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Ripe San Ginesio

Coordinate: 43°08′33.83″N 13°22′01.74″E
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Ripe San Ginesio
comune
Ripe San Ginesio – Stemma
Ripe San Ginesio – Bandiera
Ripe San Ginesio – Veduta
Ripe San Ginesio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Marche
Provincia Macerata
Amministrazione
SindacoPaolo Teodori (lista civica) dal 7-6-2009 (4º mandato dal 10-6-2024)
Territorio
Coordinate43°08′33.83″N 13°22′01.74″E
Altitudine435 m s.l.m.
Superficie10,17 km²
Abitanti796[1] (30-11-2025)
Densità78,27 ab./km²
FrazioniPasso Ripe San Ginesio, Faveto, Villa le Case, Le Case, Castelrotto
Comuni confinantiColmurano, Loro Piceno, San Ginesio, Sant'Angelo in Pontano
Altre informazioni
Cod. postale62020
Prefisso0733
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT043045
Cod. catastaleH323
TargaMC
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 143 GG[3]
Nome abitantiripani
Patronosan Michele Arcangelo
Giorno festivo8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ripe San Ginesio
Ripe San Ginesio
Ripe San Ginesio – Mappa
Ripe San Ginesio – Mappa
Posizione del comune di Ripe San Ginesio nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Ripe San Ginesio (Le Rìpe in dialetto maceratese[4]) è un comune italiano di 796 abitanti[1] della provincia di Macerata nelle Marche. Si trova nella valle del Fiastra, arroccato su una collina. Ha conservato l'impianto medievale con suggestive vie strette, piagge e scalinate.[5]

Origini del nome

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Ripe San Ginesio prende il proprio nome dall'unione di "Ripe" (pendio scosceso e franoso) più il nome del paese a cui fu soggetto (San Ginesio).[6] Dallo scritto del canonico della Collegiata di San Ginesio, Giuseppe Salvi, che nel 1911 si apprestò a scrivere la storia del paese, si può leggere che il nome del paese venne più volte indicato nel corso della storia come "Castello di Ripe", differenziandolo così dal vicino San Ginesio.[7]

Il primo nucleo di Ripe San Ginesio iniziò a svilupparsi nel X secolo dopo l'avvento dei barbari con la caduta dell'Impero romano, arrivo che costrinse gli abitanti a rifugiarsi nelle colline più interne e alte. Paese controllato dalla famiglia nobile locale dei Prontoguerra, dal 1201 iniziarono accordi politici, militari ed economici con il vicino comune di San Ginesio. Ripe, rappresentata dai figli del capostipite Prontoguerra, Gentile, Gualtiero e Guarniero, si impegnavano a garantire al comune limitrofo un proprio rappresentante, scelto tra Monaldo, Baroncello e Berardo, con rotazione bimestrale in tempo di pace e stabile dimora in in caso di guerra. Si obbligava inoltre a difendere il territorio contro i suoi nemici, ad eccezione di Sant'Angelo in Pontano, Loro Piceno e Colmurano, e a fornire a San Ginesio prodotti agricoli provenienti dai territori di confine. In cambio, i consoli ginesini offrirono 13 modioli, ovvero 0,311983 ettari, 40 some di vino per la durata di due anni e una casa, quella di Accettabile Giberti, ginesino e vescovo di Camerino.[7] L'atto venne emanato nel giugno 1201 dal notaio Azzolini, presenti Rampaldo di Carpignano, Giudarello di Rainaldo, Monaldo e Giberto di Offreduzio di Montenereto (oggi contrada di Colmurano).[8] Furono sottomessi obbligatoriamente a San Ginesio, che comprò nel 1255 il loro castello.[9][10][11] Il borgo di Ripe restò, fino alla metà del XIII secolo, senza mura poiché venne concepito per essere un abitato posto extra moenia. Solo con l'approvazione dell'ampliamento urbanistico e delle mura difensive a carico del cardinale e Rettore della Marca Anconitana Pietro Capocci, il paese ebbe la sua prima linea difensiva,[12] di cui oggi si conserva solo una torre, chiamata Torre Leonina.

