Sarnano

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Sarnano
comune
Sarnano – Stemma Sarnano – Bandiera
Sarnano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
SindacoLuca Piergentili (lista civica di centro-destra) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate43°02′08.21″N 13°18′02.63″E / 43.035614°N 13.300731°E43.035614; 13.300731 (Sarnano)Coordinate: 43°02′08.21″N 13°18′02.63″E / 43.035614°N 13.300731°E43.035614; 13.300731 (Sarnano)
Altitudine539 m s.l.m.
Superficie63,17 km²
Abitanti3 137[1] (30-11-2019)
Densità49,66 ab./km²
FrazioniBiagi, Bisio, Brilli,Cadiciotto-Marinella ,Callarella, Campanotico, Cardagnano, Carsoducci, Colleciccangelo, Colmorello, Gabella, Giampereto, Grassetti-Cannavina, Grazie, Grisciotti, Margani, Mazzanti, Migliarucci-Servigliani, Morelli, Pianelle, Poanello, Piano di sotto, Piobbico, Poggio, San Cassiano, Schito, Sassotetto, Stinco, Taliani, Terro, Vecciola di Mezzo, Vecciola di Sopra
Comuni confinantiAmandola (FM), Bolognola, Fiastra, Gualdo, Montefortino (FM), San Ginesio
Altre informazioni
Cod. postale62028
Prefisso0733
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT043049
Cod. catastaleI436
TargaMC
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 270 GG[2]
Nome abitantisarnanesi
Patronosanta Maria Assunta
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sarnano
Sarnano
Sarnano – Mappa
Posizione del comune di Sarnano nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Sarnano è un comune italiano di 3 137 abitanti[1] della provincia di Macerata.

Panoramica

Situato nel cuore dei Monti Sibillini, fa parte del club dei Borghi più belli d'Italia[3] ed è stato insignito della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[4].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Sarnano sorge ai piedi dei Monti Sibillini, sovrastato a ovest dai picchi più settentrionali delle catena, i quali dal lato orientale mostrano le loro irte pareti rocciose, solcate da aspre vallate e gole. Il borgo è situato su un colle alla destra del torrente Tennacola, su una lingua di terra racchiusa tra quest'ultimo e il suo affluente, il Rio Terro.

Il territorio, prevalentemente collinare, spazia a oriente tra valli, boschi e campi coltivati. Verso nord i rilievi digradano nell'antico piano lacustre di Pian di Pieca (San Ginesio) risalente al Quaternario[5].

Il territorio comunale è chiuso ad ovest dalle ultime vette più settentrionali dei Monti Sibillini: dal Monte Castel Manardo (la cui cima costituisce il punto più alto del comune), proseguendo in direzione nord verso il Monte Valvasseto, il Monte Sassotetto, il Pizzo di Meta, la Punta del Ragnòlo, il Pizzo di Chioggia. Alle pendici di queste montagne nascono i principali torrenti della zona: il Tennacola e il Terro, suo affluente di sinistra. Entrambi scavano delle gole tra le aspre pareti rocciose delle montagne: il Tennacola attraversa la Gola dei Tre Salti tra Castel Manardo e Monte Valvasseto; il Terro scava la Valle Jana tra il Pizzo di Meta e la Punta del Ragnòlo.

Sopra le aspre pareti del Pizzo di Meta e della Punta di Ragnòlo poggiano i lievi altipiani chiamati Piani di Ragnòlo, al confine con Fiastra e Bolognola.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Sarnano è di tipo sub-appenninico, con precipitazioni medie annue superiori ai 1.000 mm. In inverno in caso di irruzioni fredde da nord-est la sua posizione con i Sibillini alle spalle favorisce l'effetto stau con nevicate abbondanti.

