Spandau Ballet

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Spandau Ballet
Fotografia di Spandau Ballet
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere New wave[1]
New romantic[1]
Pop rock[1]
Periodo di attività 1979- 1990
2009 -in attività
Etichetta Sony BMG
CBS
EMI
Album pubblicati 11
Studio 7
Live 1
Raccolte 5
Sito web

Gli Spandau Ballet sono un gruppo musicale britannico attivo principalmente negli anni ottanta.

La formazione originaria, mai cambiata, è composta di cinque elementi (più uno): i fratelli Gary e Martin Kemp (il primo, autore di quasi tutti i brani della band, nonché loro chitarrista, si è successivamente avviato a una carriera di attore, comparendo nel noto film Guardia del corpo; il secondo, bassista del gruppo, si è poi anche lui dato al cinema, con minore successo e parti, più o meno importanti, in film per lo più di serie B o scabrosi, costruiti proprio attorno alla sua indubbia avvenenza fisica giovanile), il sassofonista e percussionista Steve Norman, il cantante Tony Hadley, che dopo lo scioglimento del gruppo ha intrapreso una carriera solista, assieme al batterista John Keeble, quinto membro ufficiale della band, e al tastierista Toby Chapman, sesto membro ufficioso degli Spandau Ballet, con loro in tutti i dischi come turnista fisso, ma mai nel quintetto-base. Il primo album del trio Hadley/Keeble/Chapman, intitolato "The State of Play", accreditato al solo Tony, ma composto e suonato da tutti e tre, con altri collaboratori, sia per la stesura dei testi che per la realizzazione delle musiche, è stato pubblicato per l'etichetta EMI, nel 1992; in séguito, uscirà un secondo album di cover.

Inizialmente ispirati da un misto di funk e synthpop, il gruppo New romantic degli Spands (così erano conosciuti in breve dai loro numerosi fans, mentre in Italia si preferiva semplicemente l'elemento germanofono del nome, Spandau) maturò infine uno stile molto elegante e raffinato, principalmente pop, con venature leggermente rock a tratti, e spiccatamente soul nelle melodie vocali e nell'uso del sax. Come i loro rivali Duran Duran (dal sound decisamente più commerciale, nonché più duro) hanno 'spaccato l'America', pur se brevemente, e soprattutto l'Italia, la quale, oltre che conquistata dai due gruppi inglesi, fu, per un periodo, letteralmente divisa, soprattutto per quanto riguarda l'agguerrito e caloroso pubblico femminile, tra «duraniane» e «spandine», che hanno rappresentato quasi due scuole di pensiero, completamente opposte. Gli Spandau Ballet hanno venduto più di 25 milioni di dischi nel mondo.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La formazione definitiva e i primi successi[modifica | modifica sorgente]

La storia del gruppo inizia nel 1976 (i primi anni, si chiamavano ancora «The Cut») con Gary Kemp (cantante/compositore) e Steve Norman (chitarra, in séguito sassofono e percussioni). Gary e Steve frequentavano entrambi la Dame Alice Owen's School, ad Islington (che successivamente fu spostata a Potters Bar), ed erano amici intimi. Condividevano l'amore per la musica e il comune desiderio di formare una band. Poi arrivò John Keeble. John e Steve si incontrarono quando entrambi scoprirono la batteria elettronica nell'aula di musica scolastica, vedendosi regolarmente durante la pausa pranzo per fare pratica. Dopo John, entrò nel gruppo il bassista Michael Ellison. Poi, fu il turno del cantante solista Tony Hadley, che un giorno avvicinò Steve Norman nell'aula comune della sesta classe. Dopo alcuni mesi, Michael Ellison fu sostituito da Richard Miller al basso, prima che il ruolo fosse definitivamente rilevato da Martin Kemp, che si unì al resto del gruppo un paio di anni dopo. Da questo momento in poi, la formazione rimarrà sempre la stessa, fino allo scioglimento nel 1989. All'epoca dell'ingresso di Martin Kemp, fratello minore di Gary, il gruppo aveva già eseguito un gran numero di concerti ed acquistato esperienza, che alla fine si sarebbe rivelata utile. Steve Norman e Gary Kemp, a questo punto, chiesero a Steve Dagger, un amico di tutta la band, di far loro da manager: da allora, Dagger sarebbe diventato una parte integrante del successo del gruppo. La band cambiò dapprima il nome in «The Makers», ma poi lo modificò nuovamente, dopo la visita dell'amico Robert Elms, DJ per l'emittente radiofonica BBC London 94.9 a Spandau, un quartiere di Berlino, dove fu ispirato dai graffiti che vide nei bagni di una discoteca locale. Il termine «Spandau Ballet» si riferiva agli spasmi dei criminali di guerra nazisti mentre "danzavano al capo della corda", quando venivano impiccati a Norimberga, quindi 380 km a sud della prigione di Spandau. Secondo un'altra versione, il nome del gruppo sarebbe legato a un'arma utilizzata durante la prima guerra mondiale, la mitragliatrice Maschinengewehr 08, costruita in diverse fabbriche delle quali una a Spandau. I cadaveri dei soldati morti e rimasti sui reticolati eretti a difesa delle trincee venivano scossi e agitati dalle raffiche sparate dalle Spandau: tale macabro spettacolo era stato ribattezzato, dalla fanteria inglese, 'Spandau ballett'.[senza fonte]

