Blood on the Dance Floor: HIStory in the Mix

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Blood on the Dance Floor: HIStory in the Mix
album di remix
ArtistaMichael Jackson
Pubblicazione15 maggio 1997 Europa
20 maggio 1997 Stati Uniti
Durata75:54
Dischi1
Tracce13
GenereMusica house
Pop
Rhythm and blues
EtichettaEpic Records
ProduttoreMichael Jackson, Teddy Riley, Jimmy Jam e Terry Lewis
Registrazione1990–1997
FormatiCD, LP
Certificazioni originali
Dischi d'oroAustria Austria[1]
(vendite: 25 000+)
Canada Canada[2]
(vendite: 50 000+)
Finlandia Finlandia[3]
(vendite: 23 162+)
Germania Germania[4]
(vendite: 250 000+)
Norvegia Norvegia[5]
(vendite: 25 000+)
Dischi di platinoAustralia Australia[6]
(vendite: 70 000+)
Belgio Belgio[7]
(vendite: 50 000+)
Danimarca Danimarca (2)[8]
(vendite: 100 000+)
Francia Francia[9]
(vendite: 300 000+)
Hong Kong Hong Kong[10]
(vendite: 20 000+)
Regno Unito Regno Unito[11]
(vendite: 300 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda[12]
(vendite: 15 000+)
Stati Uniti Stati Uniti[13]
(vendite: 1 000 000+)
Svizzera Svizzera[14]
(vendite: 50 000+)
Certificazioni FIMI (dal 2009)
Dischi d'oroItalia Italia[15]
(vendite: 30 000+)
Michael Jackson - cronologia
Album successivo
(2001)
Singoli
  1. Blood on the Dance Floor
    Pubblicato: 21 marzo 1997
  2. HIStory/Ghosts
    Pubblicato: 30 luglio 1997

Blood on the Dance Floor: HIStory in the Mix (detto anche solamente Blood on the Dance Floor) è un album di remix del cantante statunitense Michael Jackson, pubblicato il 15 maggio 1997 in Europa e il 20 maggio negli Stati Uniti dalla Epic Records.[16]

L'album ottenne un buon successo in Europa, arrivando tra le prime dieci posizioni in quasi tutte le classifiche, raggiungendo la prima posizione nel Regno Unito e in Francia, e la numero 24 nella Billboard 200 statunitense.[17] Con oltre 7,5 milioni di copie vendute è l'album di remix più venduto nella storia della musica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il disco fu realizzato principalmente per accompagnare la seconda serie di concerti dell'HIStory World Tour, che in quel momento stava per sbarcare in Europa. Il tour doveva supportare l'album HIStory, che aveva già superato i 25 milioni di copie ed era entrato nel Guinness dei primati come l'album doppio più venduto della storia ma, essendo un CD doppio con un conseguente costo doppio, nel 1997, a metà tournée, stava finendo la sua corsa e sparendo dalle classifiche.[17] La Sony Music decise così di realizzare un album ibrido con al suo interno alcuni remix e degli inediti, in modo da avere qualcosa di più commerciale da promuovere durante il tour. Jackson comunicò alla casa discografica che non amava i remix e che non gli piaceva che qualcun altro mettesse mano ai suoi lavori. Tommy Mottola, allora amministratore delegato dell'etichetta, cercò di convincere Jackson dicendogli che i giovani amavano i remix,[18] ma Jackson, dopo un'iniziale riluttanza, accettò solo se avesse potuto aggiungere più inediti e concludere il lavoro sul suo mediometraggio Ghosts, la cui travagliata lavorazione era iniziata nel 1993.[19]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

L'album incorpora elementi della musica house, industrial, techno, funk, gothic pop e operatic pop.[17] Contiene i remix di Scream, This Time Around, Stranger in Moscow, Money, 2 Bad, Earth Song, HIStory e You Are Not Alone tratti da HIStory più cinque inediti.[16]

Gli inediti[modifica | modifica wikitesto]

