Pink Floyd pig

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Il Pink Floyd pig

Il Pink Floyd pig è il nome dato al "maiale volante" rappresentato nella copertina dell'album Animals dei Pink Floyd. Nella copertina dell'album il Pink Floyd pig sorvola la Battersea Power Station, una centrale elettrica londinese.

L'iconografia del maiale è stata ripresa più volte durante gli show dei Pink Floyd, divenendo poi una costante dagli anni ottanta. Il nome convenuto dalla band per il maiale è Algie, dal nome del primo pallone usato per la copertina di Animals[1].

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il maiale gonfiabile originale fu progettato da Roger Waters e costruito nel dicembre del 1976, durante il lavoro di preparazione per la sessione fotografica che avrebbe portato alla realizzazione della copertina di Animals[1]. Waters voleva un pallone gonfiato a elio lungo tredici metri, che sarebbe stato fatto alzare in volo tra i due camini della centrale elettrica di Battersea, un vecchio complesso industriale[1].

Durante il primo giorno di lavorazione, le condizioni meteorologiche non consentirono di effettuare il volo. Il giorno successivo si tentò ancora, ma un forte colpo di vento causò la rottura delle corde di ancoraggio. Il tiratore scelto (visibile nelle foto del libretto dell'album scattate il primo giorno) incaricato di sparare al maiale in caso di "fuga" non era stato ingaggiato per il secondo giorno quindi non fu possibile abbattere il maiale che volò via andando persino ad intralciare il corridoio di volo per l'aeroporto di Londra-Heathrow[1].

Il giorno successivo il cielo si era schiarito, ma le foto del giorno precedente, a causa delle avverse condizioni atmosferiche risultavano molto più "interessanti". Vennero quindi usate le fotografie del primo giorno, e il pallone-maiale fu aggiunto ritoccando la foto[1][2].

Il maiale in tour[modifica | modifica wikitesto]

Il maiale gonfiabile venne portato nel tour che seguì Animals[1].

Nel celeberrimo tour The Wall il maiale ricomparve di nuovo, questa volta nero e con il logo dei martelli incrociati dipinto sul fianco. Roger Waters teneva spesso anche dei dialoghi col maiale volante tra le esecuzioni di In the Flesh e di Run Like Hell[3].

L'abbandono di Waters[modifica | modifica wikitesto]

Il pig rilasciato nel cielo di Los Angeles durante il concerto solista di Roger Waters nel 2006

Nel 1985 Roger Waters abbandonò il gruppo, portando con sé i diritti per il design del maiale. Il gruppo, per evitare problemi di copyright, modificò il disegno del maiale, aggiungendovi dei testicoli e cambiandolo così di sesso[3].

Nei due tour dopo l'abbandono di Waters, il maiale modificato venne riproposto molte volte, perdendone due esemplari durante il tour A Momentary Lapse of Reason. Uno di questi (di 12 metri) sfuggì alle corde prima di un concerto il 28 gennaio 1988, mentre un altro, più grande, cadde sul pubblico il 6 maggio 1988 a Foxborough, Massachusetts, venendo fatto a pezzi da fans in cerca di reliquie. Il primo dei due palloni sarebbe stato recuperato nel 2003[4] e, dopo essere stato riparato, fu usato dalla band String Cheese Incident di Austin, Texas, in occasione dell'Austin City Limits Music Festival[5].

Per la promozione di Echoes: The Best of Pink Floyd, la Capitol Records fece volare dalla Capitol Tower di Hollywood una copia del pallone originale. Il pallone aveva richiesto 350 ore di lavoro per la costruzione[6].

La reunion[modifica | modifica wikitesto]

Durante la loro performance al Live 8, con il ritorno di Roger Waters, vennero proiettati filmati d'epoca relativi al primo maiale, l'Algie della Battersea Power Station[7].

Roger Waters solista[modifica | modifica wikitesto]

Waters usò più volte il maiale durante i suoi concerti. Il 5 settembre 2006 durante un'esibizione a Los Angeles rilasciò un pallone di 10 metri durante l'esecuzione di Sheep, venendo poi richiamato dalle autorità e minacciato di una multa[8]. Il pallone venne di nuovo usato, ma (almeno formalmente) legato a corde.

Il 12 ottobre a Seattle una versione radiocomandata fu usata per sorvolare il pubblico, cosa che si ripeté il 25 gennaio e il 5 febbraio. Nuovi rilasci di maiali con slogan politici e frasi māori avvennero il 29 gennaio 2007 e il 9 febbraio[9]. Anche Roger Waters ha proposto una versione "rivisitata" del maiale nel suo tour "The Wall" del 2013[10].

Citazioni in altre opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il maialone volante si vede passare spesso nei cieli del videogioco The Sims 2, in alternativa alle più tradizionali mongolfiere.
  • Il pallone appare in alcune scene del film I figli degli uomini (Children of Men) del 2006, diretto da Alfonso Cuarón.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f A Pig's Tale: Roger Waters Traces the History of Rock's Most Famous Prop, Rolling Stone. URL consultato l'8-11-2010 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2008). (sito archiviato)
  2. ^ The Album Covers of Pink Floyd, superseventies.com. URL consultato l'8-11-2010.
  3. ^ a b A Pig's Tale: Roger Waters Traces the History of Rock's Most Famous Prop (pag.2), Rolling Stone. URL consultato l'8-11-2010 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2008). (sito archiviato)
  4. ^ (EN) String Cheese Incident Live at Zilker Park - Austin City Limits Festival on 2003-09-20, archive.org. URL consultato il 7-12-2009.
  5. ^ (EN) XL on ACL: Pigs Fly, austin360.com, 21 settembre 2003. URL consultato il 7-12-2009 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2009).
  6. ^ Echoes - The Best of Pink Floyd, pinkfloyd-co.com. URL consultato l'8-11-2010 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2010).
  7. ^ Concert review, brain-damage.co.uk. URL consultato l'8-11-2010.
  8. ^ Los Angeles Authorities Have Problem With Pig Flying Out of Hollywood Bowl, prnewswire.com. URL consultato l'8-11-2010.
  9. ^ Flying pig carries Hicks freedom message, Australian Broadcasting Corporation. URL consultato l'8-11-2010 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2008).
  10. ^ Il Muro domina lo Stadio Olimpico. La recensione del concerto di Roger Waters, onstageweb.com. URL consultato il 29 luglio 2013.
  11. ^ (EN) Manohla Dargis, Beauty and Beasts of England, in a World on Its Last Legs, The New York Times, 7 gennaio 2007. URL consultato il 22 febbraio 2015.

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