Fratelli Marx

I Fratelli Marx (The Marx Brothers) fu il gruppo comico formato dai cinque fratelli Marx, attori di vaudeville e di cinema statunitensi di origine ebraica.
L'American Film Institute li ha inseriti al ventesimo posto tra le più grandi star maschili statunitensi della storia del cinema.[1]
I soprannomi
[modifica | modifica wikitesto]I soprannomi dei fratelli Marx nacquero durante una partita a poker nel 1915, ad opera di Art Fischer: Groucho viene da "grouchy" (brontolone) o dalla "grouch bag", una sorta di borsello da appendere al collo e che lui usava per tenervi soldi, Gummo fa riferimento alle sovrascarpe di gomma (galosce) o "gummy shoes" che egli usava, Harpo deriva da "harp", perché Arthur suonava l'arpa, Chico viene da "chicks", perché in slang americano ed inglese chicks sta per ragazze, passione di Leonard.
Carriera
[modifica | modifica wikitesto]Gli inizi nel vaudeville e la prima formazione (1905-1915)
[modifica | modifica wikitesto]Figli d'arte, fu la loro madre Minnie Schönberg, intraprendente tedesca di nascita, a spingere inizialmente Groucho, Chico e Gummo, ancor bambini alla carriera teatrale. Cominciarono ad esibirsi in alcuni numeri canori sotto diverse sigle (la prima fu, The Three Nightingales, ovvero "I Tre Usignoli"). Aiutati dallo zio Al Shean, noto comico teatrale e fratello della madre, per diversi anni girarono per la provincia statunitense e iniziarono a farsi conoscere.
Nel 1908 anche il fratello Harpo, che lavorava in un cinema, venne convinto dalla madre a unirsi al gruppo. Ai numeri musicali (Chico si esibiva come estroso pianista, Harpo come elegante arpista e Groucho come cantante) a partire dal 1909 aggiunsero anche alcune improvvisazioni comiche, che contribuirono ad aumentare l'interesse del pubblico nei loro confronti.
Dal 1914 vennero ingaggiati per vere e proprie tournée e inventarono una scenetta comica in cui un severo insegnante deve tenere a bada una classe di scapestrati alunni, Home Again. Nello sketch cominciarono ad intravedersi quelli che divennero i loro personaggi sullo schermo: Groucho, il baffuto e ironico chiacchierone, Harpo, il vagabondo muto fintamente ingenuo con una grande parrucca riccia, e Chico, il bullo ignorante e maneggione di origine italiana. Gummo assunse invece il ruolo dell'uomo romantico presente nelle scene. Alla fine dell'anno il loro spettacolo era diventato importante al punto da portare il gruppo a firmare con la United Booking Office, agenzia teatrale molto importante negli Stati Uniti.
L'arrivo di Zeppo, la guerra e l'abbandono di Gummo (1915-1918)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1915 il fratello 14enne Zeppo si unì al gruppo, rendendo quindi la formazione temporaneamente a 5 membri. Questa formazione durò tuttavia poco, in quanto con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale Gummo fu arruolato, nell'estate del 1918, per prestare servizio militare, abbandonando dopodiché il gruppo.[2] Il suo posto non fu rimpiazzato, ma venne sostituito da una più cospicua presenza di Zeppo, riducendo di fatto i membri del gruppo nuovamente a 4.
Dal fallimento di Humor Risk al successo a Broadway e Hollywood (1921-1929)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1921 i quattro fratelli apparvero in un film muto, Humor Risk, diretto da Richard Smith e andato completamente perduto.[3][4] Il cortometraggio, della durata di 24 minuti, fu proiettato parzialmente nel dicembre 1921 ma subito reso privato e mai distribuito.[5] Dopo un periodo di insuccesso, nel quale litigarono con l'imprenditore Edward Franklin Albee II e fallirono nell'organizzare spettacoli nel circuito teatrale Shubert, nel 1923 furono banditi dalle scene del vaudeville.
