Phil Spector

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Harvey Philip "Phil" Spector

Harvey Philip "Phil" Spector (New York, 26 dicembre 1939) è un produttore discografico, compositore e musicista statunitense, tra i più influenti e rivoluzionari della storia della musica contemporanea[1][2][3][4].

Spector è considerato il primo produttore discografico che conferì al proprio mestiere un ruolo pari a quello del compositore e dell'esecutore[5][6][7], spesso ponendosi come autentico direttore creativo, scrivendo o scegliendo il materiale, curando gli arrangiamenti, conducendo i musicisti e supervisionando ogni aspetto del processo realizzativo.[8] Per questa ragione è stato definito da alcuni "il primo auteur del rock'n'roll".[9][10]

Inventore della tecnica "Wall of Sound" (da lui definito "approccio wagneriano al rock'n'roll")[5], Spector fu pioniere del sound dei gruppi femminili degli anni sessanta come le Crystals e le Ronettes, e realizzò più di venticinque singoli da Top-40 solo tra il 1960 e il 1965. Più tardi lavorò con Tina Turner, John Lennon, Leonard Cohen e i Ramones raggiungendo successi simili. Inoltre Spector lavorò alla realizzazione di Let It Be dei Beatles e del The Concert for Bangla Desh di George Harrison, rispettivamente vincitori di Oscar e Grammy.

La canzone You've Lost That Lovin' Feelin' del 1965 (uno dei primi singoli commerciali ad infrangere la soglia dei tre minuti)[11], prodotta e co-scritta da Spector per i Righteous Brothers, è stata proclamata dalla BMI (organizzazione per i diritti d'autore in campo musicale) come la canzone più riprodotta del XX secolo negli Stati Uniti.[12]

Nel 1989 Phil Spector fu introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame come non-interprete.[13] La rivista Rolling Stone lo ha messo al 64º posto nella sua classifica dei 100 migliori artisti di tutti i tempi.[14]

Più recentemente Spector è diventato famoso per l'eccentricità e il comportamento reclusivo e ossessivo[15][16], culminato nella condanna a 19 anni di carcere per omicidio di secondo grado.[17][18]

La vita[modifica | modifica wikitesto]

La gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Spector nacque il 26 dicembre 1939 da una famiglia ebrea di classe medio-bassa, nel Bronx di New York.[19] Suo nonno era immigrato dalla Russia e aveva cambiato il suo cognome da "Spektor" a "Spector" all'ufficio immigrazione di Ellis Island.[20] I genitori di Spector erano cugini di primo grado.[21] Da bambino, Spector fu spesso vittima di bullismo.[22]

Nel 1953, dopo il suicidio del padre (avvenuto nel 1949), Spector, sua madre e sua sorella si trasferirono a Los Angeles. Qui Spector cominciò a interessarsi alla musica e imparò a suonare la chitarra. A 16 anni suonò Rock Island Line di Lonnie Donegan al talent show della Fairfax High School.[23] Mentre era alla Fairfax, Spector si unì a una piccola compagnia di giovani aspiranti che includeva anche Lou Adler, Bruce Johnston e Sandy Nelson. Quest'ultimo suonò la batteria nella prima registrazione di Spector, To Know Him Is to Love Him.

I Teddy Bears[modifica | modifica wikitesto]

Con tre amici di scuola (Marshall Lieb, Harvey Goldstein e Annette Kleinbard), Spector formò i Teddy Bears. Durante questo periodo, Phil si aggirava negli studi di registrazione locali, dove riuscì a conquistare l'amicizia del produttore Stan Ross, socio proprietario dei Gold Star Studios di Hollywood. Ross cominciò a insegnargli le tecniche della produzione e fu colui che ebbe più influenza sui suoi successivi lavori.

