Bad World Tour

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Bad World Tour
Michael Jackson in 1988.jpg
Michael Jackson interpreta Wanna Be Startin' Somethin' durante una tappa del Bad World Tour a Vienna
Tour di Michael Jackson
Album Bad
Inizio Giappone Tokyo
12 settembre 1987
Fine Stati Uniti Los Angeles
27 gennaio 1989
Tappe 2
Spettacoli
Cronologia dei tour di Michael Jackson
Victory Tour
(1984)
Dangerous World Tour
(1992-1993)
Bad tour logo.jpg

Il Bad World Tour è stato il primo tour da solista del cantante Michael Jackson iniziato il 12 settembre 1987 e terminato il 27 gennaio 1989 per promuovere il suo settimo album in studio, Bad (1987).

La prima parte del tour partì da Tokyo e proseguì in Australia. La seconda parte cominciò negli Stati Uniti per proseguire in Europa. Il tour fece tappa a Roma il 23 e il 24 maggio 1988[1] e a Torino il 29.[2] Jackson eseguì 125 concerti in 15 nazioni in Asia, Oceania, Nord America ed Europa con oltre 4,4 milioni di spettatori e incassi superiori ai 125 milioni di dollari dell'epoca. Divenne, all'epoca, il tour di maggior successo di tutti i tempi, ottenendo due record nel Guinness dei Primati come "il tour con i maggiori incassi nella storia" e "il tour con il più vasto pubblico presente".[3]

Il tour[modifica | modifica wikitesto]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il tour fu molto pubblicizzato e la Pepsi Cola, che aveva già sponsorizzato il precedente tour di Jackson coi fratelli, il Victory Tour del 1984, firmò un secondo contratto con Jackson del valore di 10 milioni di dollari a sostegno del suo album Bad e del tour, grazie a degli spot che avevano come protagonista il cantante.[4] Nel primo della serie, del 1987, Jackson simulava un concerto sul palco mentre eseguiva una versione dal vivo di Bad con un testo diverso dall'originale (contenente dei riferimenti alla famosa bevanda), alternata a delle immagini di un giovane ammiratore (James Safechuck) che bussava alla porta del suo camerino dietro le quinte per chiedere un autografo e che alla fine veniva colto di sorpresa dal suo arrivo. Nel 1988 furono invece realizzati quattro spot a episodi intitolati The Chase, The Chopper, The Museum e The Finale, in cui si vedeva il cantante fuggire, dopo un concerto, dai fans e dai paparazzi prima a bordo di una Ferrari Testarossa, completamente nera, poi appeso ad un elicottero per poi, alla fine dell'ultimo spot, ritrovarsi di nuovo su un palcoscenico.[5]

Dettagli[modifica | modifica wikitesto]

Lo spettacolo faceva largo uso di nuove tecnologie per l'epoca, come dei grandi schermi al LED ai lati della struttura per permettere una migliore visibilità del palco da tutte le angolazioni, una gru che innalzava l'artista sugli spettatori delle prime file durante l'esecuzione di Beat It, o dei trucchi di illusionismo che lo vedevano sparire da un lato del palco e riapparire dall'altro alla fine di Workin' Day and Night e all'inizio di Thriller, mentre indossava una giacca illuminata e ballava con dei ballerini vestiti da zombie nella stessa coreografia del famoso videoclip. Durante la canzone She's Out of My Life, Jackson faceva salire sul palco una fan diversa ad ogni tappa e cantava una parte della canzone abbracciato a lei. Durante la prima serie di concerti in Asia, durante Bad, l'artista scendeva a sorpresa dal palco per avvicinare i fan delle prime file; nelle tappe del 1988/89, alla fine della stessa canzone, Jackson veniva invece raggiunto sul palco da un gruppo di bambini che ballavano assieme a lui.[6]

Prima serie di concerti (1987)[modifica | modifica wikitesto]

Giacca e cinta indossate da Jackson all'inizio dei concerti.

