Ussita

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Ussita
comune
Ussita – Stemma Ussita – Bandiera
Ussita – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
Sindaco Mauro Passerotti (commissario prefettizio) dal 7-6-2017
Data di istituzione 1913
Territorio
Coordinate 42°56′38.87″N 13°08′34.62″E / 42.944131°N 13.14295°E42.944131; 13.14295 (Ussita)Coordinate: 42°56′38.87″N 13°08′34.62″E / 42.944131°N 13.14295°E42.944131; 13.14295 (Ussita)
Altitudine 744 m s.l.m.
Superficie 55,3 km²
Abitanti 446[1] (30-11-2016)
Densità 8,07 ab./km²
Frazioni Calcara, Capovallazza, Casali, Castel Fantellino, Cuore di Sorbo, Fluminata (sede comunale), Frontignano, Sammerlano, San Placido, Sant'Eusebio, Sorbo, Vallestretta
Comuni confinanti Fiastra, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Montefortino (FM), Pieve Torina, Visso
Altre informazioni
Cod. postale 62039
Prefisso 0737
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 043056
Cod. catastale L517
Targa MC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 510 GG[2]
Nome abitanti ussitani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ussita
Ussita
Ussita – Mappa
Posizione del comune di Ussita nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Ussita è un comune italiano di 446 abitanti[1] della provincia di Macerata.

È comune sparso con sede in località Fluminata.[3]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Comunità montana di Camerino. È posto a ridosso dei Monti Sibillini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del toponimo non è chiara. Le ipotesi più plausibili lo riconducono al latino exitus, uscita, porta, valico, o alla tribù sannitica degli Ussiti che si rifugiò sugli Appennini, o ad un'espressione albanese che significa "acqua impetuosa".

La storia di Ussita è legata a quella di Visso, di cui era la più importante delle cinque "guaite" che nel XIII secolo, svincolatesi dall'autorità dei feudatari, entrarono a far parte di questo comune, mantenendo tuttavia l'autonomia amministrativa. Risale al 1380 la costruzione del castello sul colle Fantellino, favorita da Rodolfo da Varano.

È stata frazione di Visso fino al 1913, quando è stata eretta in Comune autonomo.

Il centro abitato è stato gravemente danneggiato dal terremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017 in particolare dalle scosse avvenute tra il 26 e il 27 ottobre[4] che hanno avuto come epicentro Castelsantangelo sul Nera e la stessa Ussita: le scosse hanno demolito, tra le altre cose, la facciata della Chiesa di Ussita, alcuni degli impianti sportivi e reso inagibile il municipio[5].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Torrente Ussita
Il viale che porta alla chiesa di Santa Maria

Il castello di Ussita sorgeva sul colle Fantellino nella località di Castel Murato. Esso consisteva in una cinta muraria di forma trapezoidale, difesa da cinque torri e da un fossato esterno. Dei ruderi resta soprattutto una torre in pietra del XIV secolo a base quadrata inglobata nel cimitero comunale, in posizione dominante nella vallata ma purtroppo crollata in seguito all'evento sismico del 30 ottobre 2016.

La principale chiesa è nella frazione Pieve. Negli anni '20 del XX secolo, per munificenza del cardinale Pietro Gasparri originario di Ussita, fu restaurata dall'architetto romano Aristide Leonori che gli diede forme medievaleggianti con un rosone centrale in facciata.

La chiesa di Santa Maria Assunta a Calcara, è un'antica chiesa pievana. Fu costruita nel Trecento in stile gotico, su un precedente edificio di culto, e venne completata nel 1389. Da essa dipendevano ventidue cappelle e chiese della zona. La facciata rifatta in pietra ha un portale ogivale, sorretto da due colonnine, un rosone al centro e due finestre laterali cuspidate. All'interno, ad una navata, è un fonte battesimale del 1390, affreschi di Paolo da Visso del 1470 e pitture della scuola mevalese del 1456. Dietro l'altare maggiore è collocata una interessante tavola degli Angelucci di Mevale del 1584. In altri locali della chiesa sono conservati: un reperto di pietra calcarea dell'VIII-IX secolo d'arte barbarica, una statua romanica del XII secolo, una statua lignea trecentesca di San Sebastiano e diverse tele del Seicento e Settecento. Restaurata nel 1915 è stata resa inagibile dal terremoto di Umbria e Marche del 1997.

La chiesa di Santo Stefano è posta fuori dal borgo di Sorbo. È risalente al Duecento e, nonostante sia stata restaurata nel 1942 dal senatore Sili[non chiaro], ha mantenuto la struttura originale. Ad una sola navata, conserva sulla parete di fondo un affresco del 1474 attribuibile, per ragioni stilistiche benché sia deteriorato dal tempo, a Paolo da Visso. Al centro della stessa parete un altare ligneo barocco del Seicento.