Nella primavera del 1958 Spector e i suoi compagni avevano raggiunto abbastanza soldi da comprarsi due ore di registrazione ai Gold Star. Sotto la supervisione di Spector, i Teddy Bears registrarono Don't You Worry My Little Pet, scritta da Spector, canzone che poi gli assicurò un contratto con la Era Records. Nella loro sessione successiva i Teddy Bears registrarono un'altra canzone di Phil, ispirata all'epitaffio sulla tomba del signor Spector. Prodotta dalla label sussidiaria della Era, To Know Him Is to Love Him arrivò al primo posto della classifica Billboard e vendette più di un milione di copie prima della fine dell'anno.

Nello stesso anno avvenne un episodio traumatico che ebbe una profonda influenza sulla vita futura (e sull'ossessivo rapporto con le armi) del giovane musicista: mentre era in tour fu accostato in un bagno da alcuni balordi, che lo umiliarono urinandogli addosso; Spector fu così mortificato e spaventato che da quel giorno portò sempre con sé una pistola e si assicurò di essere costantemente accompagnato da alcuni bodyguard.[15][16]

Dopo il successo del debutto i quattro firmarono per la Imperial Records, ma il loro singolo successivo, I Don't Need You Anymore arrivò solo al 91º posto. Anche dopo parecchie altre canzoni e un album, i Teddy Bears non entrarono più nella Top 100. Il gruppo si sciolse nel 1959.

Il produttore discografico[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la separazione la carriera di Spector si spostò velocemente dal comporre al produrre. Mentre registrava l'album dei Teddy Bears aveva incontrato Lester Sill, mentore dei leggendari compositori Jerry Leiber e Mike Stoller. Il prossimo progetto di Phil, The Spectors Three, fu preso sotto l'ala di Sill e del suo partner Lee Hazlewood. Nel 1960 Sill fece in modo che Spector lavorasse come apprendista per Leiber e Stoller, a New York.

Spector imparò velocemente a usare lo studio di registrazione. Compose con Jerry Leiber Spanish Harlem, hit da Top-10 di Ben E. King, e lavorò anche come turnista, suonando soprattutto la chitarra. Notevole il suo contributo alla chitarra elettrica solista nel brano On Broadway nella versione dei Drifters, registrata nel gennaio 1963.[24] In questi anni, sebbene non cospicuo, il suo lavoro di registrazione si segnalò soprattutto nella versione originale di Twist and Shout.

Leiber e Stoller consigliarono a Spector di produrre Corrina, Corrina di Ray Peterson, che infatti raggiunse il 9º posto nel gennaio 1961. Più tardi produsse anche Pretty Little Angel Eyes di Curtis Lee, che arrivò al 7º posto.

Tornato a Hollywood, Spector acconsentì a produrre uno dei gruppi di Lester Sill. Dopo che sia la Liberty Records che la Capitol Records rifiutarono di prendere Be My Boy delle Paris Sisters, Sill e Hazlewood formarono una nuova etichetta e la pubblicarono. Riuscì a raggiungere solo il 56º posto, ma la successiva, I Love How You Love Me fu un successo, e arrivò al 5º posto.

La Philles Records[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Philles Records.

Nell'autunno 1961, Spector fondò, assieme a Lester Sill, che nel frattempo aveva interrotto la sua cooperazione con Lee Hazlewood, una nuova etichetta discografica: la Philles Records.

Prima uscita della sua nuova creatura fu There's No Other (Like My Baby), singolo di debutto di un promettente girl group vocale, le Crystals. Il disco fu un successo immediato e raggiunse il 20º posto nella classifica statunitense, seguito da un secondo singolo, Uptown, che ne bissò il successo piazzandosi al numero 13.

Durante tutti i primi anni sessanta, Spector lavorò anche per diversi artisti di altre etichette come Ruth Brown e LaVern Baker (della Atlantic Records) e producendo, nel 1962, Second Hand Love, disco di Connie Francis, che raggiunse il 7º posto in classifica.

Come A&R per la Liberty Records scoprì una canzone scritta da Gene Pitney, He's a Rebel, che doveva essere pubblicata per la Liberty stessa, ma Spector la fece slittare per i Gold Star Studios, ne registrò una versione con Darlene Love alla voce, l'attribuì alle Crystals e la pubblicò per la Philles Records.