Il tour partì a meno di un mese dalla pubblicazione dell'album. Impegnato prima nella promozione del disco e poi nella realizzazione del videoclip del secondo singolo, Bad, il cantante non aveva avuto modo di provare le nuove canzoni. Per questo motivo la prima serie di concerti del tour somigliava nella scaletta, nelle coreografie e nell'esecuzione di molti brani al precedente Victory Tour con i fratelli. Le uniche differenze sostanziali consistevano nei ballerini, che nelle coreografie sostituivano i fratelli Jackson, alcuni nuovi musicisti e coristi, tra cui spiccavano la cantante emergente Sheryl Crow e la chitarrista Jennifer Batten, e i nuovi costumi disegnati dagli stilisti Michael Lee Bush e Dennis Tompkins, conosciuti da Jackson due anni prima sul set di Captain EO, che includevano una innovativa (per l'epoca) giacca luminosa per l'esecuzione di Thriller.[7]

Le uniche due tracce dal nuovo album erano il duetto I Just Can't Stop Loving You e la title track, con cui il concerto si chiudeva.

In Giappone i 9 concerti inizialmente previsti per settembre 1987 fecero sold out in poche ore cosicché furono aggiunte altre 5 date per soddisfare le richieste. I 14 concerti, tutti sold out, registrarono oltre 570.000 spettatori totali e batterono ogni precedente record giapponese (fino a quel momento il record era di 200.000 spettatori in un intero tour).[8] Nel dicembre 1988 Jackson tornò ad esibirsi a Tokyo con altri 9 concerti sold out davanti a 405.000 persone. In totale oltre 975.000 giapponesi assistettero ai concerti del Bad World Tour.[9]

Il manager di Jackson, Frank DiLeo disse che dopo questi concerti il pubblico giapponese non sarebbe più stato lo stesso. L'arrivo in Giappone di Michael Jackson provocò infatti un'isteria di massa mai vista prima nel paese, che la stampa giapponese soprannominò "Tiphoon Jackson" ("ciclone Jackson"), definendo il suo spettacolo "il più grande spettacolo della terra". In Australia il cantante venne invece soprannominato "Crocodile Michael" ("coccodrillo Michael").[9]

Seconda serie di concerti (1988/1989)[modifica | modifica wikitesto]

Michael Jackson e i suoi ballerini interpretano The Way You Make Me Feel durante il tour nel 1988.

Nei circa due mesi che separarono la prima e la seconda parte del tour, Jackson ebbe modo di provare nuove coreografie e poter aggiungere in scaletta altri brani dal nuovo album. Fecero così il loro esordio dal vivo le canzoni Another Part of Me, Smooth Criminal, Dirty Diana, The Way You Make Me Feel e Man in the Mirror, che chiudeva lo spettacolo con un appello umanitario (l'appello sarebbe divenuto una consuetudine nelle tournée a venire).

La seconda parte del tour iniziò negli Stati Uniti facendo registrare il tutto esaurito ovunque, i biglietti fecero sold out nel giro di 4 ore,[10] e proseguì in Europa, provocando entusiasmi superiori persino a quelli registrati in Giappone e in Australia.[3]

L'incasso del concerto del 3 marzo 1988 a New York, di 600.000 dollari, venne donato in beneficenza allo United Negro College Found. Al concerto parteciparono Steve Stevens in Dirty Diana, che aveva già suonato nel videoclip della canzone, Siedah Garrett in I Just Can't Stop Loving You, che aveva già partecipato alla registrazione della canzone in studio, e Tatiana Thumbtzen in The Way You Make Me Feel, la modella che aveva interpretato la ragazza nel videoclip della canzone.[11] La performance di Dirty Diana dal concerto fu in seguito rilasciata come versione alternativa del videoclip originale.[12]

