Montagnana

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Montagnana
comune
Montagnana – Stemma Montagnana – Bandiera
Montagnana – Veduta
Vista dall'esterno della cinta muraria di Montagnana
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Padova-Stemma.png Padova
Amministrazione
SindacoGian Paolo Lovato (Lega - Salvini Premier-Forza Italia-liste civiche) dal 4-10-2021
Territorio
Coordinate45°13′59.96″N 11°27′56.8″E / 45.233321°N 11.465778°E45.233321; 11.465778 (Montagnana)
Altitudine16 m s.l.m.
Superficie45,03 km²
Abitanti8 905[1] (31-12-2021)
Densità197,76 ab./km²
FrazioniBorgo Frassine, Borgo San Marco, Borgo San Zeno

Località: Caprano, Cicogna, Monastero, Ranfolina, Rovenega

Comuni confinantiBorgo Veneto, Bevilacqua (VR), Casale di Scodosia, Minerbe (VR), Pojana Maggiore (VI), Pressana (VR), Roveredo di Guà (VR), Urbana
Altre informazioni
Cod. postale35044
Prefisso0429
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT028056
Cod. catastaleF394
TargaPD
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 487 GG[3]
Nome abitantimontagnanesi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montagnana
Montagnana
Montagnana – Mappa
Posizione del comune di Montagnana all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Montagnana è un comune italiano di 8 905 abitanti[1] della provincia di Padova in Veneto.

Alla città di Montagnana è stata conferita la Bandiera arancione per le sue bellezze storiche e per la valorizzazione dei prodotti tipici; inoltre essa fa parte dell'associazione I borghi più belli d'Italia. Nel 2018 è stata riconosciuta tra le località Spighe Verdi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Montagnana, situato nella parte sud-occidentale della provincia, dista circa 51 chilometri da Padova e confina con le province di Verona, nel tratto in cui scorre il fiume Fratta, e Vicenza. Montagnana è il quarto comune della provincia per estensione.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Montagnana.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dal toponimo Motta Aeniana: in latino medievale "motta" indicava una piccola altura, mentre "aeniana" una mansio.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Montagnana probabilmente risalgono ad epoca romana, in un territorio soggetto a frequenti alluvioni e circondato dal fiume Adige, fino alla cosiddetta rotta della Cucca che modificò il percorso del fiume.[5]

Dopo lunghe guerre, dal 1405 fino al 1797 la città fece parte della Repubblica di Venezia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

«Stemma troncato semitroncato; il primo d’argento ha il leone di S. Marco Evangelista di rosso; il secondo: a) di rosso ad un quartiere troncato d’oro e d’azzurro, caricato ad una stella di otto raggi dall’uno all’altro; b) di nero: ornamenti esteriori della città.[6]»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che per lo straordinario complesso fortificato, la città si fa apprezzare per il tessuto urbano, fatto di vie e di edifici sorti in periodo rinascimentale e, in parte, durante la ripresa economica del XIX secolo.

Sulla piazza centrale si protende il duomo (1431-1502), dalle imponenti forme tardo-gotiche con aggiunte rinascimentali. All'interno sono esposte la Trasfigurazione di Paolo Veronese, tre tavole di Giovanni Buonconsiglio detto il Marescalco (XVI secolo), una grande tela votiva di notevole valore documentale riproducente la battaglia di Lepanto (1571). Le pareti sono ornate di raffinate decorazioni e di affreschi, tra i quali, notevolissimi, quello del catino absidale del Buonconsiglio e, ai lati dell'ingresso, la Giuditta e il David, recentemente attribuiti al Giorgione.

Sempre sulla piazza, si affaccia l'elegante palazzo Valeri e l'antico Monte di Pietà. In via Matteotti sorge il palazzo Magnavin-Foratti, in raffinato stile gotico-veneziano, che si dice sia stata la residenza di Jacopa, moglie del condottiero Erasmo da Narni detto il Gattamelata.