L'estate è calda e secca anche se frequenti sono i temporali di calore.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Sono state formulate almeno tre ipotesi riguardo l'etimologia del toponimo[6]:

  • origine etrusca: il morfema -ar ricorre nella lingua etrusca in relazione a luoghi ricchi di acqua corrente o terreni scavati dall’acqua. Il nome potrebbe alludere alla collocazione del paese tra i due torrenti Terro e Tennacola. Anche l'Abbazia di Piobbico era un tempo nota con il nome di Santa Maria intra rivora (cioè "tra i fiumi").
  • origine latina: l’ipotesi più probabile è che sia un toponimo prediale, ovvero che il terreno porti un nome derivato dal nome del suo proprietario. Questa ipotesi è avallata anche dalla presenza del morfema -anum che si ritrova in moltissimi nomi di luoghi dell’Italia Centrale. Nel caso specifico il nome dovrebbe risalire a Sarnus, che sarebbe da ricondurre a un’assegnazione di terre ai veterani di Augusto.
  • secondo una credenza popolare Sarnano si chiamava precedentemente Silvano, come la divinità italica venerata dai pastori e dalla gente di campagna come protettore del raccolto e del bestiame. Se fosse vera questa ipotesi, il nome Silvano dovrebbe però riferirsi piuttosto alla collina su cui è stato eretto il castello di Sarnano.

Storia[7][modifica | modifica wikitesto]

Epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

Già i popoli Umbri e i Piceni abitarono la zona di Sarnano, ricca di sorgenti, boschi e pascoli: nomi come "Valle Jana" e "Tennacola" richiamano le antiche divinità pagane Janus (Dio Sole per i Piceni) e Tinia (lo Zeus etrusco); inoltre presso la frazione Terro è stato rinvenuto un cippo ovale, probabilmente un altare pagano, oggi noto come "Pietra di Terro" o "Uovo di Sarnano".

Al tempo di Augusto risalgono invece i cippi di centuriazione romana rinvenuti nel territorio: dall'iscrizione su un cippo di confine (Decumano IIII, Cardo I-II-III) ritrovato tra Sarnano e Amandola, nella frazione Pianelle, si deduce che il territorio era diviso in una zona centuriata e una non centuriata, ovvero i territori montani, i cui pascoli e boschi restavano a disposizione dell’intera comunità.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta dell’Impero Romano (476) i territori furono occupati da Goti, Longobardi e Franchi, che introdussero il sistema feudale e avviarono l'incastellamento: a questo periodo deve risalire l'edificazione del castrum che diverrà in seguito l'attuale borgo.

Tra le famiglie di origine franca che giunsero nel territorio, particolare importanza ricopre quella dei Mainardi, discendenti del conte Mainardo di Siffredo, il quale diede il nome al Monte Castel Manardo. Nel XIII secolo Fidesmido dei Manardi assoggettò i signori del Castello di Malvicino entrando in possesso dei territori tra Sarnano e Gualdo, che nel 1244 passano al figlio Rinaldo, il quale si stabilì nel castello di Brunforte (tra Sarnano e Terro sul Monte Morrone) e divenne capostipite dell'omonima famiglia. Nel territorio di Sarnano vi erano allora diversi castelli: oltre a Brunforte e Malvicino, si elencano anche Poggio San Michele, Schito, Castelvecchio, Bisio, Balzo, Terro, Poggio San Costanzo, Castel Mainardo, Garulla, Galgino e San Savino.

Rinaldo di Brunforte fu per l'imperatore uno dei più fedeli alleati ghibellini della Marca, tanto da essere trattato come vicario imperiale anche in assenza di una nomina ufficiale. Alla morte di Federico II (1250), il dominio dei ghibellini nella Marca vacilla e Rinaldo, costretto dai moti di insurrezione popolari, sia schiera con il Papato. In seguito ai trionfi del 1260 riportati sul Papa da Manfredi, figlio di Federico II, le Marche tornano sotto le insegne imperiali, e Rinaldo cambia di nuovo fazione vedendosi così riconosciuti numerosi territori.

La nascita del Comune[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1264 Papa Urbano IV invia nella Marca il Cardinale Simone Paltinieri per intimare a Rinaldo di presentarsi a Roma, pena la scomunica e la perdita dei territori come sanzione per aver avallato la causa imperiale. Rinaldo non si presenta all’appello e il 1º giugno 1265 il Cardinale Paltinieri svincola gli abitanti della Comunanza di Sarnano dalla soggezione ai signori di Brunforte.