Il governo della Repubblica Democratica Tedesca era estremamente preoccupato dal concerto del 19 giugno 1988, che si sarebbe dovuto tenere nel parco antistante il Palazzo del Reichstag a Berlino Ovest, accanto al confine del Muro. Per questo motivo ordinò alla Stasi di compiere azioni di spionaggio contro il cantante durante la sua permanenza in città e organizzò una trasmissione del concerto in differita di due minuti, in modo da censurare possibili "provocazioni politiche" o, in alternativa, una trasmissione di un precedente spettacolo del cantante. La sera dello spettacolo, davanti al Muro a Berlino Est, si erano radunate diverse decine di migliaia persone; da parte sua Jackson aveva fatto alzare al massimo il volume delle apparecchiature e l'illuminazione per cercare di intrattenere anche i berlinesi dell'Est. All'ultimo minuto, nel timore di azioni antigovernative, la polizia disperse la folla e annullò la trasmissione in differita.[3]

Michael Jackson si esibisce durante la tappa di Vienna nel 1988.

Nel luglio 1988 Jackson eseguì 7 concerti sold out al Wembley Stadium di Londra davanti a oltre 504.000 spettatori, ottenendo un nuovo record nel Guinness dei primati per "la serie di concerti di maggior successo della storia".[13]

Il 29 novembre 1987 iniziarono le vendite dei biglietti dei primi due concerti (14 e 15 luglio 1988) e oltre 6.000 persone si accamparono fuori dallo stadio la notte precedente per poterseli assicurare. Per i primi cinque concerti ci fu una richiesta superiore ad 1,5 milioni di biglietti, tale da poter fare 21 sold out. In totale, oltre 2 milioni di persone tentarono di comprare i biglietti per i concerti di Jackson a Wembley. Nonostante l'enorme richiesta e la disponibilità di Jackson, non furono aggiunte altre date poiché Io stadio aveva raggiunto la quota massima per le performance live.[14] Oltre al riconoscimento del Guinness, Jackson fu premiato anche dai funzionari dello stadio per lo storico record ottenuto e mai più eguagliato da nessun altro artista solista.[3]

Al concerto del 16 luglio consegnò un assegno di 450.000 dollari alla fondazione benefica del Principe Carlo nelle sue mani e in quelle dell'allora consorte, la Principessa Diana Spencer. La coppia reale, che la sera assistette al concerto, consegnò in cambio a Jackson una speciale targa commemorativa per le vendite dei suoi album Off the Wall, Thriller e Bad nel paese.[15]

All'ultimo concerto in Gran Bretagna, l'11 settembre all'ippodromo di Liverpool, assistette una folla di 225.000 persone, la più grande mai vista nel paese per un artista solista, e la più grande della carriera di Jackson.[16]

Le ultime date furono ancora in Giappone e negli Stati Uniti.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2019, il Bad World Tour è stato scelto da Vivid Seats e Consequence of Sound come il "miglior tour di tutti i tempi di un artista solista" con questa motivazione[17]:

«Il Bad World Tour è stato il momento in cui Jackson ha conquistato il mondo ed è diventato veramente il Re del Pop. Ha dimostrato che una popstar poteva superare le band più in voga del pianeta e che un concerto poteva essere un'elaborata produzione teatrale su una scala mai vista prima. Jackson ha stabilito i record di presenze e incassi mentre si esibiva per 123 volte in 15 paesi; la sua singolare combinazione di canto distintivo, danza ultraterrena e stile inimitabile lo hanno reso un'icona della cultura pop di prim'ordine da quel momento in poi.»

Scaletta[modifica | modifica wikitesto]

Scaletta prima parte 1987[modifica | modifica wikitesto]

  1. Wanna Be Startin' Somethin'
  2. Things I Do For You
  3. Off the Wall
  4. Human Nature
  5. This Place Hotel (a.k.a. Heartbreak Hotel)
  6. She's Out of My Life
  7. The Jackson 5 Medley
  8. Rock with You
  9. Lovely One
  10. Bad Groove Strumentale
  11. Workin' Day and Night
  12. Beat It
  13. Billie Jean
  14. Shake Your Body (Down to the Ground)
  15. Thriller
  16. I Just Can't Stop Loving You (duetto con Sheryl Crow)
  17. Bad