Il gruppo iniziò a suonare attorno a Londra, provocando molti commenti positivi. Prima di allora, il genere da loro prediletto era il Rhythm & Blues, in uno stile molto simile a quello dei primi Rolling Stones o The Kinks; in seguito, divenne più elettronico, mentre cominciavano a essere presenze fisse in locali quali il Billys, un club che poi traslocò a Covent Garden nel nightclub Blitz (dove è ambientato parte del recente musical di Boy George, Taboo), in cui ascoltavano suonare gruppi come i Kraftwerk e i Telex. Il Blitz, viene considerato il luogo di nascita di un nuovo genere musicale e nuovo fenomeno della moda anni ottanta, cosiddetto New romanticism.

A questo punto, la band fu al centro di un contenzioso tra le case discografiche, tutte le quali cercavano di accaparrarseli. Alla fine, il quintetto firmò con la Chrysalis Records, pubblicando il primo singolo To Cut a Long Story Short, prodotto dal musicista elettronico innovatore Richard James Burgess. Pubblicata appena dieci giorni dopo l'uscita del gruppo dallo studio di registrazione per far fronte alle numerosissime richieste generate dalla pubblicità che la band si era fatta da sé con i suoi concerti, To Cut a Long Story Short fu un successo immediato nel Regno Unito, dove raggiunse il Top 5 nel 1980. Fu seguita da altre hits, quali The Freeze, Musclebound e il primo album di studio, Journeys to Glory (febbraio 1981), il quale, accolto più che positivamente (divenne Disco d'oro), servì a definire un nuovo genere musicale.

Il sound di Journeys to Glory servì infatti a definire le sonorità del nascente movimento New Romantic, caratterizzato da testi cantilenati, ritmi ballabili, il tipico suono della batteria elettronica noto come «snare drum», la mancanza di assoli di chitarra e parti di chitarra ritmica molto elaborate. Il secondo album Diamond (marzo 1982), anche questo prodotto da Richard James Burgess, e certificato Disco d'oro dalla BPI, conteneva l'influente singolo di orientamento musicale funky intitolato Chant No. 1. La band fece remixare a Burgess ogni singolo di entrambi gli album, da includere sul lato B di ciascun 45 giri e sui relativi maxi singoli. Questi mix, in séguito, furono raccolti tutti insieme in un'unica compilation. Comunque, i tempi stavano già cambiando, e nuovi gruppi sarebbero saliti alla ribalta (soprattutto i Dollar e Bucks Fizz), e le classifiche britanniche stavano prendendo le distanze dal sound creato dalla band e da Burgess. Il secondo singolo tratto da Diamond ad entrare in classifica fu Paint Me Down, che interruppe infatti la serie positiva di successi consecutivi nel Top 20, non andando oltre il Numero 30, mentre il terzo singolo, la semi-title track She Loved Like Diamond, non riuscì nemmeno ad entrare nella UK Top 40 fermandosi al Numero 41.

Trevor Horn remixò allora la traccia intitolata Instinction, pubblicata come quarto singolo tratto dall'album, riportando la band nella Top 10 britannica, dopo il relativo insuccesso dei due singoli precedenti e il Numero 15 dell'album.

Il successo internazionale[modifica | modifica sorgente]

Gli Spandau Ballet pubblicarono il terzo album a febbraio del 1983, intitolato True, caratterizzato da un sound più adulto e contemporaneo, prodotto dal duo Jolley & Swain, formato da Tony Swain e Steve Jolley - che divennero per un paio d'anni i produttori inglesi più famosi del mondo, portando al successo gli Imagination, le Bananarama ed Alison Moyet, prima di venire usurpati dal trio di assi pigliatutto Stock, Aitken & Waterman, che portarono al successo una nuova generazione di artisti e gruppi, quali Kylie Minogue, Dead or Alive e Rick Astley (ma la lista è pressoché infinita, e comprende anche ad esempio l'italiana Sabrina Salerno). La title track, True era un pezzo di sei minuti, che si rifaceva alle sonorità nere della leggendaria Motown (e, per certi aspetti, di Marvin Gaye). Anche il look cambiò — gli abiti multi-strato e il trucco del movimento New Romantic che avevano aiutato a sfondare furono rimpiazzati da vestiti eleganti, ispirati agli anni quaranta, e da facce pulite.

