Morivione
Morivione (Morivion in dialetto milanese, AFI: [muriˈviũː]) è un quartiere [1] di Milano sito nella parte meridionale della città, appartenente al Municipio 5 e al NIL n. 37 "Morivione". [2]
In precedenza borgo rurale facente parte dei Corpi Santi di Milano, venne annesso al comune di Milano nel 1873.
Il quartiere è noto per essere stato, in passato, la zona in cui i milanesi andavano a festeggiare San Giorgio, il 23 aprile di ogni anno, tradizionalmente bevendo latte e mangiando il pan meino (pane di miglio dolce, in dialetto pan de mej).[3]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'antico borgo di Morivione si sviluppava attorno all'omonima cascina, con annessa cappella, che si trovava al numero 5 dell'attuale via Corrado il Salico, all'incrocio con via Verro. È qui che secondo la tradizione sarebbe morto nel 1339 il temibile Vione, un uomo sanguinario a capo di un gruppo di banditi, che sarebbe stato ucciso dai lancieri del Duca di Milano (probabilmente Azzone Visconti). Nel luogo in cui si riteneva che questi fosse deceduto, sarebbe stata posta una pietra, sulla quale era scritto «Qui morì Vione», da cui sarebbe poi derivato il nome della località.[3]
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Il quartiere di Morivione è lambito a nord dalla circonvallazione esterna (della 90/91) ed è attraversato, da nord a sud, dall'asse Via Bazzi-Via Ferrari, dal tratto iniziale della strada provinciale 412 della Val Tidone che collega Milano al Passo del Penice (ufficialmente la denominazione di strada provinciale comincia presso il confine con il comune di Opera).
Varie linee di autobus, di filobus e una tram (in particolare, la cosiddetta Metrotramvia Sud), gestite da ATM, collegano Morivione ai quartieri limitrofi e al centro di Milano.
Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) del 2015, presentato dal comune di Milano, avanzava l'ipotesi della costruzione di nuove stazioni ferroviarie lungo la cintura ferroviaria, tra cui, la stazione di Tibaldi.[4] La stazione è poi stata effettivamente realizzata e attivata nel dicembre 2022.[5]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Nel Comune di Milano, a differenza di quanto avviene per altre grandi città, (ad esempio Roma) il termine “quartiere” non ha attualmente un preciso significato amministrativo. Nel Medioevo e fino all’Ottocento, Milano, che ha una pianta circolare, prima delimitata dalla cerchia dei Navigli, poi dalle Mura spagnole, era ufficialmente divisa in Sestieri, ciascuno a forma di spicchio, corrispondenti alla sei antiche porte che si aprivano nelle mura. Oggi, invece, a Milano il termine “quartiere” viene usato nel linguaggio comune per indicare - approssimativamente - una zona cittadina che di solito ha confini non perimetrati ufficialmente e quindi mutevoli, anche nel tempo. Nel secondo dopoguerra il Comune ha suddiviso la città in venti zone, poi ridotte a nove, ciascuna denominata “Municipio”. Dal 2017 (Delibera di Consiglio comunale n. 35 del 13/03/2017) all'interno dei 9 Municipi, il Comune ha definito un’ulteriore suddivisione in 88 zone più piccole, perimetrate, dette “NIL” (Nuclei di Identità Locale), anche al fine di definire/perimetrare/denominare/numerare le zone cittadine finora dette “quartieri”.
- ↑ I NIL (Nuclei di Identità Locale) corrispondono alle “unità minime di programmazione” previste all'interno del PGT (Piano Governo del Territorio) del Comune di Milano. Vedi mappa e altre informazioni sui NIL in: https://geoportale.comune.milano.it/portal/apps/webappviewer/index.html?id=e52d990fec5f4fe38b2a4f7d2385962a
- 1 2 Alla ricerca dei tesori di MORIVIONE, il quartiere dei banditi, su milanocittastato.it. URL consultato il 26 febbraio 2022.
- ↑ Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PDF), su download.comune.milano.it. URL consultato il 17 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2017).
- ↑ Rigenerazione urbana. Tibaldi, inaugurata la prima stazione verde e accessibile al servizio dei viaggiatori e del quartiere, su Comune di Milano. URL consultato il 5 dicembre 2022.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Enzo Redaelli, Osterie milanesi, Libreria Milanese, Milano, 1999
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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