Castelbaldo

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Castelbaldo
comune
Castelbaldo – Stemma
Castelbaldo – Veduta
Via Garibaldi e chiesa arcipretale di San Prosdocimo.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Padova-Stemma.png Padova
Amministrazione
SindacoRiccardo Bernardinello (lista civica) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate45°07′19″N 11°27′05″E / 45.121944°N 11.451389°E45.121944; 11.451389 (Castelbaldo)
Altitudine12 m s.l.m.
Superficie15,17 km²
Abitanti1 421[1] (31-8-2021)
Densità93,67 ab./km²
Comuni confinantiBadia Polesine (RO), Masi, Merlara, Terrazzo (VR)
Altre informazioni
Cod. postale35040
Prefisso0425
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT028029
Cod. catastaleC057
TargaPD
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 355 GG[3]
Nome abitanticastelbaldesi
Patronosan Prosdocimo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelbaldo
Castelbaldo
Castelbaldo – Mappa
Posizione del comune di Castelbaldo all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Castelbaldo è un comune italiano di 1 421 abitanti[1] della provincia di Padova in Veneto, che confina con le province di Verona e Rovigo. L'economia è prevalentemente agricola. Nella seconta metà del 1900, la produzione era incentrata soprattutto su pesche, pere, mele. Oggi sempre più sostituite da mais e ortaggi e, in misura sempre crescente, da uva (prosecco).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Castelbaldo è situato nell'angolo sud-ovest della provincia di Padova. Il territorio è delimitato su tre lati da importanti corsi d'acqua: a nord dal fiume Fratta che lo separa da Merlara (PD), a sud dal fiume Adige che lo separa da Villa d'Adige di Badia Polesine (RO), a ovest dal Canale Termine che collega i due fiumi citati e separa Castelbaldo da Begosso di Terrazzo (VR). Verso est, il confine con Masi (PD) è meno netto.

Il territorio ha origini alluvionali, ben irrigato, molto fertile, completamente pianeggiante e ricoperto da florida vegetazione. L'orizzonte verso nord è segnato dai rilievi dei Colli Berici (Vicenza) ed Euganei (Este - Monselice).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita di Castelbaldo risale al 1292, anno in cui i padovani (ancora in epoca comunale), decisero di erigere un castello a presidio e difesa dei confini meridionali dei loro territori, contro gli Scaligeri e gli Estensi. Il progetto fu affidato agli architetti Leonardo Boccalega e fra' Giovanni degli Eremitani. Il nome del paese deriva da quello del podestà di Padova del tempo, Lambertuccio de' Frescobaldi.

Il 1300 fu un secolo durante il quale Castelbaldo si trovò al centro di importanti vicende politico-militari. Tra gli eventi principali si ricorda la "Lega di Castelbaldo" (1331) che unì gli Scaligeri, i Visconti, gli Estensi, i Gonzaga, nonché Firenze e Napoli contro il re di Boemia Giovanni I di Boemia e lo Stato Pontificio. Nel 1387 vi fu combattuta una battaglia molto aspra in cui i Carraresi, divenuti nel 1318 Signori di Padova, vinsero gli Scaligeri coi quali erano quasi sempre in lotta. Ne approfittarono i Visconti che, alleandosi con i Carraresi, si inserirono in tempo per impossessarsi delle "spoglie" della signoria di Verona e di Vicenza. Nel 1388, Gian Galeazzo Visconti si alleò con Venezia contro i da Carrara finché nel 1404, caduta la signoria dei Carraresi, Castelbaldo passò definitivamente sotto il controllo di Venezia. Da quel momento, l'importanza strategico-militare di Castelbaldo andò via via diminuendo così che nel 1528 il Senato Veneto decise la demolizione della fortificazione (ciò non impedì il fatto che Castelbaldo continuasse ad essere circoscrizione territoriale, al pari di Montagnana, Este o Monselice fino alla caduta della Serenissima). Tutti i materiali furono trasportati a Legnago dove furono impiegati per la costruzione di una nuova roccaforte. Oggi dell'antico castello resta solo un torrione adibito a civile abitazione e l'indicazione toponomastica di Piazza Castello.

Nel 2017 sono state avviate le pratiche per la fusione con il confinante comune di Masi, bocciata però dal referendum del 18 dicembre 2018.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa arcipretale di San Prosdocimo (XVIII-XX secolo) L'edificio sorge sulla preesistente chiesa del XIII secolo dedicata ugualmente a San Prosdocimo, primo vescovo della diocesi di Padova. La prima pietra dell'attuale chiesa venne posta il 20 ottobre 1783 e la costruzione si protrasse, con aggiunte e modifiche in corso d'opera fino all'8 ottobre 1932.[4]
  • Chiesa della Madonna della Neve e di San Zeno. Citata già dal 1696, all'ottobre 2015 si trovava in grave stato di abbandono ma ad oggi, grazie al volontariato e a una festa estiva annuale, la chiesa è stata ripristinata a saltuarie funzioni.
  • Cappella della Madonna del Buon Consiglio

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il sindaco di Castelbaldo è Riccardo Bernardinello, insediatosi il 1º giugno 2015 con la lista civica "Lineafutura Castelbaldo" e riconfermato alle amministrative del 20/21 settembre 2020. Bernardinello è dottore in Conservazione dei Beni culturali presso l'Università Cà Foscari di Venezia. Fanno parte della giunta Fucci Federico e Splendore Nicola, entrambi consiglieri eletti.

Castelbaldo nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Castelbaldo è citata nel poema eroicomico La secchia rapita (1622) di Alessandro Tassoni, precisamente nel canto VIII all'ottava 17:

"[...] E prima fu l'insegna d'Este,

che l'aquila d'argento incoronata

portar solea nel bel campo celeste:

or d'uno struzzo bianco è figurata,

impresa del tiranno e di sue gesta.

Di Sant'Elena il fiore indi seconda,

terra di rane e di pantan feconda,

e Castelbaldo a cui tributa rena

l'Adige che fa quindi il suo cammino".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Il Veneto paese per paese, Vol. 1, p. 430.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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