Monumento a Indro Montanelli

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Indro Montanelli
Monumento a Indro Montanelli Giardini Pubblici P.ta Venezia.jpg
AutoreVito Tongiani
Data2006
Materialebronzo dorato
UbicazioneGiardini pubblici Indro Montanelli, Milano
Coordinate45°28′24.56″N 9°11′46.39″E / 45.47349°N 9.19622°E45.47349; 9.19622Coordinate: 45°28′24.56″N 9°11′46.39″E / 45.47349°N 9.19622°E45.47349; 9.19622

Il monumento a Indro Montanelli è una scultura dello scultore Vito Tongiani realizzata in bronzo dorato posta nei giardini pubblici di Milano, anch'essi intitolati al giornalista.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La statua ritrae il giornalista intento a scrivere sulla propria Lettera 22, riprendendo la posizione da una nota fotografia del 1940 di Fedele Toscani in cui era seduto su una pila di giornali in un corridoio della sede del Corriere della Sera. Nella foto Montanelli porta un cappello, che nella statua è invece appoggiato alla sua destra; l'idea era di mostrare la testa e «meglio metterla a nudo, per evidenziare quel cervello concentrato per tanta potenza».[1]

Il monumento fu posto nei giardini pubblici all'interno di uno spazio delimitato da un muretto che intende simboleggiare La Stanza di Montanelli, nome di una sua nota rubrica.[2]

Montanelli era solito passeggiare in quei giardini e la posizione scelta è poco distante da dove, nel giugno 1977, subì un attentato da parte delle Brigate Rosse.

Sul piedistallo è presente l'incisione «INDRO MONTANELLI / GIORNALISTA».

Inaugurazione e critiche[modifica | modifica wikitesto]

L'inaugurazione ebbe luogo il 22 maggio 2006 da parte del sindaco Gabriele Albertini.[3]

La statua fu oggetto di critiche a causa della nota avversione di Montanelli alle celebrazioni e alle statue, il fotografo Oliviero Toscani affermò che «con questa statua è come se l'avessero gambizzato una seconda volta», mentre Elio Fiorucci affermò che «sono riusciti a fargli da morto quel che da vivo non era riuscito a nessuno, neppure a Berlusconi: metterlo in gabbia».[4] Il sindaco difese la scelta, dicendo di aver agito in accordo con la compagna e con la nipote di Montanelli.[1]

Vandalismi[modifica | modifica wikitesto]

La statua è stata più volte oggetto di vandalismi. Nel febbraio 2012 fu imbrattata con vernice rossa e fu rinvenuta una finta bomba.[5] Nell'aprile 2018 furono apposte scritte inerenti al controverso rapporto di madamato che Montanelli ebbe in Etiopia nel 1935 con una bambina eritrea di 12 anni.[6] L'8 marzo 2019 il monumento fu imbrattato con vernice rosa durante lo svolgimento del corteo femminista per la Giornata internazionale della donna; la statua venne ripulita il giorno successivo senza aver subito danni.[7] Nel giugno 2020 un gruppo di attivisti ha richiesto al sindaco Sala la rimozione della statua in concomitanza con le manifestazioni antirazziste seguite alla morte di George Floyd; il 13 giugno 2020 la statua è stata imbrattata con vernice rossa.[8][9][10][11][12]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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