Quando He's a Rebel arrivò al 1º posto delle classifiche, Lester Sill aveva lasciato la compagnia, e Spector aveva la Philles tutta per sé. Creò un nuovo gruppo, Bob B. Soxx and the Blue Jeans, con Darlene Love e Bobby Sheen, un cantante che lavorava alla Liberty. Il gruppo ebbe successi come Zip-a-Dee-Doo-Dah (numero 8), Why Do Lovers Break Each Other's Hearts? (numero 38) e Not Too Young to Get Married (numero 63). Inoltre Spector incise materiale solista di Darlene Love nel 1963. Nello stesso anno, pubblicò Be My Baby delle Ronettes, che arrivò al 2º posto.

Il lavoro con questi artisti (tutti di colore) fu fondamentale per avvicinare la middle class bianca statunitense alla musica dei neri.[18]

Anche se la Philles fu prevalentemente un'etichetta da singoli, Spector produsse anche alcuni album, tra cui A Christmas Gift for You, un album natalizio che riscosse rinnovato successo ogni Natale dopo quello in cui fu pubblicato, nel 1963.

Il Wall of Sound[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Wall of Sound.

Il marchio di fabbrica di Spector in quel periodo era il cosiddetto Wall of Sound (letteralmente muro di suono), una tecnica di registrazione che consisteva in un effetto denso e con forte riverbero, ottimo per la riproduzione sulle radio AM e sui jukebox. Per ottenere questo effetto, Spector riuniva grandi folle di musicisti (che solitamente suonavano strumenti solisti, come la chitarra) per suonare parti orchestrate – spesso raddoppiando o triplicando gli strumenti per ottenere un effetto unisono – e arrivare così a un suono più pieno.[25]

Già conosciuto per la sua forte personalità e le idee non convenzionali sulla registrazione e anche se la moda del tempo stava uniformando gli altri studi a registrare in multitraccia, Spector si oppose fermamente all'avvento del suono stereofonico che secondo lui toglieva il controllo al produttore in favore dell'ascoltatore.[26]

Inoltre preferì sempre produrre singole hit che album interi, definendo questi ultimi "due successi e dieci pezzi di spazzatura". L'unica volta in cui Spector si impegnò a fondo per la produzione di un LP fu per A Christmas Gift for You, album uscito il 22 novembre 1963, giorno dell'assassinio del presidente Kennedy, per cui la tristezza generale del paese può aver contribuito alla mancanza di vendite iniziale del disco. Oggi l'album ha vendite regolari negli Stati Uniti ogni volta che si avvicina il periodo natalizio.[27]

La metà degli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Le Ronettes, 1966

Nel 1964, le Ronettes apparirono sul palco al Cow Palace di San Francisco. Sulla lista c'erano anche i Righteous Brothers. Spector, che accompagnava la sua band in tutti i concerti, rimase così colpito da Bill Medley e Bobby Hatfield (cantanti dei Righteous) che comprò il loro contratto della Moonglow Records e li fece firmare per la Philles. All'inizio del 1965 You've Lost That Lovin' Feelin' arrivò al 1º posto e diventò la canzone di punta dell'etichetta. Per farla passare nelle radio (che all'epoca imponevano una durata massima di 3 minuti a canzone), Spector "falsificò" le informazioni sull'etichetta del 45 giri, attribuendole una durata leggermente inferiore.[18] Il successo fu così mastodontico che il brano finirà per diventare la canzone più riprodotta di sempre negli Stati Uniti.[28] Altri tre grandi successi furono registrati dai Righteous Brothers per Spector: Just Once in My Life (numero 9), Unchained Melody (numero 4), e Ebb Tide (numero 5). Sebbene avessero successo, Spector perse interesse nel produrre i Righteous e vendette il loro contratto e tutte le loro registrazioni alla Verve Records. In ogni caso, il sound impresso loro da Spector fu così di successo che Medley e Hatfield decisero di replicarlo anche dopo la rottura. Ebbero un altro numero uno nel 1966, (You're My) Soul and Insipiration. Nel 1990 uscì il film Ghost, che usava come tema proprio la produzione di Spector, Unchained Melody. Grazie al nuovo successo portato dal film, la canzone si classificò al 1º posto e portò Spector (come produttore) di nuovo nella Top-40 degli Stati Uniti per la prima volta dal 1971.