La band aveva tuttavia un aspetto vagamente aristocratico, ancora. Fu a questo punto che Steve Norman divenne il sassofonista del gruppo: non a caso, il brano "True" è diventato celebre anche per l'assolo di sax che ne costituisce il middle. L'album raggiunse la vette delle classifiche in tutto il mondo, lanciando diversi singoli di successo internazionali, i più famosi dei quali furono Gold e la citata title track, True, che fu numero 1 in molti paesi.

Il quarto album, Parade (giugno 1984) e i suoi singoli furono nuovamente grandi successi nelle classifiche di Europa, Australia e Canada (oltre che in Italia, dove ha inizio in questo periodo la rivalità con i Duran Duran, che porta ai due opposti schieramenti dei relativi fans) e il brano di apertura, Only When You Leave, divenne la loro ultima hit statunitense. Alla fine del 1984, il gruppo partecipò al singolo di beneficenza con la Band Aid, "Do They Know It's Christmas", con Tony Hadley che ebbe un ruolo principale tra i cantanti, vicino a colleghi illustri quali George Michael e Simon Le Bon.

Nel 1985, gli Spandau suonarono alle session dal vivo del Live Aid tenutesi al Wembley Stadium. In questo stesso anno ottennero il Disco di platino con la loro prima raccolta di successi, intitolata The Singles Collection, edita dalla casa discografica storica, la Chrysalis Records, che tenne vivo l'interesse per il gruppo tra due album di studio, celebrando cinque anni di successi ininterrotti. Nel 1986, gli Spandau Ballet firmano per la major CBS, pubblicando il nuovo album, Through the Barricades (ottobre 1986), che vide la band tentare di allontanarsi dalle influenze più spiccatamente pop/soul dei due dischi precedenti, abbracciando un sound più rock. Il long playing, la title track e il primo singolo estratto, Fight for Ourselves, che il gruppo aveva presentato in anteprima in Italia al Festival di Sanremo, furono grandi successi nella madrepatria, in Europa - in particolare in Germania, in Italia e nel Benelux, come di consueto - e in Australia, ma non negli Stati Uniti. Il 1º agosto 1987 il gruppo aprì nello stadio di Catanzaro la prima edizione di Fatti di Musica, la rassegna del miglior live d'autore ideata e diretta da Ruggero Pegna.

Gli ultimi anni e lo scioglimento[modifica | modifica sorgente]

Dopo una lunga pausa senza pubblicare dischi, durante la quale i fratelli Kemp si impongono come attori credibili nel film di gangster intitolato The Krays, il gruppo fa uscire l'album Heart Like a Sky nel settembre 1989 anticipato dal singolo di scarso successo Raw. Il secondo estratto, "Be free with your love" canzone dal sound caraibico fu anch'esso snobbato dal pubblico. L'album non fu pubblicato ovunque (per esempio, non uscì affatto negli USA), mentre in alcuni paesi uscì in edizione parzialmente limitata, e fu per lo più snobbato. Ottenne comunque successo nella fedele Italia. Dopo quest'ultimo disco, gli Spandau Ballet — da cui Gary Kemp, autore di quasi tutti i brani della band, si sentiva già piuttosto estraniato — si sciolsero.

Martin Kemp continuò a recitare nella soap opera britannica EastEnders, mentre Tony Hadley tentò di proseguire nella carriera musicale come solista, portandosi dietro John Keeble e il tastierista turnista Toby Chapman. Anche Gary Kemp continuò per un po' a recitare, partecipando al grande successo Guardia del corpo, debutto cinematografico di Whitney Houston, con Kevin Costner, tornando poi alla musica nel 1996, con la pubblicazione dell'album solista Little Bruises, che fu un flop commerciale. Negli anni novanta, Hadley, Norman e Keeble tentarono di far causa, senza riuscirci, a Gary Kemp, per condividere con lui le royalties dei brani portati al successo dagli Spandau Ballet. Da allora, l'immagine di Tony Hadley è uscita migliorata grazie alla sua vittoria del reality show di ITV Reborn in the USA.

Tony, Steve e John, senza i fratelli Kemp, hanno effettuato una tournée come trio, ma costretti a vendere i propri diritti in quanto Spandau Ballet a Gary Kemp per pagare i debiti legali, e poiché non proprietari del nome Spandau Ballet, hanno dovuto fare il tour con il triste appellativo di «Hadley, Norman & Keeble, ex-Spandau Ballet».

