Pop Muzik

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Pop Muzik
Pop muzik.JPG
Screenshot tratto dal video del brano
ArtistaM
Tipo albumSingolo
Pubblicazione25 marzo 1979
Durata3:21
Album di provenienzaNew York • London • Paris • Munich
GenereNew wave[1][2]
Synth pop[3]
Disco[2]
Etichetta
ProduttoreRobin Scott
Registrazione1982
FormatiVinile 7" e 12"
M - cronologia
Singolo precedente
(1979)
Singolo successivo
(1979)

Pop Muzik è un singolo del gruppo musicale britannico M, pubblicato il 25 marzo 1979 come secondo estratto dal primo album in studio New York • London • Paris • Munich.

Pubblicato per la prima volta nel Regno Unito, venne accompagnato da un videoclip (diretto da Brian Grant), ben accolto dalla critica, in cui il cantante, vestiti i panni da DJ, canta davanti ad un microfono circondato da una console esagerata che lo circonda completamente, affiancato da due modelle che lo accompagnano al coro e ballando con fare robotico. É presente anche Brigit Novik, a quel tempo moglie di Scott e che cantò il ritornello nella registrazione.[4]

Il lato B, M Factor, fu rilasciato in due differenti versioni. Quella originale accompagnò la prima uscita del disco in Europa, mentre la seconda, un remix, le edizioni statunitense e canadese.

Pop Muzik toccò le vette di molte classifiche in tutto il mondo, divenendo uno dei brani più popolari dell'anno.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Pop Muzik venne inizialmente registrata come una canzone funk e R&B prima che un amico di Robin Scott consigliasse a quest'ultimo di utilizzare anche dei sintetizzatori.[5]

(EN)

«I was looking to make a fusion of various styles which somehow would summarise the last 25 years of pop music. It was a deliberate point I was trying to make. Whereas rock and roll had created a generation gap, disco was bringing people together on an enormous scale. That's why I really wanted to make a simple, bland statement, which was: "All we're talking about basically (is) pop music."[6]»

(IT)

«Stavo cercando di fondere diversi stili che riassumessero in qualche modo gli ultimi 25 anni di musica pop. Era una deliberato idea che stavo cercando di sviluppare. Mentre il rock and roll aveva creato un gap generazionale, la discoteca stava riunendo le persone su larga scala. Ecco perché volevo davvero fare una semplice, blanda affermazione, che era: "Stiamo parlando solo di musica pop".»

(Robin Scott)

Il singolo è stato rilasciato dapprima nel Regno Unito, raggiungendo la seconda posizione il 12 maggio 1979,[6] non riuscendo a battere la hit di Art Garfunkel Bright Eyes, che teneva il primo posto da ben sei settimane. In agosto, venne distribuita anche in Nord America, dove scalò tutta la classifica fino a toccare, il 27 ottobre, la vetta, cosa che accadde negli Stati Uniti il 3 novembre.

Insieme a Scott, suonarono durante la sessione di registrazione il fratello Julian Scott (al basso elettrico), poi il tastierista allora sconosciuto Wally Badarou, il programmatore del sintetizzatore canadese John Lewis, il batterista Phil Gould (che in seguito divenne uno dei membri fondatori del gruppo Level 42), Gary Barnacle e Brigit Novik, vocalist di supporto, accreditata come "Brigit Vinchon" nei crediti dell'album.

L'immagine del bebè con il ciuccio che ride sulla copertina dell'edizione singolo di Pop Muzik' mostra la figlia di Robin Scott, di nome Berenice, divenuta una cantante, pianista/tastierista e compositrice, coinvolta nei progetti di suo padre con Phil Gould e Wally Badarou.

Altri formati[modifica | modifica wikitesto]

La versione inglese del singolo 12 pollici era notevole per due facciate con una doppia scanalatura tale che le due tracce (Pop Muzik e M Factor) iniziavano oltre il classico bordo del vinile e finivano a metà (con un lungo silenzio alla fine del lato B poiché la traccia era più corta del lato A). Ciò provocò molte difficoltà nella riproduzione dei due pezzi, che venivano riprodotti in maniera casuale a seconda della caduta dell'ago del giradischi sul vinile. Per commercializzare ulteriormente questa idea, sulla copertina c'era scritto: "Lato B incluso sul lato A, mix discoteca completo di Pop Musik su Seaside". "Seaside" (in altre parole "C side", cioè "Lato C") era un semplice gioco di parole in quanto la lettera C, oltre ad essere il successivo "lato" logico dopo A e B, è pronunciata allo stesso modo della parola inglese "Sea", cioè "mare".