Scaletta seconda parte 1988/1989[modifica | modifica wikitesto]

  1. Wanna Be Startin' Somethin'
  2. This Place Hotel (a.k.a. Heartbreak Hotel)
  3. Another Part of Me
  4. I Just Can't Stop Loving You (duetto con Sheryl Crow)
  5. She's Out of My Life
  6. The Jackson 5 Medley
  7. Rock with You
  8. Human Nature
  9. Smooth Criminal
  10. Dirty Diana
  11. Thriller
  12. Bad Groove strumentale
  13. Workin' Day and Night
  14. Beat It
  15. Billie Jean
  16. Bad
  17. The Way You Make Me Feel
  18. Man in the Mirror

Date[modifica | modifica wikitesto]

Data Città Paese Luogo Spettatori
Prima Parte
Asia
12 settembre 1987 Tokyo Giappone Giappone Korakuen Stadium 45,000[18]
13 settembre 1987 45,000[18]
14 settembre 1987 45,000[18]
19 settembre 1987 Nishinomiya Hankyu Nishinomiya Stadium 35,000[19]
20 settembre 1987 35,000[19]
21 settembre 1987 35,000[19]
25 settembre 1987 Yokohama Yokohama Stadium 48,000[19]
26 settembre 1987 48,000[19]
27 settembre 1987 48,000[19]
3 ottobre 1987 48,000[19]
4 ottobre 1987 48,000[19]
10 ottobre 1987 Osaka Osaka Stadium 32,000[20]
11 ottobre 1987 32,000[20]
12 ottobre 1987 32,000[20]
Oceania
13 novembre 1987 Melbourne Australia Australia Olympic Park Stadium 40,000[21]
20 novembre 1987 Sydney Parramatta Stadium 45,000[22]
21 novembre 1987 45,000[22]
25 novembre 1987 Brisbane Entertainment Centre 13,000[23]
28 novembre 1987 13,000[23]
Seconda Parte
Nord America
23 febbraio 1988 Kansas City Stati Uniti Stati Uniti Kemper Arena 17,000[24]
24 febbraio 1988 17,000[24]
3 marzo 1988 New York Madison Square Garden 20,000[25]
5 marzo 1988 20,000[25]
6 marzo 1988 20,000[25]
12 marzo 1988 Saint Louis St. Louis Arena 19,000[26]
13 marzo 1988 19,000[26]
18 marzo 1988 Indianapolis Market Square Arena 17,500[27]
19 marzo 1988 17,500[27]
20 marzo 1988 Louisville Freedom Hall 18,000[19]
24 marzo 1988 Denver McNichols Sports Arena 20,000[19]
25 marzo 1988 20,000[19]
26 marzo 1988 20,000[19]
30 marzo 1988 Hartford Hartford Civic Center 15,000[28]
31 marzo 1988 15,000[28]
1º aprile 1988 15,000[28]
8 aprile 1988 Houston Summit Arena 17,500[29]
9 aprile 1988 17,500[29]
10 aprile 1988 17,500[29]
13 aprile 1988 Atlanta Omni Coliseum 16,500[19]
14 aprile 1988 16,500[19]
15 aprile 1988 16,500[19]
19 aprile 1988 Rosemont Rosemont Horizon Arena 18,500[19]
20 aprile 1988 18,500[19]
21 aprile 1988 18,500[19]
25 aprile 1988 Dallas Reunion Arena 18,500[19]
26 aprile 1988 18,500[19]
27 aprile 1988 18,500[19]
4 maggio 1988 Minneapolis Metropolitan Center 17,000[19]
5 maggio 1988 17,000[19]
6 maggio 1988 17,000[19]
Europa
23 maggio 1988 Roma Italia Italia Stadio Flaminio 35,000[30]
24 maggio 1988 35,000[30]
29 maggio 1988 Torino Stadio Olimpico 60,000[31]
2 giugno 1988 Vienna Austria Austria Prater Stadion 50,000[32]
5 giugno 1988 Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi Feijenoord Stadion 50,000[33]
6 giugno 1988 50,000[33]
7 giugno 1988 50,000[33]
11 giugno 1988 Göteborg Svezia Svezia Eriksberg Dock Grounds 55,000[34]
12 giugno 1988 55,000[34]