Dopo quasi vent'anni di gavetta, i fratelli raggiunsero il successo nei primi anni venti, quando approdarono a Broadway e vi portarono tutta la loro sfrenata ed anarchica ironia. Così racconta Groucho: «Il nostro arrivo a New York fu strano. Facemmo un successo che non ci aspettavamo. Non pensavamo di essere bravi». Nel 1924 debuttarono con la commedia musicale I'll Say She Is, esibendosi fino al febbraio 1925. Anche questo spettacolo, che già i fratelli avevano iniziato nel 1923 in teatri minori, è parzialmente andato perduto, anche se tuttavia si è riusciti a ricostruire alcune parti.[6] La produzione consacrò i fratelli a Broadway, ricevendo recensioni positive da parte dei maggiori giornali.
L'anno successivo andarono in scena con il musical The Cocoanuts, con la regia di Oscar Eagle e le musiche del compositore Irving Berlin. Il musical vide anche la partecipazione dell'attrice Margaret Dumont, anche lei come i fratelli ex vaudevillian, che iniziò una collaborazione con loro proseguita anche sul grande schermo, fino al 1941. Nel 1926 e dal 16 al 28 maggio 1927 lo spettacolo, con lo stesso cast, venne nuovamente riproposto a Broadway. Nel 1929 venne realizzato il film Le noci di cocco, trasposizione cinematografica del musical con i fratelli protagonisti.
Il 23 ottobre 1928 debuttò la loro ultima produzione teatrale, Animal Crackers, una parodia della società americana, che andò avanti per 191 spettacoli fino all'inizio del 1929 e che vedeva, come in The Coconauts, la partecipazione di Dumont come spalla femminile. Anch'essa venne trasposta poi, nel 1930, in un lungometraggio omonimo, con la regia di Victor Heerman. Il 13 settembre 1929 la madre Minnie morì all'età di 64 anni a causa di un attacco di cuore.
Altri successi a Hollywood e l'abbandono di Zeppo (1930-1933)
[modifica | modifica wikitesto]Dal 1930 i fratelli si trasferirono a Hollywood, abbandonando Broadway e dedicandosi esclusivamente al grande schermo. Dopo i successi cinematografici di Le noci di cocco (1929) e Animal Crackers (1930), nel 1931 fu il turno del lungometraggio The House That Shadows Built, un film di 47 minuti nel quale fu adattata una scena del loro primo musical, I'll Say She Is.
Lo stesso anno uscì la loro prima produzione esclusivamente cinematografica, non ispirata da atti teatrali, la pellicola Monkey Business - Quattro folli in alto mare, che vide alla regia il debuttante Norman Z. McLeod e l'assenza, per la prima volta, dell'attrice Margaret Dumont, che tuttavia tornerà in pellicole future del gruppo. Il film, per via dei messaggi anarchici, venne censurato in Irlanda.[7]
Nel 1932 fu il turno di I fratelli Marx al college, sempre per la regia di McLeod, una commedia satirica nella quale Groucho interpreta il preside di uno sfortunato college, l'università di Huxley, che si lascia convincere dal figlio (Zeppo) ad ingaggiare due giocatori di football professionisti per risollevare le sorti della squadra studentesca. A causa di un equivoco il professore assume l'accalappiacani Pinky (Harpo) e il barista Bavarelli (Chico).
L'anno successivo, nel 1933, uscì La guerra lampo dei Fratelli Marx, l'ultimo prodotto dalla Paramount Pictures. Il film, scelto nel 1990 per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti[8], è una produzione comica contro l'ipocrisia della guerra e inizialmente non ottenne il successo sperato.[9] Anche qui compare Margaret Dumont, nel ruolo di una ricca vedova.
L'11 marzo 1933 i quattro fratelli fondarono la International Amalgamated Consolidated Affiliated World Wide Film Productions Company Incorporated, of North Dakota, una società di produzione cinematografica.[10] Nello stesso anno, al termine del contratto con la Paramount, Zeppo abbandonò il gruppo per dedicarsi all'attività prima di agente, con il fratello Gummo, e poi di ingegnere.