Pop Muzik venne remixata e ripubblicata nel 1989, raggiungendo la posizione numero 15 della UK Singles Charts.[7]

Formati e lista delle tracce[modifica | modifica wikitesto]

7" originale

Pubblicato da MCA Records e EMI in Europa.

  1. Pop Muzik – 3:21
  2. M Factor – 2:30
Long version

Pubblicato sia in vinile 7" che 12" negli Stati Uniti dalla Sire Records e solo come 12" in Francia dalla Pathé Marconi EMI.

  1. Pop Muzik (Long Version) – 4:58
  2. M Factor – 2:30
12" olandese

Pubblicato nei Paesi Bassi dalla MCA Records. Il lato B M Factor è stato inserito sul lato A del vinile in questa versione, con un remix del singolo sul lato B.

  1. Pop Muzik
  2. M Factor
  3. Pop Muzik (Long Version)
7" 1989 svedese

Pubblicato in Svezia come 7" nel 1989 dalla Freestyle Records.

  1. Pop Muzik (Edited 1989 Remix) – 3:10
  2. Pop Muzik (Original 7" Version) – 3:20
12" 1989 svedese

Pubblicato in Svezia come 12" nel 1989 dalla Freestyle Records.

  1. Pop Muzik (Extended 1989 Hip Hop Remix) – 5:40
  2. Pop Muzik (7" Version) – 3:20
  3. Pop Muzik (Edited 1989 Dub Remix) – 3:20
  4. Pop Muzik (Original 12" Version) – 5:00
  5. Pop Muzik (Edited 1989 Remix) – 3:10
12" 1989 tedesco

Pubblicato in Germania come 12" nel 1989 dalla ZYX Records

  1. Pop Muzik (The Hip Hop Club Remix) – 5:38
  2. Pop Muzik (The Hip Hop Remix) – 3:20
  3. Pop Muzik (Original '79 Mix) – 3:21
CD 2001 tedesco

Pubblicato nel 2001 in Germania dalla ZYX Music.

  1. Pop Muzik (Britannia '89 Remix) – 3:11
  2. Pop Muzik (Cabinet Remix) – 7:38
  3. Pop Muzik (Original Version) – 3:21

Posizioni in classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche settimanali[modifica | modifica wikitesto]

Classifica(1979–1980) Posizione
Australia (Kent Music Report)[8] 1
Danimarca (IFPI)[9] 1
Europa (Eurochart Hot 100)[10] 1
Francia (IFOP)[11] 12
Italia (FIMI)[12] 5
Sud Africa (Springbok Radio)[13] 1
USA Billboard Hot 100[14] 1
USA Cash Box[15] 4
USA Record World[16] 4

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1979) Posizione
Australia (Kent Music Report)[17] 10
Austria (Ö3 Austria Top 40)[18] 6
Belgio (Ultratop 50 Flanders)[19] 28
Canada (RPM Top 200 Singles)[20] 21
Francia (IFOP)[21] 39
Italia (FIMI)[12] 18
Olanda (Dutch Top 40)[22] 28
Paesi Bassi (Single Top 100)[23] 29
Sud Africa (Springbok Radio)[24] 5
Svizzera (Schweizer Hitparade)[25] 13
USA Cash Box[26] 15
Classifica (1980) Posizione
US Billboard Hot 100[27] 40

Cover[modifica | modifica wikitesto]