Sempre nel 1964 collaborò con i Rolling Stones alla composizione del singolo Little By Little, in cui suonò anche le maracas.[29]

Nel 1965 si misurò con il folk-rock, all'epoca assai popolare, producendo insieme a Jack Nietzsche This Could Be The Night, scritta con Harry Nilsson ed eseguita del Modern Folk Quartet (pubblicata tuttavia solo nel 1976).

L'ultimo gruppo della Philles Records furono Tina Turner e suo marito Ike, nel 1966. Spector considerava River Deep - Mountain High la loro miglior canzone e il suo personale capolavoro come produttore[30], tuttavia il brano non arrivò che all'88º posto in classifica. Il singolo andò meglio nel Regno Unito, dove arrivò al 3º posto. Si dice che questo mancato successo (di cui si dichiarò profondamente amareggiato) fu una delle ragioni che portarono Spector a disinteressarsi progressivamente al mercato discografico e a diradare le proprie apparizioni pubbliche.[31] La canzone sarà ripresa dai Deep Purple nell'album del 1968 The Book of Taliesyn.

Successivamente Spector perse interesse nella sua etichetta e si ritirò per un breve periodo. Nel 1968 sposò Veronica "Ronnie" Bennett, cantante delle Ronettes. Il rapporto tra i due fu caratterizzato dalla gelosia patologica di Spector, il quale costrinse la consorte a vivere reclusa in casa, sottoposta alle sue grottesche bizzarrie (arrivò a chiuderla in un armadio, a nascondere tutte le sue scarpe in modo che non potesse fuggire e addirittura a far costruire una bara d'oro con un coperchio di vetro in cui minacciò di rinchiuderla dopo averla uccisa, nel caso l'avesse lasciato).[16][32][33] La coppia divorzierà nel 1974.[34]

L'anno dopo apparì in un cameo nel film-cult Easy Rider.[35]

Il ritorno e l'incontro con i Beatles[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 Allen Klein, manager dei Beatles, portò Spector in Inghilterra. Qui produsse uno dei primi singoli di John Lennon da solista, Instant Karma!, e fu poi convinto da Lennon e George Harrison a riprendere i nastri inutilizzati dell'abortito LP Get Back e di aiutarli a pubblicarli come un nuovo album. Spector usò diverse tecniche di registrazione e cambiò notevolmente il sound originale delle canzoni, aggiungendo archi e coriste, con grande disappunto soprattutto di Paul McCartney. L'album, Let It Be, fu un successo commerciale enorme. Nel 2003, tuttavia, Paul McCartney volle pubblicare anche un album che conteneva i nastri originali, chiamandolo Let It Be... Naked. Comunque, il Let It Be arrangiato da Spector vinse un Oscar nel 1971.

Spector continuò a lavorare con Lennon e Harrison anche dopo lo scioglimento dei Beatles. Per Harrison sviluppò il sound dell'album All Things Must Pass (numero 1 nel 1970) che vinse diversi dischi di platino, mentre per Lennon, nello stesso anno, co-produsse Plastic Ono Band (numero 6), suonando anche il pianoforte su Love.

Nel 1971 co-produsse Imagine e The Concert for Bangla Desh, entrambi numeri uno (il secondo nel 1972 si aggiudicò anche il Grammy all'album dell'anno). Nello stesso anno collaborò di nuovo con Lennon (i singoli Power To The People e la celebre Happy Xmas (War Is Over) e con Harrison (il singolo Bangla-Desh). La collaborazione con gli ex-Beatles (proseguita nel 1972 con Some Time In New York City di Lennon e l'anno seguente con Living In The Material World di Harrison) terminò nel 1973 dopo una rottura di carattere personale, dovuta alle prime avvisaglie della follia di Spector.

