The Committee

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The Committee
Titolo originaleThe Committee
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneRegno Unito
Anno1968
Durata58 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico
RegiaPeter Sykes
SoggettoMax Steuer
SceneggiaturaMax Steuer, Peter Sykes
ProduttoreMax Steuer
MusichePink Floyd

The Crazy World of Arthur Brown

Interpreti e personaggi

The Committee è un film sperimentale indipendente del 1968, diretto da Peter Sykes.

Il soggetto è tratto dal racconto Nightmare, pubblicato nel 1966 su una rivista letteraria da Max Steuer, filosofo e docente alla London School of Economics; anche l'idea di trasporre il racconto in forma cinematografica fu di Steuer il quale collaborò con Sykes alla sceneggiatura, produsse il film e ne supervisionò l'intera lavorazione.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un giovane autostoppista è a bordo dell'automobile di uno sconosciuto il quale lo tedia con discorsi ininterrotti e banali, cui egli risponde per lo più a monosillabi. Il conducente a un tratto decide di fermarsi in una radura in aperta campagna, perché a suo dire la macchina fa un rumore insolito: mentre l'uomo è chino ad armeggiare sul motore, il giovane gli chiude violentemente il cofano sul collo e lo decapita. Dopo una breve riflessione, tuttavia, egli ricuce la testa sul collo dell'uomo, lo rianima e lo lascia ripartire da solo, presumibilmente immemore di quanto appena accaduto.

La scena si sposta nella sede di un'istituzione non meglio identificata, dotata di elaboratori elettronici, schedari e aule universitarie: durante un consiglio, il capo dell'organizzazione annuncia che entro dieci giorni dirigerà personalmente un «comitato» di quasi trecento persone le quali, egli specifica, hanno tutte «immaginazioni contrarie».

La storia torna a seguire il giovane protagonista, dapprima a casa sua – dove si apprende fra l'altro che è appassionato di scacchi – quindi nell'ufficio dove lavora come disegnatore progettista, nella City di Londra; egli informa il suo superiore di aver ricevuto l'invito a prendere parte a un «comitato» e che perciò dovrebbe assentarsi dal lavoro. Il boss, esaminata la lettera di invito, incoraggia il giovane ad accettare e lo ammonisce anche a non sottovalutarne l'importanza, poiché egli stesso ha partecipato a incontri analoghi e chi li organizza «manda avanti il sistema».

Il giovane si ritrova quindi, assieme a molte altre persone a lui per lo più sconosciute, a soggiornare presso una lussuosa villa in campagna, in una sorta di misterioso convegno i cui partecipanti paiono trascorrere il tempo giocando a croquet o a scacchi, nuotando in piscina o intrattenendo discussioni intellettuali; tuttavia la ragione della loro presenza assieme in quel luogo non è mai esplicitata. Il raduno si svolge sotto lo sguardo attento del «Direttore del Comitato», cioè del capo dell'organizzazione apparsa in precedenza.

Fra i convenuti il protagonista incrocia quasi subito anche la sua vittima, che non porta più alcun segno della decapitazione e non sembra neppure riconoscerlo: turbato da tale presenza, il giovane confida al fratello minore – anch'egli invitato, nonché al corrente della vicenda nella radura – la sua paura che l'intero convegno sia stato organizzato solo per lui: i due meditano di fuggire dalla villa la notte stessa.

Il sospetto del giovane si rivela fondato allorché il Direttore lo chiama a colloquio prima che egli possa attuare il suo piano di fuga e, dopo avergli prelevato un campione di sangue, lo interroga in merito all'episodio violento di cui è stato artefice, invitandolo ad una sorta di auto-analisi sulle ragioni tanto dell'omicidio quanto della successiva decisione di "resuscitare" la vittima; ciò dà poi lo spunto a un lungo dialogo filosofico sull'etica, sull'autorità e sul rifiuto di essa, e sul rapporto fra crimine e ordine sociale, al termine del quale i due paiono giungere alle medesime conclusioni.

Nell'ultima sequenza, a convegno ormai concluso, il giovane lascia la villa nuovamente come passeggero di un'automobile: stavolta alla guida c'è una ragazza da lui conosciuta poco prima che gli chiede, senza ottenere risposta, se giochi a Bridge; attorno, il paesaggio campestre sembra ricordare l'ambientazione delle vicende iniziali.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola include la canzone Nightmare, scritta ed eseguita da The Crazy World of Arthur Brown: il brano è mimato in playback dallo stesso Arthur Brown, il quale appare durante un party nella sua tipica maschera di scena dell'epoca, con sul capo un elmo di ferro dalle corna fiammeggianti; La versione di Nightmare presente nel film è differente da quella inclusa nell'unico album in studio del gruppo che, come il film, uscì nel 1968.

Il commento musicale al film, per il resto, è opera dei Pink Floyd e consta complessivamente di circa quindici minuti di musica, nove dei quali costituiti da un'unica improvvisazione che corrisponde alla lunga scena del confronto tra il protagonista e il Direttore. Se si eccettuano le edizioni home video del film, le musiche incise dal gruppo per The Committee rimasero ufficialmente inedite per 48 anni, fino cioè al novembre 2016, quando due brani furono inclusi nel cofanetto antologico CD-DVD The Early Years 1965-1972, il quale contiene anche il film per intero.[2]

Edizioni in DVD[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione in DVD del film risale al 2005, per il solo mercato americano (NTSC, Region 1) ad opera della Craytic, che allora deteneva i diritti del film.[3]

La Eclectic DVD Distributions pubblicò nel settembre 2009 una nuova edizione con due interviste rispettivamente a Peter Sykes e Max Steuer come contenuto extra; alla confezione era allegato un CD audio promozionale curato dalla Basho Records e contenente 3 brani: la traccia di apertura era la canzone The Committee su testo di Max Steuer, incisa nel 2003 da Paul Jones, l'attore protagonista del film, già cantante con Manfred Mann negli anni sessanta; le altre due tracce, già edite altrove dalla stessa Basho, non avevano alcun legame col film: si trattava infatti di un brano strumentale originale intitolato Bird e di una cover di Here Comes The Flood di Peter Gabriel, entrambi eseguiti dalla Homemade Orchestra.[1]

Nel 2016 come già detto il film fu incluso nel cofanetto antologico dei Pink Floyd The Early Years 1965-1972, nel settimo e ultimo volume Continu/ation.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b The Committee (Peter Sykes, 1968) – DVD, Eclectic DVD Distributions Ltd., 2009 – contenuti extra.
  2. ^ a b Pink Floyd - The Early Years: 1965–1972, su musicbrainz.org. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  3. ^ (EN) The Committee (1968), su PopMatters, 29 settembre 2005. URL consultato il 26 febbraio 2020.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]