Appena un anno dopo, in seguito alla sconfitta di Manfredi grazie all'intervento di Carlo D’Angiò, la politica della Chiesa cambia nuovamente: il legato pontificio, Fulcone di Poggio Ricardo, restituisce Sarnano ai Brunforte senza però annullare il precedente provvedimento emanato da Paltinieri. Il paradosso politico porta ad uno scontro tra Rinaldo di Brunforte e gli abitanti del Castello di Sarnano, che terminerà solo il 19 giugno 1281, quando su suggerimento di Fulcone, i Sarnanesi e Rinaldo decidono patteggiare affidando la soluzione della disputa a due abati: Giovanni dell’Abbazia di SS. Vincenzo e Anastasio di Amandola e Mauro dell’Abbazia di Piobbico. Il 23 giugno 1282 gli abati emettono il verdetto: i Signori di Brunforte dovranno riconoscere il comune di Sarnano, diventandone castellani e distruggendo tutti gli castelli di loro proprietà escluso quello di Brunforte. Il 14 luglio l’accordo viene firmato da quattro notai, e il 23 novembre Rinaldo (che nel frattempo era stato eletto podestà a Pisa) autorizza i suoi figli a concedere la libertà a tutti i vassalli, compresi gli abitanti di Sarnano. Morirà il 30 agosto di quello stesso anno.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 marzo 1944, una settimana dopo l’eccidio di Montalto e lo scontro a fuoco di Monastero, i nazisti ambivano ad annientare, dopo i vari rastrellamenti effettuati, i partigiani che risiedevano a Piobbico. La loro eliminazione avrebbe permesso ai nazisti di conquistare le strade statali SS 77 e SS 78. Nell’operazione di rastrellamento parteciparono non solo forze provenienti dal comando di Macerata ma anche da quello di Ascoli Piceno.[8][9][10]

Lo squadrone tedesco delle Gebirgsjäger e gli uomini del Battaglione M "IX Settembre" si diressero, all'alba alla volta di Sarnano. Angiolino Ghiandoni, ricorda il momento in cui le truppe iniziarono a bombardare con mortai.[8][9][10]

«Fummo svegliati da un improvviso susseguirsi di esplosioni e di raffiche che a me sembrò infernale. (…) durò soltanto un quarto d’ora esatto ma sembrò eterno»

(A. Ghiandoni, Ciò che vidi e udii a Sarnano (1943-'44-'45), Mierma, Camerino, 1997, p.36[8])

Occupato il paese, i nazisti confluirono le persone sequestrate durante i rastrellamenti, minacciano di morte per impiccagione se non rivelavano la posizione dei soldati partigiani. Nel mentre altri soldati si diressero nelle frazioni vicine dove si ipotizzava potessero essere nascosti. Giunti alla frazione Morelli, uccisero Amedeo Antognozzi che stava fuggendo, nella frazione Piano ferirono Vito Birrozzi, uccisero l'elpidiense Mario Catini in Piazza Perfetti, dentro al centro storico del paese e a Piobbico furono uccisi due slavi che tentavano la fuga e il comandante del gruppo, Decio Filipponi.[8][9][10]

I civili rimasero fino alle 14 in piazza Vittorio Emanuele II, mentre veniva effettuata un’accurata perquisizione delle case e nel pomeriggio vennero rilasciati. È stata fino ad oggi convinzione comune che la salvezza di quella gente fu grazie alla scelta del tenente Filipponi di non fare resistenza e scegliere la morte.[8][9][10]

Dopo i fatti del 29 marzo, i partigiani subirono un iniziale periodo di sbandamento che tuttavia superarono sotto il gruppo del comandante montenegrino Janko Klicovach. I partigiani ripresero sotto il loro comando la rotabile Amandola-Sarnano e iniziarono a creare problemi alle truppe nazifasciste. Per questo il Battaglione M "IX Settembre" fu richiamato nella regione alla fine di aprile. Vennero stabiliti una serie di presidi nei principali paesi attraversati dalla SS 78: ad Amandola, Comunanza e Sarnano occuparono il palazzo Brandi e l’asilo infantile “marchese Benedetto Costa”. Sempre a Sarnano venne dislocato anche un piccolo gruppo di tedeschi. Nelle settimane successive i militi ricominciarono le operazioni mirate al contenimento delle bande armate. Mentre i fascisti si appostavano, anche i partigiani organizzarono per la fine di maggio un’azione che aveva l’obbiettivo di annientare l’intero presidio a Sarnano. Il 30 maggio i partigiani del gruppo di Piobbico, insieme al distaccamento Lucio, al Gruppo Nicolò e al gruppo di Gualdo si adunarono a Cese, piccolo villaggio addossato alla montagna. Alle prime ore del giorno successivo si diressero in silenzio verso il comune. Alcuni uomini si posizionarono con la mitragliatrice presso il poligono di tiro dove tutti i giorni il reparto fascista andava ad esercitarsi, altri proseguirono verso il paese, anch’essi muniti di mitragliatrice, e si posizionarono sopra il campo sportivo dove un altro reparto faceva di solito esercizio fisico.[8][9][10]