L'incontro con Thalberg e il declino (1935-1941)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1935 Irving Thalberg, grande produttore della Metro-Goldwyn-Mayer, scritturò i tre fratelli rimasti per due produzioni ad alto budget, in cui il loro talento di inserirsi abilmente in un contesto conformista nel quale portare scompiglio verrà progressivamente annacquato. Le due produzioni furono Una notte all'opera (1935), un'arguta parodia della buona società, e Un giorno alle corse (1937), in cui i tre Marx dileggiano la medicina e il mondo delle corse dei cavalli. Per testare gag e battute Thalberg aveva concesso loro di portare in tournée in alcune cittadine di provincia qualcuna delle scene del film prima che cominciassero le riprese, così da saggiare la validità del materiale. Poco dopo l'inizio delle riprese del secondo film, Thalberg morì prematuramente per una polmonite e da allora i tre Marx non godettero più dello stesso grande interesse da parte del cinema.

Nel 1938 i fratelli girarono un film per la RKO, dal titolo Servizio in camera, per poi tornare alla MGM, dove furono scanzonati mattatori in tre apprezzabili pellicole, Tre pazzi a zonzo (1939), I cowboys del deserto (1940), divertente parodia dei film western, e Il bazar delle follie (1941). Nonostante alcuni buoni momenti, questi ultimi film non furono però all'altezza del talento comico dei loro protagonisti, che stavano portando sullo schermo sbiadite imitazioni dei due film girati con Thalberg.
Le ultime produzioni (1941-1949)
[modifica | modifica wikitesto]Dopo Il bazar delle follie i Marx decisero di dividersi. Chico e Harpo si esibirono, talvolta in coppia, in diversi spettacoli teatrali e numeri di night club, mentre Groucho fece qualche partecipazione radiofonica. Per far fronte ai debiti di gioco di Chico, il trio tornò davanti alla macchina da presa per girare una divertente avventura di spionaggio, Una notte a Casablanca (1946), e tre anni dopo Una notte sui tetti (1949), pensato inizialmente per il solo Harpo, con la partecipazione di una giovanissima Marilyn Monroe.
L'ultima reunion in 5 e la fine dei Fratelli Marx (1950-1979)
[modifica | modifica wikitesto]Dall'inizio degli anni '50 le apparizioni dei fratelli Marx si fecero molto più diradate. Groucho si reinventò come ironico e dissacrante presentatore di un quiz prima radiofonico e poi televisivo, dal titolo You Bet Your Life, andato in onda dal 1949 al 1961.
Il 18 febbraio 1957 i 5 fratelli facero un'apparizione televisiva a sorpresa al Tonight! America After Dark, sezione del The Tonight Show, condotto da Jack Lascouile. Era la prima volta dal 1918, anno dell'abbandono di Gummo, che tutti i fratelli comparivano insieme in pubblico. Nello stesso anno Groucho, Harpo e Chico parteciparono al film L'inferno ci accusa, per la regia di Irwin Allen. In questa produzione i fratelli non recitarono assieme ma ebbero tre parti distinte, ma fu comunque l'ultima produzione cinematografica in cui Harpo e Chico recitarono (Groucho comparve ancora, da solo, nel film Skidoo del 1968)
Chico, il più anziano dei fratelli, morì l'11 ottobre 1961 all'età di 74 anni, a causa di un arresto cardio-circolatorio. Tre anni dopo, nel 1964, morì Harpo, dopo un intervento al cuore. Groucho, nonostante alcuni problemi di salute all'inizio degli anni '70, continuò a comparire in televisione e ricevette un Oscar alla carriera nel 1974,[11] morendo il 19 agosto 1977 all'età di 86 anni, qualche mese dopo Gummo.
L'ultimo fratello a morire fu il più giovane Zeppo, all'età di 78 anni il 30 novembre 1979, a causa di un cancro.
Formazione
[modifica | modifica wikitesto]Il gruppo comico dei fratelli Marx era composto dai seguenti membri, tutti fratelli:
- Chico - Leonard Marx (22 marzo 1887 – 11 ottobre 1961)
- Harpo - Adolph Arthur Marx (23 novembre 1888 – 28 settembre 1964)
- Groucho - Julius Henry Marx (2 ottobre 1890 – 19 agosto 1977)
- Gummo - Milton Marx (23 ottobre 1892 – 21 aprile 1977), abbandonò il gruppo nel 1918, per poi riunirsi ai fratelli unicamente il 18 febbraio 1957.
