La febbre del sabato sera

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La febbre del sabato sera
La febbre del sabato sera 1.jpg
John Travolta e Karen Lynn Gorney in una scena del film
Titolo originale Saturday Night Fever
Lingua originale inglese, italiano
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1977
Durata 114 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere musicale, drammatico
Regia John Badham
Sceneggiatura Norman Wexler
Produttore Robert Stigwood
Fotografia Ralf D. Bode
Montaggio David Rawlins
Musiche David Shire
Scenografia Charles Bailey
Costumi Patrizia von Brandenstein
Trucco Max Henriquez, Joe Tubens
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Doppiaggio originale

Ridoppiaggio (2002)

La febbre del sabato sera (Saturday Night Fever) è un film musicale del 1977 diretto dal regista John Badham, ed interpretato da John Travolta e Karen Lynn Gorney.

Si tratta di uno dei film più celebri nella storia del cinema. La pellicola, grazie alla quale John Travolta ottenne la sua definitiva consacrazione, viene concepita come un vero e proprio omaggio alla disco music e al glam dominante negli anni settanta.[1] Le musiche vengono arricchite dai successi musicali in voga all'epoca, tra cui spiccano le canzoni originali dei Bee Gees (soprattutto il brano Stayin' Alive), che con la pellicola ritrovano una nuova stagione di gloria.

La trama tratta comunque tematiche serie, ed affronta problemi giovanili tuttora attuali, come l'emigrazione, l'uso di stupefacenti nelle discoteche, il razzismo - che non risparmia i protagonisti italo-americani, marchiati con gli annosi luoghi comuni di accidia e sciatteria - e la violenza tra bande.

Il film ebbe un successo straordinario. La colonna sonora della pellicola, Saturday Night Fever, composta per lo più dai celebri brani dei Bee Gees,[2] vendette oltre 40 milioni di copie in tutto il mondo, diventando una delle colonne sonore più vendute di tutti i tempi (a quel tempo, prima della pubblicazione di Thriller di Michael Jackson, era l'album più venduto di sempre)[3]. Il film fu il primo a dare vita ad un vero e proprio cross-media marketing, grazie anche a diversi Tie-in che lo promossero per lungo tempo.

Nel 2010, Saturday Night Fever è entrato a far parte della National Film Registry, che lo definì "storicamente e culturalmente significativo"[4][5].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York, Anni Settanta. Tony Manero è un giovanotto diciannovenne di origini italiane che vive a Brooklyn, dal carattere estroverso ma impulsivo e superficiale. Egli lavora in un negozio di vernici e frequenta un gruppo di connazionali, con i quali non perde l'occasione di compiere bravate, approfittare della loro ingenua amica Annette e scatenare risse con bande rivali, tra cui i Barracudas, un gruppo di portoricani.

Tony ha un solo notevole talento, il ballo, e ogni sabato sera frequenta con i suoi amici Joey, Gus, Double J. e il giovanissimo Bobby C. la discoteca 2001 Odissey, dove si è guadagnato il rispetto dei coetanei e l'ammirazione delle donne, delle quali però non ha interesse ad approfittare sessualmente, a differenza dei suoi amici. Una sera Annette propone a Tony di far coppia con lei per partecipare ad una gara di ballo che si terrà nelle settimane successive nel locale, ma Tony capisce subito che la ragazza proverà ad approfittare della situazione per instaurare una relazione affettiva.

Gus, intanto, viene aggredito e picchiato in strada da una banda di ispanici, finendo in ospedale. Supponendo che siano stati i Barracudas, Tony e i suoi amici organizzano una spedizione punitiva, dalla quale escono vittoriosi, per poi scoprire di aver pestato brutalmente la banda sbagliata.