16 giugno 1988 Basilea Svizzera Svizzera St. Jakob Stadion 55,000[35]
19 giugno 1988 Berlino Germania Germania Reichstag Grounds 50,000[36]
27 giugno 1988 Parigi Francia Francia Parc des Princes 70,000[37]
28 giugno 1988 70,000[37]
1º luglio 1988 Amburgo Germania Germania Volksparkstadion 58,000[38]
3 luglio 1988 Colonia Müngersdorfer Stadion 70,000[39]
8 luglio 1988 Monaco di Baviera Olympiastadion 77,000[40]
10 luglio 1988 Hockenheim Hockenheimring 100,000[41]
14 luglio 1988 Londra Inghilterra Inghilterra Wembley Stadium 72,000[14]
15 luglio 1988 72,000[14]
16 luglio 1988 72,000[14]
22 luglio 1988 72,000[14]
23 luglio 1988 72,000[14]
26 luglio 1988 Cardiff Galles Galles Cardiff Arms Park 55,000[42]
30 luglio 1988 Cork Irlanda Irlanda Páirc Uí Chaoimh 65,000[43]
31 luglio 1988 65,000[43]
5 agosto 1988 Marbella Spagna Spagna Estadio Municipal 30,000[44]
7 agosto 1988 Madrid Estadio Calderón 60,000[45]
9 agosto 1988 Barcellona Camp Nou 95,000[46]
12 agosto 1988 Nizza Francia Francia Stade de l'Ouest 48,000[47]
14 agosto 1988 Montpellier Stade Richter 35,000[48]
19 agosto 1988 Losanna Svizzera Svizzera Stade Olympique 45,000[49]
21 agosto 1988 Würzburg Germania Germania Mainwiesen 43,000[50]
23 agosto 1988 Werchter Belgio Belgio Werchter Park 60,000[51]
26 agosto 1988 Londra Inghilterra Inghilterra Wembley Stadium 72,000[14]
27 agosto 1988 72,000[14]
29 agosto 1988 Leeds Roundhay Park 90,000[52]
2 settembre 1988 Hannover Germania Germania Niedersachsenstadion 60,000[53]
4 settembre 1988 Gelsenkirchen Parkstadion 52,000[54]
6 settembre 1988 Linz Austria Austria Linzer Stadion 40,000[55]
10 settembre 1988 Milton Keynes Inghilterra Inghilterra National Bowl 60,000[56]
11 settembre 1988 Liverpool Aintree Racecourse 225,000[16]
Nord America
26 settembre 1988 Pittsburgh Stati Uniti Stati Uniti Civic Arena 16,000[19]
27 settembre 1988 16,000[19]
28 settembre 1988 16,000[19]
3 ottobre 1988 East Rutherford Meadowlands Arena 20,000[19]
4 ottobre 1988 20,000[19]
5 ottobre 1988 20,000[19]
10 ottobre 1988 Richfield Richfield Coliseum 19,000[19]
11 ottobre 1988 19,000[19]
14 ottobre 1988 Landover Capital Centre 17,500[19]
17 ottobre 1988 17,500[19]
18 ottobre 1988 17,500[19]
19 ottobre 1988 17,500[19]
24 ottobre 1988 Auburn Hills Palace of Auburn Hills 16,500[19]
25 ottobre 1988 16,500[19]
26 ottobre 1988 16,500[19]
7 novembre 1988 Irvine Irvine Meadows Amphitheater 15,000[19]
8 novembre 1988 15,000[19]
9 novembre 1988 15,000[19]
13 novembre 1988 Los Angeles Memorial Sports Arena 18,000[19]
Asia
9 dicembre 1988 Tokyo Giappone Giappone Tokyo Dome 45,000[57]
10 dicembre 1988 45,000[57]
11 dicembre 1988 45,000[57]
17 dicembre 1988 45,000[57]
18 dicembre 1988 45,000[57]
19 dicembre 1988 45,000[57]
24 dicembre 1988 45,000[57]
25 dicembre 1988 45,000[57]
26 dicembre 1988 45,000[57]
Nord America
16 gennaio 1989 Los Angeles Stati Uniti Stati Uniti Memorial Sports Arena 18,000[19]
17 gennaio 1989 18,000[19]
18 gennaio 1989 18,000[19]
26 gennaio 1989 18,000[19]
27 gennaio 1989 18,000[19]