Gli anni settanta/ottanta e l'incidente[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973 Spector iniziò a lavorare insieme a John Lennon alla raccolta di cover classiche Rock'n'Roll (poi pubblicata nel 1975). Nel corso di quelle sedute Spector si presentò sempre armato e fortemente alterato da alcool e droghe, e si comportò in maniera apparentemente assurda: tra le altre cose, indossò alcuni bizzarri costumi da chirurgo e da karateka[16], sparò senza alcun motivo un colpo di pistola al soffitto rischiando di danneggiare l'udito di Lennon[36], rovesciò una bottiglia di whiskey sul mixer[37] e infine scappò con i nastri senza dare sue notizie per mesi[38].

L'anno seguente Spector ebbe un incidente d'auto quasi mortale, che lo fece precipitare in coma e gli costò diverse ore di interventi chirurgici, più di 300 punti sul volto e più di 400 sulla nuca (che nascose servendosi di parrucche, spesso assai stravaganti[39]): secondo il biografo Dave Thompson questi danni alla testa contribuirono notevolmente ad accentuare il comportamento agorafobico e le strane abitudini di Spector.[40]

L'incidente avvenne subito dopo che Spector aveva fondato la Warner-Spector, che comprendeva registrazioni con Dion DiMucci, Cher, Harry Nilsson e altri. Tre anni dopo l'etichetta pubblicò una collezione di singoli prodotti da Spector che fece risalire la fama del produttore, un po' decaduta nel corso degli anni.

Nel 1977 fu produttore e co-autore di Death Of A Ladies Man di Leonard Cohen, in cui suonò anche chitarra e tastiere e contribuì alle seconde voci: le session (a cui parteciparono anche Bob Dylan e Allen Ginsberg)[41] si svolsero in un clima particolarmente teso, al punto che Spector cacciò Cohen dallo studio (addirittura minacciandolo con una pistola) prima che potesse terminare l'incisione delle sue parti vocali (in alcuni brani sono infatti rimaste le voci guida originariamente pensate come semplici provini).[42]

Spector inoltre produsse End of the Century dei Ramones nel 1980. Questo album (dalla lavorazione quantomai burrascosa, a causa del carattere sempre più instabile del produttore, come sempre accompagnato dall'inseparabile pistola[43]), pur denigrato dai fan a causa del suo sound troppo "commerciale", rappresentò il maggiore successo della band.[44]

Nel 1981 lavorò con Yoko Ono e co-produsse Season of Glass, il suo primo album dopo la morte del marito.

Nel 1982 ebbe due gemelli dalla sua ragazza dell'epoca, Janis Zavala (uno dei due, Philip Spector Jr, morirà di leucemia nel 1991, a soli 9 anni)[45].

Morte di Lana Clarkson[modifica | modifica wikitesto]

Foto segnaletiche di Phil Spector

Spector rimase inattivo per la maggior parte degli anni ottanta e novanta. Il 3 febbraio 2003 la modella e attrice statunitense Lana Clarkson venne trovata morta nella sua residenza. Spector dichiarò che si era trattato di suicidio accidentale. Liberato dietro pagamento di una cauzione di un milione di dollari, venne processato per omicidio di secondo grado e condannato in via definitiva il 29 maggio 2009 a una pena da 19 anni all'ergastolo (15 per l'omicidio di secondo grado più 4 per uso di arma da fuoco). Venne trasferito al Substance Abuse Treatment Facility and State Prison di Corcoran, in California. Potrà essere rilasciato sulla parola nel 2028.[46]

Intorno alla vicenda è articolato il film del 2013 intitolato Phil Spector, diretto da David Mamet e Al Pacino nei panni del celebre produttore.[47]

