The Turn of a Friendly Card

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The Turn of a Friendly Card
ArtistaThe Alan Parsons Project
Tipo albumStudio
Pubblicazione7 novembre 1980
Durata40:32
Dischi1
Tracce6 (LP)
10 (CD)
GenereRock progressivo
Musica elettronica
Art rock
EtichettaArista
ProduttoreAlan Parsons
Registrazione1979-1980,
Studio Acousti (Parigi)
- Arco Studio, (Monaco di Baviera) orchestra
Certificazioni
Dischi d'oroStati Uniti Stati Uniti (1)[1]
(vendite: 500 000+)

Germania Germania (1)[2]
(vendite: 250 000+)

Paesi Bassi Paesi Bassi (1)[3]
(vendite: 50 000+)

Canada Canada (1)[4]
(vendite: 40 000+)

Nuova Zelanda Nuova Zelanda (1)[5]
(vendite: 15 000+)

Dischi di platinoStati Uniti Stati Uniti (1)[6]
(vendite: 1 000 000+)

Canada Canada (2)[7]
(vendite: 160 000+)

The Alan Parsons Project - cronologia
Album precedente
(1979)
Album successivo
(1982)
Singoli
  1. The Turn of a Friendly Card
    Pubblicato: 1980
  2. Games People Play
    Pubblicato: 1980
  3. Time
    Pubblicato: 1981
  4. Snake Eyes
    Pubblicato: 1981

The Turn of a Friendly Card è il quinto album in studio del gruppo progressive rock britannico The Alan Parsons Project, fondato da Alan Parsons ed Eric Woolfson, pubblicato nel 1980 dalla Arista Records.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Alan Parsons ed Eric Woolfsons registrano The Turn of a Friendly Card tra la fine del 1979 e l'inizio del 1980, per poi pubblicarlo nel novembre del 1980. Poiché dall'autunno del 1978 entrambi, con le rispettive famiglie, si sono trasferiti a Monte Carlo[8] nel Principato di Monaco per motivi fiscali, utilizzano come studio di registrazione lo Studio Acousti a Parigi. L'album riscuote un grande successo in termini di vendite, già nel luglio del 1981 supera i due milioni di dischi, che sarà inferiore solo all'album Eye in the Sky[9], raggiunge la tredicesima posizione nelle classifiche USA, ma è in Europa che spopola arrivando ovunque nella top venti ed in Austria e Germania al secondo posto. La permanenza nel Principato di Monaco e la scontata frequentazione del Casinò di Monte Carlo stimolano il tema dell'album che tratta del mondo del gioco e dei suoi rischi[10], raccontando a grandi linee la vita di un uomo di mezz'età che diviene insofferente e sfida la fortuna andando al casinò e giocandosi tutto e perdendo, dissipa tutto ciò che possiede.[11][12]

Come session-man viene confermato il team ormai consolidato con Ian Bairnson alle chitarre, David Paton al basso, Stuart Elliott alla batteria e come cantanti Chris Rainbow e Lenny Zakatek. L'unica new entry è Elmer Gantry che canta nel brano introduttivo May Be A Price To Pay. Dopo la partecipazione ai tre album precedenti non viene confermato il tastierista Duncan Mackay che viene sostituito allo strumento da Eric Woolfson ed Alan Parsons.

La prima versione in CD di The Turn of a Friendly Card è uscita nel 1984.

Alan Parsons nel 1981 riceve la quarta nomination ai Grammy Awards, questa volta per The Turn of a Friendly Card, nella categoria "Best Engineered Recording, Non Classical".

Copertina e grafica[modifica | modifica wikitesto]

La copertina di tutte le versioni dell'album mostra una vetrata che sembra appartenere a una chiesa, ma il dettaglio in vetro colorato è una carta da poker, il re di quadri. La grafica è realizzata dai musicisti rock e registi di videoclip Kevin Godley e Lol Creme.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Chris Rainbow nel 2001. Session man del Project dal 1979, in The Turn Of A Friendly Card canta in quattro brani.
Lenny Zakatek nel 2014. Session man del Project dal 1977, in The Turn Of A Friendly Card canta in Games People Play e I Don't Wanna Go Home.
The Turn Of A Friendly Card - Album originale (1980)[13]

Testi e musiche di Eric Woolfson e Alan Parsons; edizioni musicali Arista Records.