L’agguato riuscì a metà. Un reparto si presentò come al solito al tiro a segno, mentre l’altro, decisamente più fortunato, quel giorno rimase in caserma perché il maresciallo che lo comandava aveva passato una notte in albergo con una donna e la mattina non si era svegliato. Così quando capirono che l’appostamento non avrebbe avuto fortuna, i partigiani si spostarono dal campo sportivo e si diressero verso il palazzo Brandi. Iniziarono a sparare alle finestre dove alcuni fascisti erano affacciati poiché richiamati dalla sparatoria al poligono. Lì l’agguato riuscì e comportò l’uccisione di 8 fascisti e il ferimento di 12.[11] Per errore rimasero uccisi anche due partigiani del "1º maggio": l’inglese George Godfrey e lo slavo Dusan Labovic.[8][9][10]

Subito dopo l’accaduto, venne mandata da Macerata una compagnia della GNR per un’immediata azione di rastrellamento che alla fine non verrà eseguita. I partigiani avevano già ripiegato verso le rispettive provenienze.[8][9][10]

«Il 31 maggio rappresentò per il movimento antifascista e patriottico sarnanese e marchigiano una sorta di risarcimento per la funesta aggressione patita due mesi prima»

("L’occupazione nazifascista di Sarnano" in R. Giacomini, Ribelli e partigiani. La Resistenza nelle Marche 1943-1944, Affinità elettive, Ancona, 2008, p.210[9])

Il 20 giugno a Sarnano giunse la notizia che Fermo fu liberata. Dato che anche lì, dal giorno precedente non si vedevano più in giro soldati nazifascisti, la gente si riversò in strada per festeggiare, mentre partigiani del battaglione "1º maggio" entravano nel paese. Si tenne una manifestazione in piazza Perfetti dove ebbero un incontro il presidente del Comitato di Liberazione di Sarnano, Zeno Rocchi, e il commissario prefettizio, Arturo Tirabassi. Quest’ultimo era sfollato da Roma e aveva assunto quel ruolo dopo che altri due funzionari delle prefettura si erano dati alla fuga. Aveva svolto il compito cercando di barcamenarsi con moderazione tra i partigiani e i nazifascisti. Divenne il primo Sindaco della Liberazione.[8][9][10]

Arrivo dei paracadutisti del 183º Reggimento paracadutisti "Nembo"
Targa commemorativa del passaggio della "Nembo", deposta nel 1989

Il 21 giugno 1944 arrivarono anche a Sarnano i reparti della "Nembo" del Corpo Italiano di Liberazione (CIL) per la liberazione del territorio.[8][9][10]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo borgo medievale diventato comune autonomo nella seconda metà del Duecento, conserva ancora diversi edifici di importanza storica.

Nella Piazza Alta, primo nucleo dell'abitato, affacciano il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Popolo (oggi Teatro della Vittoria), il Palazzo del Podestà e la chiesa di santa Maria di Piazza con all'interno notevoli opere d'arte.

Il centro, arroccato ed edificato principalmente con pietra cotta (che fa del paese una sua caratteristica peculiare) ospita anche la Pinacoteca civica, la biblioteca francescana, il museo delle armi antiche e moderne, del martello e quello dell'avifauna.

Grotte di Soffiano[modifica | modifica wikitesto]

Immagine della grotta dell'eremo di Soffiano

Lungo la valle del Terro sorgono i resti dell'Eremo di Soffiano: un antico romitorio ricavato all'interno di una rientranza nella parete rocciosa della montagna. Le fonti riferiscono che nel 1101 alcuni signori del luogo donarono al prete Alberto ed ai suoi compagni un terreno per edificare una chiesa dove condurre una vita eremitica[12].

