Tommaso Labranca

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Tommaso Labranca nel 2012

Tommaso Labranca (Milano, 18 febbraio 1962Pantigliate, 29 agosto 2016[1]) è stato uno scrittore, autore televisivo, conduttore radiofonico, editore e intellettuale[2][3] italiano.

Inizia l'attività letteraria negli anni ottanta, come traduttore e autore di fanzine, per poi ottenere successo con i libri Andy Warhol era un coatto ed Estasi del pecoreccio. Diviene poi anche autore di programmi televisivi (come Anima mia) e conduttore radiofonico.[1][2][3][4]

Prese le distanze dalle sue iniziali teorizzazioni che riteneva essere state fraintese,[5] negli anni duemila scrive saggi e romanzi che, attraverso uno stile personale, ironico e intelligente, formulano approfondite analisi della società contemporanea, facendo di lui un intellettuale atipico, in conflitto con i conformismi culturali della sua epoca.[1][2][3][4]

Durante la sua attività ha utilizzato svariati pseudonimi, per la realizzazione di scritti o progetti musicali, tra i quali T-La[6], EUR,[7] Santi Bailor,[7] Ansi Sæmur.[8] Nel 1987 ha inoltre dato vita al progetto musicale Liberticide, con il quale ha realizzato una musicassetta e ha partecipato ad alcune compilation.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Tommaso Labranca nasce alla Clinica Regina Elena di Milano il 18 febbraio 1962, alle ore 9:45. I genitori sono una coppia di immigrati pugliesi, il padre di professione fa il gommista e la madre è una casalinga, giunti a Milano nel 1959 dove trovano alloggio nei pressi di Porta Romana[9] per poi trasferirsi, negli anni ottanta, a Pantigliate.[10] Dopo le medie, frequenta brevemente un istituto tecnico per odontotecnico, al quale viene iscritto dai genitori, ma dopo tre mesi gli insegnanti ne segnalano la totale inadeguatezza all'indirizzo professionale.[10] Si iscrive quindi all'Oxford Institute di Milano e successivamente a questo frequenta un corso per interpreti e traduttori.[10] Tommaso Labranca conosceva bene inglese e tedesco, oltre a un livello inferiore francese e russo, interessandosi negli ultimi tempi anche all'esperanto, orientandosi quindi successivamente sull'attività di traduttore.[10] Il suo primo lavoro è per una rivista di arredamento per ufficio, che gli permette di apprendere il lavoro di redazione.[9] Successivamente trova impiego come traduttore presso una service editoriale che lavora per la De Agostini, traducendo buona parte delle voci dell'Enciclopedia del cane e dell'Enciclopedia della pesca.[11]

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta Tommaso Labranca fonda insieme a A. Daniele Iannotti il progetto multimediale (e associazione culturale) La Misère Provoque Le Génie che si occupa di musica, letteratura, fotografia e grafica e di cui fanno parte anche altri personaggi del milanese.[12][13] Labranca pensa anche il logo dell'associazione, preceduto da una chiocciola, che viene a formare così il nome @lamisereprovoquelegenie.[13] Con il collettivo organizza mostre e iniziative, con il sostegno, tra gli altri, del Comune di Peschiera Borromeo. La Misère Provoque Le Génie diventa anche un'etichetta editoriale e discografica con cui vengono pubblicati libri, fanzine e musicassette.[12] Il gruppo ha come organo di stampa la rivista Artecrazia Italiana, di cui però esce un solo numero, mentre un secondo viene progettato ma non viene pubblicato a causa dello scioglimento del collettivo.[13] Altre filiazioni del gruppo sono inoltre il progetto EUR, dedicato all'architettura italiana dagli anni quaranta agli anni ottanta, e la collana di libri La Contemplazione del Lago.[13]

