The Committee

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
The Committee
Titolo originale The Committee
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1968
Durata 58 min
Dati tecnici B/N
Genere drammatico
Regia Peter Sykes
Soggetto Max Steuer
Produttore Max Steuer
Musiche Pink Floyd
Interpreti e personaggi

The Committee è un film sperimentale indipendente del 1968, diretto da Peter Sykes.

Il soggetto è tratto dal racconto di Max Steuer Nightmare, pubblicato su una rivista letteraria nel 1966. L'idea di trasporre il racconto in forma cinematografica fu dello stesso Steuer, filosofo e docente alla London School of Economics, il quale collaborò con Sykes alla sceneggiatura, produsse il film e ne supervisionò l'intera lavorazione.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un giovane autostoppista è a bordo dell'automobile di uno sconosciuto, che lo tedia con discorsi ininterrotti e banali cui egli risponde per lo più a monosillabi. Il conducente decide di fermarsi in una radura nel mezzo della campagna, perché a suo dire la macchina fa un rumore insolito: mentre l'uomo è chino ad armeggiare sul motore, il giovane gli chiude violentemente il cofano sul collo, decapitandolo. Dopo una breve riflessione, tuttavia, egli ricuce la testa sul collo dell'uomo, lo rianima e lo lascia ripartire da solo, presumibilmente immemore di quanto appena accaduto.

La scena si sposta nella sede di un'organizzazione non meglio identificata, dotata di elaboratori elettronici, schedari ed aule dove si tengono lezioni universitarie: durante un consiglio, il capo dell'organizzazione annuncia che entro dieci giorni dirigerà personalmente un "comitato" di quasi trecento persone le quali, egli specifica, hanno tutte "immaginazioni contrarie".

Ritroviamo il giovane protagonista dapprima nella sua abitazione - dove apprendiamo che è appassionato di scacchi - quindi nell'ufficio dove lavora come disegnatore progettista, nella City di Londra: egli informa il suo capo di aver appena ricevuto un invito a far parte di un "comitato" e che perciò dovrebbe assentarsi dal lavoro. Il capo, esaminata la lettera di invito, incoraggia il giovane ad accettare e lo ammonisce a non sottovalutarne l'importanza, poiché egli stesso ha preso parte a "comitati" analoghi e chi li organizza, afferma, "manda avanti il sistema".

Il giovane si ritrova quindi, assieme a molte altre persone per lo più sconosciute, a soggiornare in una sontuosa villa nella campagna inglese, per una sorta di misterioso convegno/villeggiatura i cui partecipanti paiono trascorrere il tempo giocando a croquet o a scacchi, nuotando in piscina o intrattenendo discussioni intellettuali, ma la ragione della loro presenza tutti assieme in quel luogo non è mai esplicitata. Il tutto si svolge sotto lo sguardo attento del "Direttore del Comitato".

Fra i convenuti il protagonista incrocia quasi subito la sua vittima, che non porta più alcun segno della decapitazione e sembra non riconoscerlo: turbato da tale presenza, il giovane confida al fratello minore - anch'egli misteriosamente invitato alla villa nonché al corrente della vicenda nella radura - la sua paura che l'intero convegno sia stato organizzato solo per lui: i due meditano di fuggire la notte stessa.

Il sospetto del giovane si rivela fondato allorché il Direttore del Comitato lo chiama a colloquio prima che egli possa attuare il suo piano di fuga e, dopo avergli prelevato un campione di sangue, lo interroga in merito all'episodio violento di cui è stato artefice, invitandolo ad una sorta di auto-analisi sulle ragioni tanto dell'omicidio quanto della decisione di resuscitare la vittima subito dopo. L'introspezione dà poi lo spunto ad un lungo dialogo filosofico tra i due sull'etica, sull'autorità e sul rifiuto di essa, e sul rapporto fra crimine e ordine sociale, che copre quasi tutto il resto del film.

Nell'ultima sequenza, a convegno concluso, il protagonista lascia la villa nuovamente come passeggero di un'automobile: alla guida stavolta c'è una ragazza conosciuta lì poco prima che gli chiede, senza ottenere risposta, se giochi a Bridge; tutto attorno, il paesaggio campestre sembra ricordare il teatro dell'omicidio iniziale.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La pellcola include l'esecuzione integrale della canzone Nightmare, scritta ed eseguita da The Crazy World of Arthur Brown: il brano è interpretato in playback dallo stesso Arthur Brown, il quale appare durante un party nella sua tipica maschera di scena dell'epoca, con sul capo un elmo di ferro dalle corna fiammeggianti; gli altri due "musicisti" che, nella sequenza in questione, appaiono suonare rispettivamente l'organo Hammond e la batteria sono invece comparse, non i veri membri della band di Brown. La versione di Nightmare presente nel film è differente da quella inclusa nell'unico album in studio del gruppo, pubblicato anch'esso nel 1968.

Il commento musicale al film, per il resto, è opera dei Pink Floyd: circa quindici minuti complessivi di musica, nove dei quali costituiti da improvvisazione (questi ultimi corrispondono alla scena del confronto tra il protagonista e il Direttore). I brani registrati dai Pink Floyd appositamente per The Committee rimasero ufficialmente inediti per quasi cinquant'anni, fino cioè al novembre 2016, quando un paio di essi furono inclusi nel cofanetto antologico The Early Years 1965-1972, il quale peraltro contiene, in uno dei DVD, anche il film per intero. Prima di allora, circolarono soltanto alcuni bootleg, tutti tratti direttamente dall'audio del film e contenenti perciò - in buona parte - anche i dialoghi originali sovrapposti alla musica.

Edizioni in DVD[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione in DVD del film risale al 2005, per il solo mercato americano (NTSC, Region 1) ad opera della Craytic, che allora deteneva i diritti del film.

La Basho Records pubblicò nel settembre 2009 una nuova edizione con due interviste, rispettivamente a Peter Sykes e Max Steuer, come contenuti speciali. Alla confezione era allegato un CD audio contenente 3 brani eseguiti dalla Homemade Orchestra: la traccia di apertura era la canzone The Committee su testo di Max Steuer, interpretata nel 2003 dall'attore protagonista del film, Paul Jones (già cantante con Manfred Mann negli anni sessanta). Le altre due tracce del CD, entrambe edite altrove dalla stessa Basho Records, non avevano alcun legame col film: la seconda era un brano strumentale originale intitolato Bird, l'ultima una cover del brano Here Comes The Flood di Peter Gabriel.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]