The Committee

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The Committee
Titolo originale The Committee
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1968
Durata 58 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Peter Sykes
Soggetto Max Steuer
Produttore Max Steuer
Musiche Pink Floyd
Interpreti e personaggi

The Committee è un film sperimentale indipendente del 1968, diretto da Peter Sykes. È tratto dal racconto Nightmare di Max Steuer, pubblicato su una rivista letteraria due anni prima. Steuer, filosofo e ordinario alla London School of Economics, produsse anche il film e ne supervisionò l'intera lavorazione.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un giovane autostoppista viaggia a bordo dell'auto di uno sconosciuto, i cui discorsi ininterrotti e banali paiono infastidirlo. Il conducente decide a un tratto di fermarsi in una radura, perché a suo dire la macchina fa un rumore insolito; mentre l'uomo è chino ad armeggiare sul motore, l'autostoppista chiude violentemente il cofano dell'auto e lo decapita.

Dopo una breve riflessione, tuttavia, il giovane ricuce la testa sul collo dell'uomo, il quale si rianima e riprende il suo viaggio da solo, presumibilmente senza ricordare nulla di quanto accaduto.

La scena seguente - apparentemente slegata dalla vicenda iniziale - è la riunione di un non meglio precisato Comitato, il cui Direttore annuncia che entro dieci giorni guiderà personalmente un gruppo di quasi 300 persone: egli specifica che "tutti gli invitati hanno immaginazioni contrarie".

Ritroviamo il giovane protagonista dapprima nella sua abitazione - dove apprendiamo che è appassionato di scacchi - e poi nell'ufficio dove lavora come disegnatore progettista, nella City di Londra. Egli informa il suo boss di aver appena ricevuto una lettera di invito da parte del Comitato e che perciò potrebbe doversi assentare dal lavoro per recarsi ad un incontro. Il capo incoraggia il giovane ad accettare l'invito e gli consiglia di non sottovalutarne l'importanza, poiché egli stesso ha partecipato a incontri analoghi e coloro che li organizzano, afferma, "mandano avanti il sistema".

Il giovane si ritrova quindi, assieme a molte altre persone per lo più sconosciute, a soggiornare in una sontuosa villa nella campagna inglese, per una sorta di misterioso convegno/villeggiatura i cui ospiti trascorrono il tempo giocando a croquet o a scacchi, nuotando in piscina o intrattenendo discussioni intellettuali.

Fra i convenuti il protagonista incontra anche la sua vittima, la quale non porta più alcun segno della decapitazione e pare non riconoscerlo: turbato da tale presenza, il giovane confida al fratello minore - anch'egli misteriosamente invitato alla villa e al corrente della vicenda nella radura - la sua paura che l'intero convegno sia stato organizzato appositamente per lui: i due meditano di fuggire la notte stessa.

Il sospetto del giovane si rivela fondato allorché il Direttore del Comitato lo chiama a colloquio prima che egli possa attuare il suo piano di fuga e lo interroga in merito all'episodio violento di cui è stato artefice, invitandolo ad una sorta di auto-analisi sulle vere ragioni tanto dell'omicidio quanto della decisione di "resuscitare" la vittima subito dopo. L'introspezione diviene poi lo spunto per un dialogo filosofico sull'Etica, sull'Autorità e sul rifiuto di essa, e sul rapporto fra crimine e Ordine Sociale. Il confronto fra i due occupa quasi tutta l'ultima parte del film.

Nell'ultima sequenza, a convegno ormai concluso, il protagonista lascia la villa nuovamente come passeggero di un'auto: alla guida stavolta c'è un'avvenente ragazza che gli chiede, senza ottenere risposta, se giochi a Bridge; tutto attorno, il paesaggio campestre sembra ricordare il teatro dell'omicidio iniziale.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

I Pink Floyd sono i principali autori delle musiche del film, fatta eccezione per la canzone Nightmare, scritta ed eseguita da The Crazy World of Arthur Brown: nel film, il brano è interpretato in playback dallo stesso Arthur Brown, il quale appare durante un party nella sua tipica maschera di scena dell'epoca, con sul capo un elmo di ferro dalle corna fiammeggianti; gli altri due "musicisti" che, nella sequenza in questione ed in una precedente, appaiono suonare rispettivamente l'organo Hammond e la batteria sono comparse, non i veri membri della band di Brown.

Le musiche registrate dai Pink Floyd per The Committee sono rimaste totalmente inedite fino al novembre 2016, quando un paio di brani sono stati inclusi nel cofanetto antologico The Early Years 1965-1972, il quale contiene anche il film per intero. Prima di allora, circolavano soltanto vari bootleg tratti direttamente dall'audio del film e contenenti perciò - in buona parte - anche i dialoghi originali sovrapposti alla musica.

Edizioni in DVD[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione in DVD del film risale al 2005, per il solo mercato americano (NTSC, Region 1) ad opera della Craytic, che allora deteneva i diritti del film.

La Basho Records ha pubblicato un nuova edizione nel settembre 2009 con contenuti speciali: due interviste, rispettivamente a Peter Sykes e Max Steuer. Alla confezione è allegato un CD audio con 3 tracce eseguite dalla Homemade Orchestra: la prima è la canzone The Committee su testo di Max Steuer, registrata nel 2003 e interpretata dall'attore protagonista del film, Paul Jones (già cantante con Manfred Mann negli anni sessanta); le altre due tracce non hanno invece alcun legame col film: trattasi di un brano strumentale originale intitolato Bird e di una cover di Here Comes The Flood di Peter Gabriel, entrambe edite altrove dalla stessa Basho Records.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]