- Zeppo - Herbert Marx (25 febbraio 1901 – 30 novembre 1979), abbandonò il gruppo nel 1933, per poi riunirsi ai fratelli il 18 febbraio 1957.
Il padre
[modifica | modifica wikitesto]Samuel Simon Marx (Mertzwiller, 23 ottobre 1859 – Los Angeles, 10 maggio 1933)[12] fu il padre dei Fratelli Marx. Sua moglie e madre dei fratelli fu Minnie Marx. Secondo il suo certificato di nascita, Samuel nacque come Simon Marx in Alsazia, allora parte del secondo impero francese, ragion per cui venne conosciuto come "Frenchie" (il francese); i suoi genitori erano Simon Marx e Johanna Haennchen Isaak. Sam arrivò negli Stati Uniti dalla Francia nel 1880 e a New York incontrò Minnie, che lavorava come insegnante di danza. Si sposarono nel 1884 ed ebbero sei figli, il primo dei quali, Manfred detto Mannie, nato nel 1885, morì a sette mesi probabilmente a causa di un'influenza.[13]
Marx divenne un sarto, sebbene apparentemente non molto abile. Secondo Groucho, era un cuoco di talento, tale che spesso convinse il padrone di casa a ritardare il pagamento dell'affitto offrendogli un buon pasto.[14] Nel suo spettacolo An Evening With Groucho, Groucho così ricordò Sam:[15] "Mio padre era un sarto, uno davvero pessimo, e Chico era sempre a corto di denaro: perciò era solito sabotare le forbici di mio padre cosìcchè, ogni volta che mio padre avesse confezionato un vestito, naturalmente non sarebbe andato bene e le forbici sarebbero finite appese nel negozio dei pegni della Novantunesima strada."
Harpo imputò la scarsa abilità sartoriale del padre al fatto che Frenchie non aveva mai il tempo di prendere le misure del cliente per un abito, preferendo indovinarle. In seguito, prendeva gli abiti che i clienti avevano rifiutato, viaggiava nel New Jersey e li vendeva porta a porta. Nella sua ultima intervista, Zeppo scherzò sul fatto che suo padre "era un pessimo sarto, ma trovava alcune persone così stupide da comprare i suoi vestiti, così guadagnava qualche dollaro per il cibo".[16] Sam Marx fece un'apparizione non accreditata nel film Monkey Business - Quattro folli in alto mare (1931).[17][18] Morì a Hollywood, in California, il 10 maggio 1933, per complicazioni dovute ad una insufficienza renale.[17] Aveva 73 anni.
Filmografia
[modifica | modifica wikitesto]- Humor Risk, regia di Richard Smith (1921) - perduto
- Le noci di cocco (The Cocoanuts), regia di Robert Florey, Joseph Santley (1929)
- Animal Crackers, regia di Victor Heerman (1930)
- Monkey Business - Quattro folli in alto mare (Monkey Business), regia di Norman Z. McLeod (1931)
- I fratelli Marx al college (Horse Feathers), regia di Norman Z. McLeod (1932)
- La guerra lampo dei Fratelli Marx (Duck Soup) regia di Leo McCarey (1933)
- Una notte all'opera (A Night at the Opera), regia di Sam Wood (1935)
- Un giorno alle corse (A Day at the Races) , regia di Sam Wood (1937)
- Servizio in camera (Room Service), regia di William A. Seiter (1938)
- Tre pazzi a zonzo (At the Circus), regia di Edward Buzzell (1939)
- I cowboys del deserto (Go West), regia di Edward Buzzell (1940)
- Il bazar delle follie (The Big Store), regia di Charles Reisner (1941)
- Una notte a Casablanca (A Night in Casablanca), regia di Archie Mayo (1946)
- Una notte sui tetti (Love Happy), regia di David Miller (1949)
- L'inferno ci accusa (The Story of Mankind), regia di Irwin Allen (1957) - unica produzione in cui tre fratelli compaiono in ruoli diversi, non legati fra loro.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) AFI's 50 Greatest American Screen Legends, su American Film Institute. URL consultato il 16 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2014).