In via Carrarese si trova il municipio, opera attribuita all'architetto veronese Michele Sanmicheli (1538). In via Scaligera vi è la chiesa tardo-romanica di San Francesco, con attiguo monastero delle Clarisse; in via San Benedetto si affaccia l'omonima chiesa barocca, oggi sconsacrata e adibita ad auditorium per l'educandato e l'accademia musicale annessi. Subito fuori dell'abitato, a ridosso di porta Padova, vi è villa Pisani, uno dei capolavori di Palladio, che all'interno conserva statue di Alessandro Vittoria (1525-1608).

Da segnalare, in via dei Montagnana, l'antico ospedale di Santa Maria con un affresco di Giovanni Buonconsiglio e, nell'omonima via, la chiesetta di Sant'Antonio Abate, con tracce di presenza templare.

I monumenti più insigni, tuttavia, sono costituiti dalla cinta muraria, dalla Rocca degli Alberi e dal Castello di San Zeno.

Le opere di fortificazione alto-medioevali, che si suppongono rafforzate nel X secolo in difesa delle scorrerie degli Ungari, erano costituite quasi esclusivamente da terrapieni, palizzate, fossati e barriere di piante spinose (rimane qualche ricordo in vecchi toponimi delle vie interne). Montagnana viene citata come castrum in un documento del 996. Nei secoli successivi numerose testimonianze documentali attestano la sua funzione difensiva e protettiva a vantaggio dei villaggi circostanti i cui abitanti erano tenuti alla manutenzione dell'apparato difensivo (mura, bertesche, ponte) e al servizio militare nei confronti del castrum considerato ricetto comune di importanza vitale per la sicurezza di tutti. Ezzelino III da Romano detto il Tiranno (1194-1259), presa e incendiata Montagnana nel 1242, munì il luogo di fortificazioni adeguate all'epoca (ziron). Il mastio del Castello di San Zeno (oggi agibile fin sulla sommità) è a lui attribuito.

Cinta muraria[modifica | modifica wikitesto]

La città murata dal Castello di San Zeno

Le mura attuali, che costituiscono uno degli esempi più insigni e meglio conservati di architettura militare medioevale in Europa, salvo il complesso di Castel San Zeno e i tratti di cinta ad oriente ed occidente che sono più antichi, risalgono alla metà del Trecento, quando i Carraresi, signori di Padova, vollero ampliare e rafforzare questo essenziale luogo forte di frontiera dello stato padovano contro la Verona degli Scaligeri, che dominava la vicina Legnago. Lo spazio urbano intra moenia fu in quell'occasione ampliato, e la nuova cinta fu costruita con strati sovrapposti di mattoni e di pietre (trachite trasportata per via d'acqua dai vicini colli Euganei). La città fortificata è racchiusa in un quadrilatero irregolare delle dimensioni di circa 600 x 300 metri con un'area di 24 ettari e un perimetro di circa due chilometri. Le mura, coronate da merli di tipo guelfo, sono alte dai 6,5 agli 8 metri, con uno spessore di 96-100 centimetri. Tra un merlo e l'altro, delle ventole in legno servivano a riparare i difensori. Le torri perimetrali, in totale 24, distanziate di circa 60 metri, sono alte fra i 17 ed i 19 metri. Il vallo esterno varia dai 30 ai 40 metri.

All'interno dei fornici che reggono il cammino di ronda erano allogati i magazzini (canipe) per la custodia dei beni prodotti nelle campagne (si notano ancora gli incavi per fissare le armature in legno). Nelle torri, a più piani e coperte da un tetto spiovente defilato sotto la piazzola munita di macchina da lancio, stavano altri magazzini e gli alloggiamenti per i militi posti a guarnigione della fortezza nei momenti di emergenza bellica. Una zona priva di costruzioni, e adibita a pomerio coltivato per fronteggiare lunghi assedi, stava tutto attorno alle mura dalla parte interna.

