The Black Album (The Beatles)

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The Black Album
The Black Album.jpg
Artista The Beatles
Tipo album Studio
Pubblicazione 1981
Durata 72:56
Dischi 3
Tracce 48
Genere Rock
Rock and roll
Etichetta EVA Records
Registrazione gennaio 1969
Note Bootleg LP (1981): EVA 2R-75/TWK 0169 A IYH0-10

The Black Album è un disco pirata triplo del gruppo musicale britannico The Beatles, pubblicato clandestinamente nel 1981 negli Stati Uniti.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Contenuti[modifica | modifica wikitesto]

Le Get Back Sessions[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il titolo e l'aspetto grafico del bootleg siano ispirati al più celebre White Album del 1968, il materiale contenuto nel disco è tratto esclusivamente dalle successive jam session che i Beatles eseguirono durante le Get Back Sessions del gennaio 1969.

Durante queste sedute di registrazione, i Beatles registrarono quasi 90 ore di nastri, incidendo, in maniera assai disordinata e sconnessa, molte cover, brani originali per il progettato album/film Let It Be e lunghe improvvisazioni strumentali.

Gran parte dell'inciso non fu mai pubblicato ufficialmente e fornì materiale per numerosissimi bootleg nel corso degli anni settanta.

Commonwealth, White Power, No Pakistanis[modifica | modifica wikitesto]

Il bootleg è anche famoso per contenere tre brani (Commonwealth, White Power e No Pakistanis) che fruttarono ai Beatles accuse postume di razzismo. Fece specialmente scalpore soprattutto No Pakistanis, dove McCartney, sulla melodia di quella che diventerà Get Back, canta[1]:

(EN)

« I dig no pakistanis taking all the people's jobs / Get back! Get back where you once belonged! »

(IT)

« Non mi piacciono i pakistani che vengono a portar via il lavoro alla gente / Andate via! Tornatevene da dove siete venuti! »

(Paul McCartney)

In realtà i brani erano, al contrario, una satira verso il razzismo, imperante all'epoca, della destra britannica nei confronti delle minoranze etniche.[2]

Veste grafica[modifica | modifica wikitesto]

Per aumentare l'impressione di trovarsi davanti ad una specie di versione alternativa del White Album, sporca, grezza e cattiva, i bootleggers ne curarono la confezione fin nei minimi dettagli, arrivando persino ad allegare al disco una replica "fatta in casa" del poster opera di Richard Hamilton che era incluso nel 33 giri ufficiale del gruppo nel 1968. Il poster in questione è interessante perché non si limita ad essere solo una copia dell'originale, ma un nuovo collage di foto realizzato nello stile di quello di Hamilton.[3] Per questo motivo, il bootleg è considerato un disco pirata storico e copie dell'album hanno anche raggiunto quotazioni considerevoli tra i collezionisti, rispetto a tutti gli altri bootleg del gruppo.[senza fonte]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Le tracce sono accreditate a John Lennon e Paul McCartney, tranne dove indicato.

Disco 1[modifica | modifica wikitesto]

Lato A
  1. Tennessee (Berry)
  2. House Of the Rising Sun (tradizionale, arr. Price)
  3. Commonwealth
  4. White Power
  5. Winston, Richard and John (John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Richard Starkey)
  6. Hi Ho Silver (Walle, Kirkeby)
  7. For You Blue (George Harrison)
  8. Let It Be
Lato B
  1. Get Back
  2. Don't Let It Down
  3. On Our Way Back Home (versione embrionale di Two Of Us)
  4. Don't Let Me Down
  5. Suzy Parker
  6. I've Got a Feeling
  7. No Pakistanis (versione embrionale di Get Back)

Disco 2[modifica | modifica wikitesto]

Lato A
  1. Let It Be #2
  2. Be-Bop-A-Lula (Vincent - Davies)
  3. She Came In Through the Bathroom Window
  4. High-heel Sneekers (Higginbottom)
  5. I Me Mine (George Harrison)
  6. I've Got a Feeling #2
  7. One After 909
Lato B
  1. She Came In Through the Bathroom Window #2
  2. Penina
  3. Shaking In The Sixties
  4. Good Rocking Tonight (Brown)
  5. Across The Universe
  6. Two of Us
  7. I Threw It All Away
  8. Moma You've Been On My Mind
  9. Domino (Kaye, Ferrari)

Disco 3[modifica | modifica wikitesto]

Lato A
  1. Early In The Morning
  2. Hi Ho Silver (Waller, Kirkeby)
  3. Stand by Me (King)
  4. Hare Krishna
  5. Two Of Us #2
  6. Don't Let Me Down #2
  7. I've Got A Feeling #3
  8. One After 909 #2
Lato B
  1. Too Bad About Sorrow
  2. She Said She Said
  3. Mean Mr. Mustard
  4. All Things Must Pass (George Harrison)
  5. A Fool Like Me
  6. You Win Again
  7. She Came In Through the Bathroom Window #3
  8. Watching Rainbows
  9. Instrumental (John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Richard Starkey)

La durata totale è di circa 73 minuti ma circolano anche molte versioni tagliate della durata di circa 40 minuti.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

The Beatles

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Surprising lyrics to Beatles songs
  2. ^ Pepperland.it
  3. ^ Geoffrey Giuliano, Tomorrow Never Knows - Thirty years of Beatles music and memorabilia, Dragon's World, Limpsfield, UK, 1991, pag. 75 - ISBN 1850282706

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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