  1. May Be A Price To Pay – 4:57 – Voce: Elmer Gantry • Pianoforte e Organo: Eric Woolfson • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Orchestra: arrangiata e diretta da Andrew Powell
  2. Games People Play – 4:19 – Voce e vocal FX: Lenny Zakatek • Tastiere: Eric Woolfson • Projectron: Alan Parsons • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Cori: Chris Rainbow
  3. Time – 5:05 – Voce e pianoforte: Eric Woolfson • Voci addizionali: Alan Parsons • Chitarra Pitched Shifted e chitarra acustica: Ian Bairnson • Basso e chitarra acustica: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Cori: Chris Rainbow • Orchestra: arrangiata e diretta da Andrew Powell
  4. I Don't Wanna Go Home – 4:57 – Voce: Lenny Zakatek • Pianoforte: Eric Woolfson • Voci addizionali: Alan Parsons • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria: Stuart Elliott • Cori: Chris Rainbow
  5. The Gold Bug (Strumentale) – 4:33 – Fischio umano, clavinet echeggiato, autoharp e clic con le dita: Alan Parsons • Chitarre e chitarra acustica con tremolo: Ian Bairnson • Basso e chitarra acustica con tremolo: David Paton • Batteria e triangolo rotante armonizzato: Stuart Elliott • Voci: Chris Rainbow • Sassofono: Session man non identificato
  6. The Turn Of A Friendly Card (part one) – 2:40 – Voce: Chris Rainbow • Pianoforte e clavicembalo: Eric Woolfson • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Orchestra: arrangiata e diretta da Andrew Powell
  7. Snake Eyes – 3:18 – Voce: Chris Rainbow • Pianoforte: Eric Woolfson • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Voci corali: Tutti i componenti della band compreso lo staff dello studio di registrazione
  8. The Ace Of Swords (Strumentale) – 2:58 – Clavicembalo e clavinet: Alan Parsons • Pianoforte: Eric Woolfson • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Orchestra: arrangiata e diretta da Andrew Powell
  9. Nothing Left To Lose – 4:05 – Voce: Eric Woolfson • Chitarra acustica: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria: Stuart Elliott • Cori: Chris Rainbow • Fisarmonica a bottoni: Session man non identificato
  10. The Turn Of A Friendly Card (part two) – 3:21 – Voce: Chris Rainbow • Pianoforte e clavicembalo: Eric Woolfson • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Orchestra: arrangiata e diretta da Andrew Powell

Durata totale: 40:13

The Turn Of A Friendly Card - Expanded Edition (2008)[14]

Testi e musiche di Eric Woolfson e Alan Parsons; edizioni musicali Sony BMG, Legacy, Arista Records.

  1. May Be A Price To Pay – 5:00 – Voce: Elmer Gantry • Pianoforte e Organo: Eric Woolfson • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Orchestra: arrangiata e diretta da Andrew Powell
  2. Games People Play – 4:23 – Voce e vocal FX: Lenny Zakatek • Tastiere: Eric Woolfson • Projectron: Alan Parsons • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Cori: Chris Rainbow
  3. Time – 5:15 – Voce e pianoforte: Eric Woolfson • Voci addizionali: Alan Parsons • Chitarra Pitched Shifted e chitarra acustica: Ian Bairnson • Basso e chitarra acustica: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Cori: Chris Rainbow • Orchestra: arrangiata e diretta da Andrew Powell
  4. I Don't Wanna Go Home – 4:52 – Voce: Lenny Zakatek • Pianoforte: Eric Woolfson • Voci addizionali: Alan Parsons • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria: Stuart Elliott • Cori: Chris Rainbow
  5. The Gold Bug (Strumentale) – 4:34 – Fischio umano, clavinet echeggiato, autoharp e clic con le dita: Alan Parsons • Chitarre e chitarra acustica con tremolo: Ian Bairnson • Basso e chitarra acustica con tremolo: David Paton • Batteria e triangolo rotante armonizzato: Stuart Elliott • Voci aggiuntive: Chris Rainbow • Sassofono: Session man non identificato
  6. The Turn Of A Friendly Card (part one) – 2:44 – Voce: Chris Rainbow • Pianoforte e clavicembalo: Eric Woolfson • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Orchestra: arrangiata e diretta da Andrew Powell
  7. Snake Eyes – 3:16 – Voce: Chris Rainbow • Pianoforte: Eric Woolfson • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Voci corali: Tutti i componenti della band compreso lo staff dello studio di registrazione
  8. The Ace Of Swords (Strumentale) – 2:58 – Clavicembalo e clavinet: Alan Parsons • Pianoforte: Eric Woolfson • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Orchestra: arrangiata e diretta da Andrew Powell
  9. Nothing Left To Lose – 4:08 – Voce: Eric Woolfson • Chitarra acustica: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria: Stuart Elliott • Cori: Chris Rainbow • Fisarmonica a bottoni: Session man non identificato
  10. The Turn Of A Friendly Card (part two) – 3:32 – Voce: Chris Rainbow • Pianoforte e clavicembalo: Eric Woolfson • Chitarre: Ian Bairnson • Basso: David Paton • Batteria e percussioni: Stuart Elliott • Orchestra: arrangiata e diretta da Andrew Powell
  11. Maybe A Price To Pay (Intro - Demo) – 1:32
  12. Nothing Left To Lose (Basic Backing Track) – 4:35
  13. Nothing Left To Lose (Chris Rainbow Vocal Overdub Compilation) – 2:02
  14. Nothing Left To Lose (Early Studio Version With Eric's Guide Vocal) – 3:11
  15. Time (Early Studio Attempt) – 4:42
  16. Games People Play (Rough Mix) – 4:32
  17. The Gold Bug (Demo) – 2:49

