Potenza Picena

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Potenza Picena
comune
Potenza Picena – Stemma Potenza Picena – Bandiera
Potenza Picena – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
Sindaco Francesco Acquaroli (centro destra) dall'8-6-2014
Territorio
Coordinate 43°21′58.5″N 13°37′13.22″E / 43.36625°N 13.620339°E43.36625; 13.620339 (Potenza Picena)Coordinate: 43°21′58.5″N 13°37′13.22″E / 43.36625°N 13.620339°E43.36625; 13.620339 (Potenza Picena)
Altitudine 237 m s.l.m.
Superficie 48,55 km²
Abitanti 16 013[1] (30-11-2014)
Densità 329,82 ab./km²
Frazioni Montecanepino, Porto Potenza Picena, San Girio
Comuni confinanti Civitanova Marche, Montecosaro, Montelupone, Porto Recanati, Recanati
Altre informazioni
Cod. postale 62018
Prefisso 0733
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 043043
Cod. catastale F632
Targa MC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 917 GG[2]
Nome abitanti Potentini, Santesi
Patrono santo Stefano, San Girio (co-patrono), sant'Anna (frazione Porto)
Giorno festivo 25 maggio (San Girio), 26 luglio (Sant'Anna)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Potenza Picena
Potenza Picena
Potenza Picena – Mappa
Posizione del comune di Potenza Picena nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Potenza Picena è un comune italiano di 16 013 abitanti[1] della provincia di Macerata.

Fino al 1862 si chiamava Monte Santo. Nei suoi pressi scorre il fiume Potenza.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del Comune di Potenza Picena si divide in quattro nuclei abitati: Potenza Picena, Porto Potenza Picena, Montecanepino e San Girio.

Potenza Picena, fino al 1862 Monte Santo, si presenta come un tipico paese medievale, arroccato su un colle e cinto da mura in parte consolidate da interventi piuttosto recenti, che ne rendono l'immagine complessiva esterna elegante e sobria. Il suo aspetto monumentale è fortemente caratterizzato dalla presenza delle chiese (un tempo il paese ne contava ben 27) e da imponenti campanili.

Porto Potenza Picena (o semplicemente Porto Potenza) è il nucleo abitato più grande del comune. A oggi è una stazione balneare che vanta spiagge tra le più caratteristiche dell'intera regione: ampie e in prevalenza sabbiose, in alcuni tratti vedono la presenza di flora e fauna variegata, mista a brevissime zone di scogliera. Un tempo, nell'attuale territorio di Porto Potenza, sorgeva la città romana di Sacrata.

Il quartiere di Montecanepino sorge su un'altura, lungo la direttrice meridionale che da Porto Potenza conduce al capoluogo. Il nome deriva forse da "canepini", cordai, lavoranti la canapa, un tempo numerosi nella zona.

San Girio sorge sulla strada provinciale che collega il paese di Potenza Picena alla strada "Regina". È costituito da un piccolo numero di case sparse sorte nelle vicinanze del Santuario dedicato a San Girio, che rappresenta e incarna la vera identità del posto.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Macerata.

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Potenza Picena appartiene alla fascia Csa, ossia al clima temperato delle medie latitudini.

Il clima di Potenza Picena presenta tanto elementi mediterranei quanto continentali. Infatti il territorio comunale si estende dal litorale fino alle colline dell'entroterra e fa sì che possano verificarsi leggeri scostamenti di temperatura tra le zone più interne e quelle a ridosso del mare. In ogni caso il clima risulta essere mite e gradevole tutto l'anno, con frequenti picchi di caldo in estate e rare nonché brevi nevicate nel periodo invernale.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale denominazione del Comune di Potenza Picena è relativamente recente e risale al 21 dicembre 1862, quando il Consiglio Comunale dovette[senza fonte] mutare il medievale nome di Monte Santo in Potenza Picena.

Il termine "Potenza" sta chiaramente a ricordare l'antica e nobile città romana di Potentia, la cui rovina e il cui spopolamento hanno dato origine al borgo di Monte Santo, in un tratto di territorio più interno e più sicuro. L'aggiunta dell'aggettivo "Picena" è stata determinata non solo dalla necessità di distinzione dal capoluogo lucano, ma anche per ricordare che questo luogo era abitato dai Piceni già prima dell'avvento di Roma, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti di resti archeologici e necropoli. Ancora oggi è misteriosa l'origine di questo popolo, che secondo la leggenda sarebbe giunto in questa terra dalla Sabina inseguendo un picchio, da loro ritenuto animale sacro.