Nel 2006, mentre era ancora in attesa dell'esito del processo, Spector sposò l'allora ventiseienne Rachelle Short (sua terza moglie), da cui divorziò nel 2016.[48]

Nel mese di settembre 2014, l'avvocato Check Sevilla ha denunciato alla stampa che in carcere Spector ha perso l'uso della parola per via di polipi alla gola.[49]

Influenza[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi artisti e produttori hanno dichiarato di essere stati fortemente influenzati dalle tecniche di Spector, primo fra tutti Brian Wilson dei Beach Boys.[50] Bruce Springsteen tentò di emulare la tecnica Wall of Sound per il suo Born to Run.[51]

Per i suoi contributi musicali, Spector fu introdotto nel 1989 nella Rock and Roll Hall of Fame.

I Beach Boys inclusero addirittura un tributo a Spector in una delle loro canzoni, Mona:

  • Come on / Listen to "Da Doo Ron Ron", now / Listen to "Be My Baby" / I know you're gonna love Phil Spector.[52]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Philles Records.
Album
Singoli

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Phil Spector, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ Phil Spector Biography | Rolling Stone
  3. ^ The History of Rock Music. Phil Spector: biography, discography, reviews, links
  4. ^ [1]
  5. ^ a b The History of Rock Music. Phil Spector: biography, discography, reviews, links, su www.scaruffi.com. URL consultato l'11 maggio 2016.
  6. ^ Phil Spector | Biography & History | AllMusic, su AllMusic. URL consultato il 12 maggio 2016.
  7. ^ Phil Spector, 'Back to Mono (1958-1969)' - 500 Greatest Albums of All Time, su Rolling Stone. URL consultato il 19 maggio 2016.
  8. ^ Williams, Richard, Phil Spector: Out of His Head, Music Sales Group, 2003, pp. 15-16, ISBN 978-0-7119-9864-3.
  9. ^ Eisenberg, Evan, The Recording Angel: Music, Records and Culture from Aristotle to Zappa, Yale, Yale University Press, 2005, p. 103, ISBN 978-0-300-09904-1.
  10. ^ Bannister, Matthew, White Boys, White Noise: Masculinities and 1980s Indie Guitar Rock, Ashgate Publishing, Ltd, 2007, p. 38, ISBN 978-0-7546-8803-7.
  11. ^ Yohana Desta, Why is the average pop song only 3 minutes long?, su Mashable. URL consultato il 19 maggio 2016.
  12. ^ BMI Announces Top 100 Songs of the Century dal sito della BMI
  13. ^ Phil Spector: inducted in 1989 | The Rock and Roll Hall of Fame and Museum
  14. ^ Rolling Stone Magazine: The Immortals
  15. ^ a b Phil Spector's 10 Weirdest Moments, su About.com Entertainment. URL consultato l'11 maggio 2016.
  16. ^ a b c d 5 Artists Reportedly Held at Gunpoint by Phil Spector, su Mental Floss. URL consultato l'11 maggio 2016.
  17. ^ Spector, il genio degli ultimi Beatles, in galera da 5 anni per omicidio, su Corriere della Sera. URL consultato l'11 maggio 2016.
  18. ^ a b c Spector e l'odissea viziosa Così il mito è finito in cella, su ilGiornale.it. URL consultato l'11 maggio 2016.
  19. ^ Salon Brilliant Careers|Phil Spector
  20. ^ BBC Music
  21. ^ LA Times 2007|Spector
  22. ^ From Hitmaker to Defendant: a Long and Winding Road
  23. ^ Bronson, Fred (dicembre 2002). Billboard's Hottest Hot 100 Hits. Watson-Guptill Publications. ISBN 0-8230-7646-6.
  24. ^ (EN) Steve Sullivan, Encyclopedia of Great Popular Song Recordings, Volume 2, Scarecrow Press, 2013, pp. 312-313, ISBN 0-8108-8296-5. URL consultato il 20 aprile 2016.
