Falsetto

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Nell'arte del canto, il falsetto è un particolare modo di vibrazione delle corde vocali che permette di emettere un suono prodotto con minore sforzo muscolare e che rispetto alla voce piena è più leggero: si produce attraverso la tensione delle corde vocali in seguito all'inclinazione della cartilagine tiroidea, che provoca una vibrazione "per giustapposizione" delle corde stesse invece che per battimento.[1] il sollevamento della laringe e la prevalenza d'azione della muscolatura cricotiroidea(con allungamento passivo delle corde vocali, senza contrasto da parte del muscolo tensore tiroaritenoideo), determinano la vibrazione del solo bordo libero delle corde vocali, con un tempo di contatto inferiore al 40% del singolo ciclo vibratorio. Il timbro vocale risulta perciò povero di armoniche debole d'intensità (per la vibrazione del solo bordo e la riduzione della cavità di risonanza da sollevamento laringeo) e spesso correlato a sen-sazione percettiva di "fissità" (per rigidità di posizione della laringe su intervento della muscolatura estrinseca).

Grazie alla minore tensione muscolare prodotta dal falsetto è possibile raggiungere note più acute rispetto alla voce di petto.

Questo modo di emissione può essere un effetto voluto oppure un riflesso automatico della laringe, che se forzata a emettere suoni più acuti di quanto può fare (o se è affaticata) si protegge emettendo suono in falsetto. I cantanti addestrati possono controllare la zona di passaggio dagli acuti in voce piena a quelli in falsetto, ottenendo il cosiddetto falsettone, una tecnica usata spesso nelle opere barocche.

Anche nella musica moderna viene spesso utilizzato il falsetto: Caratteristica in questo senso poiché è stata spesso utilizzata in diversi brani, possiamo trovare questo tipo di canto in Matthew Bellamy, cantante dei Muse, Roger Taylor, batterista dei Queen, nei cori pressoché in tutti gli album della band, ma in particolare nei primi due, Queen e Queen II, Midnight, nei primi due album della band heavy metal, Crimson Glory, e forse il più noto, il falsetto di Barry Gibb, nei Bee Gees, marchio di fabbrica dei loro più grandi successi nella meta degli anni '70.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FALSETTISTI E CASTRATI, su www.voceartistica.it. URL consultato l'11 ottobre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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