A questo punto, nella scuola di ballo che frequenta, Tony conosce Stephanie Mangano, anch'essa italo-americana ma dal carattere più maturo e volitivo. Stephanie, desiderosa di emanciparsi, ha lasciato Brooklyn per trasferirsi a Manhattan, si barcamena come giornalista ed è infatuata del mondo delle celebrità, con cui è continuamente a contatto e di cui passa molto tempo a parlare, spesso finendo anche per annoiare Tony e la sua compagnia. Nonostante gli iniziali freddi rifiuti della ragazza e le differenze di età e di carattere, i due si avvicinano ed iniziano una frequentazione più o meno regolare per partecipare ballando insieme alla gara. Il giorno della gara, i due ne escono vittoriosi con una singolare esibizione sulle note di More Than a Woman dei Bee Gees, motivo guida del film. Grazie alle simpatie del pubblico i due strappano la vittoria ad un'assai più meritevole coppia portoricana.

Tony però, disgustato e non abituato a vincere competizioni di ballo senza merito, rifiuta il disonesto premio e lo consegna alla coppia portoricana, poi, realizzando che il suo fine è Stephanie, glielo dimostra brutalmente in auto, provando a violentarla, ma lei, più sobria ed avveduta, riesce a difendersi e fuggire via. Tony e gli amici, ormai ebbri, dopo aver stuprato la povera Annette in auto, mettono in atto la loro ennesima bravata sul Ponte di Verrazzano, facendo acrobazie tra cavi e piloni, ma qualcosa va storto e a farne le spese è Bobby, apparentemente il più equilibrato, ma emarginato per le sue origini portoricane, per il suo benessere economico e perché, nell'indifferenza generale, deve presto sposare la sua ragazza, che ha messo incinta e non è riuscito a far abortire (era rimasto inascoltato un suo tentativo di farsi aiutare da Frank, il fratello sacerdote di Tony, che a un certo punto aveva deciso di abbandonare la vita ecclesiastica). Tony assiste impotente alla morte del ragazzo, che precipita suicida nel fiume.

La tragedia porta il protagonista a rivedere il suo atteggiamento superficiale verso la vita, e così, abbandonata la combriccola e dopo una notte passata in metropolitana, raggiunge Stephanie a casa sua per scusarsi e per dirle di aver iniziato a cercare un nuovo impiego, e ottenendo da lei il perdono, a patto che si consolidi una sincera amicizia.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è tratto da una pseudo-inchiesta giornalistica di un quotidiano newyorkese sulla vita notturna delle comunità povere metropolitane, in contrapposizione alla vita mondana delle classi agiate di Manhattan, le serate fastose negli storici templi della disco music come lo Studio 54.
Le riprese si svolsero interamente a Brooklyn, nella zona sud-orientale della città presso il Ponte di Verrazzano, Bay Ridge, Sunset Park e in verie strade e luoghi della provincia, tra cui spicca il 2001 Odissey, il cui nome è rimasto invariato durante i lavori, tra luglio e agosto del 1977.

Ann ed Helen Travolta, rispettivamente sorella e madre di John, appaiono come comparse quali una ragazza di una pizzeria e la cliente del negozio di vernici. Il film segna l'esordio dell'attrice Fran Drescher, che recita nella piccola parte di Connie, una ragazza che il protagonista incontra nella discoteca; l'attrice diverrà poi famosa con la sitcom La tata.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film uscì nelle sale americane venerdì 16 dicembre 1977, una settimana dopo il disco contenente la colonna sonora che balzò subito al primo posto delle classifiche discografiche. In Italia, il film uscì il 13 marzo 1978[6].

L'Italia è stato il secondo Paese europeo in cui il film è stato distribuito, preceduto dalla prima londinese nel febbraio 1978.

