Fratelli Marx

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L'unica foto conosciuta dell'intera famiglia Marx (1915). Da sinistra: Groucho, Gummo, Minnie (la madre), Zeppo, Sam (il padre), Chico e Harpo.

I fratelli Marx (Marx Brothers) fu il gruppo comico formato dai cinque fratelli Marx (spesso anche confusi con Marks, per cui entrambe le notazioni, essendo omofoniche, sono valide), attori di vaudeville e di cinema statunitensi di origine ebraica.

I fratelli Marx sono negli Stati Uniti tra i comici più amati di tutti i tempi, per l'umorismo sferzante e sopra le righe con cui hanno bersagliato l'uomo, la società, e tutte le ipocrisie che da essi scaturivano. I fratelli Marx hanno rappresentato l'urlo liberatorio dell'uomo medio, concretizzando quella lotta che egli avrebbe voluto fare contro la società vanagloriosa, le ipocrite convenzioni e le tronfie istituzioni. Essi scherniscono il tutto grazie ad un umorismo anarchico e surreale. L'American Film Institute li ha inseriti al ventesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema.[1]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo comico dei fratelli Marx era composto in origine dai seguenti membri, tutti fratelli:

Poco dopo la fine della prima guerra mondiale Gummo lasciò il gruppo e si ritirò dalle scene per avviare delle attività imprenditoriali. Anche il fratello Zeppo abbandonò la recitazione poco dopo la scadenza del contratto con la Paramount e dopo aver girato La guerra lampo dei fratelli Marx (1933). Zeppo si unì alle attività imprenditoriali del fratello, abbandonando lo spettacolo. Da ricordare che il primo figlio di Minnie e Sam Marx non fu Chico, ma Manfred ("Mannie"), nato nel 1886 e morto prematuramente. I fratelli Marx furono quindi sei.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi nel vaudeville[modifica | modifica wikitesto]

Figli d'arte, fu la loro madre Minnie Schönberg, intraprendente oriunda tedesca, a spingerli ancor bambini alla carriera teatrale. Cominciarono ad esibirsi in alcuni numeri canori sotto diverse sigle (la prima, The Three Nightingales, ovvero "I Tre Usignoli"). Aiutati dallo zio Al Shean, noto comico teatrale, per diversi anni girarono per la provincia statunitense e iniziarono a farsi conoscere. Ai numeri musicali (Chico si esibiva come estroso pianista, Harpo come elegante arpista e Groucho come cantante) aggiunsero anche alcune improvvisazioni comiche, che contribuirono ad aumentare l'interesse del pubblico nei loro confronti.

Presto ingaggiati per vere e proprie tournée, nel 1912 inventarono una scenetta comica in cui un severo insegnante deve tenere a bada una classe di scapestrati alunni. Nello sketch cominciarono ad intravedersi quelli che divennero i loro personaggi sullo schermo: Groucho, il baffuto e ironico chiacchierone, Harpo, il vagabondo muto fintamente ingenuo con una grande parrucca riccia, e Chico, il bullo ignorante e maneggione di origine italiana. Gummo lascerà il gruppo alla fine degli anni dieci, mentre Zeppo continuerà ancora per diverso tempo (fino al 1934) a far da mera spalla ai tre fratelli.

I soprannomi dei fratelli Marx nacquero durante una partita a poker nel 1915, ad opera di Art Fischer: Groucho viene da "grouchy" (brontolone), Gummo fa riferimento alle soprascarpe di gomma o "gummy shoes" che egli usava, Harpo deriva da "harp", perché Arthur suonava l'arpa, Chico viene da "chicks", perché in slang americano ed inglese chicks sta per ragazze, passione di Leonard.

Broadway e Hollywood[modifica | modifica wikitesto]

Dopo quasi vent'anni di gavetta, i fratelli raggiunsero il successo, quando nei primi anni venti approdarono a Broadway e vi portarono tutta la loro sfrenata ed anarchica ironia. Così racconta Groucho: «Il nostro arrivo a New York fu strano. Facemmo un successo che non ci aspettavamo. Non pensavamo di essere bravi». Con lo show The Cocoanuts i fratelli vennero notati dal cinema: nel 1929 infatti, la Paramount fece firmare loro un vantaggioso contratto per cinque pellicole, la prima delle quali fu la trasposizione di The Coconuts, Il ladro di gioielli (1929), che si dimostrerà un enorme successo sia di pubblico che di critica. Il consenso venne bissato l'anno seguente con la trasposizione cinematografica di un altro loro trionfo teatrale, Animal Crackers, presa in giro dell'alta società americana, l'ultima pellicola basata su un loro lavoro precedente ed anche l'ultimo film girato a New York.

Arrivati a Hollywood, i fratelli interpretarono altri tre gioielli della comicità: Monkey Business - Quattro folli in alto mare (1931), Horse Feathers - I fratelli Marx al college (1932), presa in giro dei college americani e delle loro manie sportive, e La guerra lampo dei Fratelli Marx (1933). Quest'ultimo film, diretto da Leo McCarey, è una feroce satira antimilitarista, in cui Chico, Harpo e Groucho (con Zeppo a fare da spalla) espressero la loro comicità delirante e corrosiva. Alla sua uscita nelle sale, la pellicola non ottenne però il successo sperato, e così la Paramount decide di non rinnovar loro il contratto.

