Grantorto

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Grantorto
comune
Grantorto – Stemma
Grantorto – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Padova-Stemma.png Padova
Sindaco Luciano Gavin (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°36′00″N 11°44′00″E / 45.6°N 11.733333°E45.6; 11.733333 (Grantorto)Coordinate: 45°36′00″N 11°44′00″E / 45.6°N 11.733333°E45.6; 11.733333 (Grantorto)
Altitudine 36 m s.l.m.
Superficie 14,07 km²
Abitanti 4 704[1] (31-12-2010)
Densità 334,33 ab./km²
Frazioni Canfriolo, Canola (Due Albere), Rossignolo, Sant'Antonio, Trentunmozzo (Sega)
Comuni confinanti Carmignano di Brenta, Fontaniva, Gazzo, Piazzola sul Brenta, San Giorgio in Bosco, San Pietro in Gu
Altre informazioni
Cod. postale 35010
Prefisso 049
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 028042
Cod. catastale E145
Targa PD
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti grantortesi
Patrono San Biagio e san Daniele
Giorno festivo 3 febbraio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Grantorto
Posizione del comune di Grantorto all'interno della provincia di Padova
Posizione del comune di Grantorto all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Grantorto è un comune di 4.590 abitanti[2] in provincia di Padova, percorso dal fiume Brenta in un tratto di particolare interesse ambientale.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome di questo paese viene registrato fin dal lontano Milleduecento nelle forme latinizzate di Grognotortum, Grugnotortum, Gromtortum o Gruntortum e attorno al Millequattrocento quella di Grontorto. Questi toponimi derivano tutti dalla parola crumum o grumum che significa "ripiano diluviale". Infatti da una rapida occhiata ad una cartina si può capire il perché di questo nome: Grantorto sorge in un lungo dosso naturale sopraelevato, circondato dalle campagne che nel tempo sono state modellate dalle molteplici alluvioni e dall'azione erosiva del fiume Brenta. A pochi chilometri dal paese troviamo la località di Grantortino, che si trova nelle vicinanze di Grumolo delle Abbadesse: da qui possiamo dedurre quanta fortuna ebbe nell' alto medioevo il termine grumum per indicare questa caratteristica orografica che contraddistingue i paesi. Condividono la stessa conformazione geografica e origine del nome alcune località tuttora esistenti del Nord Italia: Grontorto a Cremona, Gromlongo e Grugnotorto nel comune di Novara Milanese e Gromlongo, Grumalto e Gronfaleggio nel Bergamasco.[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sono databili all' età Paleoveneta i resti degli edifici, delle urne cinerarie e delle monete romane che sono state rinvenute nella zona tra Piazzola, Presina, Carmignano, San Pietro in Gù e la stessa Grantorto. Di particolare interesse è il cippo gromatico trovato nei dintorni del paese che è stato datato presumibilmente tra il 49 a.C. e il primo secolo d.C. e che lascia presumere che nella zona fossero in corso dei lavori di centuriazione basati sulla via Postumia, la grande strada romana fatta costruire nel 148 a.C da Postumio Albino.

Attorno al Mille solo Fontaniva (ricordata dal 1064) e Carturo, un villaggio a qualche chilometro più a sud, si presentavano come dei nuclei demici realmente significativi, mentre tutte le altre zone del Brenta e delle risorgive presentavano sporadici insediamenti umani. Nel Medioevo, nello spazio attualmente occupato dal comune di Grantorto, esistevano due piccoli villaggi, uno dei quali ricordato fin dal 1191 con il nome di Canfriolo. La zona nella quale si era stabilita questa comunità viene ancora oggi chiamata così dagli abitanti delle zone limitrofe, anche se tutt'oggi si trovano solo dei piccoli gruppi di case.[4]

Le invasioni barbariche che succedettero al crollo dell’ Impero Romano portarono ad un significativo calo della popolazione delle zone della pianura e di conseguenza  un progressivo abbandono della manutenzione dei boschi, dei pascoli, delle strade e delle opere di bonifica e arginatura del fiume Brenta.  In quel periodo si stabilirono alcune nuove comunità straniere di Longobardi soprattutto in Val di Fara, luogo di particolare rilevanza strategica nel quale lasciarono evidente traccia del loro insediamento.[5]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Grantorto è situato nella pianura veneta nella zona delle risorgive. Posto a nord della provincia di Padova, dista circa 25 km dal capoluogo, bagnato dal fiume Brenta. Facilmente raggiungibile da Padova (SP 94) e da Vicenza (SS53).

Confina a:

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa SS Biagio e Daniele
  • Chiesa SS Biagio e Daniele

Il primo impianto risale al XV secolo, durante i secoli la chiesa ha subito diversi ampliamenti. Il frontale è suddiviso in tre zone distinte da quattro lesene rastremate verso l'alto e poggia su quattro zoccoli marmorei; al centro in basso si apre il portale barocco e ai lati, entro due nicchie, sono presenti le due statue di Santa Maria Maddalena e di San Girolamo della scuola del Marinali(XVII secolo). In alto, al di sopra del timpano dentellato, altre tre statue: al centro, sulla cuspide, la Madonna del Carmine, sulla sinistra San Biagio cui oggigiorno mancano il pastorale, la mitra e la mano sinistra rovinati da un fulmine; sulla destra San Daniele in atto di offrire al Signore la chiesa di cui è il principale patrono. La volta a vela della navata centrale è stata affrescata nell'800 dal pittore Sebastiano Santi. La volta è stata ripartita in tre riquadri. Nel riquadro centrale il Santi volle rappresentare sotto la Trinità il duplice trionfo dell'Eucarestia e della Croce da una parte e della Chiesa e del Papato dall'altra, il riquadro posto verso l'altare maggiore raffigura San Biagio in parametri pontificali con mitra e pastorale, in atto di ammaestrare i fedeli, a fianco troviamo un angelo nell'atto di sorreggere un grosso pettine dentato strumento del suo martirio. Nel riquadro volto verso la porta principale, Santi raffigura San Daniele, rivestito con dalmatica, con le braccia alzate verso il cielo in una posizione estatica, alla sua destra un angioletto cavalca la doppia tavola chiodata del martirio e regge nella mano la palma della vittoria della vita. Sullo sfondo, a sinistra, si possono notare i campanili e le cupole raffiguranti la città di Padova.