Tuttavia la zona era già precedentemente frequentata, come dimostra il toponimo Soffiano, derivante da "Sub Janus", in riferimento all'antica divinità pagana Janus. Anche la gola sovrastante la grotta prende il nome di Valle Jana, e inoltre presso il sottostante abitato della frazione Terro fu rinvenuta il 21 novembre 1986[13] una strana pietra (nota come "Pietra di Terro" o "Uovo di Sarnano") dall'incerta funzionalità, ma sicuramente utilizzata in epoca preromanica.[14]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Collegiata di Santa Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

La collegiata di Santa Maria Assunta fu costruita intorno all'XI secolo da monaci benedettini, nel periodo in cui gli abitanti erano assoggettati dai Brunforte.[15]

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Francesco, attigua al palazzo comunale è dedicata al frate assisano in memoria di una sua permanenza in paese a cavallo tra il 1214 e il 1216.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale di Sarnano, con 20 000 volumi, aperta nel 1868, risale dalla biblioteca del convento di San Francesco, databile tra il 1327 e il 1329, quando dei frati Minori francescani del Convento di Roccabruna furono costretti a trasferirsi in paese.[17][18]

Scuola[modifica | modifica wikitesto]

Il comune possiede il liceo scientifico dell'Istituto di Istruzione Superiore Alberico Gentili di San Ginesio.[19]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Risorse termali[modifica | modifica wikitesto]

Le Terme di San Giacomo nascono ufficialmente nel 1933 durante il regime fascista, per suscitare entusiasmi, aumentare la prestanza fisica, il corpo e valorizzare le risorse nazionali.[20] Il poeta Enrico Ricciardi, dichiarò che gli effetti terapeutici dell'acqua termale erano identici se non migliori di altre a livello nazionale.[21]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Catena di montaggio per l'imbottigliamento dell'acqua "Fonte San Giacomo"

Nel XX secolo il comune osptitava una struttura della Tiamat apposita per l'imbottigliamento dell'acqua minerale. L'acqua prodotta si chiamava Sorgente di S. Giacomo,[22] nome che fu cambiato successivamente in Fonte di S. Giacomo.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Sarnano è anche un'importante stazione termale, vi sono presenti infatti le terme di San Giacomo e diverse stazioni sciistische, come Sassotetto e La Maddalena. Va ricordato inoltre come negli anni ottanta e novanta, Sarnano era meta assai ambita da diverse squadre di calcio professionistiche come luogo in cui effettuare il ritiro estivo precampionato.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
9 ottobre 1985 18 maggio 1990 Ermenegildo Piergentili DC Sindaco
19 maggio 1990 23 aprile 1995 Ermenegildo Piergentili DC Sindaco
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Baldo Alessandrini Centro-sinistra Sindaco
14 giugno 1999 12 giugno 2004 Federico Marconi Centro-destra Sindaco
13 giugno 2004 18 novembre 2008 Federico Marconi Centro-destra Sindaco
19 novembre 2008 7 giugno 2009 Francesco Costantino Senesi Commissario Prefettizio
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Franco Ceregioli PdL Sindaco
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Franco Ceregioli La buona amministrazione Sindaco
27 maggio 2019 in carica Luca Piergentili La buona amministrazione[23] Sindaco

Fonte: Ministero dell'Interno[24].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio del paese la Società Sportiva Sarnano gioca attualmente in Seconda Categoria e disputa le partite casalinghe allo stadio comunale Mario Maurelli, campo intitolato all'arbitro di calcio internazionale, spesso sede di ritiri estivi di squadre di Serie A e B. Inoltre a Sarnano sono presenti due squadre di calcio a 5: Tre Torri Sarnano che gioca in Serie D e UISP Le Querce Sarnano (quest'ultima amatoriale UISP).

Sci[modifica | modifica wikitesto]

La stazione sciistica di Sassotetto è molto praticata in Inverno dagli sciatori locali e non. Inoltre le piste della stazione Santa Maria Maddalena sono spesso teatro dei campionati regionali di sci alpino.