Nella seconda metà del XX secolo il paese venne alla ribalta delle cronache nazionali in due distinte occasioni. La prima risale agli anni 1950, quando si celebrò un matrimonio particolarmente insolito che coinvolse tre fratelli, due uomini e una donna, figli del cantoniere locale Aquilino Vecchioni, originario di Jesi. L'evento, al quale parteciparono circa 500 invitati, fu considerato eccezionalmente raro per l'epoca e attirò l'attenzione di giornalisti, fotografi e troupe televisive, venendo documentato anche dalla Rai. I ragazzi, Silvano, Olimpio ed Ottavia lavoravano rispettivamente come meccanici e lei ricamatrice, mentre il matrimonio venne celebrato dal parroco Tarcisio Marinozzi. Il pranzo di matrimonio venne svolto nel capannone della Autolinee SASP a Passo San Ginesio e preparato dal ristorante locale, Ristorante Isolina.[13]

Da sinistra: i primi corpi dei bambini estratti il 28 giugno; folla di persone e soccorritori intorno al pozzo il 29 giugno

Il secondo episodio avvenne il 27 giugno 1973, quando furono rinvenuti in un pozzo artesiano i corpi di una donna e di quattro minori. La donna, Maria Petracci, ventottenne, moglie del vigile urbano di Loro Piceno Aurelio Corradini, si era recata nel pomeriggio nel paese dichiarando di voler far visita alla madre, Lucia. Un contadino del luogo, insospettito dal suo comportamento e dalla successiva scomparsa insieme ai figli, raggiunse l'area del pozzo, dove scoprì i corpi.[14]

Secondo le ricostruzioni dell'epoca, si trattò di un omicidio-suicidio in un momento di raptus determinato da un grave stato depressivo della donna, già affetta da disturbi psichici nati in seguito alla nascita della seconda figlia e in passato protagonista di un tentativo di suicidio. Le vittime erano i suoi tre figli, Loretta (circa 7 anni), Giuseppina (circa 4 anni) e Walter (3 mesi), e il nipote Stefano Monteverde, anch'egli di circa 7 anni. Nel pozzo vennero rinvenute due lettere autografe di Maria, una indirizzata al sindaco e una ai familiari, nelle quali la donna ammetteva le proprie responsabilità, spiegando di temere che i figli potessero condividere le sue sofferenze psicologiche.[15] Le operazioni di recupero furono complesse: i primi corpi estratti furono quelli di Maria, Loretta e Walter, ma una frana causata dalle vibrazioni delle ruspe rallentò gli scavi. Giuseppina e Stefano vennero estratti solamente il 28 giugno intorno alle 12:10 dai vigili del fuoco mentre si trovavano ancora abbracciati tra loro.[16]

La dinamica, desumibile dallo scritto di Maria ma di difficile verifica, suggerisce che la donna avesse convinto i bambini a partecipare a un presunto gioco, chiamato da lei "trova il tesoro nel pozzo", per poi spingerli nell'acqua profonda circa 8 metri e infine gettarsi a propria volta con il figlio minore in braccio. Il nipote Stefano non viene menzionato nelle lettere, circostanza che fece ipotizzare agli inquirenti che la sua presenza non fosse prevista e che la sua morte sia avvenuta perché solito giocare con la cugina coetanea. Un ulteriore dettaglio che colpì fortemente l'opinione pubblica fu il ritrovamento di Loretta con un fazzoletto in bocca, possibile segno del tentativo della madre di impedirle di gridare.[15]

Monumenti e luoghi di interesse

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  • Torre Leonina - Chiamata così dal nome di Papa Leone X che ne decise la costruzione, è il simbolo del paese.[17]
  • Chiesa di San Michele Arcangelo - La chiesa parrocchiale è dedicata al santo patrono. Conserva una cappella dipinta da Lamberto Massetani e una “Madonna Addolorata” dell'artista Umberto Peschi.[5]
  • Pinacoteca Comunale d'arte contemporanea - La ricca collezione nasce dalle donazioni effettuate in occasione di “RipeArte”, esposizione a allestita annualmente nei vicoli e nelle piazze del borgo dal 1982, grazie all’iniziativa di artisti e abitanti.[5]
  • Chiesa di san Silvestro - Posta fuori dal paese, su un'altura, custodisce il dipinto "Madonna delle Grazie con il bambino"[17]
  • Arena La Cava - Usata per spettacoli ed eventi.
  • Torre civica, la torre fa anche da campanile della parrocchia.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[18]

Detti e proverbi

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"Costa come le Ripe a San Ginesio"

"Se San Vicino mette il cappello, vendi la capra e compra il mantello, se San Vicino sbraca vendi il mantello e compra la capra".