Attorno alla cinta muraria correva un ampio fossato (l'attuale pittoresco e verde vallo) allagato con l'acqua del fiume Frassine (confine verso il Vicentino) derivata per mezzo di un canale ad argini sopraelevati (il Fiumicello) avente funzione di vallo difensivo di saldatura lungo il quale, dalla parte padovana, stava un serraglio sopraelevato per la concentrazione delle truppe. Tutto attorno alla zona montagnanese erano paludi intransitabili o plaghe inondabili in caso di guerra, così che la città murata costituiva la chiave della frontiera padovana verso ovest. La struttura militare era per di più attorniata da quattro fortificazioni avanzate perimetrali (le bastie), ora scomparse, e le due rocche poste a difesa delle due porte erano circondate da fossato pure dalla parte di città. La fortezza, ai suoi tempi, era imprendibile e, di fatto, fino all'avvento delle grosse bocche da fuoco (XVI secolo), non fu mai espugnata militarmente.

L'accesso alla città era controllato dalle porte fortificate del Castello di San Zeno (ad est, verso Padova) e della Rocca degli Alberi (ad ovest, verso il veronese). Solo più tardi, nel '500, fu aperta a nord una terza porta (porta Nova o di Vicenza) per agevolare le comunicazioni con il porto fluviale del Frassine. Alla fine dell'Ottocento un quarto varco fu praticato verso sud, per accesso alla stazione ferroviaria (porta XX Settembre).

Le mura medievali di Montagnana sono state inserite tra I Luoghi del Cuore, iniziativa promossa dal FAI.

Porta Legnago, detta anche Rocca degli Alberi. Foto del 1967, Paolo Monti

Rocca degli Alberi[modifica | modifica wikitesto]

La Rocca degli Alberi, che si alza imponente e pittoresca sul vallo dalla parte occidentale, fu costruita dai Carraresi nel biennio 1360-62 con funzione esclusivamente militare. L'ingresso fortificato era costituito da un complesso sistema difensivo: lungo l'androne di transito, dominato da due torri, stavano quattro porte a battenti, due saracinesche e quattro ponti levatoi a bilanciere. Sistema simile era a Castel San Zeno.

Dal 1963 la rocca ospitava l'ostello della gioventù, ora spostato in una struttura pochi metri fuori le mura, ed è visitabile nel periodo aprile-ottobre.

Castello di San Zeno[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello di San Zeno (il cui toponimo derivante dalla vicina chiesa di San Zeno, richiama una fase di espansione della diocesi veronese) sorge nel luogo di un insediamento alto-medioevale che fu residenza degli eredi di Ugo il Grande di Toscana, divenuti in seguito i marchesi d'Este. L'odierna costruzione (salvo l'ala veneziana e le sovrastrutture austriache) risale per buona parte al XIII secolo, quando Ezzelino III da Romano, dopo averla data alle fiamme nel 1242, volle meglio fortificare Montagnana.

L'edificio ha pianta rettangolare (metri 46 x 26) con un ampio cortile interno. Fino agli inizi del XIX secolo, il castello era circondato da un fossato che lo isolava anche dal lato di città. La struttura era completata da torri (di cui ne restano due) e dal vicino mastio (alto circa 40 metri) che doveva costituire un punto privilegiato per l'avvistamento e la difesa della città. Inizialmente, il ponte levatoio che varcava il vallo consentendo l'accesso alla città immetteva probabilmente nel cortile interno del castello. Si ipotizza che il passaggio sia stato poi spostato sul lato sud del castello stesso, protetto sia da questo che dall'alto mastio. Quest'ultimo originariamente doveva essere più basso e coperto da un tetto di legno sormontato da una guardiola.

Castel San Zeno

Quando Padova, Verona e le altre città del Veneto furono assoggettate da Venezia e cessarono le loro reciproche continue lotte, Montagnana prosperò come zona di produzione agricola e, in particolare, della canapa, le cui fibre erano necessarie per le corde e le vele dell'arsenale veneziano. Il Castello di San Zeno fu allora adibito a deposito di tale produzione.

Il castello continuò ad essere utilizzato come quartiere di alloggi militari e, in seguito, anche col Regno d'Italia fino alla prima guerra mondiale.

Attualmente al suo interno sono ospitati il Museo Civico "Antonio Giacomelli"[7], istituito nel 1980, la Biblioteca Civica e il Centro Studi sui Castelli, fondato nel 1954.[8]

Una veduta del Castello di San Zeno, visto da nord-est come appariva nel '500, è riprodotta in un prezioso disegno a sanguigna attribuito a Giorgione (conservato al museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam).

