Another Brick in the Wall

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Another Brick in the Wall
ArtistaPink Floyd
Autore/iRoger Waters
GenereRock progressivo
Pubblicazione
IncisioneThe Wall
Data30 novembre 1979
EtichettaHarvest (Regno Unito)
Columbia, Capitol (Stati Uniti)
Durata9:08
The Wall – tracce

Another Brick in the Wall è un brano musicale del gruppo musicale britannico Pink Floyd, suddiviso in tre parti e contenuto nell'undicesimo album in studio The Wall, pubblicato il 30 novembre 1979.

Le tre parti del brano, scritte dal bassista e cantante del gruppo Roger Waters, presentano tematiche e strutture simili tra loro, se non uguali. Ciascuna parte ha toni più forti e rabbiosi di quella che la precede, dalla tristezza della prima parte, al messaggio di protesta della seconda, fino alla rabbia ed alla disperazione della terza.

Parte 1[modifica | modifica wikitesto]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

La canzone ha un tono tranquillo e pacato, eccetto un breve, ma chiaro, aumento del tono della voce verso la fine della parte cantata del brano, al termine della quale inizia un lungo e sommesso assolo di chitarra elettrica.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Seguendo ciò che viene raccontato nella canzone The Thin Ice, Pink, il protagonista, cresce e capisce che il padre è morto in guerra. Questo lo distrugge moralmente e fa sì che cominci a costruire "The Wall", vale a dire "Il Muro".

Versione video[modifica | modifica wikitesto]

Nella scena che apre il filmato si vede la madre di Pink che prega in una chiesa piangendo la morte del marito in guerra, mentre Pink gioca con il modellino di un aereo. Poi, usciti, Pink sale su una giostra, ma quando l'uomo che lo ha aiutato a salire si allontana con il figlio, Pink lo segue e tenta di prenderlo per mano. Viene respinto più volte e, alla fine, si siede da solo su un'altalena. Ciò sta a simboleggiare la dolorosa mancanza di una figura paterna, che contribuirà all'inizio della costruzione del muro.

Parte 2[modifica | modifica wikitesto]

Another Brick in the Wall Part 2
Another Brick in the Wall.png
Screenshot tratto dal video del brano
ArtistaPink Floyd
Tipo albumSingolo
Pubblicazione23 novembre 1979
Durata4:00
Album di provenienzaThe Wall
GenereRock progressivo
EtichettaHarvest (Regno Unito)
Columbia, Capitol (Stati Uniti)
ProduttoreBob Ezrin, David Gilmour, Roger Waters
Registrazioneaprile–novembre 1979
Formati7"
Certificazioni
Dischi d'oroFrancia Francia[1]
(vendite: 841 000[2])
Germania Germania[3]
(vendite: 250 000+)
Italia Italia[4]
(vendite: 15 000+)
Spagna Spagna[5]
(vendite: 50 000+)
Dischi di platinoRegno Unito Regno Unito[6]
(vendite: 600 000+)
Stati Uniti Stati Uniti[7]
(vendite: 1 000 000+)
Pink Floyd - cronologia
Singolo precedente
(1975)
Singolo successivo
(1980)

La seconda parte di Another Brick in the Wall è un brano di protesta contro la rigida istruzione in generale,[8] e in particolare contro i collegi scolastici.

Il brano fu pubblicato come singolo nel 1979 e conquistò la cima delle classifiche nel Regno Unito per cinque settimane, negli Stati Uniti per quattro settimane, nella Germania Ovest, in Austria, Australia, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Israele, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, Sud Africa, Svezia e Svizzera, il secondo posto in Italia e Spagna ed il quarto nei Paesi Bassi. Per questo brano, inoltre, i Pink Floyd ricevettero una candidatura al Grammy Award per la migliore esecuzione di un duo o un gruppo rock, ma persero contro Against the Wind di Bob Seger. Inoltre il brano è classificato al 375 posto nella lista dei 500 migliori brani musicali secondo Rolling Stone.

Nel 1980 la canzone fu adottata come inno dagli studenti neri durante la rivolta di Elsie's River, in Sudafrica, per protestare contro la propaganda razziale. Il 2 maggio dello stesso anno la canzone fu censurata in quello stato.[9]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

All'interno dell'album, Another Brick in the Wall Part 2 forma un tutt'uno con il brano precedente The Happiest Days of Our Lives, collegato ad esso con un urlo di Roger Waters (molto simile a quello presente nel brano Careful with That Axe, Eugene).

Nel brano la batteria ed il basso sono in primo piano e, in sottofondo, è possibile sentire la chitarra elettrica di David Gilmour, il quale esegue un lungo assolo nel finale del brano. Per incidere quest'ultimo, il chitarrista impiegò una Gibson Les Paul Gold Top del 1956 dotata di pickup P-90.[10] Al termine del brano è possibile ascoltare i tipici suoni di un cortile di una scuola e degli insegnanti che riprendono alcuni ragazzi; il brano termina con lo squillo di un telefono e un profondo sospiro, i quali fanno da preludio a Mother.