Circa l'antica città di Potentia, è interessante osservare che essa fu fondata nel 184 a.C. sotto il consolato di Publio Claudio Pulcro e Lucio Porcio Licino, quasi certamente tra la foce del fiume omonimo e l'abbazia di Santa Maria in Potentia, oggi in territorio di Porto Recanati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Potenza Picena prende il nome dall'antica Potentia, una fiorente colonia romana le cui prime informazioni risalgono al 184 a.C. e che venne distrutta nel IV secolo, durante la guerra greco-gotica. Alcuni superstiti avrebbero fondato, sul colle adiacente, il borgo di Monte Santo, attorno all'antica pieve di Santo Stefano, la quale sorgeva sul punto più alto (l'attuale piazza Matteotti). Il documento più antico che attesta l'esistenza della pieve e del nucleo abitato, entrambi feudi del vescovo di Fermo, risale al 947 d.C.

Il passaggio da “ministero” della contea di Fermo (dominata dal vescovo) a Comune (inizialmente castrum) avviene nel settembre del 1128 quando Liberto, presule fermano, rinunciando a riscuotere il fodro (diritto di casermaggio) e a presiedere il “placido” (tribunale), riconosce di fatto l'autonomia di Monte Santo, che pertanto si svincola dalla soggezione feudale; nonostante questo, le questioni estere e l'alta giustizia rimarranno di pertinenza vescovile per oltre un secolo. Nel corso degli anni, Montesanto raggiungerà libertà sempre più ampie: nel 1252 papa Innocenzo IV concede a Montesanto il diritto di eleggersi autonomamente il podestà, il quale ha soprattutto competenza giudiziarie, mentre nel 1376 Gregorio XI accorda il cosiddetto "mero e misto imperio", ossia il più alto grado di giudizio, la pena capitale. In questi anni diverse guerre insanguinano la regione (l'antica Marca, da cui l'attuale denominazione Marche), coinvolgendo direttamente Montesanto: risale al 1318 la devastazione del territorio comunale a opera dei ghibellini osimani guidati da Lippaccio e Andrea da Osimo. Nel 1407 i santesi, arroccati all'interno delle mura cittadine protette da baluardi, impediscono a Ludovico Migliorati, signore di Fermo, scortato dai suoi soldati, di entrare nella cittadina, attraverso il lancio non solo di insulti verbali, ma anche di frecce, giavellotti e pietre.

Lo sviluppo del centro abitato avviene intorno all'antica pieve di Santo Stefano, ubicata nel mezzo della piazza del Comune, che nel 1796 venne abbattuta allo scopo di ampliare la piazza; da quel momento in quest'area vennero organizzati spettacoli pubblici, giochi e gare sportive: lo spettacolo più popolare era la “giostra del bue”, detta anche “dello steccato”, quasi una sorta di corrida dai connotati un po' violenti, tanto che venne proibita durante la dominazione napoleonica.

Lo stemma comunale[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del Comune di Potenza Picena si compone di una croce in campo rosso sovrapposta a cinque monti. Secondo la tradizione, mentre la croce significa Monte Santo, i monti rappresentano cinque distinte comunità minori che formarono il comune maggiore, ossia Gerola (o Girola), Terchio (noto come Tergi), Sacrata, che ricorda anche nel nome l'antica vicina città romana mai più risorta, Monte Coriolano (o Monte Grugliano) e Santara.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa collegiata[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, denominata "Collegiata di S. Stefano" in Potenza Picena, già Monte Santo, altro non è che l'antica chiesa di S. Ignazio, appartenuta ai padri della Compagnia di Gesù. Anche l'annesso edificio, sulla sinistra del tempio, oggi quasi interamente adibito ad alloggio delle suore della congregazione Figlie dell'Addolorata e in piccola parte a sagrestia e sala riunioni (congregazione degli artisti), è stato fino al 1773 - anno della soppressione della Compagnia di Gesù - il collegio dei Gesuiti di Monte Santo.

