Colonna del Diavolo

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Colonna del Diavolo
The Devil's Column.jpg
Autoresconosciuto
DataIII secolo
Materialemarmo cipollino
Ubicazionepiazza Sant'Ambrogio, Milano
Coordinate45°27′44.37″N 9°10′29.56″E / 45.462325°N 9.174878°E45.462325; 9.174878

La colonna del Diavolo, o colonna imperiale, è una colonna di epoca romana posta in piazza Sant'Ambrogio a Milano nei pressi della basilica di Sant'Ambrogio. Il suo nome è legato a una leggenda secondo la quale la colonna fu testimone di una lotta tra sant'Ambrogio ed il diavolo. La colonna, che è in marmo cipollino con capitello corinzio, originariamente apparteneva al palazzo imperiale romano di Milano, costruito dall'imperatore Massimiano alla fine del III secolo, nell'epoca in cui la città romana di Mediolanum (la moderna Milano) diventò capitale dell'Impero romano d'Occidente.

Descrizione e storia[modifica | modifica wikitesto]

La colonna è in marmo cipollino con capitello corinzio. Si trova in piazza Sant'Ambrogio a Milano nei pressi della basilica di Sant'Ambrogio. Secondi gli studiosi, la colonna originariamente apparteneva al palazzo imperiale romano di Milano, costruito dall'imperatore Massimiano alla fine del III secolo nell'epoca in cui la città romana di Mediolanum (la moderna Milano) diventò capitale dell'Impero romano d'Occidente, ruolo che ebbe dal 286 al 402[1][2].

Secondo notizie riportate da Galvano Fiamma all'inizio del XIV secolo gli imperatori del Sacro Romano Impero, in occasione dell'incoronazione a re d'Italia, avrebbero dovuto abbracciare la colonna. Secondo quanto narra Galvano Fiamma essi giuravano sul messale, ricevevano la corona ferrea e poi abbracciavano questa colonna[3]:

La colonna del Diavolo. Sullo sfondo si riconosce uno dei due campanili della basilica di Sant'Ambrogio

«[...] Quando il re dei Romani vuole ricevere la corona del Regno d'Italia nella basilica Ambrosiana, l'Imperatore deve andare prima presso la colonna di marmo che sorge presso la basilica Ambrosiana stessa, e uno dei conti di Angera deve presentare all'Imperatore un messale. L'Imperatore giurerà che sarà obbediente al Papa e alla Chiesa Romana nelle cose temporali e spirituali. [...] Quindi l'Arcivescovo o l'Abate di Sant'Ambrogio deve incoronarlo con la corona ferrea come Re d'Italia. Ciò fatto l'Imperatore deve abbracciare quella colonna dritta di marmo per significare che la giustizia in lui sarà diritta. [...]"»

(Galvano Fiamma, Chronichae)

In un documento del 1507 invece si indicava che erano i pretori a doversi recare presso la colonna in occasione della loro nomina[4].

Nel 1883 venne eseguito uno scavo in corrispondenza della colonna e furono ritrovate sepolture di una dozzina di persone[5]:

«I primi scandagli riuscirono infatti felici. Rimosso il terreno circostante, si riscontrava che detta colonna poggia su base non sua, la quale a sua volta poi è impiantata sopra lastre lapidee di una certa lunghezza, e giacenti al preciso livello del pavimento dell'atrio basilicale, il quale come è noto, trovasi basso più di un metro e mezzo dal livello della circostante piazza.

E così non solo si veniva a provare, che quella colonna non faceva parte di imperiale edificio, che nel luogo ove essa attualmente si trova fosse stato costruito; ma si veniva a gettare molta luce sulle misteriose tradizioni, che ne passati tempi si collegavano a quel momento. Questo vuol dirsi di alcune tombe scoperte sotto di essa colonna, tombe costrutte in laterizi, e che sembrano formanti parte di un intiero cimitero.»

(Dalla relazione degli scavi del 1883)

Questa era infatti una zona in cui erano stati anche sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane[6]. Queste sepolture diedero origine a un cimitero ad martyres (non lontano sorgeva anche il mausoleo imperiale di San Vittore al Corpo, il cui nome richiama questo cimitero)[6]. Poco distante venne costruita la basilica di Sant'Ambrogio, che venne dedicata ai martiri, da cui il nome originario paleocristiano basilica martyrum[6]. La basilica cambiò poi nome assumendo l'attuale tra il IX e il XI secolo[7].