Durata totale: 64:05

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

May Be A Price To Pay[15]
La traccia di apertura, che non è una strumentale come nei quattro album precedenti, inizia con un'introduzione pomposa di strumenti a fiato per poi passare magicamente ad un andamento funk che sfocia in un cantato con tono minaccioso, della new entry Elmer Gantry, il cui testo racconta la storia di un mago i cui subordinati giocano e tramano alle spalle del loro padrone.
Games People Play[16]
Il brano, cantato da Lenny Zakatek, ha uno stile pop radio-friendly basata su un arpeggio realizzato con il sintetizzatore costruito personalmente da Parsons e da lui denominato Projectron. Il testo descrive il senso di solitudine che attanaglia i genitori dopo che i figli, divenuti adulti, hanno lasciato la casa, e come soluzione alternativa ad una fine noiosa e solitaria vi è il fascino dell'azzardo e le vittorie ai tavoli da gioco. Games People Play prende il nome dall'omonimo libro di Eric Berne del 1964 letto dalla moglie di Eric Woolfson.
Time[17]
È il primo brano del Project cantato da Eric Woolfson, che dopo il grande successo dell'album si riproporrà sempre più spesso come voce principale. É una ballata malinconica e dal ritmo lento sulla fine della vita. Nel 2017 Time è stato inserito nella colonna sonora del film Una donna fantastica[18].
I Don't Wanna Go Home[19]
Cantato da Lenny Zakatek è strutturata secondo i canoni del progressive rock con notevoli assoli di Ian Bairnson. Il testo racconta la storia di un uomo che ha perso tutti i suoi soldi giocando d'azzardo.
The Gold Bug[20]
Il brano prende il nome dal titolo di un racconto di Edgar Allan Poe dove veniva risolto un enigma grazie alla crittografia. Nel 1984 dopo la pubblicazione dell'album Ammonia Avenue una famosa marca di liquori italiana decide di utilizzare la strumentale The Gold Bug come colonna sonora per gli spot della stagione 1984[21] e 1985[22] del brandy Stock 84. Nel brano vi è una parte in cui Alan Parsons fischiando, e Chris Rainbow con un vocalizzo imitano lo stile dei temi leggendari degli Spaghetti-western di Ennio Morricone. La strumentale è caratterizzata da un notevole assolo di sassofono contralto suonato da un session-man francese che però non compare fra i crediti del disco. A tutt'oggi Alan Parsons non ricorda il nome del sassofonista[23].
(EN)

«I had this crazy idea right towards the end of the recordings to feature a very Parisian accordion solo on Nothing Left To Lose, which I was delighted with. We never did get the player's name and likewise the sax player on The Gold Bug has always remained anonymous.»

(IT)

«Ho avuto questa folle idea proprio verso la fine delle registrazioni di presentare un assolo di fisarmonica molto parigino su "Nothing Left To Lose", di cui ero felicissimo. Non abbiamo mai avuto il nome del musicista e allo stesso modo il sassofonista di "The Gold Bug" è sempre rimasto anonimo.»

