Alan Parsons

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Alan Parsons
Alanparsons1.jpg
Alan Parsons (foto del 2006)
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Rock progressivo
Rock psichedelico
Art rock
Pop rock
Periodo di attività 1975 – in attività
Strumento Tastiera, Chitarra, voce
Album pubblicati 5
Studio 4
Live 1

Alan Parsons (Londra, 20 dicembre 1948) è un musicista, cantante e tecnico del suono britannico, fondatore insieme a Eric Woolfson del gruppo progressive rock inglese The Alan Parsons Project.

Ha contribuito a molti album, oggi considerati tra i più importanti della storia della musica leggera, e collaborato con importanti gruppi e cantanti rock, tra cui Beatles, Pink Floyd, Al Stewart e John Miles.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alan Parsons nasce il 20 dicembre 1948 a Londra, in Inghilterra, da Jean e Denys Parsons. A metà anni sessanta diventa ingegnere del suono presso gli studi della EMI di Abbey Road a Londra. Nel 1969 collabora con Geoff Emerick per Abbey Road dei Beatles. In seguito, Parsons continua a collaborare con Paul McCartney e negli anni settanta lavora per i Pink Floyd in Atom Heart Mother e The Dark Side of the Moon.

Successivamente con Eric Woolfson fonda il gruppo progressive rock The Alan Parsons Project nel 1975, band che si scioglierà nel 1990 con l'album Freudiana, pubblicato tuttavia senza il logo del Project.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 con Eric Woolfson decide di realizzare come produttore e ingegnere del suono l'album progetto Keats suonato da sessionman del Project; dietro al nome Keats ci sono David Paton, Ian Bairnson, Stuart Elliott, Colin Blunstone. Richard Cottle e Peter Bardens dei Camel. A metà anni ottanta produce la colonna sonora del film Ladyhawke composta da Andrew Powell.

Solista[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lo sciogliemento del gruppo Parsons nel 1993 realizza con Stephen Court un album intitolato Sound Check per il test audio professionale delle apparecchiature. Inizia la sua attività da solista con il solo nome "Alan Parsons" incidendo il primo album Try Anything Once nel 1993. Nello stesso anno a Los Angeles a ottobre Alan e la sua band partecipano al Concerto per la Bosnia. Nel 1994 comincia un tour europeo che rappresenta il primo tour di Parsons in quasi 20 anni di attività discografica. Dal tour viene estratto l'album The Very Best Live (1994), prima registrazione dal vivo di Alan Parsons.

Nel 1995 Parsons diventa direttore artistico del World Liberty Concert, l'importante concerto tenutosi l'8 maggio nei Paesi Bassi per festeggiare il 50º anniversario della fine della seconda guerra mondiale. Nel 1996 incide On Air, disco ispirato all'epopea del volo, ai fratelli Montgolfier e al futuro che verrà con la fantastica previsione della colonizzazione di altre galassie e di mondi lontani. Ne segue un tour dal nome "On Air World Tour" che durerà fino al 1998. Il 1º luglio 1997 Parsons viene nominato vice presidente dell'EMI Studios Group, ma a fronte dei già ingenti impegni chiede di poter lasciare l'incarico per rivestire un ruolo più flessibile, come quello di Special Projects[non chiaro].

Nel 1999, concluso il tour "On Air", Parsons incide The Time Machine, il cui titolo è preso a prestito dall'omonimo romanzo di H.G. Wells. Nell'album figura la partecipazione di altri famosi artisti come Tony Hadley degli Spandau Ballet, Maire Brennan dei Clannad, Beverly Craven e l'amico Colin Blunstone. Il 27 giugno dello stesso anno nello Stadio Olimpico di Monaco, Michael Jackson organizza un concerto di beneficenza a favore del fondo internazionale Nelson Mandela: The Power of Humanity - What More Can I Give. Alan e la sua band si esibiscono con i loro successi e suonano con Ringo Starr i due brani dei Beatles Yellow Submarine e With a Little Help from My Friends. Nel settembre dello stesso anno inizia il The Time Machine World Tour.

Nel 2000 Alan è coinvolto nell'edizione di "The British Rock Symphony", un progetto di David Fishof: gli artisti chiamati a parteciparvi interpretano brani di band anni sessanta e settanta, accompagnati da un'orchestra sinfonica ed un coro. Nel 2001 nasce una produzione Tony Ludwig in cooperazione con la Front Row Productions e Alan Parsons: dopo l'approvazione di Sir Paul McCartney, prende vita "A Walk Down Abbey Road", tour multiartistico di tributo ai Beatles. Nonostante gli album siano pubblicati a suo nome, non sempre egli appare nei riconoscimenti (credits). Le tracce sono scritte anche da Ian Bairnson, Stuart Elliott, Andrew Powell.

Nel 2004, dopo cinque anni di silenzio discografico, Parsons pubblica A Valid Path, un nuovo album solista in cui inizia una sperimentazione verso la musica elettronica, avvalendosi anche della collaborazione di nomi celebri in questo campo, e di special guest come David Gilmour. Chrystal Method, Nortec Collective, Shpongle. All'uscita del disco fanno seguito alcuni tour che portano Parsons ad esibirsi anche in Italia. Una delle date spagnole di questo tour è stata immortalata in un DVD che contiene alcuni dei più grandi successi del Project affiancati da brani dell'ultimo album solista.

Nel gennaio 2008 partecipa a Napoli al Concerto dell'Epifania cantando due successi dal repertorio di The Alan Parsons Project: Eye in the Sky e Don't Answer Me. Nel 2010 Alan Parsons pubblica il singolo All Our Yesterdays ed il live album Eye 2 Eye: Live in Madrid. Nel settembre 2012 iniziato la registrazione dell'album di Steven Wilson in uscita nel 2013.

Discografia come Project[modifica | modifica wikitesto]

Album studio[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Discografia solista[modifica | modifica wikitesto]

Album studio[modifica | modifica wikitesto]

Live[modifica | modifica wikitesto]

Video[modifica | modifica wikitesto]

Discografia The Alan Parsons Project (Album e Compilation)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia degli Alan Parsons Project.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN96939186 · LCCN: (ENno2013061357 · ISNI: (EN0000 0000 7828 4294 · GND: (DE134480473 · BNF: (FRcb14011140p (data)
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