La colonna fu scoperta durante altri scavi archeologici effettuati nel XIX secolo (il palazzo imperiale romano di Milano, da cui proveniva originariamente, fu infatti gradualmente demolito e spogliato dai suoi arredi tra la fine del dominio longobardo e la prima metà del X secolo), e precedenti a quelli sopra menzionati, nell'area del citato cimitero ad martyres[6]. La colonna era posizionata in corrispondenza di una tomba, reclinata verso ovest e per metà sepolta[6]. Molto probabilmente faceva da segnacolo per la tomba in questione[6].

La leggenda[modifica | modifica wikitesto]

La basilica di Sant'Ambrogio a Milano vista da piazza Sant'Ambrogio. Sulla sinistra, davanti agli alberi, si riconosce la colonna del Diavolo

Il nome di colonna del Diavolo è dovuto a due leggende legate alla presenza di due fori sulla colonna stessa.

«Le donnicciuole mostrano con terrore due buchi che si vedono nella colonna all'altezza della persona: e li dicono fatti dal diavolo con una cornata che vi diede, per rabbia di non aver potuto vincere la virtù d'Ambrogio. Aggiungono che posandovi l'orecchio si ode un cupo ronzio, che "deve provenire proprio dall'inferno", quasiché avessero dimestichezza coi rumori dei diavoli. È necessario dire che un simile ronzio si ode da chiunque copra l'orecchio in qualsiasi modo e faccia ad esso padiglione della mano?»

(Carlo Romussi[8])

Secondo queste due leggende la colonna fu testimone di una lotta tra sant'Ambrogio ed il diavolo, che causò i due fori[9]. La prima leggenda narra di un incontro avvenuto una mattina nel cortile della basilica di Sant'Ambrogio tra il santo milanese e il diavolo[9]. In questo incontro il diavolo tentò di convincere sant'Ambrogio di passare al maligno, ma senza successo[9]. Il santo milanese, spazientito dalla continua insistenza del diavolo, gli diede un calcio per cacciarlo dalla basilica[9]. Il maligno si sbilanciò e colpì la colonna con le corna, che si conficcarono producendo i due buchi[9]. Il diavolo restò conficcato nella colonna per un giorno, poi sparì utilizzando i due buchi creando così un varco per l'inferno[9].

Seconda l'altra leggenda, il maligno, cercando di trafiggere il santo con le corna, finì invece per conficcarle nella colonna[9]. Dopo aver tentato a lungo di divincolarsi, il demonio riuscì a liberarsi e, spaventato, fuggì[9]. La tradizione popolare, come già accennato, vuole che i fori della colonna odorino di zolfo e che appoggiando l'orecchio alla pietra si possano sentire i suoni dell'inferno, in particolare il gorgogliare dello Stige, uno dei cinque fiumi presenti dell'inferno secondo la mitologia greca e romana[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudio Mamertino, Panegyricus genethliacus Maximiano Augusto, 11; Acta Sanctorum, Maggio II, pp. 287-290.
  2. ^ S. Latuada, Descrizione di Milano, IV, 1738, pp. 326-327.
  3. ^ I monumenti esoterici d'Italia, di Fabrizio Falconi, su books.google.it. URL consultato il 25 febbraio 2020.
  4. ^ P. Grazioli, De praeclaris Mediolani aedificiis, 1735, p. 101-102.
  5. ^ Notizie degli scavi di antichità comunicate dal Socio G. Fiorelli nella seduta del 15 giugno 1884, in Atti della R. Accademia dei Lincei, Roma, 1884, p. 321.
  6. ^ a b c d e f La Basilica di Sant'Ambrogio, su milanoarcheologia.beniculturali.it. URL consultato il 19 febbraio 2020.
  7. ^ La basilica di Sant'Ambrogio, su italiamedievale.org. URL consultato il 19 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2020).
  8. ^ Carlo Romussi, Milano ne' suoi monumenti, I, Milano, 1912, p. 88.
  9. ^ a b c d e f g h i La leggenda della colonna del diavolo, su zonasantambrogio.com. URL consultato il 24 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2020).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Petrantoni (a cura di), Memorie nel bronzo e nel marmo. Monumenti celebrativi e targhe nelle piazze e nelle vie di Milano, Milano, 1997, p. 215.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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