  • Festa di Sant'Eurosia, la festa sia religiosa che civile si svolge: il sabato sera si fa la processione con la statua per le campagne e si accendono "lì fochi", la domenica invece c'è la messa con la processione per il paese alla fine un momento di condivisione.
  • Sagra della grigliata "festa di Sant'Anna" momento che dura dal giovedì alla domenica di fine luglio a Passo Ripe.
  • Fumi Cotti, antica rievocazione della cottura del mosto, si svolge il sabato e la domenica di fine settembre a Ripe.
  • Presepi, sotto il periodo natalizio all'interno del paese vengono allestiti dei presepi marchigiani o napoletani


Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1985 5 giugno 1990 Mario Ridolfi Partito Comunista Italiano Sindaco [19]
6 maggio 1990 22 aprile 1995 Elio Giacomelli Indipendente Sindaco [19]
23 aprile 1995 12 giugno 1999 Luigi Mariotti Centro Sindaco [19]
13 giugno 1999 12 giugno 2004 Luigi Mariotti Lista civica Sindaco [19]
13 giugno 2004 6 giugno 2009 Alessandro Luciani Lista civica Sindaco [19]
7 giugno 2009 25 maggio 2014 Paolo Teodori Lista civica Sindaco [19]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Paolo Teodori Lista civica "Credi in Ripe" Sindaco [19]
27 maggio 2019 9 giugno 2024 Paolo Teodori Lista civica "Credi in Ripe" Sindaco [19]
10 giugno 2024 "in carica" Paolo Teodori Lista civica "Credi in Ripe" Sindaco [19]

Nel paese non c'è un campo da calcio a 11 ed allora la squadra di calcio locale (l'AVIS Ripe San Ginesio) che disputa la 3ª Categoria marchigiana gioca le partite casalinghe al campo sintetico di Loro Piceno. Nel paese c'è però una palestra utilizzata dalla squadra di calcio a 5 Castrum Lauri di Loro Piceno.

Galleria d'immagini

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  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 539, ISBN 88-11-30500-4.
  5. 1 2 3 turismo.comune.ripesanginesio.mc.it, http://turismo.comune.ripesanginesio.mc.it/musei-cms/..
  6. Origini di Ripe San Ginesio, su provincia.mc.it. URL consultato il 25 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2019).
  7. 1 2 Giuseppe Salvi, Ricordi storici del castello di Ripesanginesio, a cura di Betto Salvucci, 2003 [1911].
  8. Telesforo Benigni, Sanginesio illustrata, Fermo, 1795.
  9. Giulio Tallè, La vera historia del condannato a morte Luca Infardella de Ripe e degli avvenimenti che seguirono la sua morte, Ufficio stampa della Corale Giulio Bonagiunta, San Ginesio, 1999, pp. 11 a 13
  10. Archivio storico di Ripe San Ginesio
  11. Biblioteca apostolica vaticana
  12. Fabrizio Cortella, Da incastellamento a città: le mura urbane, in La Chiesa collegiata di San Ginesio. Una storia ritrovata, Centro internazionale di studi gentiliani, 2012, ISBN 8895385039.
  13. Giancarlo Liuti, Si sposano nello stesso giorno tre fratelli di Ripe San Ginesio, in Corriere Adriatico.
  14. M. D. T., Ammazza i tre figli e si toglie la vita, in Corriere della Sera, 28 giugno 1973.
  15. 1 2 Antonio Monti, L'agghiacciante lettera della donna che si è uccisa con tre figli e un nipote, in Corriere della Sera, 29 giugno 1973.
  16. Non voglio che diventino dei veri pazzi come me!, in Corriere della Sera, 28 giugno 1973.
  17. 1 2 Destinazione MaMa Guida ufficiale della marca Maceratese 2019.
  18. Dati tratti da:
  19. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 https://amministratori.interno.it/

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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