Coro degli studenti[modifica | modifica wikitesto]

Per Another Brick in the Wall Part 2 i Pink Floyd ingaggiarono un coro di ragazzi composto dagli studenti di musica del professor Alun Renshaw dell'Islington Green School[11]. Benché la scuola avesse ricevuto una somma forfettaria di 1000 sterline, non ci fu nessun accordo con i componenti del coro riguardo ai diritti d'autore sulle copie del brano vendute e, con la legge inglese sul copyright del 1996, essi acquisirono il diritto di guadagnare la quota che spettava loro e la rivendicarono.[12] La quota che spetta ad ogni membro del coro è stata stimata intorno alle 500 sterline.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere stato ingiustamente vessato e sgridato dal suo maestro, Pink sogna il giorno in cui i ragazzi avrebbero cominciato a protestare insorgendo contro gli insegnanti troppo severi. Nel contesto metaforico dell'album, gli insegnanti sono visti da Pink come l'ennesimo mattone del suo muro psicologico.

Versione video[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere stato rimproverato e preso in giro dal suo insegnante (The Happiest Days of Our Lives) Pink inizia a fantasticare durante la lezione. Immagina un'immensa fila di studenti, privi di volto, che marciano al ritmo della canzone lungo un sentiero che li porta verso un enorme tritacarne. Quando inizia l'assolo di chitarra di Gilmour gli studenti in marcia si ribellano e distruggono l'edificio scolastico usando dei martelli e, infine, lo incendiano. Il filmato si conclude con Pink che si accarezza la mano che il professore ha colpito con un righello.

Curiosità: le due file di studenti mostrate nel video (la prima di spalle che si allontana dall'inquadratura mentre la seconda, parallela alla prima, è diretta verso il tritacarne con tutti i volti degli studenti "annullati" da delle maschere informi), evoca l'analoga sequenza da Metropolis di Fritz Lang: nella sequenza citata gli operai escono in fila a fine turno, marciando lenti e stanchi mentre in parallelo un'altra fila entra nella fabbrica a passo più spedito, metafora della spersonalizzazione alienante della vita in una fabbrica. Evidentemente la stessa metafora è suggerita a proposito dell'altrettanto alienante sistema di educazione scolastica descritto in "The Wall".

Versioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1980) Posizione
Australia[13] 4
Austria[26] 2
Belgio (Fiandre)[27] 33
Canada[28] 1
Francia[29] 9
Germania[30] 2
Italia[21] 12
Nuova Zelanda[31] 5
Paesi Bassi[32] 44
Spagna[23] 3
Sudafrica[33] 8
Stati Uniti[34] 2
Svizzera[35] 1

Parte 3[modifica | modifica wikitesto]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

La terza parte è la parte più corta di Another Brick in the Wall. È quasi del tutto simile alla prima parte, ma ha toni più forti. Lo strumento che prevale è il basso e nel brano non viene eseguito alcun assolo di chitarra.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Pink decide di finire il muro a causa della rabbia scaturita in lui dopo il tradimento della moglie, giudicando di non aver bisogno di nulla e riducendo tutti i suoi conoscenti a semplici mattoni nel muro.

Versione video[modifica | modifica wikitesto]

Il filmato inizia con Pink che distrugge il suo televisore con una chitarra elettrica. Il brano, poi, è accompagnato da una serie di sequenze che mostrano gli eventi che hanno contribuito alla costruzione del muro. Molte delle immagini sono state tratte dal filmato, non incluso nel film, del brano Hey You.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Roger Waters: voce principale (in uninsuono con Gilmour nella Part 2), basso elettrico; chitarra ritmica (Part 3)
  • David Gilmour: chitarra solista; armonie vocali (Part 1), voce principale (in unisuono con Waters nella Part 2)
  • Nick Mason: batteria (tranne Part 1); percussioni (Part 2)
  • Richard Wright: sintetizzatore Prophet-5 (tranne Part 2); sintetizzatore Minimoog (Part 1), organo (Part 2)
Altri musicisti
  • Studenti della Islington Green School: cori (Part 2)

