Sant'Angelo in Pontano

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Sant'Angelo in Pontano
comune
Sant'Angelo in Pontano – Stemma Sant'Angelo in Pontano – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
SindacoAgostino Cavasassi (lista civica) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate43°05′57.41″N 13°23′43.15″E / 43.099281°N 13.395319°E43.099281; 13.395319 (Sant'Angelo in Pontano)Coordinate: 43°05′57.41″N 13°23′43.15″E / 43.099281°N 13.395319°E43.099281; 13.395319 (Sant'Angelo in Pontano)
Altitudine473 m s.l.m.
Superficie27,38 km²
Abitanti1 548[1] (30-6-2011)
Densità56,54 ab./km²
Comuni confinantiFalerone (FM), Gualdo, Loro Piceno, Montappone (FM), Penna San Giovanni, Ripe San Ginesio, San Ginesio
Altre informazioni
Cod. postale62020
Prefisso0733
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT043048
Cod. catastaleI286
TargaMC
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 193 GG[2]
Nome abitantisantangiolesi
Patronosan Nicola da Tolentino
Giorno festivo10 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Angelo in Pontano
Sant'Angelo in Pontano
Sant'Angelo in Pontano – Mappa
Posizione del comune di Sant'Angelo in Pontano nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Sant'Angelo in Pontano è un comune italiano di 1 548 abitanti[1] della provincia di Macerata.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Le coordinate geografiche riferite al centro della piazza N. A. Angeletti: sono 43°05′55″N 13°23′51″E / 43.098611°N 13.3975°E43.098611; 13.3975; le coordinate secondo il sistema UTM (proiezione universale trasversa di Mercatore) riferite sempre al centro della Piazza sono 4773262.

Il territorio di Sant'Angelo in Pontano si estende dal meridiano avente longitudine Est 0° 54' 46" da Monte Mario a quello avente longitudine Est 0° 59' 20" sempre da Monte Mario, e si estende dal parallelo 43° 04' 20" Nord al parallelo 43° 08' 13" Nord.

Nella direzione est-ovest la distanza massima tra due punti di confine, misurata in linea retta, è di 5,325 km. Tale distanza esiste tra il confine di Fiastra, lungo il fiume, verso le Campanelle di San Ginesio ed il confine di Moelano con Falerone. Tra due punti di confine nord-sud è di 6,800 km tra l'estrema punta dell'Appezzana, sulla strada per San Lorenzo di Loro Piceno ed il confine con Monte Polino, a Collezampone.

La distanza massima tra due punti di confine del territorio comunale di 7,575 km e si ha diagonalmente in direzione NE-SO fra la confluenza del Tifa coll'Ete morto, a Salti, ed il confine con Gualdo a Collezampone, verso Villa Morrone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In epoca romana questo territorio doveva essere un vicus o un pagus. Con l'arrivo del Cristianesimo si diffuse il culto di San Michele Arcangelo che, ancora oggi, compare nel nome e nello stemma comunale. In epoca longobarda il paese aveva raggiunto una dimensione considerevole e faceva parte del Ducato di Spoleto, più precisamente nel Gastaldato di Ponte, da cui deriva "in Pontano" aggiunto al nome di questa località per distinguerla da altre omonime.

Nel VII secolo fu costruito il convento Santa Maria delle Rose da parte dei benedettini e poco dopo il paese passò sotto il controllo dell'abbazia di Farfa. Nel X secolo prendono il potere nobili locali. Nel dicembre 1263, Sant'Angelo in Pontano diventa Libero comune, ma dopo pochi anni si sottomette alla città di Tolentino, e successivamente a Fermo. Alla metà del XIV secolo, in seguito al tentativo del cardinale Albornoz di ridurre i castelli della Marca sotto il dominio del Papa, Sant'Angelo subì l'assedio e la conquista da parte delle truppe pontificie.

Nel 1413 fu possesso dei Da Varano per poi tornare a Fermo, vent'anni più tardi, a seguito della campagna di Francesco Sforza. Ripreso dai pontifici, fu messo a sacco e gravemente danneggiato. Ben presto furono però riparati i danni e ritornò a far parte del territorio di Fermo di cui seguì le sorti sino al periodo napoleonico quando fu compreso nel Dipartimento del Tronto. Nel 1860, al momento della soppressione della provincia fermana, entrò a far parte di quella di Macerata.[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Collegiata del Santissimo Salvatore[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, in stile romanico-gotico risale alla prima metà del XII secolo. L'interno è diviso in tre navate, di cui quella centrale ha il soffitto a capriate, mentre quelle laterali sono a crociera. La pianta divenne a croce greca con l'aggiunta di due cappelle laterali nel 1700.

La cripta, come il campanile, è stata aggiunta nel XIV secolo ed è vasta quanto la chiesa soprastante, con archi in laterizio e volte a crociera.

All'interno, alcune pregevoli acquasantiere ricavate da antichi capitelli, e sul quarto pilastro di destra, un affresco, forse da attribuire alla cerchia dei Salimbeni di Sanseverino, raffigurante la Madonna con il Bambino.