(Alan Parsons novembre 2015, dal booklet del cd The Turn Of A Friendly Card - 35th Deluxe Anniversary Edition, 2015)
The Turn Of A Friendly Card (part one)[24]
Sull'LP originale il brano, che dà il titolo all'album, è una suite di sedici minuti, divisa in cinque tracce, che sono sezioni della canzone, ciascuna con il suo titolo specifico, che occupa tutto il lato B dell'album. Il brano, cantato da Chris Rainbow, è ricco di strumenti e dominato dai sintetizzatori con Parsons che distribuisce alla perfezione i numerosi effetti sonori.
Snake Eyes[25]
La frase ricorrente nel testo cantato da Chris Rainbow "snake eyes, seven eleven" (occhi di serpente, sette undici) si riferisce al gioco dei dadi dove un giocatore che punta doppio uno o sette e undici perderà inevitabilmente sempre. La melodia del brano intreccia alla perfezione il cantato con il basso e le tastiere.
Un clavinet. Alan Parsons lo suona assieme al clavicembalo nel brano strumentale The Ace Of Swords.
The Ace Of Swords[26]
Nella strumentale Alan Parsons suona il clavicembalo ed il clavinet creando un'atmosfera dal sapore medioevale nella prima parte del brano, che poi con un repentino cambio di ritmo coinvolge l'orchestra diretta da Powell trasformando il brano in un classico del progressive rock.
Nothing Left To Lose[27]
Come capitato per il sassofonista in The Gold Bug anche in questo brano risulta sconosciuto un session-man, quello che realizza il famoso assolo con la fisarmonica a bottoni a circa metà del brano. Iconico anche l'assolo di chitarra di Ian Bairnson che chiude il brano.
The Turn Of A Friendly Card (part two)[28]
Cantato da Chris Rainbow il brano chiude la suite che nel suo insieme rappresenta l'apoteosi dell'espressione artistica del progressive rock. Il brano conclusivo dell'album sembra voler ricercare gli applausi dall'ascoltatore dell'intero disco, comincia infatti col leggero cantato di Rainbow che trascina l'introduzione progressiva di tutti gli strumenti che esaltano gli assoli di chitarra di Ian Bairnson per poi raggiungere il coinvolgimento totale con gli assoli dei fiati.

Formazione[29][modifica | modifica wikitesto]

Leader[modifica | modifica wikitesto]

Un Autoharp. Alan Parsons la suona nel brano strumentale The Gold Bug.
  • Alan Parsons – projectron (traccia 2), fischio umano (traccia 5), clavinet (traccia 8), clavinet echeggiato (traccia 5), autoharp (traccia 5), clic con le dita (traccia 5), clavicembalo (traccia 8), voci addizionali (traccia 3,4), autore testi e musiche (tracce 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10), programming, ingegnere di registrazione, produttore
  • Eric Woolfson – voce (traccia 3,9), pianoforte (traccia 1,3,4,6,7,8,10), organo (traccia 1), tastiere (traccia 2), clavicembalo (traccia 6,10), autore testi e musiche (tracce 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10), produttore esecutivo

Session Man[modifica | modifica wikitesto]

Cantanti
  • Chris Rainbow – voce (traccia 6,7,10), cori (traccia 2,3,4,9), Voci aggiuntive (traccia 5)
  • Lenny Zakatek – voce (traccia 2,4), vocal FX (traccia 2)
  • Elmer Gantry - voce (traccia 1)
  • Tutti i componenti della band compreso lo staff dello studio di registrazione - cori (traccia 7)
Musicisti
  • Ian Bairnson – chitarra elettrica (traccia 1,2,4,5,6,7,8,10), chitarra acustica (traccia 3,9), chitarra pitched shifted (traccia 3), chitarra acustica con tremolo (traccia 5)
  • David Paton - basso (traccia 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10), chitarra acustica (traccia 3), chitarra acustica con tremolo (traccia 5)
  • Stuart Elliott – batteria (traccia 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10), percussioni (traccia 1,2,3,6,7,8,10), triangolo rotante armonizzato (traccia 5)
  • sconosciuto - sassofono (traccia 5), fisarmonica a bottoni (traccia 9)
Orchestra
  • The Munich Chamber Opera Orchestra - (traccia 1,3,6,8,10)
  • Andrew Powell - direttore e arrangiamento orchestra (traccia 1,3,6,8,10)
  • Sandor Farcas - primo violino (traccia 1,3,6,8,10)