- ↑ (EN) Bob May, This "Lost" Marx Brother Never Appeared in Any of Their Movies, su Collider, 21 luglio 2024. URL consultato il 25 febbraio 2026.
- ↑ Humor Risk, A Century+ Later, su nitrateville.com.
- ↑ (EN) travsd, HUMOR RISK: The Lost Marx Brothers Silent Comedy, su (Travalanche), 1º maggio 2014. URL consultato il 25 febbraio 2026.
- ↑ HUMOR RISK (The Marx Brothers Marxology), su www.marx-brothers.org. URL consultato il 25 febbraio 2026.
- ↑ (EN) travsd, 100 Years Ago Today: The Marx Brothers Crash into Broadway with “I’ll Say She Is”, su (Travalanche), 19 maggio 2024. URL consultato il 25 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Mal Rogers, Ten films that Ireland banned under the 1923 Censorship Act, su The Irish Post. URL consultato il 25 febbraio 2026.
- ↑ Complete National Film Registry Listing | Film Registry | National Film Preservation Board | Programs | Library of Congress, su Library of Congress, Washington, D.C. 20540 USA. URL consultato il 25 febbraio 2026.
- ↑ ondacinema.it, La guerra lampo dei Fratelli Marx | Film | Recensione | Ondacinema, su www.ondacinema.it. URL consultato il 25 febbraio 2026.
- ↑ (EN) The Marx Brothers | The Grand Lodge of Ohio, su Freemasonry, 12 gennaio 2023. URL consultato il 25 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Groucho Marx: 'I want to thank those who voted for me to get this award', Honourary Oscar - 1974, su Speakola, 7 dicembre 2017. URL consultato il 25 febbraio 2026.
- ↑ (FR) La famiglia paterna dei Fratelli Marx, su judaisme.sdv.fr.
- ↑ (EN) Stefan Timphus, The Marx Brothers Family, su www.marx-brothers.org. URL consultato il 19 maggio 2009.
- ↑ (EN) Stefan Timphus, The Marx Brothers Parents, su www.marx-brothers.org. URL consultato il 19 maggio 2009.
- ↑ (EN) An Evening With Groucho Marx, su ibras.dk. URL consultato il 29 novembre 2024 (archiviato il 13 giugno 2024).
- ↑ (EN) Zeppo's Last Interview, su geocities.com. URL consultato il 29 novembre 2024 (archiviato dall'url originale il 26 novembre 2004).
- 1 2 Samuel Marx, Father of Four Marx Brothers of Stage and Screen Fame, in The New York Times, 12 maggio 1933, p. 17. URL consultato l'11 agosto 2016.
- ↑ (EN) Sam Marx, su IMDb. URL consultato il 29 novembre 2024 (archiviato il 14 aprile 2023).
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikiquote contiene citazioni di o su Fratelli Marx
Wikibooks contiene testi o manuali su Fratelli Marx
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Fratelli Marx
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito italiano, su fratellimarx.github.io
- Sito ufficiale, su marx-brothers.org.
- Marx Brothers, The-, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Marx Brothers, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Opere riguardanti Fratelli Marx, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Fratelli Marx, su Comic Vine, Fandom.
- (EN) Fratelli Marx, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) The Marx Brothers (Zeppo, Harpo, Groucho & Chico), su Internet Broadway Database, The Broadway League.
- The Marx Brothers Blog, su marx-brothers.blogspot.com. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2019).
- (EN) The Marx Brothers - Chico, Harpo, Groucho, Gummo, Zeppo, su marx-brothers.org. URL consultato il 29 novembre 2024 (archiviato il 12 aprile 2024).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 121542107 · ISNI (EN) 0000 0000 8190 0174 · ULAN (EN) 500352726 · LCCN (EN) n82033052 · GND (DE) 801344-5 · BNE (ES) XX131074 (data) · BNF (FR) cb119149297 (data) · J9U (EN, HE) 987007265015505171 |
|---|