I cinque inediti esplorano questioni psicologiche e sociali, tra cui la tossicodipendenza, l'ossessione sessuale, l'anormalità e la paura, e possono essere considerati un mini-concept album sul decadimento sociale: partendo dal tema della paura e del tradimento della title track e passando per la disperazione, la rabbia, il dolore e la confusione di Morphine e il disinganno in Superfly Sister, si arriva al tema del terrore e della paranoia di Ghosts e Is It Scary.[17] Blood on the Dance Floor e Superfly Sister provengono dalle sessioni di Dangerous, mentre Ghosts, Is It Scary e Morphine dalle sessioni di HIStory. In Morphine sono presenti vari campionamenti, tra cui uno dal film di David Lynch The Elephant Man (1980), dove la voce di un'infermiera dice: «You heard what the doctor said?» («Ha sentito cosa ha detto il dottore?»). In varie interviste Jackson disse di essere affascinato dal personaggio di Joseph Merrick, l'"uomo elefante", con la cui vita passata sotto i riflettori aveva detto di riconoscersi, e la cui difficile vita era il soggetto del film.[16] Is It Scary era stata inizialmente concepita per far parte della colonna sonora de La famiglia Addams 2 del 1993, ma il progetto non andò in porto a causa delle accuse di presunti abusi che colpirono il cantante e il pezzo rimase inedito. Fu inserita in Blood on the Dance Floor dopo essere stata rielaborata e riarrangiata.[17]

Dediche[modifica | modifica wikitesto]

Jackson dedicò l'album alla sua più cara amica, l'attrice Elizabeth Taylor, ai suoi genitori Katherine e Joe Jackson, ai familiari di Charlie Chaplin, ai suoi fan e a Elton John, che nel 1993 l'aveva aiutato a disintossicarsi da analgesici come la morfina e il demerol consigliandogli una clinica nel quartiere londinese di Chelsea, al quale egli stesso si era rivolto in passato.[20][21]

La copertina[modifica | modifica wikitesto]

La Sony Music e Jackson affidarono la direzione artistica della copertina a Nancy Donald, David Coleman e Frank Harkins, che incaricarono del servizio fotografico Bill Nation, che in precedenza aveva già lavorato con il cantante. Il fotografo realizzò degli scatti sul set del video di Blood on the Dance Floor, analogamente a quanto era stato fatto per la copertina di Bad, che proveniva dal set dell'omonimo video.[22] La creazione della copertina passò allora a Will Wilson, un artista nordamericano di Baltimora, nel Maryland, che, partendo da una delle foto di Nation, dipinse un olio su tela rappresentante l'artista: abiti bordeaux e rossi, gamba destra sollevata, braccio destro eretto e a pugno chiuso e volto nella caratteristica espressione urlante della popstar.[23] La postura del corpo ricordava il numero "7", il preferito dal cantante[24], e un passo eseguito durante la performance di They Don't Care About Us nell'HIStory World Tour.[22]

Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 alcuni fautori delle teorie cospirazioniste ravvisarono nella cover dei simbolismi:[25] secondo alcuni, le braccia di Jackson potevano rappresentare due lancette, come negli orologi di Topolino, che puntavano il numero 9 (il sinistro) e il numero 11 (il destro), ovvero la data dell'11 settembre secondo il formato americano (9/11); per altri le braccia potevano invece indicare le 8:46, ora in cui il primo aereo si schiantò sulle Torri Gemelle;[26] inoltre, secondo altre interpretazioni, le nuvole che si fondono con i palazzi dietro al cantante rappresentarono una predizione del crollo delle torri.[27][28] Jackson non rilasciò mai commenti in merito mentre Wilson ha dichiarato nel 2012: «Mi hanno chiesto cosa significano le nuvole e ho detto che non lo sapevo, ho solo cercato di renderlo carino. Non c'è alcun significato nascosto nel dipinto» ammettendo solo di aver nascosto nell'immagine le iniziali di un suo parente, grande fan di Jackson: «Ho un cugino, Matthew Hammond, ed è il più grande fan di Michael Jackson che io abbia mai incontrato. Gli ho detto che se avessi ottenuto la commissione, avrei messo le sue iniziali da qualche parte dove nessuno le troverà; è nell'angolo sinistro. Alcune delle finestre dell'edificio sono illuminate per creare una M e una H una accanto all'altra. Non l'ho mai detto a nessuno fino ad ora».[29][30]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Michael Jackson scende le scale della montée des marches dopo la presentazione del suo cortometraggio Ghosts al Festival di Cannes del 1997