La chiesa dei Santi Vincenzo ed Anastasio a Casali è un'antica cella monastica benedettina sorta nel periodo longobardo. Come indicato da un'iscrizione interna, nel 1093 fu consacrata dal vescovo di Spoleto. Nel 1115 passò alle dipendenze dell'abbazia di Sant'Eutizio. L'edificio conserva elementi architettonici romanici, nonostante i vari restauri. La facciata in pietra, restaurata nel 1929, ha un portale ad arco con ghiera dentellata e una bifora, la cui colonnina ha un capitello a stampella. Sull'arco della bifora è posto lo stemma dell'abbazia di Sant'Eutizio. L'interno ad una navata con capriata ha due altari lignei barocchi del Seicento; su uno di essi è posta una tela di A. Righi del 1638. Nell'abside, con doppio arco in pietra, è sistemato un altare, anch'esso in pietra, decorato con archetti in stile romanico-longobardo.

Nel borgo di Castel Fantellino è presente una chiesetta del Quattrocento, decorata nei secoli successivi da artisti provenienti da Roma.

La Fontana del Fantasma è un'antica fontana probabilmente adibita a lavatoio che sorge nel bosco, lungo il sentiero che conduce Castel Fantellino a Calcara. La leggenda vuole che una ragazza affetta da sonnambulismo sia scomparsa, una notte, sul sentiero, ed il giorno dopo il volto del fantasma era visibile inciso sulle fontana.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

L'archivio comunale conserva gran parte delle testimonianze di vicende politiche e amministrative che nel corso dei secoli hanno segnato la vita della comunità. Sino agli anni settanta vi erano contenuti alcuni oggetti (tra i quali la medaglia della Conciliazione in argento ed il collare della Santissima Annunziata) appartenenti al cardinale Pietro Gasparri, che furono trafugati negli anni settanta.

Persone legate a Ussita[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese, a carattere tipicamente montano, si sviluppa su numerose piccole frazioni tutte adagiate alle pendici del Monte Bove. La sede comunale è a Fluminata.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le frazioni oggi inglobate nel capoluogo comunale sono:

  • Fluminata è il centro della città costituito dal Palazzo municipale, recentemente ristrutturato, dalla piazza e dai principali piccoli negozi del paese;
  • Pieve è quasi un tutt'uno con la frazione Fluminata, il nome deriva dalla chiesa.
  • Vallazza: a metà strada tra Pieve e Fluminata. Caratteristico il parchetto nel quale scorre il torrente Ussita, affluente del fiume Nera.
  • Tempori è la frazione posta sopra la Pieve.
  • Sasso: si trova a ovest, in direzione di Visso.

Altre frazioni includono:

  • Capovallazza: situata all'estremità del paese, è sede dello stabilimento dell'acqua minerale Roana. Vi nacque il cardinale Pietro Gasparri;
  • Sant'Eusebio: in posizione molto più elevata dal centro comunale, domina la valle del torrente Ussita;
  • Calcara: situata a sud del centro, ha conservato il proprio nucleo originario.
  • Castel Fantellino: prende il nome dai ruderi del castello trecentesco oggi inglobati nel cimitero comunale.
  • Casali: sorge su una terrazza naturale sulle pendici di Monte Rotondo.
  • Vallestretta: costituita dagli agglomerati di Tresto e Cuntra, sorge in fondo ad una valle alla destra orografica del torrente Ussita, delimitata dalle pendici del Monte Rotondo e del Monte Careschio, e sovrastata dal versante ovest di Croce di Monte Rotondo. Negli anni novanta fu risparmiata da una valanga che si fermò poco a monte delle abitazioni.
  • Frontignano: stazione sciistica dominata dai massicci del Bove e del Bicco.
  • Sammerlano: è la frazione più recente, sorta negli anni ottanta del XX secolo.
  • Sorbo: conserva quasi intatte le caratteristiche del borgo di montagna.
  • Cuore di Sorbo.
  • San Placido: antica frazione ormai disabitata, situata sulla parte alta dei pendii che dominano l'alta valle del Nera, non lontano da Frontignano. Vi è un cimitero antichissimo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo comunale
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 giugno 1985 19 maggio 1990 Nicola Rinaldi DC Sindaco
20 maggio 1990 23 aprile 1995 Nicola Rinaldi DC Sindaco
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Silvia Bernardini Centro-sinistra Sindaco [7]
14 giugno 1999 12 giugno 2004 Silvia Bernardini Lista civica Sindaco [8]
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Sergio Morosi Lista civica Sindaco [9]
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Sergio Morosi Lista civica Impegno per Ussita Sindaco [10]
26 maggio 2014 6 giugno 2017 Marco Rinaldi Lista civica Per Ussita Nuova Sindaco [11][12][13][14]
7 giugno 2017 in carica Mauro Passerotti Commissario prefettizio [15]

Fonte: Ministero dell'Interno[16].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Comune tipicamente montano, Ussita è oggi una località turistica nella quale d'inverno è possibile praticare lo sci, con piste e impianti di risalita presso Frontignano, e d'estate il nordic walking. Il comune è munito di una centrale idroelettrica, rimodernata nel 2008, che provvede a fornire il comune di una grossa fonte di introiti.[17] Grazie alla floridezza della sua economia in alcune classifiche nazionali Ussita si è qualificata terzo comune più ricco d'Italia.[18][19][20]

