Yuppies 2

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Yuppies 2
Yuppies 2 titoli.jpg
Logo dai titoli di testa del film
Paese di produzioneItalia
Anno1986
Durata96 min
Generecommedia
RegiaEnrico Oldoini
SoggettoCarlo Vanzina, Enrico Vanzina, Enrico Oldoini
SceneggiaturaLiliana Betti, Enrico Oldoini
ProduttoreLuigi De Laurentiis, Aurelio De Laurentiis
Casa di produzioneFilmauro
FotografiaSergio D'Offizi
MontaggioRaimondo Crociani
MusicheManuel De Sica
ScenografiaMario Chiari
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Yuppies 2 è un film del 1986 diretto da Enrico Oldoini ed interpretato da Jerry Calà, Christian De Sica, Massimo Boldi ed Ezio Greggio. Si tratta del sequel liberamente ispirato di Yuppies - I giovani di successo diretto da Carlo Vanzina nello stesso anno, in quanto ripropone gli stessi protagonisti del primo capitolo applicando però diversi cambiamenti alla continuity della storia.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Continuano le avventure degli yuppies milanesi sempre impeccabili nel vestire, di casa in Via Monte Napoleone o al Nepentha e vincenti sul lavoro, un po' meno nella vita privata. Giacomo e Margherita sono una giovane coppia di sposi a capo di una loro agenzia pubblicitaria, ma con un piccolo problema: la donna vuole disperatamente un figlio e sottopone il marito ad uno spietato regime sessuale per ottenerlo.

A sconvolgere la loro relazione arriva una fotomodella, Anna, amica d'infanzia di Giacomo, che tenterà invano di sedurlo: la ragazza, infatti, si dichiara psicologicamente bloccata con gli uomini poiché sin da quando era piccola sognava di fare l'amore con Giacomo, e il suo psicanalista le ha detto che per sbloccarsi deve copulare con lui. Dopo numerosi tentativi ci riuscirà solo quando Giacomo sarà completamente ubriaco (tanto da pensare di star concependo un figlio con la moglie): finalmente libera dalla sua ossessione e felice per il fatto che Giacomo sia così innamorato della moglie, Anna ritornerà negli Stati Uniti, mentre Margherita annuncia a Giacomo di essere incinta, e la coppia continua felicemente la propria storia.

Lorenzo, cacciato di casa dalla moglie, deve rassegnarsi a vivere assieme a Sandro, alle prese con la sua ennesima conquista, l'atleta sovietica Irina. Quest'ultima continua a mandare in bianco il dentista e a non dargli nemmeno un bacio, anzi, è proprio Lorenzo a fare colpo su di lei, anche perché parla il russo mentre Sandro non riesce a capire niente di ciò che lei dice. Lorenzo cerca in ogni modo di conquistare la moglie, senza alcun successo. Alla fine, dopo essere andato a letto con Irina e aver litigato per questo con Sandro, Lorenzo riesce finalmente a superare la depressione e con rinnovata determinazione riesce a riconquistare la moglie, anche se in modo rocambolesco: arriva fino a casa, vi fa irruzione, stende il domestico con un pugno e lo sbatte fuori di casa con la suocera, e poi si dedica al compiacimento della moglie, riscoprendo il piacere del sesso che tanto mancava nel loro rapporto.

Willy, nuovamente alla ricerca di una donna facoltosa che possa finalmente portarlo ad avere la vita lussuosa che ha sempre desiderato, vuole avvicinarsi alla contessa Isabella Barattini Tenti, manager a capo di un impero finanziario; dopo una burla degli amici, che ingaggiano la sosia Gina per fargli uno scherzo, Willy riesce a far breccia nel cuore della "Regina della Borsa" con una truffa molto spregiudicata (pubblicherà le foto del suo amplesso con la sosia, spacciandola per la nobildonna) e i due si sposano.

Alla fine i quattro amici si ritrovano in volo per Roma, dove li attende un clamoroso e delicato business: rendere una loro automobile la vettura ufficiale del papa. Approfittando della straordinaria somiglianza tra Lorenzo e sua sorella, una suora molto apprezzata da Papa Giovanni Paolo II, riusciranno ad ottenere un'udienza in Vaticano, ma alla fine saranno inevitabilmente smascherati dal Pontefice e costretti a scappare.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La produzione del film iniziò a seguito del successo ottenuto da Yuppies - I giovani di successo pochi mesi prima.[2] La regia della pellicola venne affidata ad Enrico Oldoini, tuttavia i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, che avevano curato regia e sceneggiatura del primo capitolo, ne risultano tra i soggettisti.[1] La scelta del cambio del regista innescò diversi rumors, i quali sostenevano che Enrico Oldoini fosse stato chiamato a sostituire Vanzina per via di divergenze creative tra quest'ultimo ed il produttore Aurelio De Laurentiis. La smentita arrivò però da parte dello stesso Oldoini, che affermò di essere stato interpellato fin da subito per firmare la sceneggiatura e la regia del film.[3]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

I protagonisti del film rimangono sempre Massimo Boldi, Jerry Calà, Christian De Sica ed Ezio Greggio, ma con sottili differenze rispetto alla pellicola precedente. Nella parte delle co-protagoniste ritroviamo Federica Moro, che stavolta viene affiancata da Athina Cenci.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato a Roma, a Milano e in Sardegna tra l'ottobre e il novembre 1986, ed è costato circa quattro miliardi di lire.[3]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incasso[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola uscì nelle sale il 23 dicembre 1986 ed ottenne un enorme successo al botteghino, con un introito di quattordici miliardi di lire che riuscì ad eguagliare quello del suo predecessore[4], classificandosi inoltre come il film italiano più visto della stagione cinematografica 1986-1987 in Italia[5].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il grande successo commerciale e la calorosa accoglienza del pubblico[4], il film venne stroncato ancor più nettamente dalla critica rispetto al suo predecessore. Magazine tv scrisse: "Rispetto all'originale di Vanzina, sparisce del tutto il sottofondo sociale e restano soltanto i meccanismi della commedia. Così passa anche la voglia di ridere.". La rivista Segnalazioni cinematografiche lo stroncò ancor maggiormente, scrivendo: "Non c'è in tutto il film un solo lampo di talento, né lo scintillio di una sola battuta. È il trionfo del cattivo gusto. È un film noioso insipido e soprattutto idiota.".[6].

Più nello specifico andò Vittorio Guslandi per il periodico Ciak, si gira!, che ne sottolineo la ripetitività e ne apprezzò principalmente le interpretazioni degli attori:

«[...] Con tutto ciò bisogna però osservare che il pubblico sembra gradire, forse per la ripetitività di situazioni e personaggi che, alla loro prima uscita, erano risultati vincenti. Se il critico piange, quindi, o quantomeno rimane perplesso, il botteghino ride. (...) Se il primo capitolo, diretto da Carlo Vanzina, tentava una pallida satira sociologica, il secondo, nelle mani di Enrico Oldoini, si rivela un parente povero di Amici Miei, disperdendosi in episodi ora riusciti ora no. (...) Il risultato finale è un film che vive sulle performance dei quattro attori e che grazie alla loro carica di simpatia evita una faccia scura. Un regalo di Natale non entusiasmante, ma che comunque trova un suo posticino sotto all'albero.[7]»

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film contiene numerose hit dell'anno 1986. La sigla di apertura è Looking for Love di Tom Hooker. Le musiche originali sono di Manuel De Sica, fratello maggiore di Christian.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Looking for Love - Tom Hooker
  2. Easy Lady - Ivana Spagna
  3. Dancin' On The Ceiling - Lionel Richie
  4. Spirit In The Sky - Doctor & the Medics
  5. Greatest Love of All - Whitney Houston
  6. Hi! Hi! Hi! - Sandra
  7. L Is For Lover - Al Jarreau
  8. Every Beat Of My Heart - Rod Stewart
  9. Don't Leave Me This Way - The Communards
  10. Girls And Boys - Prince & The Revolution
  11. I Can't Wait - Nu Shooz
  12. What's The Color Of Money - Hollywood Beyond

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni sono stati numerosissimi i fan che hanno richiesto un ulteriore terzo capitolo del film, tanto che Massimo Boldi, Ezio Greggio e di recente anche Jerry Calà hanno dato la loro benedizione al progetto.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b I magnifici quattordici, in La Stampa, 13 dicembre 1986, p. 21.
  2. ^ Marco Bertolino e Ettore Ridola, Massimo Boldi & Christian De Sica, Roma, Gremese, 2005, ISBN 88-8440-358-8.
  3. ^ a b Giuseppe Manin, "Yuppies" al raddoppio, in Corriere della sera, 20 ottobre 1986. URL consultato il 29 maggio 2017.
  4. ^ a b Stefano Pettinati, I nostri poveri yuppies valgono 14 miliardi, in Stampa Sera, 26 gennaio 1987, p. 6.
  5. ^ Hit Parade Italia 1986-1987, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato il 29 maggio 2017.
  6. ^ Yuppies, scheda del film, su www.comingsoon.it. URL consultato il 29 maggio 2017.
  7. ^ Roberto Chiti e Roberto Poppi, Dizionario del cinema italiano, Gremese Editore, 1991, p. 328, ISBN 9788877424297.
  8. ^ Davide Di Santo, Jerry Calà: "Sognavo di fare film d'autore ma la vera libidine è Yuppies 3", in Il Tempo, 8 maggio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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