Tra le musicassette pubblicate dall'etichetta La Misère Provoque Le Génie, figurano l'album dei Liberticide Lo spirito dei tempi, di cui Labranca cura la produzione e che viene distribuita da ADN, e l'album omonimo di Tito Turbina Tastierista Futurista. I Liberticide in particolare sono un progetto musicale di A. Daniele Iannotti (autore anche di tutte le musiche e che appare come Janesz Daniele Ade) che prende vita nel 1987 all'interno del gruppo La Misère Provoque Le Génie e che vede il contributo nelle traduzioni dei testi e della supervisione artistica dello stesso Tommaso Labranca e la partecipazione di Tito Turbina Tastierista Futurista in qualità di tastierista. I Liberticide partecipano inoltre ad alcune compilation di genere new wave, tra cui: L'ultima insonnia, Buio ignoto, Rosa d'autunno, Fi-Mi (Firenze-Milano) Ligne de merde e Chiaro scuri.[14]

Tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta, Tommaso Labranca realizza una serie di musicassette autoprodotte utilizzando prevalentemente lo pseudonimo Santi Bailor[N 1] creando brani con un campionatore e utilizzando dei cut-up.[15] Prima di queste musicassette è Tecnomonumentalità, distribuita con lo pseudonimo di EUR.[15] Ritorna dopo anni a sfruttare questa tecnica mista per realizzare nel 2000 a nome Santi Bailor il CD singolo La guerra, che presenta cinque differenti versioni di un brano in cui campiona una frase di Ugo Tognazzi tratta dal film Venga a prendere il caffè da noi.[15]

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni novanta Labranca scrive per numerose testate, tra le quali: King, Max, Acid Jazz, FilmTv (dove cura la rubrica fissa Collateral), Libero.

Nel marzo 1991 Tommaso Labranca espone presso la Biblioteca via Primo Maggio di Mombretto di Mediglia una serie di fotografie.[12] La mostra prende il titolo di Nubigenia. Scoperta e repentina scomparsa di un continente supernubilare.[12] Contestualmente viene redatto da Labranca un libretto avente il medesimo titolo e contenente i testi a commento delle immagini esposte, il libretto accompagna il percorso della mostra e va consultato durante la visione delle fotografie.[12]

Negli anni novanta inizia a interessarsi al fenomeno del trash. Dal 1992 al 1994 pubblica la fanzine Trashaware e le autoproduzioni Agiografie non autorizzate, nel 1992, e Giovani salmoni del Trash, nel 1993, che in seguito verranno riunite nel libro Andy Warhol era un coatto. Vivere e capire il trash, pubblicato da Castelvecchi. Raggiunge infatti la notorietà nel 1994 grazie ai primi libri pubblicati da Castelvecchi dedicati all'analisi di tendenze della società contemporanea, come la fenomenologia del trash (dal quale comunque prenderà successivamente le distanze a causa delle derive del termine, che finirà per assumere significati e utilizzi molto lontani da quelli assegnatogli da Labranca), il "cialtronismo" o la vita delle periferie urbane. Visto il successo del primo libro, Castelvecchi chiede a Labranca di preparare un secondo volume in tempi rapidi, cosa che fa assemblando principalmente scritti tratti da Trashaware e realizzando così Estasi del pecoreccio, pubblicato nel 1995.[16] Ma questo secondo volume è anche quello meno amato da Labranca di tutta la sua opera, un volume che non riconosce, dato che alcuni pezzi furono aggiunti dall'editore a sua insaputa, causandogli anche problemi con alcune persone citate nel libro.[16][17] Nel 1996 Castelvecchi pubblica un esperimento di "letteratura campionata", applicando alla letteratura lo stesso criterio della musica remixata: alcuni scritti di Labranca vengono riscritti da una ventina di autori raccolti nel volume Labranca Remix.

Oltre a occuparsi di saggistica, nel 1995 Labranca inizia a pubblicare anche brevi racconti, prendendo parte all'antologia di racconti ispirati agli spot televisivi, curata da Matteo B. Bianchi, Kaori non sei unica. La prima antologia di letteratura spot, con il racconto Vizi privati, pubblici surgelati. Fanno seguito numerosi altri brevi scritti, spesso satirici e umoristici, contenuti in altre antologie. Nel 1998 prende parte a Il fagiano Jonathan Livingston. Manifesto contro la New Age, opera satirica sul fenomeno della New Age comprendente scritti anche, tra gli altri, di Niccolò Ammaniti, Massimo Bucchi, Bruno Gambarotta, Filippo La Porta e Aldo Nove, in cui Labranca compila un glossario della New Age.[18] Nel 2000 partecipa a Il Grande Libro della Playstation, curato da Roy Zinsenheim. Nel 2008, con lo scritto Eins + Eins ist Eins!, partecipa a Ho visto cose... Racconti dalla patria del design: dieci scrittori per dieci oggetti di culto, curato da Giorgio Vasta.