Cancellazioni e modifiche[modifica | modifica wikitesto]

  • 8 ottobre 1987: Osaka, Giappone, Osaka Stadium; Riprogrammato per il 10 ottobre 1987 (Jackson aveva la laringite)
  • 9 ottobre 1987: Osaka, Giappone, Osaka Stadium; Riprogrammato per il 12 ottobre 1987 (Jackson aveva la laringite)
  • 3 novembre 1987: Perth, Australia, W.A.C.A. Oval; CANCELLATO (per il rifiuto dell'associazione di cricket a concedere l'uso dell'impianto)
  • 8 novembre 1987: Adelaide, Australia, Thebarton Oval; CANCELLATO (per il rifiuto dell'associazione di cricket a concedere l'uso dell'impianto)
  • 2 dicembre 1987: Wellington, Nuova Zelanda, Athletic Park; CANCELLATO (per il rifiuto dell'associazione di cricket a concedere l'uso dell'impianto)
  • 6 dicembre 1987: Auckland, Nuova Zelanda, Mt Smart Stadium; CANCELLATO (per il rifiuto dell'associazione di cricket a concedere l'uso dell'impianto)
  • 23 giugno 1988: Lione, Francia, Stade de Gerland; CANCELLATO (a causa dei pochi biglietti venduti, 16.000 su 35.000).
  • 9 agosto 1988: Montpellier, Francia, Stade Richter; Riprogrammato per il 12 agosto 1988 (per problemi di organizzazione)
  • 31 ottobre, 1° e 2 novembre 1988: Tacoma, Stati Uniti, Tacoma Dome; CANCELLATI (Jackson aveva la laringite)
  • 14 novembre 1988: Los Angeles, Stati Uniti, Memorial Sports Arena; Riprogrammato per il 16 gennaio 1989 (per problemi di organizzazione)
  • 15 novembre 1988: Los Angeles, Stati Uniti, Memorial Sports Arena; Riprogrammato per il 17 gennaio 1989 (per problemi di organizzazione)
  • 20 novembre 1988: Los Angeles, Stati Uniti, Memorial Sports Arena; Riprogrammato per il 18 gennaio 1989 (per problemi di organizzazione)
  • 21 novembre 1988: Los Angeles, Stati Uniti, Memorial Sports Arena; Riprogrammato per il 26 gennaio 1989 (per problemi di organizzazione)
  • 22 novembre 1988: Los Angeles, Stati Uniti, Memorial Sports Arena; Riprogrammato per il 27 gennaio 1989 (per problemi di organizzazione)

Piani iniziali prevedevano concerti anche a Cincinnati, Birmingham, Chapel Hill, Orlando e Tampa negli Stati Uniti; a Mannheim e Darmstadt in Germania, a Shanghai in Cina e a Seul in Corea del Sud.