Prima dell'uscita dell'album, Michael Jackson collaborò con Stephen King a un mediometraggio di 40 minuti dal titolo Michael Jackson's Ghosts. Il minifilm conteneva degli effetti speciali creati da Stan Winston, che ne curò anche la regia. La colonna sonora era composta da tre canzoni del cantante: 2 Bad dall'album HIStory, Is It Scary e l'omonima Ghosts, entrambe da Blood on the Dance Floor. Fu presentato in anteprima, in una versione contenente solo la canzone 2 Bad, nel periodo di Halloween del 1996 in alcuni cinema selezionati negli Stati Uniti e, in seguito, vennero realizzate due prime esclusive per i fan in Giappone e Australia, durante il passaggio del cantante nei due paesi per il tour HIStory. L'anno seguente, venne invece presentato, nella sua versione definitiva, al Festival di Cannes 1997, ricevendo consensi positivi di pubblico e critica e successivamente pubblicato in VHS. Fino al 2013 Ghosts deteneva il record di "video musicale più lungo della storia" nel Guinness dei primati.[31]

Alla pubblicazione dell'album di remix seguì un mini tour promozionale, che partì il 19 aprile dalla Francia, dove Jackson partecipò all'inaugurazione di una statua di cera che lo ritraeva al Musée Grevin di Parigi, introdotto da una performance dell'amico e mimo francese Marcel Marceau.[32][33] Il 2 maggio 1997 il cantante arrivò allo stadio olimpico di Monaco di Baviera, dove tenne una conferenza stampa e ricevette le chiavi della città.[34] Il 5 maggio, in Italia, partecipò come ospite speciale alla serata di premiazioni Telegatti 1997, presentata da Pippo Baudo, Milly Carlucci e mandata in onda da Canale 5 il giorno successivo: anticipato dalla proiezione del videoclip di Blood On The Dance Floor, l'artista venne introdotto da Luciano Pavarotti e comparve sul palco per assegnare il premio alla "migliore trasmissione televisiva italiana dell'anno".[35] Il 6 maggio volò a Cleveland, negli Stati Uniti, per presenziare alla cerimonia di ammissione dei Jackson 5 alla Rock and Roll Hall of Fame.[36] Il 31 maggio, infine, partì da Brema (Germania), la seconda e ultima parte dell'HIStory World Tour, dove l'artista si esibì per la prima volta dal vivo nella canzone Blood on the Dance Floor, che era stata aggiunta nella scaletta.[37]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Da quest'album vennero estratti due singoli: il primo fu la title track Blood on the Dance Floor, che raggiunse la prima posizione nel Regno Unito e in Italia e la numero 42 nella Billboard Hot 100 statunitense; il secondo fu HIStory/Ghosts, che conteneva la canzone Ghosts e il remix del brano HIStory, e raggiunse la quinta posizione nella Official Singles Chart e la terza in Italia. Is It Scary avrebbe dovuto essere il terzo singolo estratto, ma fu infine cancellato e ne rimasero in giro solo alcune copie promozionali ormai stampate, a uso delle radio europee, che divennero in seguito oggetto da collezione; la maggior parte avevano la cover di colore o rosso o viola e avevano lo stesso numero di catalogo, quelle viola erano le meno diffuse e, quindi, di maggiore valore per i collezionisti.[38][39]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Blood on the Dance Floor – 4:15 (Michael Jackson, Teddy Riley)
  2. Morphine – 6:29 (Michael Jackson)
  3. Superfly Sister – 6:28 (Michael Jackson, Bryan Loren)
  4. Ghosts – 5:14 (Michael Jackson, Teddy Riley)
  5. Is It Scary – 5:36 (Michael Jackson, James Harris III, Terry Lewis)
  6. Scream Louder (Flyte Tyme Remix) – 5:27 (James Harris III, Terry Lewis, Michael Jackson, Janet Jackson)
  7. Money (Fire Island Radio Edit) – 4:22 (Michael Jackson)
  8. 2 Bad (Refugee Camp Mix) – 3:33 (Michael Jackson, Bruce Swedien, René Moore, Dallas Austin)
  9. Stranger in Moscow (Tee's In-House Club Mix) – 6:54 (Michael Jackson)
  10. This Time Around (D.M. Radio Mix) – 4:05 (Michael Jackson, Dallas Austin)
  11. Earth Song (Hani's Club Experience) – 7:55 (Michael Jackson)
  12. You Are Not Alone (Classic Club Mix) – 7:37 (R. Kelly)
  13. HIStory (Tony Moran's HIStory Lesson) – 8:01 (Michael Jackson, James Harris III, Terry Lewis)