Energia idroelettrica[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Ussita ha una sua piccola storia nel settore dell'energia elettrica. Già nel 1928 venne realizzata per interessamento del Cardinale Pietro Gasparri un prima centralina idroelettrica in località Vallazza. Questa turbina è ancora oggi esistente nel fabbricato di fronte alla Casa di Riposo. Il fabbricato, successivamente ampliato, oggi costituisce la cabina di arrivo della rete elettrica di collegamento a Visso e da qui partono le linee per le varie frazioni ed abitati di tutto il Comune. La prima centralina veniva alimentata dal torrente Ussita tramite un canale a deflusso continuo con un salto di soli 4 metri. Successivamente venne creato poco sopra un piccolo bacino con uno sbarramento in cemento che consentiva di accumulare acqua durante la notte per produrre durante il giorno. Un passaggio fondamentale avvenne negli anni sessanta quando il settore dell'energia elettrica venne nazionalizzato e nacque l'Enel, monopolista nazionale. Il Comune riuscì ad evitare la nazionalizzazione della sua centralina ed a mantenere anche la rete di distribuzione dell'energia elettrica su tutto il suo territorio.[17]

Nel 1973 venne costruita la centrale di San Simone in località La Serra a monte di Capovallazza, dietro il Parco della Vittoria. Questa centrale sfruttava sempre le acque del fiume Ussita, ma con un salto di ben 250 metri. Questo impianto era già capace di assicurare le necessità di energia dell'intero territorio comunale ed è rimasto in funzione fino al 1991.

La ruota della turbina è ora esposta sul piazzale antistante la centrale.

Nel 1982, con l'emanazione della legge 308 per incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, venne presentata all'allora Ministero dell'Industria la domanda per ottenere il contributo per la costruzione di due nuove centrali. La prima con un salto di circa 90 metri e la seconda con un salto di circa 60. Nello stesso tempo un'altra domanda veniva presentata da Ussita, insieme ai comuni di Visso e Castelsantangelo sul Nera, per costruire una centrale sul fiume Nera con spese ed entrate ripartite tra i tre comuni. Lo sforzo finanziario per quel tempo fu notevole anche perché sotto il monopolio Enel i prezzi di vendita dell'energia erano particolarmente bassi e non remunerativi. Con l'occasione però oltre alle tre centrali nuove il Comune di Ussita provvide al cambio delle macchine anche nella centrale di San Simone e queste macchine sono ancora installate nel fabbricato e sono state in produzione fino al 2007 anche se nel corso della loro breve vita hanno subito una serie di vicende che coinvolsero anche la centrale in comproprietà con Visso e Castelsantangelo sul Nera.[17]

All'inizio del 2008 il Comune di Ussita ha sostituito nuovamente tutte le macchine della centrale di San Simone.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Calcara hanno sede i principali impianti sportivi, tra i quali il campo da calcio, i campi da tennis, la piscina e il moderno palazzetto del ghiaccio omologato per le gare di hockey.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Catalogo dell'Istituto Geografico Militare Italiano Archiviato il 16 novembre 2016 in Internet Archive.
  4. ^ Terremoto, il sindaco di Ussita: «Scossa apocalittica, il nostro paese è finito», in Il Messaggero, 26 ottobre 2016. URL consultato il 27 ottobre 2016.
  5. ^ Mattarella a Ussita il 25 novembre - Marche, in ANSA.it, 23 novembre 2016. URL consultato il 27 dicembre 2016.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno
  8. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno
  9. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno
  10. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 7 giugno 2009, Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno
  11. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014, Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno
  12. ^ Marco Rinaldi è figlio del precedente sindaco Nicola Rinaldi. Nicola Rinaldi, l'uomo delle strade e del palaghiaccio da Guinness, su Cronache Maceratesi, 31 agosto 2016. URL consultato il 27 dicembre 2016.
  13. ^ http://www.ilrestodelcarlino.it/macerata/cronaca/terremoto-sindaco-ussita-marco-rinaldi-si-dimette-sequestrato-camping-1.3107672
  14. ^ http://www.lastampa.it/2017/05/12/italia/cronache/terremoto-il-sindaco-di-ussita-si-dimette-la-ricostruzione-non-si-far-mai-m1kuwTJTFAt8vdyvJZrJ0M/pagina.html
  15. ^ Ussita, ecco il commissario: è Mauro Passerotti, cronachemaceratesi, 2017/06/07. URL consultato l'08 giugno 2017.
  16. ^ http://amministratori.interno.it/
  17. ^ a b c Ussita: si inaugura la rinnovata centrale elettrica di San Simone, viveremacerata.it. URL consultato il 27 dicembre 2016.
  18. ^ La ricca Ussita sul Corriere della Sera, su Cronache Maceratesi, 27 luglio 2010. URL consultato il 27 dicembre 2016.
  19. ^ I cento anni dell'onorevole Nicola Rinaldi “Negli occhi quella strada che finiva nel fiume”, su Cronache Maceratesi, 23 dicembre 2014. URL consultato il 27 dicembre 2016.
  20. ^ Centrali elettriche e casinò Se il Comune fa l'azienda - Corriere della Sera, su www.corriere.it. URL consultato il 27 dicembre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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