Petriolo

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Petriolo
comune
Petriolo – Stemma Petriolo – Bandiera
Petriolo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
SindacoDomenico Luciani (lista civica) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate43°13′15.75″N 13°27′56.73″E / 43.221042°N 13.465758°E43.221042; 13.465758 (Petriolo)Coordinate: 43°13′15.75″N 13°27′56.73″E / 43.221042°N 13.465758°E43.221042; 13.465758 (Petriolo)
Altitudine271 m s.l.m.
Superficie15,65 km²
Abitanti1 950[1] (31-3-2018)
Densità124,6 ab./km²
Comuni confinantiCorridonia, Loro Piceno, Mogliano, Tolentino, Urbisaglia
Altre informazioni
Cod. postale62014
Prefisso0733
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT043036
Cod. catastaleG515
TargaMC
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 995 GG[2]
Nome abitantiPetriolesi
Patronosan Marco
Giorno festivo25 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Petriolo
Petriolo
Petriolo – Mappa
Posizione del comune di Petriolo nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Petriolo è un comune italiano di 1 950 abitanti[1] della provincia di Macerata.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Petriolo sorge sullo spartiacque fra i fiumi Fiastra e Cremone ad un'altitudine di 271 m s.l.m., in una posizione da cui si ha una vista che va dalle vette dei Sibillini ad ovest (con le cime di Pizzo Tre vescovi, Monterotondo, Pizzo Regina, Sibilla, Vettore) fino al mare Adriatico ad est. Il territorio, una volta ricco di selve, vanta un gran numero di sorgenti, una delle quali di acque sulfuree.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La ricchezza delle acque è stata messa in relazione con l'origine del nome Petra, legandolo cioè a quelle rocce di arenaria visibili in molte parti del paese. Altre ipotesi ritengono che le sorgenti sulfuree presenti in quella parte della collina che digrada verso il fiume Cremone, confine naturale con il comune limitrofo di Mogliano, a causa della loro consistenza un po' oleosa, abbiano fatto parlare di "petrolio" da cui il nome. L'ipotesi più attestata è quella secondo cui il nome sia una deformazione del latino Praetoriolum, ovvero villa del pretore della vicina città di Urbs Salvia.

Nel 1942 fu creato dal Regime fascista un campo di concentrazione femminile.[3][4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello, sorto intorno al X secolo ebbe fra i primi signori i "De Nobili", potente famiglia feudale, che nel 1341 lo vendettero alla città di Fermo, conservando alcuni diritti e privilegi a vantaggio della comunità. La signoria fermana cessa con il 1808 e l'avvento del Regno d'Italia sotto l'imperatore Napoleone I. Con la restaurazione pontificia del 1815 Petriolo passa sotto la Delegazione apostolica di Macerata, quindi a seguito dell'Unità d'Italia, nel 1861 diventa uno dei 57 comuni della provincia di Macerata.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Durante il mese di agosto c'è un fiorire di eventi musicali e teatrali.

I principali avvenimenti ruotano intorno alle festività dei patroni San Marco e San Martino che si celebrano rispettivamente il 25 aprile e l'11 novembre. In occasione delle suddette festività si svolgono le tradizionali fiere con numerose bancarelle che richiamano persone anche dai paesi vicini.

Altra importante manifestazione è "le cantinette" che si svolge nei primi di novembre. In questa occasione si riaprono le antiche cantine, gestite in questi giorni dai giovani che offrono prodotti locali e simpatici spettacoli.

L'ARTE

Nonostante la piccolezza del sito la lunga storia ha lasciato a Petriolo numerose opere d'arte. Del ‘400-‘500 restano due belle immagini sacre: la Madonna del Soccorso, conservata presso la piccola Chiesa del Soccorso. Le parti più belle di quest'opera sono sicuramente il volto della Vergine e le mani. Presso la chiesa della misericordia sono presenti numerose opere d'arte: la madonna lignea di Giovanni Aquilano; il dipinto di Ciro Pavisa; una tela di Andrea De Magistris; una tela di Durante Nobili. Poi di pregevole fattura sono le porte di Sesto Americo Lucchetti, che narrano il miracolo dei buoi. Per la Chiesa della Misericordia avrebbe dovuto creare un'opera colossale lo scultore Diego De Minicis: una Via Crucis. Purtroppo sia l'incomprensione tra lo scultore e Mons.Manfroni sia la guerra di Russia hanno stroncato questa iniziativa di grande valore culturale. Lo scultore creò solo tre stazioni, di cui ne restano due, visibili nel Museo Comunale Diego De Minicis.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come la rinomata produzione di articoli per arredamento, in vimini o in midollino ed anche per la produzione di scarpe fatte a mano.[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1951 Alfonso Pacioni Democrazia Cristiana Sindaco
1951 1956 Carlo Natali Democrazia Cristiana Sindaco
1956 1960 Carlo Natali lista civica "Leone" Sindaco
1960 1964 Carlo Natali lista civica "Leone" Sindaco
1964 1970 Pier Paolo Pacioni Democrazia Cristiana Sindaco
1970 1975 Domenico Valori lista civica "Leone" Sindaco
1975 1980 Amleto Natali lista civica "Leone" Sindaco
1980 1985 Rolando Vissani Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1990 Rolando Vissani Democrazia Cristiana Sindaco
1990 22 aprile 1995 Paolo Natali lista civica "Leone" Sindaco
23 aprile 1995 12 giugno 1999 Paolo Natali lista civica "Leone" Sindaco
16 aprile 2000 2 aprile 2005 Maurizio Castellani lista civica "del Leone" Sindaco
3 aprile 2005 28 marzo 2010 Maurizio Castellani lista civica "del Leone" Sindaco
29 marzo 2010 31 maggio 2015 Piera Debora Mancini lista civica "del Leone" Sindaco
1º giugno 2015 in carica Domenico Luciani lista civica "Petriolo Domani" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale il San Marco Petriolo ha una storia nell'ambito calcistico molto ampia. Nel primo anno di Promozione, è riuscita ad arrivare a pochi punti di distacco dalla fatidica zona Play Off. Nell'anno successivo, per vari motivi, deve vendere il titolo alla Vis Macerata, così ora si ritrova a disputare la Terza Categoria delle Marche e gioca le partite casalinghe al campo sportivo comunale Properzi e Ciabocco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Petriolo, storia del territorio
  4. ^ Capogreco, Carlo Spartaco. I campi del duce: l'internamento civile nell'Italia fascista, 1940-1943. Vol. 574. Einaudi, 2004.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 10.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

