Adeguamento liturgico delle chiese

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Chiesa di San Giovanni Battista a Rovereto. Si vede l'altare postconciliare posto all'interno del presbiterio, davanti all'altare maggiore. Alla sinistra si trova l'ambone per la lettura del Vangelo mentre alla destra, oltre la balaustra nella sala e davanti a un altare laterale, l'ambone per la lettura dell'epistola.

L'adeguamento liturgico delle chiese indica l'insieme delle modifiche strutturali apportate all'interno delle chiese di rito romano dopo la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II.[1][2]

Altare rivolto al popolo al centro del presbiterio nella cattedrale di Varsavia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Altare tradizionale e altare rivolto al popolo nella cattedrale di Aosta.
Altare rivolto al popolo davanti all'altare maggiore nella concattedrale di San Giovanni a La Valletta.

Orientamento del sacerdote[modifica | modifica wikitesto]

Un mutamento molto visibile introdotto con la riforma liturgica del rito romano, sebbene non prescritto dalla costituzione apostolica Sacrosanctum Concilium, fu l'adozione generale della postura con cui il sacerdote celebra la messa rivolto verso i fedeli (versus populum), mentre in precedenza sia i fedeli sia il sacerdote guardavano generalmente verso l'abside, che, fuori Roma, era prevalentemente nella parte orientale dell'edificio, pur con moltissime eccezioni.

Tale postura né è obbligatoria nei testi nuovi né era proibita in quelli anteriori.

A Roma le prime chiese furono tutte costruite con l'ingresso a est, come il Tempio di Gerusalemme.[3] Solo nell'VIII o IX secolo Roma accettò l'orientamento che era diventato obbligatorio nell'Impero bizantino e fu generalmente adottato anche nell'Impero carolingio e altrove nel nord Europa.[3][4][5] Anche l'originale chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme costruita sotto Costantino I aveva l'altare all'estremità occidentale.[6][7] San Carlo Borromeo, partecipante di spicco del Concilio di Trento, riconosceva che le chiese possono essere orientate ad occidente dove, pro ritu ecclesiae a sacerdote, versa ad populum facie, Missae sacrum in altari maiori fieri solet (secondo il rito della Chiesa è normale che il sacerdote offrire la messa all'altare maggiore guardando verso il popolo).[8]

Occorre peraltro ricordare che, fino al concilio di Trento, nelle chiese conventuali, collegiate e cattedrali la zona presbiterale era separata dalla navata da tramezzi, analogamente all'iconostasi che si è mantenuta nelle chiese ortodosse.

Il Messale Romano tridentino, anche nell'edizione 1962 di Giovanni XXIII, riconosceva la possibilità di celebrare la Messa "versus populum" (rivolto al popolo) e denominava tale postura "ad orientem".[9] In diverse chiese romane era sempre fisicamente impossibile, anche oggi, per il sacerdote celebrare la messa se non con la faccia rivolta verso popolo a causa della presenza della confessione semianulare davanti all'altare. Nelle edizioni del Messale romano successive al Concilio Vaticano II, come in quelle anteriori, non si impone alcun orientamento particolare.[10] Si afferma solo: "L’altare sia costruito staccato dalla parete, per potervi facilmente girare intorno e celebrare rivolti verso il popolo: la qual cosa è conveniente realizzare ovunque sia possibile".[11] Continuano a esistere chiese e cappelle dove la postura "verso il popolo" è impossibile.

Indicazioni e attuazione dell'adeguamento[modifica | modifica wikitesto]

L'innovazione strutturale più significativa che è seguita al concilio voluto da papa Giovanni XXIII consiste nell'adeguamento del presbiterio. Come conseguenza l'altare sul quale si celebra la messa si trova staccato dalle pareti col celebrante rivolto verso il popolo ("versus populum").[12]

Così dopo un periodo nel quale gli spazi liturgici si erano uniformati ad un modello molto diffuso, con altare maggiore e tabernacolo posizionati all'interno dell'abside[13] l'innovazione ha portato a una diversa sistemazione dell'intera aula con modifiche che riguardano l'ambone, il tabernacolo, le posizioni del celebrante e dei fedeli, la sistemazione dell'organo, del fonte battesimale e di ogni arredo liturgico.[14]

«L'adeguamento liturgico delle chiese è parte integrante della riforma liturgica voluta dal Concilio Ecumenico Vaticano II: perciò la sua attuazione è doverosa come segno di fedeltà al Concilio.[14]»

Si osserva un progressivo aggiornamento della struttura del presbiterio e della posizione in particolare dell'altare maggiore.[15]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esempio di attuazione delle indicazioni liturgiche in una chiesa edificata nell'ultimo decennio del XX secolo, la chiesa di San Giuseppe a Rovereto. A sinistra la parte presbiteriale leggermente rialzata e separata dalla sala con l'ambone per la lettura del Vangelo, l'altare, la sede per il celebrante con un leggio e un altro ambone per la lettura dell'epistola. A destra, lateralmente nella sala, la custodia eucaristica.