  • Il gruppo vocale e strumentale maschile All Systems Go è entrato nella Official Singles Chart il 18 giugno 1988. Raggiunse il numero 63 e rimase nella classifica per 2 settimane.[28]
  • Il gruppo irlandese U2 ne ha inciso una versione pubblicata nel lato B del singolo Last Night on Earth, utilizzandola come introduzione dei concerti del PopMart Tour.
  • Una cover del pezzo è inclusa in una versione del singolo For Real di Tricky.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eric Weisbard e Craig Marks, Spin Alternative Record Guide, Vintage Books, 1995, ISBN 978-0-679-75574-6.
  2. ^ a b Chuck Eddy, Rock and Roll Always Forgets: A Quarter Century of Music Criticism, Duke University Press, 2011, p. 243, ISBN 978-0-8223-5010-1.
    «the weird chart-topping New Wave disco single by one-letter-named one-hit-wonder M (real name: Robin Scott) finished second on another chart in 1979».
  3. ^ David Chiu, A look back at 1983: The year of the second British Invasion, CBS News, 4 luglio 2013. URL consultato l'11 dicembre 2017.
    «Synthpop made inroads in America starting in the late '70s with songs like "Pop Muzik" by M, "Video Killed the Radio Star," by the Buggles, and "Cars" by Gary Numan.».
  4. ^
  5. ^ One-Hit Wonders at the BBC.
  6. ^ a b Fred Bronson, "Pop Muzik" – M, in The Billboard Book of Number One Hits, 4th, Super Seventies, 1988, ISBN 0-8230-7641-5. URL consultato il 14 dicembre 2017.
  7. ^ Official Singles Chart Top 100: 02 luglio 1989 - 08 luglio 1989, Official Charts Company. URL consultato il = 14 dicembre 2017.
  8. ^ Australia No. 1 hits -- 1970's, su World Charts. URL consultato il 10 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2014).
  9. ^ Billboard – Hits Of The World, in Billboard, vol. 91, nº 43, 27 ottobre 1979, p. 80, ISSN 0006-2510 (WC · ACNP).
  10. ^ MusicSeek.info – UK, Eurochart, Billboard & Cashbox No.1 Hits, su musicseek.info (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2006).. MusicSeek.info.
  11. ^ (FR) InfoDisc : Tous les Titres par Artiste, InfoDisc. URL consultato il 23 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2012).
  12. ^ a b I singoli più venduti del 1979, Hit Parade Italia. Creative Commons. URL consultato il 23 luglio 2013.
  13. ^ South African Rock Lists Website SA Charts 1969 – 1989 Acts (M), Rock.co.za. URL consultato il 23 luglio 2013.
  14. ^ M – Awards, AllMusic. All Media Network. URL consultato il 31 maggio 2013.
  15. ^ CASH BOX Top 100 Singles – Week ending OCTOBER 27, 1979, su cashboxmagazine.com (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2011).. Cash Box magazine.
  16. ^ (EN) Record World Singles (PDF), in Record World, 27 ottobre 1979, p. 33, ISSN 0034-1622 (WC · ACNP). URL consultato il 18 gennaio 2019.
  17. ^ Forum - ARIA Charts: Special Occasion Charts – Top 100 End of Year AMR Charts – 1970s, Australian-charts.com. Hung Medien. URL consultato il 31 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2013).
  18. ^ (DE) Jahreshitparade 1979, Austrian-charts.com. Hung Medien. URL consultato il 31 gennaio 2014.
  19. ^ (NL) Jaaroverzichten 1979, Ultratop. Hung Medien. URL consultato il 31 gennaio 2014.
  20. ^ Top Singles – Volume 32, No. 13, December 22, 1979, in RPM, Library and Archives Canada. URL consultato il 31 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2013).
  21. ^ (FR) TOP – 1979, Top-france.fr. URL consultato il 31 gennaio 2014.
  22. ^ (NL) Top 100-Jaaroverzicht van 1979, Dutch Top 40. URL consultato il 31 gennaio 2014.
  23. ^ (NL) Jaaroverzichten – Single 1979, Single Top 100. Hung Medien. URL consultato il 31 gennaio 2014.
  24. ^ Top 20 Hit Singles of 1979, Rock.co.za. URL consultato il 31 gennaio 2014.
  25. ^ (DE) Schweizer Jahreshitparade 1979, Hitparade.ch. Hung Medien. URL consultato il 31 gennaio 2014.
  26. ^ The CASH BOX Year-End Charts: 1979, su cashboxmagazine.com (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2012).. Cash Box magazine.
  27. ^ Top 100 Hits for 1980, The Longbored Surfer. URL consultato il 31 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2014).
  28. ^ Tim Rice, Johnathan Rice e Paul Gambaccini, Guinness Book of British Hit Singles & Albums, Enfield, Middlesex, Guinness World Records and Guinness Publishing, 1990, ISBN 0-85112-398-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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