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

The Gold Bug[30]
Il videoclip viene pubblicato in contemporanea con l'uscita dell'album nel novembre del 1980.
Games People Play[31]
Il videoclip viene pubblicato in contemporanea con l'uscita dell'album nel novembre del 1980. Le riprese del videoclip sono effettuate negli studi di registrazione di Parigi durante una sessione del brano cantato da Lenny Zakatek.
The Turn of a Friendly Card (part two)[32]
Il videoclip viene pubblicato in contemporanea con l'uscita dell'album nel novembre del 1980. Il contenuto è molto efficace con una serie di immagini relative al casinò di Montecarlo ed in generale al gioco d'azzardo.
May Be A Price To Pay[33]
Per il brano di apertura dell'album viene realizzato un video promozionale con riprese effettuate nello studio di registrazione di Parigi.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

The Turn of a Friendly Card - Expanded Edition (2008)
Il 7 marzo del 2008 viene pubblicata la versione rimasterizzata dell'album originale con l'aggiunta di sette bonus track. Questa edizione diventerà la base per tutte le future riedizioni.
The Turn of a Friendly Card - 35º Deluxe Anniversary Edition (2015)
Il 6 novembre del 2015, in occasione del 35º anniversario dalla pubblicazione di The Turn of a Friendly Card viene pubblicata un'edizione speciale con il seguente contenuto:
  • 1 CD intitolato Original Album con l'expanded edition del 2008, rimasterizzata e con l'album originale più le sette bonus track.
  • 1 CD intitolato Eric's Songwriting Diaries con venti tracce suddivise tra i diari di Woolfson, ulteriori nove bonus track e tre "single edits".
  • Un booklet di 20 pagine con numerose foto relative al periodo di realizzazione dell'album, curiosità, interviste, testi e crediti.

La stessa custodia, nella sua parte interna è un ulteriore collage di foto inedite.

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Nazione Miglior posizione in classifica Settimane di permanenza
Germania Germania[34] 49
Austria Austria[35] 32
Norvegia Norvegia[36] 11º 17
Stati Uniti Stati Uniti[37] 13º 58
Canada Canada[38] 16º
Paesi Bassi Paesi Bassi[39] 17º 12
Nuova Zelanda Nuova Zelanda[40] 18º 20
Svezia Svezia[41] 22º 7
Australia Australia[42] 24º
Regno Unito Regno Unito[43] 38º 4

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nomination[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 Alan Parsons riceve la nomination ai Grammy Awards per l'album The Turn Of A Friendly Card.