Cronoscalata Automobilistica Trofeo L. Scarfiotti Sarnano Sassotetto[modifica | modifica wikitesto]

Il Trofeo Scarfiotti nasce per ricordare il mitico pilota Ludovico Scarfiotti, scomparso prematuramente e tragicamente, in un incidente in Germania, l'8 giugno 1968, nel circuito di Rossfeld, nella città di Berchtesgaden, alla guida di una Porsche 910. Il pilota marchigiano, nipote di Giovanni Agnelli, viene quindi ricordato nel modo migliore, con la cronoscalata che porta il suo nome.

La prima edizione della Sarnano Sassotetto risale al 1969 e si è protratta fino ad oggi grazie alla tenacia e alla determinazione di un comitato organizzativo che raccoglie sinergicamente le forze del territorio. In particolare l'Aci di Macerata non ha mai smesso di credere in questo evento sportivo nonostante la sua interruzione, venti anni fa, alla 17ª edizione. Dopo questa annosa assenza l'allora sindaco di Sarnano Marconi iniziò a rimettere in moto la macchina organizzativa di questo evento di rilevanza nazionale e internazionale.

In questo modo il Trofeo Scarfiotti ha ripreso vita nel 2008, proprio su quei 10 km di percorso nei quali sfrecciavano e sfrecciano le auto e le emozioni degli amanti delle quattro ruote di allora e di oggi.[25]

Ad oggi a cavallo dei primi due week end di giugno (30 maggio 1º giugno gara valida per Campionato Italiano Velocità Montagna - CIVM ) e (13 14 15 giugno gara valida per Trofeo Storico Civsa ) la Cronoscalata automobilistica Trofeo L.Scarfiotti è un evento che richiama molti appassionati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ https://borghipiubelliditalia.it/borghi/
  4. ^ https://www.bandierearancioni.it/
  5. ^ SAN GINESIO in "Enciclopedia Italiana", su www.treccani.it. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  6. ^ Sarnano: l'origine del nome | Portale Turistico Ufficiale, in Sarnano più di quanto immagini, 2 ottobre 2016. URL consultato il 6 aprile 2018.
  7. ^ La storia del Comune di Sarnano | Portale Turistico Ufficiale, in Sarnano più di quanto immagini, 29 settembre 2016. URL consultato il 9 aprile 2018.
  8. ^ a b c d e f g h i j A. Ghiandoni, Ciò che vidi e udii a Sarnano (1943-'44-'45), Mierma, Camerino 1997
  9. ^ a b c d e f g h i j "L’occupazione nazifascista di Sarnano" in R. Giacomini, Ribelli e partigiani. La Resistenza nelle Marche 1943-1944, Affinità elettive, Ancona 2008, p.205-210
  10. ^ a b c d e f g h i M. Salvadori, La Resistenza nell'anconetano e nel piceno, Istituto per la storia del movimento democratico e repubblicano nelle Marche, Ancona 2005
  11. ^ Del numero di fascisti morti durante lo scontro esistono differenti ricostruzioni: per alcuni si tratterebbe di una cifra decisamente maggiore che si aggirerebbe intorno ai 45 uomini. I morti verranno onorati con solenni funerali.
  12. ^ Comune di Sarnano | Turismo | monumenti, su turismo.comune.sarnano.mc.it. URL consultato il 6 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2018).
  13. ^ Sarnano e l'uovo misterioso | Cultmarche, 14 novembre 2013. URL consultato il 6 aprile 2018.
  14. ^ La storia di Sarnano | Portale Turistico Ufficiale, in Sarnano più di quanto immagini. URL consultato il 6 aprile 2018.
  15. ^ Chiesa di Santa Maria di Piazza Alta, su www.sarnanoturismo.it.
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Biblioteca di Sarnano, su www.sarnanoturismo.it.
  18. ^ La libreria dei Minori Conventuali di S. Francesco, su bibliotecheclaustrali.unimc.it.
  19. ^ IIS A. Gentili, su istitutogentili.edu.it.
  20. ^ Storia, su www.termedisarnano.it.
  21. ^ Le origini, su www.termedisarnano.it.
  22. ^ Acqua minerale S. Giacomo, su www.acqueminerali.it.
  23. ^ In quota Forza Italia
  24. ^ http://amministratori.interno.it/amministratori/AmmIndex6.htm
  25. ^ Organizzazione Evento Cronoscalata Automobilistica Trofeo L. Scarfiotti, sarnanosassotetto.it, http://www.sarnanosassotetto.it/.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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