Climax (retorica)

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Climax (dal greco klímax, femminile, singolare, «scala», pronuncia: "clìmacs"), detta anche gradazione ascendente (gradatio in latino), è una figura retorica che consiste nel disporre frasi, sostantivi e aggettivi secondo un ordine basato sulla crescente intensità del loro significato (climax ascendente) per creare un effetto di progressione che potenzia l'espressività del discorso. Se l'intensità è decrescente si parla invece di anticlimax o, come è più erroneamente noto, di climax discendente o gradazione discendente.

Ne sono esempi:

« Noi siamo usciti fore
del maggior corpo al ciel ch'è pura luce:
luce intellettual, piena d'amore,
amor di vero ben, pien di letizia;
letizia che trascende ogne dolzore »
(Dante - Paradiso XXX)
« esta selva selvaggia e aspra e forte »
(Dante - Inferno I)

Sempre in Dante (inferno canto III) si ha una climax seguita da una anticlimax:

"Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle"

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