Alberto Cavallone

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Alberto Emilio Franco Cavallone (Milano, 28 agosto 1938Roma, 12 novembre 1997) è stato un regista e sceneggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce nel 1959 con il documentario, tuttora inedito, La sporca guerra;[1] gira poi nel 1964 con il film drammatico Lontano dagli occhi, a cui partecipa il jazzista Lino Patruno, che firma anche la colonna sonora. Nel 1969 esce Le salamandre, un erotico-poliziesco ambientato in Tunisia, storia di un amore saffico tra una modella nera e una fotografa bianca tra le quali si inserisce un medico francese.[2]

Nel 1970 esce Dal nostro inviato a Copenaghen, la storia di due marines che dopo aver combattuto in Vietnam si rifugiano a Copenaghen; uno fa il modello per fumetti pornografici, l'altro di fatto impazzisce e dopo un tentato omicidio viene affidato ai servizi sociali che tentano di sfruttare il suo caso come materia di studio. Dopo avere curato i dialoghi italiani di Esotica erotika psicotika, firma Zelda, un film erotico del 1974, con protagonista Maria Pia Luzi, in arte Jane Avril,[1] allora sua compagna. Sempre nel 1974 firma Quickly ...spari e baci a colazione, una pellicola a metà tra il poliziottesco ante litteram ed il noir.

Nel 1977 gira L'uomo, la donna e la bestia - Spell (Dolce mattatoio), ambientato nella periferia romana, mettendo in scena le storie di vari personaggi: un pittore e la sua pazza moglie, una giovane prostituta, un macellaio con moglie infelice e figlia incinta. Il precario equilibrio viene sconvolto dall'arrivo di un vagabondo, il tutto condito da un finale a sorpresa. Così ne saluta l'uscita in DVD il Corriere della Sera: “La follia devasta un paese di provincia. Il manifesto cita Max Ernst. Le immagini omaggiano Bataille e L'origine du monde di Courbet, che nel 1977 non conosceva nessuno."

Nel 1978 firma Blue Movie, la storia di un fotografo di modelle che decide di iniziare a fotografare solo oggetti inanimati; lo asseconda una modella (Dirce Funari) stanca della sua bellezza, che si lascia trattare da oggetto inanimato, e una segretaria (Leda Simonetti), sua complice. Nel 1980 il regista firma Blow Job, la storia di un uomo e di una donna che fuggono da un albergo, si trovano in un ippodromo dove incontrano una strega, che li condurrà ad un castello dove le loro identità si confonderanno in un gioco di specchi con accenti horror. Nello stesso anno arriva La gemella erotica, un film che Cavallone lasciò a metà; la storia narra di due gemelle uguali d'aspetto ma di diversa moralità. Poco erotico, a dispetto del titolo, è generalmente considerato un film poco riuscito.[senza fonte] Nel 1983 il regista firma I padroni del mondo girato a Gran Canaria.

I film scomparsi[modifica | modifica wikitesto]

Cavallone ha girato anche un film che non è mai uscito nelle sale. La rivista cinematografica Nocturno ha fornito diversi dettagli nel tempo sul film, intervistando persone presenti sul set e ricostruendo le vicende produttive della pellicola. Il titolo del film era Maldoror, noto anche come Scava in fondo all'amore.[3] Del film attualmente rimangono solo alcune foto di scena, conservate e pubblicate da Nocturno.

Girato e montato in Turchia nel 1975, le testimonianze di attori e tecnici danno quasi per certo che in Turchia ci sia stata anche l'unica proiezione della pellicola. La sua scomparsa è stata forse dovuta a problemi economici del distributore o del produttore. Tra le scene presenti nella pellicola: una processione con crocifisso fallico, una ragazza che viene partorita da una mucca tra sangue e carne, un bimbo che esplode ingozzandosi di merendine, un matrimonio con parroco che taglia le lingue degli sposi al momento della comunione.[4]

Scrive il critico cinematografico di Nocturno Davide Pulici: (...) Di Maldoror volevo persino dare - e alla fine ho dato - a questo speciale l'identica impalcatura narrativa, con una prima parte “caotica” e “anarchica”, in cui si trascorresse da un argomento all'altro, da un tema all'altro, semplicemente seguendo il criterio dell'associazione di idee più libera e smarrendo volontariamente quel filo logico senza il quale - per usare una citazione di Juan Caramuel che Alberto avrebbe apprezzato, ne sono certo - “si corre il rischio di andare errando per non tornare mai alla luce”. E con una seconda parte, invece, piana, asciutta, secca ed essenziale ai limiti dell'astratto e dell'ascetico, caratterizzata in questo caso da un piccolo dizionario che in un primo momento avevo persino almanaccato di pubblicare senza alcuna immagine a corredo. Adesso ci arriviamo, all'odio... Dunque, qualche tempo fa, una congiuntura favorevole aveva fatto sì che il recupero del film “perduto” di Alberto cominciasse a non apparire più una cosa tanto implausibile. In buona sostanza, si era giunti a identificare dove giacerebbero - brutto verbo, in latino lo si utilizza per indicare i morti, i cadaveri - dei non meglio precisati materiali di Maldoror. La composizione di questo dossier è quindi proceduta, in me, nel corso degli ultimi mesi, con la parallela speranza - l'utopia - di poter finalmente annunciare che l'opera di Cavallone ancora esisteva e che forse sarebbe stato possibile, presto o tardi, capire se i racconti dei pochi elù che all'epoca ebbero modo di vedere il film, avessero o meno ragione nel definirlo un capolavoro. Il capolavoro di Alberto Cavallone...”.

Un film a lungo ritenuto perduto ma recentemente ritrovato è invece Afrika (1973), una storia di omosessualità e violenza[5].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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