Ruote del mulino prima del restauro
  • Oratorio di San Carlo Canfriolo

In località Canfriolo, arrivando da Via Dante Alighieri, sul margine destro della strada troviamo un capitello dedicato a San Carlo Borromeo: è ciò che rimane del seicentesco oratorio fatto erigere dalla Giovanni Malfatti nel 1635 per volere della sua famiglia e degli abitanti del posto.[6]

  • Chiesa di Sant'Antonio

La piccola chiesa dedicata a Sant'Antonio venne edificata alla fine dell'Ottocento per volere degli abitanti della zona dopo una "dispendiosissima lite" territoriale con i Contarini e venne benedetta de Licentia Episcopi nel 1886 da don Gennaro Gennari. L' oratorio di Sant'Antonio è formato da un vano chiuso ad oriente da un'abside che si trova vicino alla sacrestia. Ha due porte, una che guarda alla strada e una a mezzogiorno ed è illuminato da due finestre. Sopra l' unico altare si trova la statua in legno di Sant'Antonio da Padova, salvata il secolo scorso da una delle tante piene del fiume Brenta. La Pro Loco di Grantorto organizza ogni anno la sagra in onore del Santo che viene festeggiato il 13 giugno.[7]

  • Mulino

Edificio già presente a Grantorto nel 1456 come risulta da alcune documentazioni dell'epoca.

Oratorio di San Carlo località Canfriolo

Appartiene alla classe dei mulini di tipo romano, cioè l'ingranaggio è capace di moltiplicare per quattro, sei o otto volte il numero dei giri compiuti dalla ruota. Le documentazioni dei secoli precedenti riportano sempre il numero di tre ruote, collegate ad altrettanti palmenti (coppie di macine). Le parti in ferro delle ruote hanno un diametro di cinque metri e risalgono agli inizi del Novecento, la parte in legno è stata recentemente restaurata. Oggigiorno si possono vedere ancora due delle tre ruote in movimento.

  • Oratorio della Madonna delle Grazie

La storia dell' oratorio che viene ancora chiamato "el capiteo dea Madona dee Grassie" nasce nella primavera del 1901, quando a causa della forte grandine vennero completamente distrutte le messi e i vigneti. Così, come richiesta di protezione, venne iniziata la costruzione dell' oratorio. Nel 1910 e dopo la fine della prima guerra mondiale vennero esegiti degli ampliamenti e nel 1920 venne dedicato alla Madonna della Grazia Divina.[8]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa della Befana notte del 5 gennaio
  • Carnevale
  • Lavori di una volta la prima domenica di giugno
  • Sagra di S.Antonio la seconda domenica di giugno
  • Notte bianca giugno
  • Sagra del Carmine la seconda domenica di luglio
  • Lake jump agosto
  • Festa della birra prima/seconda settimana di settembre

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

All'interno del paese è situato il borgo di Canfriolo, antico insediamento medievale di cui oggigiorno non resta traccia.

Località[modifica | modifica sorgente]

Canfriolo, Due Albere, Madonna delle Grazie, Rossignolo, Sega, Sant'Antonio.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

È un comune in forte espansione urbanistica con la presenza di importanti industrie tessili, del riciclo dei rifiuti e della lavorazione della plastica.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/12/2008 [1].
  3. ^ Chiara Bianchini, Sante Bortolami, Chiara Ceschi, Franco Fasulo, Claudio Grandis, Franco Signori, Dario Soranzo, Grantorto profilo storico di una comunità, Padova, Landitalia s.a.s, 1997, p.9
  4. ^ Chiara Bianchini, Sante Bortolami, Chiara Ceschi, Franco Fasulo, Claudio Grandis, Franco Signori, Dario Soranzo, Grantorto profilo storico di una comunità, Padova, Landitalia s.a.s, 1997, pp. 10-11
  5. ^ http://www.comune.grantorto.pd.it/storia.asp Riportato l' 8/02/2014
  6. ^ Chiara Bianchini, Sante Bortolami, Chiara Ceschi, Franco Fasulo, Claudio Grandis, Franco Signori, Dario Soranzo, Grantorto profilo storico di una comunità, Padova, Landitalia s.a.s, 1997, p.124
  7. ^ Chiara Bianchini, Sante Bortolami, Chiara Ceschi, Franco Fasulo, Claudio Grandis, Franco Signori, Dario Soranzo, Grantorto profilo storico di una comunità, Padova, Landitalia s.a.s, 1997, p.126
  8. ^ Chiara Bianchini, Sante Bortolami, Chiara Ceschi, Franco Fasulo, Claudio Grandis, Franco Signori, Dario Soranzo, Grantorto profilo storico di una comunità, Padova, Landitalia s.a.s, 1997
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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