Filmografia dei Beatles

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L'esperienza cinematografica dei Beatles non è stata sicuramente pari a quella musicale; così il risultato che ne deriva non è da considerare complessivamente (almeno così si è espressa gran parte della critica) né importante né particolarmente eclatante.

I loro film (in molti casi privi di un plot ben definito o di una sceneggiatura di senso compiuto) avevano una ragion d'essere solo in virtù della loro presenza scenica e quale fenomeno destinato a muovere (nel pensiero e nel corpo) intere masse giovanili. Senza contare la funzione di traino che avevano per le loro canzoni in via di lancio.

Nuovi fratelli Marx?[modifica | modifica wikitesto]

I Beatles erano sostanzialmente dei musicisti e come attori non sembravano destinati ad avere un grande avvenire. Nonostante ciò qualcuno – senza timore che il giudizio apparisse irriverente – li definì i nuovi fratelli Marx.

Esclusi i (pochi) videoclip e i documentari televisivi o dei cine-giornali, allora ancora abbastanza in voga, e non tenendo conto della colonna sonora fornita da Paul McCartney al film del 1973 Agente 007 - Vivi e lascia morire (Live and Let Die), la loro esperienza nel campo della settima arte si riduce alla partecipazione a cinque film, tenendo conto del fatto che in uno di essi era presente solo un Beatle, John Lennon, e che un quinto film nel quale compaiono in copertina tale non si può considerare in senso stretto, per ragioni che si vedranno più avanti (nell'elenco che segue viene comunque incluso).

Catalogo modesto ma di "rottura"[modifica | modifica wikitesto]

A detta dei critici, l'unico valore aggiunto fornito dai Beatles e dai loro film al panorama cinematografico della loro epoca, è contenuto nella fantasia (fantasmagoria anche) delle immagini, nell'uso sapiente e moderno del montaggio (i videoclip erano ancora di là da venire) e, naturalmente, nelle musiche, comunque riconoscibili ed apprezzabili.

Così il catalogo dei film dei Beatles (cui va riconosciuto un certo stile di rottura) è questo:

Tutti per uno[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Tutti per uno (film 1964).

In origine il film (la frase del titolo si rifà ad una espressione gergale usata a tormentone da Ringo Starr) avrebbe dovuto intitolarsi Beatlemania; con un taglio fra il semi-documentaristico e il musical ricco di invenzioni, i quattro musicisti sono seguiti dalla cinepresa durante il movimentato trasferimento in treno da Liverpool a Londra dove dovranno tenere un concerto. Braccati dai fans, i musicisti – fra figure di contorno di scarso spessore – riusciranno a presentarsi all'appuntamento (non prima però di essersi recati in incognito in un club, abbandonando in maniera sbarazzina la sessione di prove).

Il film debuttò al London Pavillon alla presenza della famiglia reale. Ebbe due nomination agli Oscar e gli incassi coprirono dieci volte il costo della realizzazione. Il regista Lester racconterà di essersi limitato a muovere la camera da presa al ritmo della musica, ma il film si rivelerà il maggiore successo cinematografico dei Beatles.

Aiuto![modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aiuto!.
  • 1965 – Sempre per la regia di Richard Lester.

In una caotica avventura, i Beatles interpretano se stessi, con tanto di scienziati pazzi, escursioni alle Bahamas, inseguimenti da parte di adepti ad una setta indù adoratori della Dea Kalì, anelli (di Ringo Starr) rubati e improbabili sciate sulle montagne austriache; riescono però, fra una sequenza e l'altra, a cantare sette nuove canzoni.

Magical Mystery Tour[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Magical Mystery Tour (film).
  • 1967 – Fu l'unico tentativo dei Beatles di girare un film in piena autonomia, ma l'esito non fu felice come nelle precedenti occasioni.

Concepito durante un viaggio negli Stati Uniti da Paul McCartney, il film fu girato praticamente senza sceneggiatura ma solo sulla base di piccole tracce sparse. Durante le due settimane in cui il Magic Mystery Bus viaggiò nel sud dell'Inghilterra ogni Beatle portò il proprio contributo in termini di invenzione di gag.

Presentata in televisione, la pellicola fu aspramente criticata dai media e soltanto successivamente rivalutata e distribuita in sale cinematografiche e in videocassetta. Anche in questo caso il film servì a lanciare un nuovo LP del quartetto di Liverpool.

Yellow Submarine[modifica | modifica wikitesto]

  • 1968 – Nel lungometraggio animato ispirato all'omonimo brano, i Beatles appaiono solo in una breve sequenza finale.

Nel resto del film sono sostituiti dalla propria immagine disegnata; il lavoro, nel suo complesso, fu definito da critici in svariati modi: apologia del mito, operazione promozionale del disco che doveva lanciare, ma anche sintesi delle più innovative esperienze figurative, dall'Art Nouveau, al Surrealismo, alla Pop art.

Nel suo divenire, il film, diretto da George Dunning per la parte di animazione e per il resto da Dennis Abey, parve una (ingenua) variante del Mago di Oz con tanto di appendice morale: il regno di Pepperland è invaso dai biechi blu che vogliono abolire musica e colori; ma ci penserà il direttore della Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band a mettere tutto a posto: navigando sul Sottomarino giallo giungerà fino a Liverpool a chiedere soccorso agli stessi Beatles.

Let It Be - Un giorno con i Beatles[modifica | modifica wikitesto]

La United Artists aveva stipulato un contratto per tre film: i due diretti da Lester ed un terzo titolo, appunto Yellow Submarine; quest'ultima pellicola, però, non accontentò la casa produttrice: un ulteriore terzo film doveva essere girato.

Probabilmente nessuno poteva immaginare che il film, realizzato da Michael Lindsay-Hogg nel 1969 e uscito nel 1970, l'anno dello scioglimento del gruppo, sarebbe stato un documento per molti versi destinato a entrare nella storia della musica rock: si trattava infatti dell'ultimo concerto dei Beatles, ripreso live sul tetto dell'edificio londinese sede della casa discografica Apple Records, con i quattro baronetti dai volti tirati impegnati a gettare gli (ultimi) accordi al vento per un pugno di curiosi, per lo più impiegati che lavoravano nello stesso stabile, mentre fan imperterriti si affollavano in strada nella (vana) speranza di riuscire a vedere ancora una volta i loro idoli.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Film sui Beatles[modifica | modifica wikitesto]

Film che riutilizzano canzoni dei Beatles[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Film che ha per protagonista solo John Lennon[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Parte del materiale è stata tratta e rielaborata dalla pubblicazione "Paralleli – Beatles" - (Anno I, N. 3 - 1991 – Editoriale Domus Spa).