  • Grammy Awards 1981 - categoria Best Engineered Recording, Non Classical - album The Turn Of A Friendly Card dei The Alan Parsons Project.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gold&Platinum, su riaa.com, RIIA. URL consultato il 10 aprile 2021.
  2. ^ Datebank: BVMI, su musikindustrie.de, BVMI. URL consultato il 10 aprile 2021.
  3. ^ Gold/Platinum NVPI, su nvpi.nl, NVPI. URL consultato l'11 maggio 2021.
  4. ^ Gold/Platinum, su musiccanada.com, Music Canada. URL consultato il 10 aprile 2021.
  5. ^ MusicChart Gold/Platinum, su nztop40.co.nz, MusicChart New Zealand. URL consultato l'8 maggio 2021.
  6. ^ Gold&Platinum, su riaa.com, RIIA. URL consultato il 10 aprile 2021.
  7. ^ Gold/Platinum, su musiccanada.com, Music Canada. URL consultato il 10 aprile 2021.
  8. ^ The Alan Parsons Project, Timeline., su the-alan-parsons-project.com, 2021. URL consultato il 25 maggio 2021.
  9. ^ Booklet del cd The Turn of a Friendly Card Expanded Edition del 2008
  10. ^ The Alan Parsons Project, The turn Of E Friendly Card., su the-alan-parsons-project.com, 2021. URL consultato il 25 maggio 2021.
  11. ^ (EN) AllMusic: The Turn of a Friendly Card, su allmusic.com. URL consultato il 30 settembre 2014.
  12. ^ Rockline: The Turn of a Friendly Card, su rockline.it. URL consultato il 30 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  13. ^ Booklet Turn Of A Friendly Card 1980
  14. ^ Booklet Turn Of A Friendly Card Expanded Edition 2008
  15. ^ May Be A Price To Pay, The Alan Parsons Project, 1980., su youtube.com, 19 febbraio 2017. URL consultato il 26 maggio 2021.
  16. ^ Games People Play, The Alan Parsons Project, 1980., su youtube.com, 25 febbraio 2017. URL consultato il 26 maggio 2021.
  17. ^ The Alan Parsons Project - Time (Official Audio), 1980., su youtube.com, 26 novembre 2013. URL consultato il 26 maggio 2021.
  18. ^ Una donna fantastica (2017), Soundtracks., su imdb.com, 2017. URL consultato il 25 maggio 2021.
  19. ^ I Don't Wanna Go Home, The Alan Parsons Project, 1980., su youtube.com, 18 febbraio 2017. URL consultato il 26 maggio 2021.
  20. ^ The Gold Bug (Instrumental), The Alan Parsons Project, 1980., su youtube.com, 12 agosto 2015. URL consultato il 26 maggio 2021.
  21. ^ Pubblicità Stock 84 - 1984., su youtube.com, 8 maggio 2015. URL consultato il 17 febbraio 2021.
  22. ^ Spot 80-90: Stock 84 brandy (1985)., su youtube.com, 23 marzo 2020. URL consultato il 17 febbraio 2021.
  23. ^ Booklet del cd The Turn Of A Friendly Card - 35th Deluxe Anniversary Edition
  24. ^ The Turn Of A Friendly Card (Part 1), The Alan Parsons Project, 1980., su youtube.com, 26 gennaio 2017. URL consultato il 26 maggio 2021.
  25. ^ Snake Eyes, The Alan Parsons Project, 1980., su youtube.com, 26 gennaio 2017. URL consultato il 26 maggio 2021.
  26. ^ The Ace of Swords, The Alan Parsons Project, 1980., su youtube.com, 26 gennaio 2017. URL consultato il 26 maggio 2021.
  27. ^ Nothing Left To Lose, The Alan Parsons Project, 1980., su youtube.com, 26 gennaio 2017. URL consultato il 26 maggio 2021.
  28. ^ The Turn of a Friendly Card, Pt. 2, The Alan Parsons Project, 1980., su youtube.com, 26 gennaio 2017. URL consultato il 26 maggio 2021.
  29. ^ Booklet album 1980 e 2008
  30. ^ The Alan Parsons Project - The Gold Bug., su youtube.com, 21 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2021.
  31. ^ The Alan Parsons Project - Games People Play., su youtube.com, 21 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2021.
  32. ^ The Alan Parsons Project - The Turn of a Friendly Card (part two)., su youtube.com, 21 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2021.
  33. ^ The Alan Parsons Project - May Be A Price To Pay, The Turn of a Friendly Card 1980., su youtube.com, 25 settembre 2011. URL consultato il 22 marzo 2021.
  34. ^ (DE) Diskographie Alan Parsons Project, su charts-surfer.de, Classifica Tedesca. URL consultato il 6 giugno 2021.
  35. ^ (DE) Diskographie Alan Parsons Project, su austriancharts.at, Classifica Austriaca. URL consultato il 6 giugno 2021.
  36. ^ (NO) Diskografi Alan Parsons Project, su norwegiancharts.com, Classifica Norvegese. URL consultato il 6 giugno 2021.
  37. ^ (EN) Billboard Chart History, The Alan Parsons Project, su billboard.com, Classifica USA Billboard. URL consultato il 6 giugno 2021.
  38. ^ (EN) Music Canada, su musiccanada.com, Classifica Canada. URL consultato il 6 giugno 2021.
  39. ^ (EN) Dutch Chart, DISCOGRAPHY THE ALAN PARSONS PROJECT, su dutchcharts.nl, Classifica Paesi Bassi. URL consultato il 6 giugno 2021.
  40. ^ (EN) New Zealand Chart, DISCOGRAPHY THE ALAN PARSONS PROJECT, su charts.nz, Classifica Nuova Zelanda. URL consultato il 6 giugno 2021.
  41. ^ (SV) Diskografi Alan Parsons Project, su swedishcharts.com, Classifica Svedese. URL consultato il 6 giugno 2021.
  42. ^ David Kent, Australian Chart Book 1970-1992, Milano, Australian Chart Book, 1993, p. 229.
  43. ^ (EN) Official Charts Alan Parsons Project, su officialcharts.com, Classifica Inglese. URL consultato il 6 giugno 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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