Fin dal 1169 si hanno notizie della vicina Canonica, guidata da un abate e fedele alla regola di Sant'Agostino. Divenne prioria e, nel 1807, arcipretura.

Chiesa di San Michele[modifica | modifica wikitesto]

Dedicata a San Michele arcangelo da cui il paese prende il nome. Prima della costruzione dell'attuale chiesa era presente una cappella longobarda di cui un bassorilievo all'esterno dell'edificio tiene traccia.

Rocca di San Filippo[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al XIII secolo ed in seguito ampliata, si trova fuori del centro abitato. Nelle vicinanza si trovava una chiesa (XVII secolo) da cui la rocca prende il nome.

Chiesa di San Nicola[modifica | modifica wikitesto]

Dedicata al patrono del paese, sorge in alto, in un piazzale panoramico accanto al Convento degli Agostiniani. Costruita nella seconda metà del XV secolo sulla preesistente chiesa dedicata a Sant'Agostino e ristrutturata alla fine del Settecento. All'interno, la cappella di San Nicola, affrescata, e pregevoli lavori di intaglio in legno eseguiti nei primi decenni del XVII secolo.

Altri luoghi[modifica | modifica wikitesto]

  • torre civica detta dell'orologio: le prime notizie risalgono al 1397.
  • piazza Angeletti: piazza centrale del paese e punto d'incontro della vita sociale cittadina.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Sant'Angelo in Pontano[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come la rinomata arte della tessitura finalizzata alla realizzazione di tappeti e di tanti altri prodotti caratterizzati da motivi artistici pregiati.[5]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 maggio 2014 in carica Agostino Cavasassi lista civica Sindaco

Il comune fa parte della Comunità Montana dei Monti Azzurri.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Tiro a segno[modifica | modifica wikitesto]

Il tiro a segno di Sant'Angelo è una delle sezioni che vantano un dei principali medaglieri d'Italia e una delle più antiche.

La sezione è nata, con Regio Decreto il 2 ottobre 1884 ed il primo poligono si trovava lungo il fiume salino.

Nel 1895 è la prima sezione d'Italia ad istituire il tiro con la carabina Flobert e, per tale motivo, riceve dal Ministero della Pubblica Istruzione due medaglie d'argento.

Nel 1898 la sezione si classifica terza alla gara generale di Torino, ricevendo una medaglia d'oro ed un premio in denaro di 500 lire. Nello stesso anno divenne Presidente Onorario il capo del Governo, l'onorevole Francesco Crispi.

Nel 1890 Sant'Angelo si qualifica terzo alla prima Gara Generale di Roma, e conquista una medaglia d'oro alla Gara provinciale di Macerata.

Il 2 ottobre 1902 venne inaugurato il nuovo poligono lungo la strada che dalla Collegiata raggiunge la Contrada Salti. In occasione del XX anniversario della fondazione viene stampato un volume da cui si evince che a Sant'Angelo c'erano 256 tesserati (sic!).

Ma la vera gloria sportiva, quella che consacrò il piccolo paese nella gloria del tiro a segno nazionale, avvenne nel 1934 quando una squadra di sei tiratori conquistò il titolo di campioni d'Italia nella disciplina del tiro collettivo di guerra, con il fucile Carcano Mod. 91.

Le glorie sportive per Sant'Angelo continuarono anche dopo il periodo bellico, infatti nel 1957, conquistarono il podio nella gara nazionale di Bologna, preceduti solo dalle città di Roma e Torino con i tiratori Cesare Emiliozzi, Settimi Nicola e Eno Vermigli. Nello stesso anno Eno Vermigli è consacrato a Verona campione italiano di prima classe nel tiro con la carabina standard.

Dal 1958 al 1963 la sezione conquista altri importanti risultati nazionali con i tiratori Cesare Emiliozzi, Paolo Frinchillucci, Ilario Orlandi e Settimi Nicola. Nel 1963, a seguito dei prestigiosi risultati ottenuti, il CONI insignì il poligono con una medaglia d'oro. Nel 1965 il tiratore Ilario Orlandi conquistò un record nazionale nel tiro con la carabina standard e, sempre nello stesso anno, l'Unione nazionale del tiro a segno conferì alla Sezione la medaglia d'argento di benemerenza per i continui risultati riportati. Per alcuni anni successivi, fino agli inizi degli anni novanta, altri giovani tiratori santangiolesi raggiunsero buoni risultati aggiungendo altre medaglie alle 45 d'oro, 6 argento e tre di bronzo già presenti nel medagliere alla fine degli anni sessanta, senza contare le 22 medaglie d'oro e 36 d'argento che furono donate alla patria nel 1935.

Oggi il tiro a segno è chiuso ma nel 2011 è divenuto Delegazione dipendente dalla Sezione Tiro a Segno nazionale di Sarnano che sta lavorando per programmare i lavori di manutenzione e la riapertura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ F. Capponi. Sant'Angelo in Pontano - notizie storiche. Volume I.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 10.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN237457731
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