre 2018.
  21. ^ a b Steffen Hung, Michael Jackson - Billie Jean, su italiancharts.com. URL consultato il 21 novembre 2018.
  22. ^ a b German Singles Chart Archives, charts-surfer.de. URL consultato il 24 febbraio 2009.
  23. ^ Steffen Hung, Michael Jackson - Billie Jean, su hitparade.ch. URL consultato il 21 novembre 2018.
  24. ^ Steffen Hung, Michael Jackson - Billie Jean, su swedishcharts.com. URL consultato il 21 novembre 2018.
  25. ^ Michael Jackson Chart History - Digital Song Sales, in Billboard, 11 luglio 2009.
  26. ^ Jackson, pp. 192–194
  27. ^ Wadhams, pp. 418–422
  28. ^ (EN) Wanna Be Startin' Somethin' by Michael Jackson, su www.songfacts.com.
  29. ^ The 500 Greatest Songs Since You Were Born: Number 1 (Blender), (October, 2005).
  30. ^ Taraborrelli, pp. 223–224
  31. ^ a b c (EN) Tamara Palmer, How the 'Billie Jean' Video Changed MTV, in The Root, 10 marzo 2013.
  32. ^ (EN) Lucy Jones, 30 Cool Facts You Didn't Know About 'Billie Jean', in NME, 2 gennaio 2013.
  33. ^ Michael Jackson-MTV (1999), 25 febbraio 2012.
  34. ^ Motown 25: Yesterday, Today, Forever, su IMDb, 16 maggio 1983.
  35. ^ a b c d – L’emozionante “Motown 25” visto in diretta –, in onlymichaeljackson, 26 marzo 2015.
  36. ^ SuperGold 70, The First Moonwalk - Bill Bailey - The Apollo Theatre - New York - 1955, 12 dicembre 2010.
  37. ^ (EN) Inside Michael Jackson’s Iconic First Moonwalk Onstage, in Rolling Stone, 5 ottobre 2015.
    «Finally, as Michael executes the moonwalk, formerly known as the backslide, formerly a dance belonging to the Electric Boogaloos, Cab Calloway, James Brown, Damita Jo Freeman, Casper and Cooley, Jeffrey Daniel, Mr. Bojangles, Bob Fosse, Marcel Marceau, and Shields and Yarnell».
  38. ^ (EN) Inside Michael Jackson’s Iconic First Moonwalk Onstage, in Rolling Stone, 5 ottobre 2015.
    «The say after the show Aired, on May 16, 1983, Michael Jackson received a call from Fred Astaire. (“Oh, come on,” was Michael’s first reaction.) Astaire was eighty-four. He had filmed his final movie, Ghost Story, two years earlier. “You’re a hell of a mover. Man, you really put them on their asses last night,” Fred Astaire told Michael Jackson. “You’re an angry dancer. I’m the same way. I used to do the same thing with my cane.».
  39. ^ a b Michael Jackson, Moonwalk, Doubleday, 1º febbraio 1988, ISBN 978-0-09-954795-2.
  40. ^ (EN) Inside Michael Jackson’s Iconic First Moonwalk Onstage, in Rolling Stone, 5 ottobre 2015.
  41. ^ GiraldiMedia, Michael Jackson Pepsi Generation, 26 giugno 2009.
  42. ^ GiraldiMedia, Michael Jackson Pepsi "Convention", 26 giugno 2009.
  43. ^ (EN) ABC News, Never Seen Video of Jackson's Hair on Fire, su ABC News, 15 luglio 2009. URL consultato il 24 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2018).
  44. ^ Plays Michael Jackson - London Symphony Orchestra, Symphonic Orchestra, su AllMusic.
  45. ^ (EN) Giacomo Bucci - The King Of Pop for Orchestra, su Discogs. URL consultato il 22 novembre 2018.
  46. ^ Austrian Singles Chart Archives, austriancharts.at. URL consultato il 21 febbraio 2009.
  47. ^ Dutch Singles Chart Archives, dutchcharts.nl. URL consultato il 21 febbraio 2009.
  48. ^ French Singles Chart Archives, lescharts.com. URL consultato il 21 febbraio 2009.
  49. ^ The Irish Charts - All there is to know
  50. ^ Italian Singles Chart Archives, italiancharts.com. URL consultato il 21 febbraio 2009.
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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]