Il film è stato distribuito nelle sale il 13 marzo dello stesso anno con il divieto ai minori di anni 14, mentre negli Stati Uniti è stato classificato con un parents guidance (con accompagnamento). Nel Regno Unito è stato invece vietato ai minori di 16 anni. In alcuni paesi asiatici è stato sottoposto al totale sequestro giudiziario.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il primo doppiaggio del film fu eseguito dalla DEFIS. Per il linguaggio e le situazioni non adatte ai minori, la versione italiana per le sale presenta una serie di tagli ed adattamenti di alcune scene e di alcuni dialoghi che altrimenti avrebbe procurato con ogni probabilità un divieto ai minori di anni 18, fatale per i fini di cassetta di quello che sarebbe stato un film di sicuro successo. Si menzioni la scena intima in auto tra Tony e Annette, i cui dialoghi differiscono nelle due versioni, ed un passaggio in discoteca, dove Tony chiede ad una sua amica di esibirsi in un numero di strip tease, eliminato nella versione per le sale italiane. Nella prima edizione il personaggio di Stephanie viene accreditato come Manga anziché come Mangano.

Una versione integrale con nuovo doppiaggio è stata resa disponibile in DVD nel 2002.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Saturday Night Fever venne accolto da recensioni e pareri positivi dalla maggior parte dei critici, molti dei quali lo definirono il film più bello dell'anno, nonché uno dei migliori degli Anni Settanta[7][8][9][10].
Secondo il sito Rotten Tomatoes, il film ha un indice di gradimento dell'88%, calcolato sulla base di 43 recensioni.[11] Metacritic gli assegnò invece un punteggio di 77 punti su 100, indicante "recensioni generalmente favorevoli" sulla base di critiche rilasciate da 7 recensori.[12] Nel 2004 il film è stato aggiunto nella lista dei "1000 Migliori film di tutti i tempi" stilata dalla rivista The New York Times[13], mentre nel 2010 è entrato di diritto all'interno della National Film Registry della Biblioteca del Congresso, che lo definì "storicamente e culturalmente significativo".

Il critico Gene Siskel del Chicago Sun-Times ha così descritto il film: "Un minuto all'interno di Saturday Night Fever può darvi un'idea degli eccessi e dell'energia della discoteca, e sapete bene a cosa mi riferisco". Siskel lodò anche l'"energetica" performance di Travolta: "Travolta sulla pista da ballo è come un pavone sotto delle anfetamine. Si esibisce come un pazzo".[14]

Pauline Kael, scrivendo per il The New Yorker, ha rilasciato nell'autunno del 1978 tale recensione: "Il modo in cui Saturday Night Fever è stato diretto e filmato è tale da farci sentire il ritmo della discoteca. Sono le migliori scene di ballo mai girate. E poi Travolta... Travolta è riuscito ad interpretare un personaggio incapace di mostrare una nota falsa; anche l'accento di Brooklyn suona impeccabile... Saturday Night Fever, a modo suo, ci trasmette qualcosa di romantico: hai bisogno di muoverti, di ballare, e puoi essere tutto quello che vuoi; e quando la musica finisce, diventi di nuovo normale."[15]

Incasso[modifica | modifica wikitesto]

Il film si è rivelato essere un grande successo al botteghino, rivelandosi uno dei film musicali con il maggior incasso dell'epoca, condiviso con il film del 1978 Grease, anch'esso interpretato da John Travolta al fianco di Olivia Newton-John.[16] La pellicolà incassò $94,213,182 negli Stati Uniti e $142,900,000 in altri territori, con un guadagno complessivo di $237,113,184 in tutto il mondo.[17]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Saturday Night Fever (colonna sonora).