L'incontro con Thalberg[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1935 Irving Thalberg, grande produttore della Metro Goldwyn Mayer, scritturò i fratelli per due produzioni ad alto budget, in cui il loro talento di inserirsi abilmente in un contesto conformista nel quale portare scompiglio verrà progressivamente annacquato. I due film saranno Una notte all'opera (1935), un'arguta parodia della buona società, e Un giorno alle corse (1937), in cui i tre Marx dileggiano la medicina e il mondo delle corse dei cavalli. Per testare gag e battute Thalberg aveva concesso loro di portare in tournée in alcune cittadine di provincia qualcuna delle scene del film prima che cominciassero le riprese, così da saggiare la validità del materiale. Poco dopo l'inizio delle riprese del secondo film, Thalberg morì prematuramente per una polmonite e da allora i tre Marx non godettero più dello stesso grande interesse da parte del cinema.

Il declino[modifica | modifica wikitesto]

Chico, Groucho (seduto) e Harpo ritratti da Yousuf Karsh nel 1948

Nel 1938 i fratelli girarono un film per la RKO, dal titolo Servizio in camera, per poi tornare alla MGM, dove furono scanzonati mattatori in tre apprezzabili pellicole, quali Tre pazzi a zonzo (1939), I cowboys del deserto (1940), divertente parodia dei film western, e Il bazar delle follie (1941). Nonostante alcuni buoni momenti, questi ultimi film non furono però all'altezza del talento comico dei loro protagonisti, che stavano portando sullo schermo sbiadite imitazioni dei due film girati con Thalberg.

Dopo Il bazar delle follie i Marx decisero di dividersi. Chico e Harpo si esibirono, talvolta in coppia, in diversi spettacoli teatrali e numeri di night club, mentre Groucho fece qualche partecipazione radiofonica. Per far fronte ai debiti di gioco di Chico, il trio tornò davanti alla macchina da presa per girare una divertente avventura di spionaggio, Una notte a Casablanca (1946), e tre anni dopo Una notte sui tetti (1949), pensato inizialmente per il solo Harpo, con la partecipazione di una giovanissima Marilyn Monroe.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fine degli anni quaranta, quando ormai Harpo e Chico diradavano le loro apparizioni sulle scene, Groucho si reinventò come ironico e dissacrante presentatore di un quiz prima radiofonico e poi televisivo, dal titolo You Bet Your Life. Nel 1959 i fratelli si riunirono, seppur solo nella scena finale, in uno special televisivo dal titolo The Incredible Jewel Robbery. L'anno seguente i tre Marx girarono alcune scene di un episodio pilota per la serie televisiva The Deputy Seraph, che però non verrà realizzata a causa delle cattive condizioni di salute di Chico. Negli anni sessanta e settanta Groucho, terminata ormai la conduzione del suo quiz, partecipò a numerose trasmissioni televisive come disinvolto e sarcastico entertainer, e nel 1974 ricevette un premio Oscar alla carriera.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni italiane di questi film, i nomi dei fratelli Marx erano trascritti in Graucio, Arpo, Cico e Zeppo.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Film Anno         Groucho Chico Harpo Zeppo
Humor Risk 1921   The Villain The Italian Watson, Detective The Love Interest
The Cocoanuts - Il ladro di gioielli 1929   Mr. Hammer Chico Harpo Jamison
Animal Crackers 1930   Captain Geoffrey T. Spaulding Ravelli The Professor Horatio Jamison
The House That Shadows Built 1931   Caesar's Ghost Tomalio The Merchant of Weiners Sammy Brown
Monkey Business - Quattro folli in alto mare 1931   Groucho Chico Harpo Zeppo
Horse Feathers - I fratelli Marx al college 1932   Professor Quincy Adams Wagstaff Baravelli Pinky Frank Wagstaff
La guerra lampo dei Fratelli Marx 1933   Rufus T. Firefly Chicolini Pinky Lt. Bob Roland
Una notte all'opera 1935   Otis B. Driftwood Fiorello Tomasso  
Un giorno alle corse 1937   Dr. Hugo Z. Hackenbush Tony Stuffy  
Servizio in camera 1938   Gordon Miller Harry Binelli Faker Englund  
Tre pazzi a zonzo 1939   J. Cheever Loophole Antonio Pirelli Punchy  
I cowboys del deserto 1940   S. Quentin Quale Joe Panello Rusty Panello  
Il bazar delle follie 1941   Wolf J. Flywheel Ravelli Wacky  
Una notte a Casablanca 1946   Ronald Kornblow Corbaccio Rusty  
Una notte sui tetti 1949   Sam Grunion Faustino the Great Harpo  
L'inferno ci accusa 1957   Peter Minuit Monk Sir Isaac Newton

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) AFI's 50 Greatest American Screen Legends, American Film Institute. URL consultato il 16 novembre 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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