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1997) Posizione
massima
Australia[40] 2
Austria[40] 2
Belgio (Fiandre)[40] 1
Belgio (Vallonia)[40] 2
Canada[41] 16
Finlandia[40] 3
Francia[40] 1
Italia[42] 4
Norvegia[40] 2
Nuova Zelanda[40] 1
Regno Unito[43] 1
Repubblica Ceca[44] 21
Stati Uniti[41] 24
Svezia[40] 4
Svizzera[40] 2

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Michael Jackson - Blood on the Dance Floor – Gold & Platin, su IFPI Austria. URL consultato il 14 novembre 2015.
  2. ^ (EN) Blood on the Dance Floor – Gold/Platinum, su Music Canada. URL consultato il 14 novembre 2015.
  3. ^ (FI) Kaikkien aikojen myydyimmät ulkomaiset albumit, su Musiikkituottajat. URL consultato il 14 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 5 settembre 2017).
  4. ^ (DE) Michael Jackson - Blood on the Dance Floor – Gold-/Platin-Datenbank, su Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 14 novembre 2015.
  5. ^ IFPI Norsk platebransje
  6. ^ (EN) ARIA Charts - Accreditations - 2009 Albums, su Australian Recording Industry Association. URL consultato il 14 aprile 2012.
  7. ^ (NL) GOUD EN PLATINA - albums 1997, su Ultratop. URL consultato il 2 aprile 2022.
  8. ^ (NO) Guld Og Platin i August, su IFPI Danmark. URL consultato il 29 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2012).
  9. ^ (FR) Les Certidications - Michael Jackson, su InfoDisc. URL consultato il 21 aprile 2012.
  10. ^ (EN) Gold Disc Award presented [1977-2008], su IFPI Hong Kong. URL consultato il 27 gennaio 2021.
  11. ^ (EN) Blood on the Dance Floor, su British Phonographic Industry. URL consultato il 14 novembre 2015.
  12. ^ (EN) Latest Gold / Platinum Albums, su radioscope.net.nz. URL consultato il 14 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2011).
  13. ^ (EN) Blood on the Dance Floor – Gold & Platinum, su Recording Industry Association of America. URL consultato il 14 novembre 2015.
  14. ^ (DE) Edelmetall, su Schweizer Hitparade. URL consultato il 14 novembre 2015.
  15. ^ Blood on the Dance Floor: HIStory in the Mix (certificazione), su FIMI. URL consultato il 14 novembre 2015.
  16. ^ a b c (FR) Laurent Hopman, Christophe Boulmé, Julien Derain, Nouvel album Blood on the Dance Floor: le verdict, in Black & White Magazine, 21, 22, Parigi, Captain Eo Productions, 1997.
  17. ^ a b c d e Joseph Vogel, Man in the Music: The Creative Life and Work of Michael Jackson, Sterling Pub Co Inc, 13 ottobre 2011, pp. 207, 208, ISBN 978-1-4027-7938-1.
  18. ^ (EN) From the Black and White magazine, su en.michaeljackson.ru. URL consultato il 25 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2018).
  19. ^ Brice Najar, Book On The Dance Floor: Let's Make HIStory In The Mix, 10 dicembre 2020, ISBN 979-8579200389.
  20. ^ Adrian Grant, Michael Jackson: Making History, Omnibus Pr & Schirmer Trade Books, 11 maggio 1998, ISBN 978-0-7119-6723-6.
  21. ^ vari, Blood on the Dance Floor Booklet, 15 maggio 1997.
  22. ^ a b Blood On The Dance Floor e a arte da capa – MJ Beats, in MJ Beats, 26 novembre 2017.