Chiesa della Madonna delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Madonna delle Grazie, sita in prossimità di Porta S. Giovanni (una delle tre porte di accesso al paese), ricopre un ruolo importante nella storia del culto dei Potentini. Il tempio sembra sorga nel luogo dove, in origine, vi era un'edicola votiva, ampliata nel corso degli anni per volere dei fedeli. La tradizione narra che l'immagine della Madonna con il Bambino, dipinta su muro intorno al 1400, fosse dispensatrice di grazie, tanto che già nello Statuto comunale, approvato nel 1455 si fa menzione del luogo come "Via Gratiarum".

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Piuttosto antiche appaiono le origini del convento dei Francescani Conventuali, detti di S. Francesco. Secondo la tradizione, sarebbe stato lo stesso Santo di Assisi il fondatore del monastero di Monte Santo attorno all'anno 1222-23, quando sarebbe giunto nella nostra cittadina con un gruppo di frati.

Chiesa di San Giacomo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di S. Giacomo Maggiore, nel pressi della porta Galiziano, risale alla seconda metà del secolo XIV. Oltre che allo sviluppo edilizio di Monte Santo (crescita del borgo di Galazzano), la costruzione e l'officiatura della chiesa sono legate all'attività della confraternita del "Corpus Christi", detta anche di S. Giacomo. Nel 1943 la facciata della chiesa venne riprogettata dall'architetto Eusebio Petetti.

Chiesa di Sant'Agostino[modifica | modifica wikitesto]

Discendendo via Silvio Pellico, si scopre l'ex complesso di S. Agostino, che si estende su una porzione non trascurabile del centro storico. Oltre l'ex convento, adibito fino ad alcuni anni or sono a scuola elementare, vi sono la chiesa, il campanile e il chiostro.

Chiesa di Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

Restano ancora incerte le origini del monastero e della chiesa di Santa Caterina di Potenza Picena. Secondo un catalogo generale benedettino, segnalato dallo studioso mons. Cotognini, i due complessi sarebbero stati eretti nell'anno 1280.

Chiesa di Santa Maria della Neve[modifica | modifica wikitesto]

Fuori della cinta muraria, che divideva il centro abitato dalla campagna, davanti a ogni porta d'accesso a Potenza Picena (allora Monte Santo), erano state costruite piccole chiese dedicate alla Madonna, probabilmente in segno di riconoscenza alla Vergine da parte della popolazione scampata a gravi crisi epidemiologiche e a conflitti bellici del sec. XIV.

Chiesa dei Padri Cappuccini[modifica | modifica wikitesto]

Una volta isolati dal centro abitato, oggi il convento e la chiesa dei Cappuccini si trovano quasi al centro di un nuovo quartiere, il Colle Bianco.

Chiesa di San Tommaso[modifica | modifica wikitesto]

Il monastero di S. Tommaso Apostolo di Potenza Picena è uno dei più antichi insediamenti del secondo ordine francescano. Secondo la tradizione, il cenobio sarebbe stato fondato, vivente S. Chiara, da due consorelle della Santa.

Collegio dei Gesuiti[modifica | modifica wikitesto]

Il collegio dei Gesuiti era un edificio annesso, sino al 1773, alla chiesa di Ignazio, fondatore della omonima Compagnia. Dopo la soppressione dell'ordine, il plesso è stato adibito ad alloggio delle Suore della congrazione "Figlie dell'Addolorata" e in piccola parte a sacrestia e sala riunione (congregazione degli artisti) annessa alla Chiesa (divenuta Collegiata) della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo. Il collegio dei Gesuiti è frutto di una dazione ereditaria di 10.500 scudi alla Compagnia di Gesù in Roma da parte del nobile Antonio Casagrande.

Convento degli Zoccolanti[modifica | modifica wikitesto]

Risale alla fine del Quattrocento, anche se sono documentati precedenti tentativi di insediamento degli Zoccolanti a Potenza Picena. Infatti, nel 1463, il papa Pio II, con due bolle inviate al Comune, promuoveva la costruzione di un convento presso la chiesa di S. Girio. I frati però, forse anche a causa dell'insalubrità della valle del Potenza, preferiscono un luogo più vicino al centro abitato.

