Power ballad

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Power ballad
Origini stilistiche Rock
Ballata
Origini culturali anni settanta
Strumenti tipici chitarra elettrica
tastiera
chitarra acustica
percussioni
Popolarità apice della popolarità negli anni ottanta; molto diffuse ancora oggi
Categorie correlate

Gruppi musicali power ballad · Musicisti power ballad · Album power ballad · EP power ballad · Singoli power ballad · Album video power ballad

Quando è suonata una power ballad, un classico gesto degli spettatori è quello di alzare al cielo e muovere gli accendini accesi

Nella musica, il termine power ballad, sta a indicare un brano, solitamente lento e melodico, caratterizzato da sonorità dolci, toccanti ed evocative e che arriva ad esplorare temi sentimentali come la nostalgia e la gelosia, la rottura, l'abbandono o semplicemente una dichiarazione d'amore. Le atmosfere possono essere malinconiche, ma anche romantiche o vigorose.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente si fa distinzione fra ballad convenzionale e power ballad se vi è la presenza di una chitarra elettrica distorta che sopraggiunge nel climax del brano per conferire maggiore enfasi emozionale nel culmine della canzone e maggior vigore al fraseggio (da cui il termine inglese "power" ad indicare la relativa "potenza" maggiore rispetto ad una semplice esecuzione acustica).

Un brano power ballad ha una struttura ritmica lenta molto cadenzata solitamente distribuita su Intro, Strofa, Ritornello, Strofa, Ritornello, Assolo, Ritornello.

A differenza dei classici brani metal si differenzia per il ruolo preponderante di Synth Pad, chitarra elettrica con effetto Chorus (sulla strofa) e con distorsore (sul ritornello) e/o chitarre acustiche.

A questi, talvolta, vengono aggiunti archi, ottoni, percussioni orchestrali (come i Timpani) e sezioni di Cori

Storia ed esempi[modifica | modifica wikitesto]

Le power ballad possono essere riconosciute in generale come parte integrante della musica rock dalle origini.[senza fonte] Se ne vede l'uso verso la fine degli anni trenta negli Stati Uniti(USA) da artisti afroamericani; forse il brano più celebre risale a Hoagy Carmichael che compose la famosa ballad Georgia on My Mind, brano rivisitato da molti artisti, fra i più noti Ray Charles e Bing Crosby[senza fonte].

Il termine riemerge verso la fine degli anni sessanta, per poi evolversi negli anni settanta e ottanta prendendo così la definitiva denominazione di "power ballad".

Tra i primi esempi di power ballad c'è Goodbye to Love dei Carpenters, del 1972. Una delle power ballad più famose, e anche una delle canzoni rock più celebri di tutti i tempi, è però We Are the Champions dei Queen[senza fonte].

È però negli anni ottanta che il genere conobbe l'apice della popolarità, grazie a gruppi hard rock e metal come i Bon Jovi con Never Say Goodbye e I'll Be There for You, ma anche ad artisti pop come Cyndi Lauper con Time after Time e gli Spandau Ballet con Through the Barricades, tutti brani che raggiunsero le vette delle classifiche internazionali.[senza fonte]

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