L'adeguamento liturgico comporta nuova modalità di progettazione per gli edifici di culto e che nelle strutture preesistenti vengano apportate modifiche che possono porre problemi di difficile soluzione da affrontare con prudenza.[14] Ad esempio può essere possibile realizzare l'adeguamento senza spostare o modificare l'altare storico e installando il nuovo altare in posizione avanzata verso la sala oppure si può mettere in atto un intervento strutturale con modifiche molto importanti alterando o distruggendo quanto era presente in precedenza. Le soluzioni applicate inizialmente possono rivestire carattere di provvisorietà e tuttavia restare a lungo immutate. Talvolta si devono affrontare problematiche legate a edifici sacri storici, di pregio storico ed artistico, ed è alto il rischio di creare danni all'esistente.[1]

Non è raro che, durante l'adeguamento, riacquistino importanza l'ambone, magari appoggiato al pavimento[16] e il paliotto.[17]

L'altare diviene unico e staccato dalla pareti, il tabernacolo non è più unito all'altare maggiore, l'ambone per la lettura del Vangelo acquista importanza e si dispongono sedie per il celebrante. Inoltre il fonte battesimale deve essere visibile ed è posizionabile anche all'esterno. Deve restare la distinzione tra aula e presbiterio.[13] L'aspetto della progettazione di nuovi luoghi di culto quindi è oggetto di profonda riflessione da parte della comunità cristiana e in particolare gli spazi interni devono sottolineate le grandi presenze simboliche permanenti.[18]

Presenze simboliche permanenti:

  • Altare, unico, nel presbiterio, rivolto al popolo, di limitate dimensioni e accessibile in ogni suo punto.[18]
  • Ambone. Luogo per la lettura del Vangelo, rivolto all'assemblea, non necessariamente nel presbiterio, adeguato alla funzione e non semplice leggio. Accanto vi può stare il cero pasquale.[18][19]
  • Battistero e fonte battesimale. Parti riservate alla sola celebrazione sacramentale, di misure adeguate ed accessibili, distinte dalla zona presbiteriale, realizzabili anche esternamente alla chiesa.[18]

Inoltre:

  • Luogo della penitenza. Luogo dedicato al sacramento che quindi deve essere dignitoso e accogliente, adatto alla celebrazione individuale.[18]
  • Sede del presidente. Evidenzia la distinzione di chi presiede la celebrazione della messa. Non è un trono né una cattedra vescovile. Può avere un suo leggio e sono previsti posti per concelebranti, diacono o altri.[18]
  • Custodia eucaristica. Punto destinato a conservare l'eucaristia, quindi importante, separato dal presbiterio e solitamente distinto dalla sala. Deve essere unico, solido e sicuro. Deve avere accanto la fiamma perenne, segno di onore al Signore.[18][20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b L'adeguamento liturgico delle Chiese come rinnovamento della vita ecclesiale e cristiana, su chiesaoggi.com. URL consultato il 18 settembre 2021.
  2. ^ L'adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica - Nota pastorale della Commissione Episcopale per la Liturgia, su chiesacattolica.it. URL consultato il 24 settembre 2021.
  3. ^ a b Helen Dietz, "The Eschatological Dimension of Church Architecture"
  4. ^ Oxford Dictionary of the Christian Church (2005 ISBN 978-0-19280290-3), p. 525
  5. ^ The Oxford Dictionary of Christian Art and Architecture, 2013 ISBN 978-0-19968027-6), p. 117
  6. ^ D. Fairchild Ruggles, On Location: Heritage Cities and Sites, Springer, 2011 ISBN 978-1-46141108-6, p. 134
  7. ^ (EN) Lawrence Cunningham, John Reich, Lois Fichner-Rathus, ' 'Culture and Values: A Survey of the Humanities, Volume 1, Cengage Learning, 2013 ISBN 978-1-13395244-2, pp. 208–210
  8. ^ Carlo Borromeo, Instructiones fabricae et suppellectilis ecclesiasticae, Fondazione Memofonte onlus, Studio per l'elaborazione informatica delle fonti storico-artistiche, liber I, cap. X. De cappella maiori, pp. 18–19]
  9. ^ Ritus servandus in celebratione Missae, V, 3
  10. ^ Responsum della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Prot.N.604/09/L, con commento
  11. ^ Ordinamento generale del Messale Romano, 299
  12. ^ Il Crocifisso al centro dell'altare nella Messa "verso il popolo", su vatican.va. URL consultato il 18 settembre 2021.
  13. ^ a b Il centro dello spazio liturgico e il cuore della sacralità umana: 1. Presbiterio e Crocifisso, su vatican.va. URL consultato il 28 settembre 2021.
  14. ^ a b c L'adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica (PDF), su arcidiocesi.vc.it. URL consultato il 25 settembre 2021.
  15. ^ Uwe Michael Lang.
  16. ^ Bottega vicentina (1996), Ambone, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 19 settembre 2021.
  17. ^ L'adeguamento liturgico della Chiesa di Santa Colomba, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 19 settembre 2021.
  18. ^ a b c d e f g LA PROGETTAZIONE DI NUOVE CHIESE (PDF), su diocesi.torino.it. URL consultato l'8 ottobre 2021.
  19. ^ Adeguamento liturgico delle chiese, su diocesilocri.it. URL consultato il 10 ottobre 2021.
  20. ^ La custodia eucaristica, su vatican.va. URL consultato il 10 ottobre 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]