La colonna sonora di Saturday Night Fever venne pubblicata il 10 dicembre del 1977, una settimana prima dell'uscita del film nelle sale cinematografiche.
L'album scalò immediatamente le classifiche musicali, fino a conquistare la vetta della Billboard 200 negli Stati Uniti d'America, dove rimase per ben 24 settimane consecutive, risultando il disco più venduto dell'anno in vari Paesi, tra cui l'Italia, Australia, Canada, Regno Unito, Germania e Svezia, occupando la prima posizione nelle classifiche di più di 30 nazioni. Le vendite del disco vennero incrementate non solo dal film, ma anche dai molti singoli estratti. Ne è un esempio il brano Stayin' Alive, oggi conosciuto come il più celebre dei Bee Gees, How Deep Is Your Love e Night Fever, diventate vere e proprie hit simbolo della disco music.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Stayin' Alive, Bee Gees, durata 4'45"
  2. How Deep Is Your Love, Bee Gees, 4'05"
  3. Night Fever, Bee Gees, 3'33"
  4. More Than a Woman, Tavares, 3'17"
  5. If I Can't Have You, Yvonne Elliman, 3'00"
  6. A Fifth of Beethoven, Walter Murphy, 3'03"
  7. More Than a Woman, Tavares, 3'17"
  8. Manhattan Skyline, David Shire, 4'44"
  9. Calypso Breakdown, Ralph MacDonald, 7'50" (non inserita nel film)
  10. Night on Disco Mountain, David Shire, 5'12"
  11. Open Sesame, Kool & the Gang, 4'01"
  12. Jive Talkin', Bee Gees, 3'43" (non inserita nel film)
  13. You Should Be Dancing, Bee Gees, 4'14"
  14. Boogie Shoes, KC and the Sunshine Band, 2'17"
  15. Salsation, David Shire, 3'50"
  16. K-Jee, MFSB, 4'13"[18]
  17. Disco Inferno, The Trammps, 10'51"

Opere derivate[modifica | modifica wikitesto]

Musical[modifica | modifica wikitesto]

Il Musical è stato prodotto in Italia da Planet Musical con la regia di M.R. Piparo e la partecipazione di Simone di Pasquale, Hoara Borselli, Stefano Masciarelli. Nella tarda stagione teatrale 2012 la Stage Entertainment ha prodotto una nuova versione italiana teatrale del musical La febbre del sabato sera al Teatro Nazionale di Milano.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

È stato girato un sequel, Staying Alive, film del 1983 diretto da Sylvester Stallone e con protagonista John Travolta.

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • In un episodio della contemporanea serie televisiva L'incredibile Hulk, appare il protagonista vagare per New York sotto le sembianze del mostro e si scorge un cinema con in programmazione il film.
  • Nel The Confessions Tour del 2006 la cantante Madonna ha omaggiato il film cantando la sua hit Music mixata con Disco Inferno di The Trammps vestita con un completo bianco come quello di Tony Manero.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Febbre del Sabato Sera: John Travolta nel film simbolo della disco music, blog.kijiji.it.
  2. ^ Soundtracks, imdb.com.
  3. ^ http://www.usatoday.com/life/music/news/2003-01-12-maurice-gibbs-obit_x.htm
  4. ^ ‘Empire Strakes back,’ ‘Sarurday Night Fever,’ ‘Airplane!’ And 22 more added to National Film, mtv.com.
  5. ^ Library of Congress Adds 25 Film Classics to Preservation Project, mashable.com.
  6. ^ (EN) La febbre del sabato sera, in Internet Movie Database, IMDb.com.
  7. ^ "Gene Siskel's Top Ten Lists 1969–1998", alumnus.caltech.edu.
  8. ^ "Greatest Films of 1977: "melodramatic, out-dated blockbuster", filmsite.org.
  9. ^ "The 10 Best Movies of 1977 – Movies", film.com.
  10. ^ "The Best Movies of 1977 by Rank", films101.com.
  11. ^ "Saturday Night Fever", Rotten Tomatoes.
  12. ^ "Saturday Night Fever", Metacritic.
  13. ^ "The Best 1,000 Movies Ever Made", The New York Times.
  14. ^ "Saturday Night Fever (1977)", rogerebert.suntimes.com.
  15. ^ "Critics' Corner – Saturday Night Fever", tcm.com.
  16. ^ "Grease", boxofficemojo.com.
  17. ^ "Saturday Night Fever", boxofficemojo.com.
  18. ^ moviesandtv historyguy, John Travolta in Saturday Night Fever, 12 maggio 2012. URL consultato il 14 agosto 2016.
  19. ^ (EN) Hollywood Blockbusters, Independent Films and Shorts Selected for 2010 National Film Registry, Library of Congress, 28 dicembre 2010. URL consultato il 2 gennaio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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