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Pink Floyd – Another Brick in the Wall, Syndicat national de l'édition phonographique. URL consultato il 15 maggio 2015.
  2. ^ (FR) Les Singles en Or, InfoDisc. URL consultato il 14 maggio 2015.
  3. ^ (DE) Gold-/Platin-Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 5 maggio 2015.
  4. ^ Certificazioni, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  5. ^ Productores de Música de España, Solo Exitos 1959–2002 Ano A Ano: Certificados 1979–1990, 1ª ed., ISBN 84-8048-639-2.
  6. ^ (EN) BPI Awards, British Phonographic Industry. URL consultato il 23 maggio 2015. Digitare "Another Brick in the Wall" in "Search BPI Awards" e premere Invio.
  7. ^ (EN) Another Brick in the Wall – Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 4 giugno 2015.
  8. ^ The State News: 'Wall' a perfect mix of rock, film, in Inglese Archiviato il 15 luglio 2003 in Internet Archive.
  9. ^ Censura su "Another Brick in the Wall parte II, in Italiano; Censura su "Another Brick in the Wall parte II, in Inglese
  10. ^ (EN) Ted Drozdowski, Comfortably Numb: David Gilmour’s 10 Greatest Guitar Performances, Gibson Guitar Corporation, 3 giugno 2012. URL consultato il 30 luglio 2014.
  11. ^ I ragazzi che cantano nel coro di "Another brick in the Wall, parte II" erano della Islington High School, in Italiano
  12. ^ Carolis Paola, «Cantammo con i Pink Floyd, ci paghino», Corriere della Sera, 12 dicembre 2004. URL consultato il 30 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  13. ^ a b (EN) David Kent, Australian Chart Book 1970–1992, Australian Chart Book, St Ives, N.S.W, 1993, ISBN 0-646-11917-6.
  14. ^ a b c d e f g h (NL) Pink Floyd - Another Brick in the Wall (Part II), Ultratop. URL consultato il 15 giugno 2015.
  15. ^ (EN) Top Singles - Volume 32, No. 26, March 22 1980, su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 15 giugno 2015.
  16. ^ (DA) Pink Floyd - Another Brick in the Wall, Part 2, danskehitlister.dk. URL consultato il 15 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2017).
  17. ^ (FI) Timo Pennanen, Sisältää hitin - levyt ja esittäjät Suomen musiikkilistoilla vuodesta 1972, 1ª ed., Helsinki, Kustannusosakeyhtiö Otava, 2006, ISBN 978-951-1-21053-5.
  18. ^ (FR) Accès direct à ces Artistes, Infodisc.fr. URL consultato il 15 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2015). Selezionare "PINK FLOYD" e premere "OK".
  19. ^ (EN) Another Brick in the Wall, irishcharts.ie. URL consultato il 15 giugno 2015.
  20. ^ a b (EN) Mark Blake, Comfortably Numb: The Inside Story of Pink Floyd, Da Capo Press Inc., 2008, ISBN 978-0-306-81752-6.
  21. ^ a b I singoli più venduti del 1980, hitparadeitalia.it. URL consultato il 15 giugno 2015.
  22. ^ (EN) Official Singles Chart Top 75: 09 December 1979 - 15 December 1979, Official Charts Company. URL consultato il 15 giugno 2015.
  23. ^ a b (ES) Fernando Salaverri, Sólo éxitos: año a año, 1959–2002, 1ª ed., Fundación Autor-SGAE, settembre 2005, ISBN 84-8048-639-2.
  24. ^ (EN) Pink Floyd : Awards, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 15 giugno 2015.
  25. ^ (EN) South African Rock Lists Website SA Charts 1969 – 1989 Acts (P), su Rock.co.za, John Samson. URL consultato il 15 giugno 2015.
  26. ^ (DE) Jahreshitparade 1980, austriancharts.at. URL consultato il 15 giugno 2015.
  27. ^ (NL) Jaaroverzichten 1980, Ultratop. URL consultato il 15 giugno 2015.
  28. ^ (EN) Top Singles - Volume 34, No. 6, December 20 1980, su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 15 giugno 2015.
  29. ^ (FR) TOP – 1980, Top-france.fr. URL consultato il 15 giugno 2015.
  30. ^ (DE) Single – Jahrescharts 1980, offiziellecharts.de. URL consultato il 15 giugno 2015.
  31. ^ (EN) Top Selling Singles of 1980, The Official New Zealand Music Chart. URL consultato il 15 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  32. ^ (NL) Jaaroverzichten 1980, dutchcharts.nl. URL consultato il 15 giugno 2015.
  33. ^ (EN) Top 20 Hit Singles of 1980, su Rock.co.za, John Samson. URL consultato il 15 giugno 2015.
  34. ^ (EN) Billboard Top 100 - 1980, longboredsurger.com. URL consultato il 15 giugno 2015.
  35. ^ (DE) Jahreshitparade 1980, Schweizer Hitparade. URL consultato il 15 giugno 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fitch, Vernon. The Pink Floyd Encyclopedia (3rd edition), 2005. ISBN 1-894959-24-8
  • Fitch, Vernon e Mahon, Richard, Comfortably Numb - A History of The Wall 1978-1981, 2006

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]