Da allora, Steve Norman e i fratelli Kemp sono riusciti a mettersi alle spalle le proprie incomprensioni - dopo l'evento, si è fatto accenno ad una tournée di riunione.

Recentemente, Martin Kemp, che nel frattempo si è dedicato alla regia cinematografica, è diventato il volto dei punti vendita SCS Sofas; Gary Kemp ha scritto delle canzoni con Paul Stratham (che, in precedenza, aveva scritto brani per la cantante Dido); Steve Norman è oggi un membro dei Cloudfish, il gruppo musicale che ha formato con Shelley Preston; Tony Hadley ha pubblicato un album jazz/swing, recitando poco dopo come protagonista nel musical Chicago.

In aprile del 2007, Tony Hadley ha dichiarato che, all'epoca del 30º anniversario della band, potrebbe esserci la possibilità di una riunione, ma bisognerebbe prima risolvere altre importanti questioni in sospeso.

Il 17 settembre 2012 Tony Hadley ha effettuato una tournée come unica tappa in Italia ad Andria in onore della festa patronale della città.

Reunion nel 2009 e il nuovo album Once More[modifica | modifica sorgente]

Il 25 marzo 2009 il gruppo ha ufficialmente annunciato la riunione della band. La conferenza stampa è avvenuta sulla HMS Belfast, la nave della Seconda guerra mondiale ormeggiata a Londra, dove avevano già tenuto un concerto negli anni ottanta.

Il 19 ottobre 2009, come pubblicato sul sito ufficiale, è uscito il nuovo album Once More, primo album dopo vent'anni di distanza dall'ultimo Heart Like a Sky che ripropone tutti i successi degli Spandau Ballet riarrangiati con due nuove canzoni tra cui Once more in programmazione in radio dal 2 ottobre. È stato possibile ascoltare gratuitamente il singolo sul loro sito ufficiale www.spandauballet.com.

I componenti della band hanno annunciato che dopo il tour di Once More, lavoreranno in studio ad un nuovo album composto interamente da nuovi inediti.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album studio[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • To Cut a Long Story Short (1980 - numero 5 Regno Unito)
  • The Freeze (1981 - numero 17 Regno Unito)
  • Musclebound/Glow (1981 - numero 10 Regno Unito)

  • Chant No.1 (I Don't Need this Pressure on) (1981 - numero 3 Regno Unito)
  • Paint Me Down (1981 - numero 30 Regno Unito)
  • She Loved like Diamond (1982 - numero 49 Regno Unito)
  • Instinction (1982 - numero 10 Regno Unito)

  • Lifeline (1982 - numero 7 Regno Unito) (*)
  • Communication (1983 - numero 12 UK / numero 59 USA)
  • True (1983 - #1 Regno Unito / numero 4 USA / numero 9 Germania / numero 5 Svizzera)
  • Gold (1983 - numero 2 Regno Unito / numero 29 USA / numero 16 Germania)
  • Pleasure (1983 - numero 61 Germania)

(*) L'edizione 12" inglese sul lato B riporta una versione del brano sottotitolata Live and Let Live, mentre il 12" americano contiene una versione Dub e una "a cappella".


  • Only When You Leave (1984 - numero 3 Regno Unito / numero 34 USA / numero 26 Germania / numero 20 Svizzera)
  • I'll Fly for You (1984 - numero 9 Regno Unito / numero 6 Italia)
  • Highly Strung (1984 - numero 15 Regno Unito)
  • Round and Round (1985 - numero 18 Regno Unito / numero 11 Italia)

Da segnalare il brano With the Pride, incluso nell'album "Parade" del 1984, che, pur non essendo stato stampato come singolo, risultò uno dei pezzi più suonati dalle radio.


  • Fight for Ourselves (1985 - numero 15 Regno Unito / numero 32 Germania / numero 5 Italia / numero 23 Svizzera)
  • Through the Barricades (1986 - numero 6 Regno Unito / numero 14 Germania / #1 Italia)
  • How Many Lies (1987 - numero 34 Regno Unito / numero 5 Italia)

  • Raw (1988 - numero 47 Regno Unito / numero 11 Italia)
  • Be Free with Your Love (1989 - numero 42 Regno Unito / numero 52 Germania / numero 11 Italia)
  • Empty Spaces (1989)
  • Crashed Into Love (1990)

Compilation[modifica | modifica sorgente]

Altre numerose raccolte sono state realizzate dalla casa discografica e disponibili a prezzo medio/basso.

Album dal vivo[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Spandau Ballet in Allmusic, All Media Network.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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