Home video[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

In occasione del venticinquesimo anniversario dell'uscita dell'album Bad, il 18 settembre 2012, è stato pubblicato un cofanetto commemorativo contenente il concerto allo Stadio Wembley di Londra del 16 luglio 1988 col titolo Michael Jackson Live at Wembley July 16, 1988, comprensivo di album rimasterizzato e CD con l'audio del concerto.[58][59]

Altri concerti reperibili[modifica | modifica wikitesto]

Ogni tappa del Bad World Tour, così come per tutti i tour da solista di Jackson, è stata filmata e montata in diretta per gli schermi giganti dalla Nocturne Productions e, alla fine di ogni tappa, salvata su una U-matic, VHS professionale ad alta definizione.[59]

Bootleg[modifica | modifica wikitesto]

Sin dalla messa in onda televisiva in Giappone, nel 1987, del concerto che Jackson tenne a Yokohama il 26 settembre 1987, iniziarono a circolare VHS, MC e CD bootleg di tale concerto. Dal 2005 è in circolazione un DVD bootleg, Bad Tour Live in Yokohama Stadium, contenente la registrazione completa del concerto tenuto dal cantante allo stadio di Yokohama. Nello stesso periodo è uscito un altro DVD bootleg dei video tratti dall'album Bad. Questi due DVD sono stati stampati in un numero ristretto di copie e non in tutti i paesi. Nel 2009, anno della morte dell'artista, la Immortal Records ha pubblicato One Night in Japan, album dal vivo sempre bootleg che contiene nuovamente il concerto di Yokohama.

On-line[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni altre tappe del tour sono trapelate on-line, qui di seguito sono elencate, in ordine per data di esecuzione, solo le tappe che è possibile reperire nella loro interezza o quasi-interezza:

  • la maggior parte della tappa di Tokyo del 12 settembre 1987 è apparsa online nel 2012.
  • la tappa di Tokyo del 14 settembre 1987 è apparsa online nel 2015.
  • la maggior parte della tappa di Yokohama del 4 ottobre 1987 è apparsa online.
  • la maggior parte della tappa di Osaka dell'11 ottobre 1987 è apparsa online.
  • la prima metà della tappa di Brisbane del 28 novembre 1987 è apparsa online nel 2012.
  • la prima metà della tappa di Roma del 23 maggio 1988 è apparsa online nel 2016.
  • parte della tappa di Tokyo dell'11 dicembre 1988 è apparsa online nel 2013.

Staff[modifica | modifica wikitesto]

Artista principale[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael Jackson: cantante, ballerino, direttore musicale, direttore esecutivo

Membri della band[modifica | modifica wikitesto]

  • Direttore musicale: Greg Phillinganes
  • Batteria: Ricky Lawson
  • Basso: Don Boyette
  • Chitarra: Jennifer Batten
  • Chitarra ritmica: Jon Clark
  • Tastiere: Greg Phillinganes, Chris Currell e Rory Kaplan
  • Coristi: Sheryl Crow (anche cantante principale assieme a Jackson in I Just Can't Stop Loving You), Kevin Dorsey, Dorian Holley, Darryl Phinnessee

Ballerini[modifica | modifica wikitesto]

  • Damon Navandi
  • Randy Allaire
  • Evaldo Garcia
  • Dominic Lucero
  • LaVelle Smith Jr
  • Tatiana Thumbtzen (solo in alcune tappe)

Altri[modifica | modifica wikitesto]

  • Assistente direttore: Jolie Levine
  • Coreografie: Michael Jackson, Vincent Paterson
  • Scenografia: Tom McPhilips
  • Luci: Allen Branton
  • Direttore della sicurezza: Bill Bray
  • Costumi: Dennis Tompkins e Michael Lee Bush
  • Hair & Makeup: Karen Faye
  • Personal Manager: Frank Dileo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Laura Laurenzini, e su Roma scese un angelo Rock..., la Repubblica, 24 maggio 1988, p. 23. URL consultato il 10 aprile 2014.
  2. ^ Torino, l'addio di Michael Jackson, la Repubblica, 29 maggio 1988, p. 21. URL consultato il 10 aprile 2014.
  3. ^ a b c d J. Randy Taraborrelli, Michael Jackson: The Magic and the Madness, 2004.
  4. ^ (EN) Monica Herrera, Michael Jackson, Pepsi Made Marketing History, su Billboard, 3 luglio 2009.
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