Easy Rider

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Easy Rider
Easy rider.JPG
Una scena del film
Titolo originale Easy Rider
Paese di produzione USA
Anno 1969
Durata 94 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Dennis Hopper
Soggetto Peter Fonda, Dennis Hopper, Terry Southern
Sceneggiatura Peter Fonda, Dennis Hopper, Terry Southern
Produttore Peter Fonda
Fotografia László Kovács
Montaggio Donn Cambern
Effetti speciali Steve Karkus
Musiche
Scenografia Robert O'Neil
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Più di ogni altro quel film ha cambiato completamente l'idea per le corporation di che cosa fosse un film di successo, cioè che dovesse avere successo tra i giovani. »
(George Lucas[1])

Easy Rider è un film del 1969 diretto e interpretato da Dennis Hopper, con Peter Fonda (Wyatt "Capitan America") e Jack Nicholson (George Hanson); narra il viaggio attraverso l'America da Los Angeles alla Louisiana di due motociclisti sui loro chopper, in totale libertà.

È considerato da molti critici il film simbolo della New Hollywood. Ha vinto il premio per la miglior opera prima al 22º Festival di Cannes[2] e ha guadagnato due nomination all'Oscar come Miglior Sceneggiatura e Miglior Attore non Protagonista (Jack Nicholson).

Peter Fonda's American Flag Patch

Film molto importante, si inserisce nel contesto culturale del '68, cultura di controtendenza e voglia di evasione - libertà da una piatta società medio-borghese. Il tema del viaggio percorre e traccia le linee generali del film: da molti critici è infatti considerato il road movie per eccellenza ed è indubbiamente il film su due ruote più celebre in assoluto.

Il film esprime chiaramente la cultura del mondo hippie di fine anni '60: i protagonisti sono malvisti dalla gente comune per il loro aspetto, il loro modo di vestire, di vivere e di comportarsi, pur essendo persone non violente che vanno per la loro strada senza creare fastidi. Particolarmente apprezzata la fotografia e i relativi paesaggi, in particolare le ambientazioni nelle zone desertiche del Sud statunitense, che restano impresse negli occhi dello spettatore; da segnalare anche le immagini psichedeliche, tipiche del periodo, durante la visita di New Orleans. A livello visivo è fondamentale anche la carrellata di veri disegni eseguiti da detenuti del carcere che compare in una scena del film.

Importante anche la colonna sonora, composta da canzoni rock del periodo fine anni sessanta (soprattutto la celeberrima Born to Be Wild degli Steppenwolf), diventata un disco di grande successo che si tramanda tra le generazioni. Molti dei brani della colonna sonora sono stati raccolti nell'album dei Byrds Ballad of Easy Rider.

Nel 1998 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[3] Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito all'ottantottesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[4] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito all'ottantaquattresimo posto.[5]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Wyatt e Bill, dopo avere trasportato un carico di cocaina dal Messico agli Stati Uniti, investono parte del guadagno in due motociclette nuove, con l'intenzione di attraversare il paese, dalla California a New Orleans, per andare a vedere il carnevale.

Replica della Captain America

Lungo il percorso vivranno alcune esperienze con persone incontrate casualmente: il primo incontro avviene con un hippie, al quale danno un passaggio e insieme al quale passeranno una notte intorno al fuoco e, il giorno dopo, con la sua gente in una comune, conoscendo anche due ragazze con cui passeranno ore liete in una sorgente calda.

Ripartiti, giungono in una cittadina dove si aggregano con le moto a una parata senza il permesso delle autorità, e per questo vengono arrestati; in cella fanno la conoscenza di un giovane avvocato alcolizzato, George, il quale, grazie all'influenza del nome di suo padre, riuscirà a fare uscire i due ragazzi con solo una multa, sottolineando che, solo grazie alla sua presenza, i due hanno evitato di essere rasati. George decide di aggregarsi a loro per arrivare a New Orleans e recarsi in un bordello di sua conoscenza, provando lungo la strada anche l'esperienza della marijuana, fino a quel momento a lui sconosciuta, ma, una volta fermatisi in un paese per ristorarsi, vengono indotti ad allontanarsi dalla manifesta ostilità degli abitanti e, la stessa sera, vengono da loro aggrediti nel sonno e George viene ucciso.