  23. ^ (EN) Michael Jackson Blood on the Dance Floor album cover art 1997 15 x 15" oil on linen, su willwilsonart.com. URL consultato l'11 aprile 2018.
  24. ^ (EN) Michael Jackson And The Number 7, su Michael Jackson World Network, 8 aprile 2014. URL consultato l'11 aprile 2018.
  25. ^ L'11 settembre 2001 e certe strane profezie, su Pandorando, 15 marzo 2014.
  26. ^ (EN) Top 10 Michael Jackson Conspiracy Theories... - #7: Michael Jackson Was Psychic, su Wattpad. URL consultato il 28 febbraio 2022.
  27. ^ (EN) Michael Jackson's New Album Cover: Rife with Symbolism, su vigilantcitizen.com. URL consultato l'11 aprile 2018.
  28. ^ (EN) Top 10 Bizarre Conspiracy Theories About Album Cover Art, su Listverse, 13 giugno 2017. URL consultato l'11 aprile 2018.
    «The position of MJ's hands are pointing at where a "9" and an "11" would be located on a clock face. Others claim his hands are at "8" and "10", making the time 8:50—the attacks began at 8:46 AM.»
  29. ^ (EN) Bringing Blood On The Dance Floor to Life, su Pez Jax, 18 settembre 2020. URL consultato il 9 gennaio 2022.
  30. ^ (EN) The truth behind “Blood On The Dance Floor” Album cover., su MJVibe, 21 settembre 2020. URL consultato il 9 gennaio 2022.
  31. ^ (EN) Longest music video, su Guinness World Records, 21 novembre 2013. URL consultato il 21 aprile 2018.
  32. ^ Grevin Wax Museum, su mjjgallery.free.fr.
  33. ^ Michael Jackson entre au Musée Grévin - 1997 - On Michael Jackson's footsteps, su onmjfootsteps.com, 19 aprile 2013. URL consultato il 7 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2018).
  34. ^ Press Conference at the Munich Olympic Stadium, su mjjgallery.free.fr.
  35. ^ JACKSON TRAVOLGE I TELEGATTI, su la Repubblica, 6 maggio 1997. URL consultato il 7 aprile 2018.
  36. ^ (EN) Rock and Roll Hall of Fame Class of 1997, 1º gennaio 2012.
  37. ^ (EN) Michael Jackson Setlist at Weserstadion, Bremen, su setlist.fm. URL consultato il 21 aprile 2018.
  38. ^ (EN) Michael Jackson Is It Scary Promo CD Single Austria, su michael-jackson-trader.com. URL consultato il 29 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2008).
  39. ^ (EN) Michael Jackson Is It Scary Promo CD Single with Red Cover, su michael-jackson-trader.com. URL consultato il 29 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  40. ^ a b c d e f g h i j (NL) Michael Jackson – Blood On The Dancefloor - History In The Mix, su Ultratop. URL consultato il 22 dicembre 2008.
  41. ^ a b (EN) Michael Jackson – Chart history, su Billboard. URL consultato il 2 aprile 2022. Cliccare sulla freccia all'interno della casella nera per visualizzare le varie classifiche.
  42. ^ Hit Parade Italia - ALBUM 1997, su Hit Parade Italia. URL consultato il 26 settembre 2017.
  43. ^ (EN) Andamento di Blood on the Dance Floor nella classifica del Regno Unito, su chartarchive.org. URL consultato il 14 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2012).
  44. ^ (CS) ALBUMS - TOP 100, su ČNS IFPI. URL consultato il 14 novembre 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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