Nel 1997 unendosi al cantante Garbo e agli scrittori Aldo Nove, Isabella Santacroce, Niccolò Ammaniti, Tiziano Scarpa e altri scrittori "cannibali", Labranca dà vita alla corrente del Nevroromanticismo, un "movimento filosofico-letterario per esprimere l'inquietudine dell'esistenza" presto estinto, con il fine di scrivere un libro di racconti per accompagnare una sua uscita discografica.[5] In seguito prenderà le distanze dai "cannibali", corrente nella quale viene spesso annoverato malgrado non via abbia mai effettivamente fatto parte, che definirà come una "fuffa" e "una squallida operazione di marketing nata ai tavolini di una casa editrice che [...] non ha portato a nulla".[19][20]

Alla fine degli anni novanta, all'attività letteraria Labranca affianca una crescente attività di autore televisivo e dal 2006 anche quella di conduttore radiofonico. Nel 1997, grazi a Piero Galeotti, rimasto colpito dalla sua conoscenza della cultura pop che lo presenta al capostruttura della Rai Romano Frassa, Labranca diviene uno degli autori della trasmissione televisiva Anima mia, condotta da Fabio Fazio e Claudio Baglioni, trasmessa da Rai 2 tra il 24 gennaio e il 7 marzo, che si rivela un grande successo per la Rai di quegli anni.[21] Nella trasmissione Labranca gestisce un proprio siparietto in cui parla di oggetti degli anni settanta, tra i quali il copritelefono ricamato, lo Stereo8, la Cremidea Beccaro, ecc.[21]

Nel 1998, grazie all'interessamento di Tiziano Scarpa, la casa editrice Feltrinelli si dimostra inizialmente interessata a pubblicare il successivo saggio di Tommaso Labranca, Charlton Hescon, ma la casa editrice rinuncia temendo querele da parte delle personalità citate e criticate nel libro di Labranca.[22] Successivamente Severino Cesari e Paolo Repetti, che dirigevano la collana Stile Libero della Einaudi, decisero di pubblicare il libro, rieditandolo, nella loro collana, ma il volume non ebbe il successo sperato, vendendo meno di quanto si aspettava l'editore e così il tentativo di Scarpa di far pubblicare da Einaudi anche il successivo libro di Labranca fallisce e lo scrittore decide di tornare a pubblicare con Castelvecchi.[23]

Nell'autunno del 1999 Fabio Fazio tenta di bissare il successo di Anima mia, coinvolgendo Galeotti e Labranca come autori della trasmissione Ultimo valzer, che conduce nuovamente al fianco di Claudio Baglioni, ma la trasmissione si rivela un flop e Fazio abbandona la Rai per andare a La7, dove dovrebbero seguirlo anche Galeotti e Labranca per il successivo Fab Show, che però non verrà mai realizzato, dopodiché Fazio torna in Rai, ma senza Labranca.[24]

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2005/2006 su Play Radio, Tommaso Labranca conduce la trasmissione Plug & Play in compagnia di Lorenzo Campagnari. Per la stessa emittente radiofonica, nella stagione 2006/2007, conduce Il buono il brutto e il cattivo assieme a Luca Viscardi e Salvio Cianciabella e, sempre assieme a Viscardi, Paso Doble[25].

Nel 2007 dà vita al progetto Ultravoid, che Labranca definisce "uno sguardo senza fronzoli su di un mondo complesso" (a no-frills eye on a complex world) e consiste principalmente nel pubblicare quasi mensilmente contributi suoi e dei lettori (immagini o video), nel sito omonimo, che rappresentino il lineare e l'essenziale. L'autore aggiunge poche righe di descrizione. Spesso sono scorci di non-luoghi desolati, elementi di arredo dallo stile "distillato" e sintetico, con toni di colore che siano poco distanti dal bianco o dal grigio. Simbolo principe di questo progetto: la renna. Probabilmente da qui nasce quel sapore svuotato della metropoli che poi si rintraccia anche e soprattutto ne Il Piccolo isolazionista.

