La riffa

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La riffa
La riffa - film.png
Titolo originaleLa riffa
Paese di produzioneItalia
Anno1991
Durata93 min
Generecommedia, drammatico
RegiaFrancesco Laudadio
SoggettoFrancesco Laudadio
SceneggiaturaFrancesco Laudadio
ProduttoreGiuseppe Perugia per Artisti Associati
Distribuzione in italianoArtisti Associati
FotografiaCristiano Pogany
MontaggioUgo De Rossi
MusicheAntonio Di Pofi
ScenografiaLivia Borgognoni
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

La riffa è un film del 1991 di Francesco Laudadio, il primo completo girato dal regista che ha curato anche soggetto e sceneggiatura.

Questo film segna l'esordio sul grande schermo di Monica Bellucci, all'epoca famosa come modella, tanto che il manifesto oltre al titolo ed al suo nome contiene la dicitura: "Aveva perso tutto, tranne il suo corpo".[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Bari. Francesca, signora bella, ricca ed elegante, rimane vedova con una figlia e un mucchio di debiti lasciati dal marito Maurizio, di cui scopre anche i tradimenti. Su consiglio di Cesare, amico oltre che avvocato, la donna si disfa poco a poco di una villa in riva al mare, di mobili, pellicce e gioielli, nonché della imbarcazione (che Cesare compra), così da saldare almeno un anno di fitto arretrato e la retta dell'esclusiva scuola della piccola Giulia. Non vi sono per lei prospettive di lavoro e una, offertale dal marito di un'amica, fallisce sul nascere per la intraprendenza di costui verso la seducente, nuova commessa.

Francesca allora, d'accordo con l'amico avvocato, decide d'indire una riffa dove lei sarà il premio. Un notaio visiona i termini dell'accordo: i partecipanti saranno solo venti e pagheranno 100.000.000 di lire a testa. Il vincitore avrà diritto a convivere con lei per quattro anni e potrà chiedere ciò che vuole. I partecipanti abbondano, tutti amici del marito e l'avvocato stesso sarà uno di loro. Un giorno, Francesca investe con l'automobile un giovane, Antonio, con cui ha poi un rapporto d'amore. Questi sembra conoscere i contenuti della riffa e, malgrado proclami la sua passione amorosa, sarebbe disposto a che lei sia goduta dal vincitore, continuando con la donna incontri segreti. In realtà lo squattrinato giovanotto mira nel tempo a beneficiare del capitale, in natura e in rendita.

Pochi giorni prima dell'estrazione arriva tuttavia un esposto alla procura. Lo studio dell'avvocato viene perquisito, e si profila uno scandalo che potrebbe scuotere la buona società locale. Francesca davanti alla polizia non smentisce la storia della riffa ma afferma che il premio è costituito in realtà dall'imbarcazione acquistata da Cesare e che tutti, amici e amiche, si sono mobilitati per aiutare lei e la bambina. Il Commissario, per non creare scandalo, accetta questa versione dei fatti, dopo di che Francesca prende un aereo e se ne va per sempre: incasserà con comodo i venti assegni da cento milioni.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Laudadio gira questo film quasi per intero nella sua città di adozione (nato a Mola di Bari, da piccolo si era trasferito a Bari con il fratello Felice) con la maggior parte delle scene all'Hotel Villa Romanazzi Carducci. Il film offre inquadrature del Castello Svevo, del lungomare della città nuova e della città vecchia, del Circolo della Vela, del Circolo Unione (nello stabile del Teatro Petruzzelli), del palazzo de La Gazzetta del Mezzogiorno, dell'Aeroporto di Palese e del glorioso Palazzo Mincuzzi (In questo negozio la Bellucci fa la parte della commessa e Gianni Roman recita nel ruolo di titolare).

Le uniche scene fuori città sono girate a San Vito, località di Polignano a mare (antica Abbazia e porticciolo) e alcune sequenze a Ruvo di Puglia.

Da segnalare che la giornalista Susanna Napolitano è assistente alla regia.[2]

Primo film per Monica Bellucci, doppiata per l'occasione dalla professionista Laura Boccanera (voce abituale di importanti attrici americane, come Jodie Foster e Julia Roberts).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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