Santuario di San Girio[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario di S. Girio, posto sulla provinciale omonima che unisce Potenza Picena alla S.S. 'Regina', è uno dei luoghi di culto più cari ai potentini. La chiesa, edificata originariamente sopra la tomba del Santo nel 1298, fu ricostruita nel 1560 a spese della comunità di Monte Santo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2012 la popolazione straniera era di 1654 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano[4]:

  1. Romania, 239
  2. Repubblica di Macedonia, 193
  3. Albania, 191
  4. Pakistan, 171
  5. Cina, 160
  6. Marocco, 101
  7. Senegal, 83
  8. Polonia, 70
  9. Tunisia, 56
  10. India, 30

Persone legate a Potenza Picena[modifica | modifica wikitesto]

Molti sono gli artisti che sono nati in questa cittadina, tra di essi i due fratelli Reggioli Sergio e Enrico ed il compositore e flautista Kristian Sensini. Sergio è violinista del gruppo dei Nomadi, Enrico è direttore di orchestra di fama internazionale.

Nacque a Potenza anche l'architetto Eusebio Petetti, che poi visse e lavorò in Ancona.

A Potenza Picena è nato Ferdinando Scarfiotti premio Oscar come scenografo de L'ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci. Scarfiotti morì a Hollywood nel 1991 ed era cugino di un altro illustre potentino: il pilota Ludovico Scarfiotti, ultimo italiano a vincere il Gran Premio d'Italia a Monza (1966) su Ferrari.

Vi nacque anche Buonaccorso Buonaccorsi, cardinale del XVII secolo.

A Potenza Picena è nato Renzo Tortelli, fotografo.

A Potenza Picena è nato Giordano Macellari, pittore.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come la rinomata arte della tessitura finalizzata alla realizzazione di tappeti e di tanti altri prodotti caratterizzati da motivi artistici pregiati.[5]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 luglio 1990 9 febbraio 1993 Paolo Moscioni DC Sindaco
8 aprile 1993 23 aprile 1995 Leonardo Melatini DC Sindaco
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Mario Morgoni Centro-sinistra Sindaco
14 giugno 1999 13 giugno 2004 Mario Morgoni Centro-sinistra Sindaco
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Sergio Paolucci Centro-sinistra Sindaco
8 giugno 2009 8 giugno 2014 Sergio Paolucci Centro-sinistra Sindaco
9 giugno 2014 in carica Francesco Acquaroli Centro-destra Sindaco

Fonte: Ministero dell'Interno [6].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Potenza Picena Calcio che milita nel girone B marchigiano di Promozione, l'altra squadra è lo Skorpion Potentia che invece milita in Seconda Categoria[7].

Anche la frazione di Porto Potenza Picena ha una squadra che milita in Prima Categoria[8].

L'A.S.D. Potenza Picena 1945 Calcio è nata nel 1945.

La squadra di calcio a 5 Futsal Potenza Picena milita in Serie D marchigiana ed è la principale squadra potentina.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di pallavolo è il Volley Potentino, che dalla stagione 2012/2013 milita nella serie professionista A2.

Personalità sportive legate a Potenza Picena[modifica | modifica wikitesto]

Da Porto Potenza Picena emigrarono verso l'Argentina i bisnonni del calciatore campione del mondo Mauro Germán Camoranesi, che portavano il cognome di Camporanesi, in seguito modificato[9].

Sono cittadini di Potenza Picena anche la tennista argentina Gabriela Sabatini (il cui bisnonno paterno David Sabbatini nacque a Potenza Picena), i calciatori brasiliani: Cicero Joao De Cezare (Cicinho), Paulo Cèsar Arruda Parente, Renan Teixeira da Silva e Sergio Ceregatti (Serginho).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ ISTAT: dati aggiornati al 31 dicembre 2012
  5. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 10.
  6. ^ http://amministratori.interno.it/amministratori/AmmIndex6.htm
  7. ^ Skorpion Potentia e Spes Valdaso, le vittorie del cuore
  8. ^ D, PROMOZIONE, 1^, 2^, 3^: risultati PLAYOFF e PLAYOUT. Segui i LIVE!
  9. ^ Camoranesi è un italo-argentino di terza generazione, le cui origini italiane risalgono a un bisnonno emigrato da Porto Potenza Picena (MC) negli ultimi anni dell'800.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN236996668
Marche Portale Marche: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marche