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2019 gli stranieri residenti nel comune sono 622, ovvero il 7,11% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[10]:

  1. Marocco, 274
  2. Albania, 109
  3. Romania, 72
  4. Cina, 32
  5. Ucraina, 22
  6. Nigeria, 17
  7. Moldavia, 13
  8. Serbia, 12

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca comunale, ospitata nel Castello di San Zeno in Piazza Trieste, fa parte della rete bibliotecaria della Provincia di Padova.

Museo[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo Civico di Montagnana, anch'esso al Castello di San Zeno, contiene numerosi reperti di rilevante interesse archeologico.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La Corale Martinelli-Pertile, intitolata così in onore dei due illustri tenori montagnanesi Giovanni Martinelli e Aureliano Pertile, è attiva dal 1962 ed è diretta dal Maestro Paola Bassi (1976), flautista. Academia Musica Nova, fondato nel 2005 dal Maestro Edoardo Gioachin (1975), compositore e pianista che da allora ne è direttore, è un coro specializzato in polifonia rinascimentale.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

A Montagnana sono presenti due teatri: il "Bellini" ospita spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche, mentre il "Branzo" è chiuso da molti anni. Opera a Montagnana la Compagnia Prototeatro, diretta dal regista Piero Dal Prà, premiata in numerosi festival nazionali.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1977, rinnovando una tradizione risalente al Medioevo, si corre ogni anno, nel vallo della Rocca degli Alberi, il Palio dei 10 Comuni del Montagnanese. Esso, grazie alla rievocazione in costume delle figure medievali e rinascimentali e al mercatino, richiama in città migliaia di turisti durante il fine settimana della prima domenica di settembre.

L'Hibernales Ludi, svolta per diversi anni ma ora sospesa, era una manifestazione che si teneva alla fine di ogni anno per ricordare la leggenda della mantella. Le persone partecipanti erano invitate ad indossare una mantella rossa come quella dei fantocci di legno posizionati sulle mura parecchi secoli prima. Gli Scaligeri infatti, intorno al 1200, programmarono di attaccare Montagnana ma vedendo così tante persone pronte a difendere la città desistettero; una volta capito l'inganno, gli Scaligeri erano pronti ad attaccare, ma l'arrivo dell'esercito da Padova evitò la conquista.

Nel mese di maggio si tiene la "Festa del prosciutto crudo dolce di Montagnana".

Ad inizio aprile ed inizio ottobre ha luogo "Montagnanese in Fiera", rassegna del mondo agricolo ed artigianale in cui vengono esposti prodotti tipici, macchine agricole e tutto ciò che è legato alla tradizione locale.

Sempre in primavera si tiene in più giornate "Montagnana Festival", che oltre all'assegnazione del Premio “Sanmicheli”, prevede l'organizzazione di mostre e laboratori dedicati a fotografia, scultura e pittura, concerti, visite guidate, incontri e convegni.

La tradizionale sagra locale ha luogo a metà agosto, in particolare il 15, giorno dei festeggiamenti per l'Assunta che è patrona della città e dedicataria del Duomo.

Un'altra ricorrenza religiosa è il 21 novembre, Festa della Madonna della Salute.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia di Montagnana è legata prevalentemente al settore primario ma non mancano attività di piccola-media industria e artigianato, tra le quali è rinomata la produzione del mobile d'arte.[11] Tra gli altri prodotti tipici del montagnanese è noto il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo. La città fa inoltre parte della zona di produzione del vino Merlara DOC.

Banche[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nella città il Credito Cooperativo Interprovinciale Veneto fondato nel 2001, sottoposto nel 2016 a liquidazione coatta amministrativa e rilevato da Banca Sviluppo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è attraversato dalla strada regionale 10 Padana Inferiore (SR 10).

Il servizio di trasporto pubblico a Montagnana è garantito da autoservizi delle società Busitalia - Sita Nord, Società Vicentina Trasporti (SVT) e ATV.