  25. ^ Phil Spector - The Essential :: Le recensioni di OndaRock, su OndaRock. URL consultato l'11 maggio 2016.
  26. ^ Back to Mono (1958-1969) - Phil Spector | Songs, Reviews, Credits | AllMusic, su AllMusic. URL consultato il 19 maggio 2016.
  27. ^ Phil Spector - A Christmas Gift For You :: Le pietre miliari di OndaRock, su OndaRock. URL consultato l'11 maggio 2016.
  28. ^ BMI Announces Top 100 Songs of the Century, su BMI.com, 13 dicembre 1999. URL consultato il 19 maggio 2016.
  29. ^ Carr, Roy, The Rolling Stones, an Illustrated Record, Londra, New English Library, 1976.
  30. ^ Ribowsky, Mark, He's a Rebel, Cambridge, MA, Perseus, 2007.
  31. ^ Michael Billig, Rock 'n' roll Jews, Syracuse, Syracuse University Press, 2001, p. 110, ISBN 978-0-8156-0705-2.
  32. ^ Ronnie Spector interview: 'The more Phil tried to destroy me, the stronger I got', su Telegraph.co.uk. URL consultato il 12 maggio 2016.
  33. ^ Ronnie Spector, A Survivor Of Love, su philly-archives. URL consultato il 12 maggio 2016.
  34. ^ Guilty of murder: Music legend Phil Spector faces life for shooting struggling B-movie actress, su Mail Online. URL consultato il 12 maggio 2016.
  35. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Easy Rider (1969), su mymovies.it. URL consultato il 12 maggio 2016.
  36. ^ Sean O'Hagan, Sean O'Hagan on The Rise and Fall of Phil Spector, su the Guardian, 18 marzo 2007. URL consultato l'11 maggio 2016.
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  38. ^ Blaney, John, John Lennon: Listen to This Book, Paper Jukebox, 2005, ISBN 978-0-9544528-1-0.
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  40. ^ (EN) Dave Thompson, Phil Spector, Music Sales Limited, 18 ottobre 2010, ISBN 978-0-85712-216-2. URL consultato l'11 maggio 2016.
  41. ^ Leonard Cohen - Death Of A Ladies' Man, su Discogs. URL consultato l'11 maggio 2016.
  42. ^ Phil Spector and Leonard Cohen’s Forgotten Masterpiece, su Tablet Magazine. URL consultato l'11 maggio 2016.
  43. ^ (EN) NME.COM, Marky Ramone: 'Phil Spector didn't hold a gun to us' | NME.COM, su NME.COM. URL consultato l'11 maggio 2016.
  44. ^ The Ramones | Biography & History | AllMusic, su AllMusic. URL consultato l'11 maggio 2016.
  45. ^ (EN) Inside story: The weird world of Mr & Mrs Phil Spector, su The Independent, 20 agosto 2010. URL consultato l'11 maggio 2016.
  46. ^ Phil Spector gets 19 years to life for murder of actress - CNN.com, su edition.cnn.com. URL consultato l'11 maggio 2016.
  47. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Phil Spector (2013), su mymovies.it. URL consultato l'11 maggio 2016.
  48. ^ Phil Spector -- Files for Divorce ... My Wife's Killing Me, su http://www.tmz.com. URL consultato l'11 maggio 2016.
  49. ^ Mark Jefferies, Jailed Phil Spector loses the ability to speak, su mirror, 26 settembre 2014. URL consultato l'11 maggio 2016.
  50. ^ Brian Wilson & Phil Spector, tra genio e sregolatezza « Music Wall, su Music Wall, 15 aprile 2014. URL consultato l'8 giugno 2016.
  51. ^ Bruce Springsteen: Phil Spector's 'Wall Of Sound' Created Symphonies - The Official Phil Spector Site, su www.philspector.com. URL consultato l'8 giugno 2016.
  52. ^ Beach Boys - Mona Lyrics | MetroLyrics, su www.metrolyrics.com. URL consultato l'11 maggio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sito ufficiale di Phil Spector

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