Qualche tempo prima dell'arrivo del suo 45º compleanno, nel 2007, avvia il progetto Novantadivisodue: provoca i numerosi lettori del suo sito a mandare un regalo virtuale, cioè a scattare una foto al dono che si vorrebbe fare a Labranca per il suo compleanno. I cinquanta doni preferiti riceveranno un kit di compleanno per festeggiamento a distanza, contenente vari accessori tra cui la candelina da spegnere e una compilation di musica dance su mini-CD firmata dall'autore.

Nel 2008 Labranca crea il personaggio di Ansi Sæmur, un progetto musicale filo-islandese in cui lo scrittore si esibisce per pochi intimi vestito di lana per richiamare finte origini islandesi. Durante queste performance suona un glockenspiel ed emette vocalizzi. Sul personaggio di Ansi Sæmur costruisce una finta biografia in cui lo fa figurare come un ex membro dei Sigur Rós abbandonato dai compagni su di un'isola sperduta con un glockenspiel, una scatola di biscotti Kex IKEA e una lettera che gli comunica di non temere che prima o poi qualcuno andrà a soccorrerlo.[8]

Sempre nel 2008 Labranca pubblica il suo primo romanzo, 78.08, nato da un articolo del mensile Max, commissionatogli per celebrare il trentennale del film La febbre del sabato sera.[6] Il libro narra infatti le avventure di un fantomatico Antonio Maniero, quasi omonimo dell'iconico protagonista della pellicola, le cui vicinissitudini nella realtà del 2008 offrono lo spunto per un confronto con la finzione del film del 1978.[6][26]

Nello stesso anno dà vita al progetto Appelsina in collaborazione con Fabio Zuffanti e costituito da un ciclo di Lieder recitati su un accompagnamento musicale.[27][28][29] I testi sono scritti da Tommaso Labranca, rielaborando parti prese da Il piccolo isolazionista e dal sito Ultravoid.[27][28]

Dal settembre del 2009, Tommaso Labranca pubblica settimanalmente un numero di Dvook - Il meglio della mia settimana, webzine in cui racconta un episodio particolarmente significativo accadutogli durante i sette giorni trascorsi. La webzine era disponibile sul sito omonimo.

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 organizza Una zampa più corta, un altro reading itinerante con Fabio Zuffanti.[30][31][29] Nel novembre dello stesso anno Tommaso Labranca dà il via al progetto Krill, che comprende iniziative, quali eventi, mostre e performance.[32]

Durante l'estate 2011 conduce il programma, di cui è anche ideatore e autore, La bella estate su Radio 24.[33]

Nel 2013, assieme a Luca Rossi, dà vita alla casa editrice 20090, dal codice di avviamento postale che li accomuna, con la quale pubblica i propri libri e i volumi di altri autori.[34] Tra i primi volumi pubblicati dalla neonata casa editrice figura Progetto Elvira. Dissezionando Il vedovo, un saggio sul film Il vedovo del 1959, diretto da Dino Risi. Nel 2015 la casa editrice 20090 e la Casa d'Arte Miller di Capolago, in Canton Ticino[N 2], danno vita unitamente alla rivista Tipografia Helvetica. La rivista, guidata da Labranca e composta utilizzando il carattere Helvetica, si propone di raccontare "di arte, autori, libri, musiche, immagini, eventi e oggetti posti fuori dal mainstream editoriale, obliati, mai esplosi, felici di essere di nicchia".[35]

Nel maggio del 2016, sempre per 20090, Labranca pubblica il saggio Vraghinaròda. Viaggio allucinante fra creatori, mediatori e fruitori dell'arte, incentrato sull'analisi del mondo dell'arte contemporanea. Nello stesso anno Labranca avrebbe dovuto iniziare una collaborazione con la rivista Linus, interrotta però dalla morte dello scrittore.[36] Il primo articolo previsto per la rivista, Impressioni di settembre, esce postumo nel numero di settembre dello stesso anno.