Replica della Billy Bike

Sconvolti dall'accaduto i due decidono comunque di non cambiare i loro programmi e, una volta giunti a New Orleans, si recano nel locale indicato dall'amico dove "noleggiano" due ragazze, con le quali, dopo avere passeggiato per le strade in festa, si recano in un cimitero dove tutti insieme si dividono un acido, il cui effetto però non sarà piacevole per nessuno dei quattro, portando in superficie le rispettive problematiche pregresse.

Ripartiti per continuare il loro viaggio verso la Florida, Wyatt e Bill, lungo la strada, vengono affiancati da un furgone, con a bordo due persone simili nell'atteggiamento a quelli che li avevano aggrediti, e, dopo avere provocato Billy, uno dei due, forse inavvertitamente, gli spara; Wyatt dice di correre a cercare aiuto e contemporaneamente il furgone torna indietro, ma non per prestare soccorso; il fucile spunta ancora dal furgone e Wyatt viene colpito e muore. La moto di Capitan America prende fuoco accanto al corpo senza vita di Wyatt; una ripresa aerea della scena sancisce tragicamente la fine di questa avventura; la fine del sogno americano.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune fonti, inizialmente Hopper non aveva pianificato un vero commento sonoro per il film, limitandosi a montarlo utilizzando i suoi brani preferiti, tra quelli trasmessi alla radio in quell'epoca (1968)[6]. Successivamente propose a Crosby Stills Nash and Young di scrivere le musiche appositamente per la pellicola[6], ma riguardo alla decisione finale esistono due versioni contrastanti: nella prima il regista stesso sostenne che alla fine preferì tornare sui suoi passi per questioni di gusto personale[6], per la seconda fu la produzione ad imporre il mantenimento della selezione iniziale[6].

In seguito all'inaspettato successo al botteghino del film nell'estate del 1969[6], la ABC/Dunhill Records decise di pubblicarne ufficialmente la colonna sonora[6]. La soundtrack (cod. matr. DSX 50063[7]) omette però la celebre versione di The Weight della Band, perché la Capitol Records non ne concesse i diritti legali[6]; l'originale fu quindi sostituita da un rifacimento abbastanza simile, ad opera del gruppo statunitense Smith[6].

Altri brani del commento sonoro della pellicola non inclusi nel disco sono Let's Turkey Trot di Little Eva[8] e Flash, Bam, Pow degli Electric Flag[8], già facente parte della colonna sonora del film Il serpente di fuoco (tit. or. The Trip) di Roger Corman[9]. Quest'ultima composizione, scritta da Mike Bloomfield e ribattezzata appunto Easy Rider, fu successivamente inserita in A Long Time Comin'[10], secondo album del gruppo del celebre chitarrista blues; nel 1995 una versione estesa della stessa fu inclusa nella raccolta postuma Old Glory: The Best Of Electric Flag[11].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato A[modifica | modifica wikitesto]

  1. The Pusher (Hoyt Axton) - Steppenwolf – 5:49
  2. Born to Be Wild (Mars Bonfire) - Steppenwolf – 3:37
  3. The Weight (Robbie Robertson) - Smith – 4:29
  4. Wasn't Born to Follow (Carole King/Gerry Goffin) - The Byrds – 2:03
  5. If You Want to Be a Bird (Bird Song) (Antonia Duren) - Holy Modal Rounders – 2:35

Lato B[modifica | modifica wikitesto]

  1. Don't Bogart Me (Elliot Ingber/Larry Wagner) - Fraternity of Man – 3:05
  2. If 6 Was 9 (Jimi Hendrix) - The Jimi Hendrix Experience – 5:35
  3. Kyrie Eleison/Mardi Gras (When the Saints) The Electric Prunes – 4:00
  4. It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) (Bob Dylan) - Roger McGuinn – 3:39
  5. Ballad of Easy Rider (Roger McGuinn/Bob Dylan) - Roger McGuinn – 2:14

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1971 - Kinema Junpo Award
    • Miglior film straniero a Dennis Hopper
  • 1970 - Laurel Award
    • Miglior attore non protagonista a Jack Nicholson
    • Nomination Miglior film
    • Nomination Miglior debutto a Peter Fonda
    • Nomination Miglior debutto a Dennis Hopper
    • Nomination Migliore fotografia a László Kovács
  • 1970 - National Society of Film Critics Award
    • Miglior attore non protagonista a Jack Nicholson
    • Nomination Premio Speciale a Dennis Hopper (Per la regia, la sceneggiatura e la parte nel film)
  • 2005 - Satellite Award
    • Nomination Miglior DVD
    • Nomination Migliori extra DVD (Per il documentario)
  • 1970 - Writers Guild of America
    • Nomination WGA Award a Peter Fonda, Dennis Hopper e Terry Southern