IL TEATRO

Tutti i paesi della provincia di Macerata, anche i più piccoli, hanno il loro ben teatro antico. A Petriolo l'attuale teatro è decisamente moderno. Recentemente esso è stato restaurato e dotato di sistemi di sicurezza. Non esiste quindi un teatro antico a Petriolo perché nel dopoguerra un'amministrazione comunale decise di demolirlo per avere questa attuale struttura, in un certo senso, meno dispendiosa. Ma i ricordi delle persone anziane e alcuni documenti possono riportare alla memoria il bel teatro di una volta.

Presso l'archivio di Stato di Macerata, nel fondo di Petriolo la Dr. Laura Vissani ha trovato un documento, il quale dimostra che nel 1737 esisteva già un teatro a Petriolo, di proprietà di Benedetti, il cui acquisto veniva proposto al Consiglio del Comune. Non si può asserire che il teatro, che le persone più anziane ricordano e di cui resta la piantina riportata, sia il teatro a cui si riferisce al documento archivistico sia ascrivibile al periodo di Augustoni, che, come abbiamo detto, rimaneggiò tutta la zona.

IL MULINO

Esso costituiva una realtà molto importante, in quanto era fonte di vita per il paese. È riportato in una bellissima pianta conservata presso il Comune e datata 1782. Nella descrizione riporta il percorso del vallato verso il mulino storico, rappresentato dalla casetta alla estrema sinistra e, come particolare ingrandito.

Il vallato permetteva di prelevare l'acqua dal Fiastra in prossimità dell'Abbadia e di convogliarla al mulino per azionare le macine. Grande cura era riservata sia al vallato che al mulino perché da queste realtà dipendeva la vita della comunità. Gli argini erano continuamente monitorati e le paratie presenti lungo il percorso del vallato permettevano di regolare il flusso dell'acqua in modo da non danneggiare gli argini. Dopo l'inizio dell'era dell'energia elettrica il vallato è caduto in disuso ed è stato riassorbito dai terreni adiacenti. Resta solo un piccolo manufatto: un piccolo ponte che permetteva all'acqua del vallato di scavalcare il fosso di Rio che scorreva perpendicolarmente. Il ponte era corredato di sponde che agli inizi del 900 sono state smontate.

Esiste un Istromento, nell'archivio comunale, rogato alla fine del ‘700 con il quale il Comune di Petriolo (in difficoltà economiche) cede in enfiteusi per tre generazioni “mascoline” al Conte Sabbioni di Fermo tutte le terre, tranne il vallato ed il mulino. Inoltre limita i diritti sulle selve, che servivano ai petriolesi per approvvigionarsi di legna, da dare ai fornai per poter cuocere il pane. Il mulino in figura esiste ancora ed è rimasto cristallizzato ai primi del ‘900, quando era ancora in funzione.

IL SACRARIO

Il tributo di sangue che Petriolo ha pagato nelle due guerre mondiali è stato onorato edificando un luogo di culto, dove sono raccolte le spoglie dei soldati caduti. Esso sorge in un luogo “sacro”. Infatti nel ‘700, come è riportato nel catasco settecentesco redatto da Pietro Tartufoli (1732), era ivi ubicata una Chiesa, la Chiesa del Crocifisso. Questa chiesa fu poi demolita, tanto che Mollari, Ingegnere capo del Dipartimento del Musone dal 1806 alla fine del periodo napoleonico, non ha lasciato traccia di una Chiesa nella sua tavola acquerellata che riporta la strada che da Petriolo va verso Montolmo. Successivamente in questa area sorse il Cimitero, di cui Marzio Tamburri, fine disegnatore, ha lasciato il ricordo in uno dei suoi disegni. Questo luogo ha poi conosciuto una nuova trasformazione in quanto il Cimitero è stato spostato nella sede attuale e qui fu eretto il Sacrario per i caduti di tutte le Guerre, per onorare la loro memoria. Una volta che il cimitero fu spostato nell'attuale posizione, quest'area fu utilizzata per la commemorazione dei soldati morti in guerra.

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