Tommaso Labranca viene a mancare improvvisamente, nella sua casa a Pantigliate, durante la notte del 29 agosto 2016, a causa di un infarto,[1][2][3][4] nonostante sui primi momenti si diffonda anche la voce, rivelatasi in seguito falsa, che si sia trattato di suicidio.[37]

Eventi successivi[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2016 esce postumo l'articolo Impressioni di settembre sul mensile Linus. [38] Nel gennaio del 2017 esce per Sperling & Kupfer, sempre postumo, il libro Un uomo che ha vissuto. Storie di tutti i miei giorni.[39][40] Opera incompiuta, contenente una biografia/intervista a Riccardo Fogli, iniziata da Tommaso Labranca nel 2016 nel corso del tour reunion L'ultima notte insieme dei Pooh[41] e in seguito completata da Luca Rossi.[40]

Nel dicembre del 2017 la casa editrice 20090 pubblica la raccolta di inediti Agosto oscuro. Il libro, curato da Luca Rossi e con una postfazione di Mariarosa Mancuso, raccoglie materiali inediti, facenti parte dell'ampia mole di scritti di Tommaso Labranca mai pubblicati ufficialmente, ma distribuiti personalmente dallo scrittore tramite autopubblicazioni, e-mail, blog ecc.[42]

Nel settembre 2020 la casa editrice 20090 pubblica la raccolta di "articoli alimentari" Neve in agosto Vol.1, che raccoglie articoli pubblicati da Tommaso Labranca su riviste e quotidiani tra il 2009 e il 2016. La raccolta esce nella collana newMiyagawa.[43]

Progetti (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Tommaso Labranca non si è limitato a scrivere, ma parte integrante della sua arte sono state iniziative, progetti paralleli e performance, che si sono svolte nel mondo reale quanto nella rete.

  • La Misère Provoque Le Génie (anno ottanta): gruppo multidisciplinare e casa editoriale e discografica.
  • Liberticide (1987): gruppo musicale che vede la partecipazione di Tommaso Labranca.
  • Santi Bailor (1988-2000): progetto musicale con il quale Labranca produce una serie di musicassette.
  • Nubigenia (1991): progetto multidisciplinare e mostra fotografica.
  • Trashaware (1992-1994): fanzine.
  • Nevroromanticismo (1997): "movimento filosofico-letterario per esprimere l'inquietudine dell'esistenza" di scrittori riuniti attorno al cantante Garbo.
  • Ultravoid (2007): "uno sguardo senza fronzoli su di un mondo complesso".
  • Novantadivisodue (2007): progetto collettivo iniziato in occasione del suo 45º compleanno.
  • Ansi Sæmur (2008): progetto musicale filo-islandese in cui lo scrittore si esibisce per pochi intimi vestito di lana per richiamare finte origini islandesi.[8]
  • Appelsina (2008): progetto di reading con Fabio Zuffanti.
  • Dvook (2009): webzine.
  • Una zampa più corta (2010): progetto di reading con Fabio Zuffanti.
  • Krill (2010): progetto multidisciplinare comprendente eventi, mostre e performance.
  • 20090 (2013): casa editrice.
  • Tipografia Helvetica (2015): rivista.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Autoproduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nubigenia. Scoperta e repentina scomparsa di un continente supernubilare, Biblioteca di Nombretto di Mediglia, 1991. Testi a commento dell'esibizione fotografica omonima
  • Tommaso Labranca, Nubigenia. Scoperta e repentina scomparsa di un continente supernubilare, Tommaso Labranca, agosto 2010.
  • Agiografie non autorizzate, 1992.
  • Giovani salmoni del trash, 1993.
  • Giovani Salmoni del trash 2.0.

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

Biografie[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Scarlini e Fulvio Paloscia, Star Trash. Le guerre stellari della spazzatura da Quasimodo a Celentano, Castelvecchi, 1995. ISBN 88-86232-39-X (presentazione)
  • Labranca remix. Il primo libro mondiale di letteratura campionata, Castelvecchi, 1996. ISBN 8886232977 (vari autori "campionano" e "scratchano" la scrittura di Labranca)
  • Lucas El Dié, Topolin Edizioni, 2008. (prefazione)

Riviste e quotidiani[modifica | modifica wikitesto]

  • Artecrazia: rivista di fine anni ottanta, organo del gruppo La Misère Provoque Le Génie.
  • Trashaware: fanzine autoprodotta nei primi anni novanta.
  • Leggere: nel 1995-1996 cura la rubrica di recensioni letterarie In guardia!
  • Village: cura la rubrica Trashandental sulla rivista nel 1996.
  • King: cura una rubrica durante gli anni novanta.
  • Max: ha pubblicato saltuariamente articoli.
  • Acid Jazz: cura la rubrica Late Night Cappuccino.
  • FilmTv: dal 2008 al luglio 2012 ha curato la rubrica fissa Collateral, poi Collateralini, ha scritto articoli saltuari e dal 2 giugno 2009 il miniromanzo d'appendice in 16 puntate Haiducii.
  • Libero: dal 19 agosto 2010 ha collaborato per le pagine culturali del quotidiano.
  • Tipografia Helvetica: dal 2015 al 2016.
  • Linus: dal 2016, il primo articolo è uscito postumo.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • L'altra edicola (Rai 2, 1996)
  • Anima mia (Rai 2, 1997) - autore e conduttore
  • Com'è (TELE+, 1997) - autore
  • Serenate (Rai 2, 1997) - autore
  • L'ultimo valzer (Rai 2 1999) - autore
  • Venezia in 30 minuti (TELE+, 2000) - autore
  • Fab Show (LA7, 2001) - autore
  • Trend (LA7, 2002) - autore
  • Nu Edge (MTV, 2003) - autore
  • Anni Novanta (Rete 4, 2004) - autore
  • Nu Edge 2 (MTV, 2004) - autore
  • Stelle a 4 zampe (Rai 2, 2004) - autore.
  • E!News (E!, 2004-2007) - autore
  • Galatea (Rai 2, 2005) - autore
  • One Shot Evolution (All Music, 2005) - autore
  • One Shot Evolution 2 (All Music, 2006) - autore
  • Andata e ritorno (Rai 2, 2007) - partecipazione
  • Buon Natale con Frate Indovino (Rai 1, 2009-2011) - autore
  • Gigi, questo sono io (Rai 1 e Rai Radio 1, 2010) - autore
  • Wikitaly - Censimento Italia (Rai 2, 2012) - autore

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Superstar (1981-1982)
  • Rete Tre della Radio Svizzera (1987-2006)
  • RadioTre Suite (1994-1997), su Rai Radio 3, interventi nei programmi di Stefano Disegni e Loredana Lipperini
  • Plug & Play (2005-2006), su Play Radio, partecipazione
  • Il buono, il brutto e il cattivo (2006-2007), su Play Radio, partecipazione
  • Paso Doble (2006-2007) su Play Radio, con Luca Viscardi
  • Diamonds Are For Eva su Storyville, Fahrenheit (2008), su Rai Radio 3, partecipazione
  • La bella estate (2011), su Radio 24, autore e conduttore
  • Il Laboratorio del Professor Odd (2016) su Radio Banda Larga, ideazione e partecipazione alle puntate 34, Italia Straniera, e 44, Vraghinaròda

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Solista[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

  • 1988 - Monumentalità (come EUR)
  • 1989 - L'azione catodica (come Sainti Bailor)
  • 1990 - Vacanze ciociare (come Sainti Bailor)
  • 1992 - Ad usum cretini (come Sainti Bailor)
  • 1992 - Colonna sonora originale del film "Samantha! Vergine nuda in un mondo tuttoporno" (Italia, 1972, col. sexy, v.m. 14) Critica:* Pubblico:* (come Sainti Bailor)
  • 1993 - Orchestra Spettacolo Giulia Villa e il suo Ninfeo (come Sainti Bailor)
  • 1993 - Divino Amore (come Sainti Bailor)
  • 2000 - La guerra (come Sainti Bailor)

Con i Liberticide[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

  • 1987 - Lo spirito dei tempi

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 1987 - AA.VV. L'ultima insonnia
  • 1987 - AA.VV. Rosa d'autunno
  • 1987 - AA.VV. Fi-Mi (Firenze-Milano) Ligne de merde
  • 1987 - AA.VV. Chiaro scuri
  • AA.VV. Buio ignoto

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel "Giardino della Vita" dell'Idroscalo di Milano è stato piantato un ciliegio giapponese (prunus serrulata) dedicato a Tommaso Labranca.
  • Nel febbraio 2019 la libreria personale di Tommaso Labranca, costituita da numerosi volumi riposti in alcuni Kallax Ikea di colore nero wengé e precedentemente ospitata nella sua casa di Pantigliate, viene esposta all'interno della nuova sede del Gruppo LEBA di Ivan Bonvini.[44]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative
  1. ^ Personaggio dell'ammerecano inventato da Alberto Sordi per il film Un giorno in pretura e successivamente meglio sviluppato in Un americano a Roma.
  2. ^ Nella stessa palazzina in cui nell'Ottocento aveva sede la Tipografia Elvetica, dove venivano stampati materiali rivoluzionari diffusi clandestinamente in Italia.
Fonti
  1. ^ a b c d Gianni Biondillo, So long, Tommaso, su Nazione Indiana, 29 agosto 2016.
  2. ^ a b c d Ernesto Assante, Tommaso Labranca, la lezione dell'intellettuale rock, su La Repubblica, 29 agosto 2016.
  3. ^ a b c d Daniele Bova, Addio allo scrittore Tommaso Labranca, esempio di intellettuale eclettico, su L'Unità, 29 agosto 2016. URL consultato il 27 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2016).
  4. ^ a b c Chi era Tommaso Labranca, su Il Post, 30 agosto 2016.
  5. ^ a b Marco Della Bruna, Due parole a proposito del «trash». Parla lo scrittore Tommaso Labranca: «Che cosa ci manca? La semplicità» (PDF), in Il Corriere del Ticino, 4 aprile 2007 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2007).
  6. ^ a b c Boris Borgato, 78.08, su Mangialibri. URL consultato il 16 aprile 2018.
  7. ^ a b Claudio Giunta, 2020, p. 19-20.
  8. ^ a b c Ansi Sæmur - The Voice of Island, su ansisaemur.com (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2008).
  9. ^ a b Fabio Casagrande Napolin, Intervista a Tommaso Labranca, su Estatica - Enciclopedia della musica italiana, 24 marzo 2014. URL consultato il 1º giugno 2020.
  10. ^ a b c d Claudio Giunta, 2020, pp. 12-13.
  11. ^ Claudio Giunta, 2002, p. 33.
  12. ^ a b c d e Tommaso Labranca, 2010.
  13. ^ a b c d 30 anni di grafica e pubblicità, su XL Comunicazione Grafica Pubblicità.
  14. ^ (ES) Liberticide, su Bumbablog.
  15. ^ a b c Claudio Giunta, 2002, p. 34.
  16. ^ a b Claudio Giunta, 2020, pp. 52-54.
  17. ^ Federico Russo, Interview (PDF), in Labrancoteque, n. 10, p. 19.
  18. ^ Francesco Erbani, Il pulp insorge contro la New Age, in la Repubblica, 23 maggio 1998. URL consultato il 16 aprile 2018.
  19. ^ Andrea Ialenti, Interview (PDF), in Labrancoteque, n. 14, p. 18.
  20. ^ Claudio Giunta, 2020, pp. 76-78.
  21. ^ a b Claudio Giunta, 2020, pp. 56-57.
  22. ^ Claudio Giunta, pp. 68, 75-85.
  23. ^ Claudio Giunta, 2020, pp. 75-85.
  24. ^ Claudio Giunta, 2020, p. 84.
  25. ^ Play Radio, su Radio e TV Libere. URL consultato il 17 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2017).
  26. ^ Tommaso Labranca, 78.08 Excelsior 1881, su Rai. URL consultato il 16 aprile 2018.
  27. ^ a b Anto, Tommaso Labranca - Appelsina, su Anton's Buble, Typepad, 9 febbraio 2016. URL consultato il 1º giugno 2020.
  28. ^ a b Zuffanti, su Narkive - Newsgroup Archive. URL consultato il 1º giugno 2020.
  29. ^ a b Fabio Zuffanti - Il factotum del neo-prog italiano, su Ondarock. URL consultato il 1º giugno 2020.
  30. ^ Una zampa più corta, su Myspace (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2016).
  31. ^ Anto, Tommaso Labranca - Una zampa più corta, su Anton's Buble, Tipepad, 30 agosto 2016. URL consultato il 1º giugno 2020.
  32. ^ Krill, su krill.me.uk (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2011).
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