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Con il successo ottenuto per l'interpretazione nel film, Jack Nicholson decise di proseguire la carriera di attore, che in quel periodo voleva abbandonare per fare il regista.
  • Il film non si avvaleva di un vero e proprio copione: gran parte dei dialoghi sono improvvisati durante le riprese.
  • È il primo film in cui i protagonisti fumano tranquillamente marijuana senza poi commettere atti criminali. Gli attori fumano realmente sul set, e nella scena in cui Jack Nicholson dice: con tutti gli strati sociali e ride, la risata è dovuta al fatto che era sotto l'effetto della marijuana (nella versione originale la frase risulta quasi uno scioglilingua).
  • Durante la scena nella quale Fonda piange in un cimitero vicino a una statua della Madonna, ripete più volte frasi non del tutto comprensibili, ad esempio: "Perché mi hai lasciato solo, mamma...": sembra che quella battuta fosse stata detta casualmente durante una crisi del protagonista dovuta all'uso di LSD. In realtà la madre di Peter Fonda morì quando lui era ancora adolescente.
  • La moto usata da Peter Fonda nel film è un chopper (Captain America) del 1969, costruito da Ben Hardy, un meccanico afroamericano di Los Angeles che aveva costruito il Panhead di "The Wild Angels" (dove conobbe Peter Fonda): Hardy acquistò per 500 $ l'una quattro Hydra Glide motorizzate Harley-Davidson Panhead del '49, '50 e '52 a un'asta della polizia, quindi le modificò, eliminando tutto il 'superfluo' (alla moda dei 'fuori legge' del primo dopoguerra) riverniciandole e modificando forcelle e serbatoi su suggerimento dell'attore (dalla rivista LowRide n. 17, novembre 2009): tali modifiche passeranno alla storia del motociclismo, creando il concetto di chopper 'moderno'.
  • Il soggetto della pellicola è ispirato al celebre film italiano Il sorpasso di Dino Risi, uscito negli Stati Uniti con il titolo "The Easy Life".
  • Alcune sequenze sono girate in 16 mm e poi ingrandite e sgranate [12].
  • Nella sequenza del film ambientata nel cimitero, per rendere visivamente l'effetto del viaggio lisergico, Hopper prende in prestito lo stile di montaggio dell'amico Bruce Conner, regista sperimentale del panorama del found footage, anch'egli nativo del Kansas [13].
  • Il rapper italiano Caparezza cita il film nella canzone Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche): "[...] Da giovane il mio mito era l'attore Dennis Hopper, che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper [...]".
  • Nella scena in cui escono dalla prigione Jack Nicholson nella versione italiana cita "il vecchio Hemingway", nell'originale lo scrittore citato è invece D. H. Lawrence. Hopper ha dichiarato che lo stesso giorno in cui girarono la scena avevano visitato il sepolcro di Lawrence a Taos.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ American Zoatrope, documentario inserito nel secondo dvd de L'uomo che fuggì dal futuro, versione del film del 2004.
  2. ^ (EN) Awards 1969, festival-cannes.fr. URL consultato il 14 giugno 2011.
  3. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films To National Film Registry, Library of Congress, 16 novembre 1998. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  4. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  5. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  6. ^ a b c d e f g h (EN) dalla scheda di Easy Rider Original Soundtrack su AllMusic [1].
  7. ^ (EN) dalla scheda di Easy Rider (Music From The Soundtrack) (edizione USA) su Discogs [2].
  8. ^ a b dai titoli di coda di Easy Rider.
  9. ^ dalla scheda di The Trip: Original Motion Picture Soundtrack (edizione USA) su Discogs [3].
  10. ^ (EN) dalla scheda di A Long Time Comin' (edizione USA) su Discogs [4].
  11. ^ (EN) dalla scheda di Old Glory: The Best Of Electric Flag (edizione USA) su Discogs [5].
  12. ^ "Dizionario del cinema", di Fernaldo Di Giammatteo, Newton&Compton, Roma, 1995, pag.44
  13. ^ AA.VV., Bruce Conner: The 70s, Ursula Blickle Stiftung, Kraichtal, 2010, p. 54

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario del cinema, Newton&Compton, Roma, 1995

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema