Sacello di San Vittore in ciel d'oro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 45°27′44.07″N 9°10′31.42″E / 45.462241°N 9.175395°E45.462241; 9.175395

Mosaici di San Vittore in Ciel d'oro, Basilica di Sant'Ambrogio, Milano

Il sacello o cappella di San Vittore in ciel d'oro è una cappella paleocristiana che si trova all'interno della basilica di Sant'Ambrogio a Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ospita la salma di san Vittore il Moro ed è stato voluto dal vescovo Materno nela prima metà del IV secolo. È precedente alla basilica di Sant'Ambrogio di Milano. Vittore era un soldato di stanza a Milano per conto dell'imperatore Massimiano che lo punì per non aver rinunciato alla sua fede cristiana. Accanto al corpo del martire Sant'Ambrogio farà seppellire quello del fratello San Satiro.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La volta del sacello è interamente in oro. Al centro il ritratto di Vittore, in corrispondenza della sua tomba, è circondato da una corona di spighe (estate) e frutti (autunno) simboli pagani del succedersi delle stagioni e quindi dell'eternità. Sui muri laterali della cupola sono raffigurati per intero sei santi: Protasio e Gervasio, i vescovi milanesi Ambrogio e Materno, i martiri Nabore e Felice. Ambrogio è rappresentato in abiti civili. Pur non avendo l'aureola, a differenza degli altri santi, ha tessere più chiare intorno al capo. Alla base della cupola coppie di colombe con ventiquattro piccoli cammei raffiguranti figure intere di santi.

Nella cupola emerge una accettazione completa della superficie sferica ma nel contempo questa viene smaterializzata, soffusa di luce ed il santo collocato in una sfera dorata sembra appartenere ad un altro mondo.

Sulla datazione dei mosaici del sacello si è molto discusso. Verdelli sostiene che la volta sia precedente rispetto ai mosaici delle pareti, causa la rigidità stilistica che caratterizza i santi laterali rispetto al ritratto del martire nella cupola. Questo criterio risulta però poco valido se si considera che in un composizione possano intervenire diverse maestranze.

Julian McKie afferma invece che i mosaici delle pareti sono di poco posteriori alla morte di Ambrogio in quanto il suo ritratto non è corredato dall'aureola né dall'epiteto sanctus. I monogrammi criptici di Cristo presenti nel ritratto di Vittore indicherebbero un periodo precedente all'anno 313 per quanto riguarda la cupola in quanto questi simboli erano utilizzati dai cristiani quando il loro culto non era ancora stato liberalizzato.

Ultimamente gli studiosi si sono orientati su una datazione più tarda, intorno alla seconda metà del V secolo, soprattutto sulla base di confronti stilistici con i mosaici ravennati di periodi diversi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]