Simon Reynolds

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Reynolds nel 2008

Simon Reynolds (Londra, 1963) è un critico musicale britannico.

Cresciuto nello Hertfordshire è famoso per i suoi scritti sull'Electronic Dance Music e per aver coniato il termine post-rock. È considerato uno dei più importanti critici musicali contemporanei[1].

Oltre alle recensioni inerenti alla musica elettronica e alcuni libri sul post-punk e il rock, Reynolds ha scritto recensioni su una vasta gamma di artisti e generi musicali, collaborando con Melody Maker (con cui ha ottenuto la popolarità di cui gode tutt'oggi), The New York Times, Village Voice, Spin, The Guardian, Rolling Stone, The Observer, Artforum, New Statesman, The Wire, Mojo, Uncut e molte altre riviste specializzate.

Oggi risiede all'East Village di New York, con sua moglie Joy Press e i due figli, Kieran and Tasmine.

Teoria critica[modifica | modifica wikitesto]

Reynolds è diventato famoso per aver incorporato la teoria critica nella sua analisi musicale, scrivendo abbondantemente a proposito del genere, classe, razza e sessualità e la loro influenza sulla musica. Nei suoi studi sul legame fra classe sociale e musica, Reynolds ha coniato il termine classe liminale, definita come alto-proletariato e bassa-borghesia, un gruppo sociale cui attribuisce "molta energia musicale"[2].

Reynolds ha anche scritto estensivamente sulla cultura della droga e la sua relazione con la musica; nel suo Generazione ballo/sballo Reynolds traccia gli effetti della droga sulla scena rave. Oltre che in Generazione ballo/sballo, il suo interesse per l'argomento è evidente anche nella sua recensione del film Trainspotting[3]

Gli scritti di Reynolds hanno tratto ispirazione da alcuni noti filosofi e teorici musicali moderni, fra cui Gilles Deleuze, Félix Guattari, Brian Eno, Joe Carducci e i Situazionisti.

Reynolds afferma di essere stato leggermente influenzato dal pensiero marxista, applicando alla musica concetti quali il feticismo della merce e la falsa coscienza (Reynolds parla di due esempi relativi alla musica hip hop).

Dalla seconda metà degli anni duemila si è dedicato all'analisi del revival e del riciclo di generi del passato che a suo avviso sono ormai dominanti nella scena musicale del XXI secolo.[1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Simon Reynolds. Blissed Out. Serpent's Tail, 1990. ISBN 1-85242-199-1.
  • Simon Reynolds e Joy Press. The Sex Revolts : Gender, Rebellion and Rock 'N' Roll . Serpent's Tail, 1995. ISBN 1-85242-254-8.
  • Simon Reynolds. Generazione ballo/sballo. L'avvento della dance music e il delinearsi della club culture. Arcana, 2000. ISBN 88-7966-223-6.
  • Simon Reynolds.Post-punk 1978-1984. Isbn Edizioni, 2006. ISBN 88-7638-045-0.
  • Simon Reynolds. Hip-hop-rock 1985-2008. Isbn Edizioni, 2008. ISBN 88-7638-105-8.
  • Simon Reynolds. Totally wired. "Post-punk". Dietro le quinte. Isbn Edizioni, 2010. ISBN 88-7638-169-4.
  • Simon Reynolds. "Retromania. Musica, cultura pop e la nostra ossessione per il passato." Isbn Edizioni, 2011. ISBN 978-88-7638-170-6.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gli speciali di OndaRock :: Libri - Simon Reynolds - Retromania
  2. ^ http://www.furious.com/perfect/simonreynolds31.html
  3. ^ recensione su findarticles.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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