Montagnana è inoltre servita dall'omonima stazione della ferrovia Mantova-Monselice, con treni regionali effettuati da Trenitalia e Sistemi Territoriali nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Veneto e strutturati secondo quanto previsto dal Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale. Tra il 1887 e il 1948 nelle adiacenze di tale impianto era presente la stazione terminale della Tranvia Vicenza-Noventa-Montagnana, gestita da FTV, che attraversava la città servendola altresì con una fermata posta nei pressi di Porta Padova.

A Montagnana è presente l'aviosuperficie Gianlino Baschirotto, caratterizzata da una pista in erba della lunghezza di 1300 metri.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio del comune è l'Associazione Calcio Montagnana, nata nel 1915, che milita in Seconda Categoria.

In zona Palù è presente un crossodromo affiliato FMI, UISP, C.S.E.N. e una pista di enduro.

La terza tappa del Giro Rosa 2016 è partita da Montagnana.

Da oltre 30 anni è attivo l'A.S.D. Sci Club Montagnana.[12]

L'Associazione Musici e Sbandieratori Città Murata di Montagnana iscritta alla Federazione Italiana Sbandieratori vanta numerosi titoli regionali e nazionali.[13]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci dal 1946[modifica | modifica wikitesto]

Sindaco Partito Periodo Elezione
Giuseppe Redetti Partito Comunista Italiano 1946-1951 1946
Gigliola Valandro Democrazia Cristiana 1951-1958 1951
1956
Igino Colognese Democrazia Cristiana 1958-1960 1956
Remo Boscari Democrazia Cristiana 1960-1970 1960
1964
Giuseppe Faggionato Democrazia Cristiana 1970-1975 1970
Renato Loro Democrazia Cristiana 1975-1979 1975
Giancarlo Bettini Democrazia Cristiana 1979-1980 1975
Giuseppe Faggionato Democrazia Cristiana 1980-1982 1980
Francesco Gambarin Partito Socialista Italiano 1982-1985 1980
Renato Loro Democrazia Cristiana 1985-1990 1985
Carlo Colognese Democrazia Cristiana 1990-1991 1990
Renato Savogin Democrazia Cristiana 1991-1992 1990
Pietro Pecorari (Commiss. prefettizio) 1992
Mario Alfieri L.c. Insieme per Montagnana 1992 1992
Pietro Pecorari (Commiss. prefettizio) 1992-1993
Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1993)
Bruno Fratucello L.c. Insieme per Montagnana 1993-1996 1993
Pietro Pecorari (Commiss. prefettizio) 1996-1997
Antonio Giorio Centro 1997-2001 1997
Giuseppe Mossa Centro-destra 2001-2011 2001
2006
Loredana Borghesan Centro-destra 2011-2021 2011
2016
Gian Paolo Lovato Lega 2021-in carica 2021

Fonte: Ministero dell'interno

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Montagnana nell'antichità, su comune.montagnana.pd.it.
  5. ^ Evoluzione paleoidrografica della pianura veneta meridionale e rapporto Uomo-Ambiente nell’Olocene (PDF), su wug.cab.unipd.it:8080.
  6. ^ Art. 3 comma 2 dello Statuto Comunale (PDF), su comuniecitta.it.
  7. ^ Museo Civico "Antonio Giacomelli", su comune.montagnana.pd.it.
  8. ^ Centro Studi sui Castelli, su comune.montagnana.pd.it.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2020 per sesso e cittadinanza, su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 28 luglio 2020.
  11. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 18.
  12. ^ Chi siamo - A.S.D. Sci Club Montagnana, su sciclubmontagnana.it.
  13. ^ Campionato italiano sbandieratori, vince Montagnana - Cronaca - Il Mattino di Padova, su Il Mattino di Padova. URL consultato il 3 gennaio 2016.
  14. ^ Rothenburg ob der Tauber Städtefreundschaften, su rothenburg.de.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Loredana Olivato Puppi, Enrico Maria Dal Pozzo Montagnana. Storia e incanto, Terra Ferma Edizioni, 2006

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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