Potenza Picena

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Potenza Picena
comune
Potenza Picena – Stemma
Potenza Picena – Bandiera
Potenza Picena – Veduta
Potenza Picena – Veduta
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Marche
Provincia Macerata
Amministrazione
SindacoNoemi Tartabini (lista civica) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate43°21′58.5″N 13°37′13.22″E / 43.36625°N 13.620339°E43.36625; 13.620339 (Potenza Picena)
Altitudine237 m s.l.m.
Superficie48,55 km²
Abitanti15 426[1] (31-8-2023)
Densità317,73 ab./km²
FrazioniMontecanepino, Porto Potenza Picena, San Girio, Casette Antonelli, Casette Torresi, Pamperduto, Riva Verde
Comuni confinantiCivitanova Marche, Montecosaro, Montelupone, Porto Recanati, Recanati
Altre informazioni
Cod. postale62018
Prefisso0733
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT043043
Cod. catastaleF632
TargaMC
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 917 GG[3]
Nome abitantipotentini, santesi
Patronosan Girio
Giorno festivo25 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Potenza Picena
Potenza Picena
Potenza Picena – Mappa
Potenza Picena – Mappa
Posizione del comune di Potenza Picena nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Potenza Picena è un comune italiano di 15 426 abitanti[1] della provincia di Macerata nelle Marche.

Fino al 1862 si chiamava Monte Santo. Nei suoi pressi scorre il fiume Potenza.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Potenza Picena si divide in quattro nuclei abitati: Potenza Picena, Porto Potenza Picena, Montecanepino e San Girio.

Potenza Picena, fino al 1862 Monte Santo, si presenta come un tipico paese medievale, arroccato su un colle e cinto da mura in parte consolidate da interventi piuttosto recenti. Il suo aspetto monumentale è caratterizzato dalla presenza delle chiese (un tempo il paese ne contava 27) e dai relativi campanili.

Porto Potenza Picena (o semplicemente Porto Potenza) è il nucleo abitato più grande del comune. È una stazione balneare con spiagge prevalenza sabbiose, inframezzate a brevissime zone di scogliera. Un tempo, nell'attuale territorio di Porto Potenza, sorgeva la città romana di Sacrata.[senza fonte]

Il quartiere di Montecanepino sorge su un'altura, lungo la direttrice meridionale che da Porto Potenza conduce al capoluogo. Il nome deriva forse da "canepini", cordai, lavoranti la canapa, un tempo numerosi nella zona.

San Girio sorge sulla strada provinciale che collega il paese di Potenza Picena alla strada "Regina". È costituito da un piccolo numero di case sparse sorte nelle vicinanze del santuario dedicato a San Girio.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Potenza Picena appartiene alla fascia Csa, ossia al clima temperato delle medie latitudini.

Il clima di Potenza Picena presenta tanti elementi mediterranei quanto continentali. Infatti il territorio comunale si estende dal litorale fino alle colline dell'entroterra e fa sì che possano verificarsi scostamenti di temperatura tra le zone più interne e quelle a ridosso del mare. Generalmente il clima risulta essere abbastanza mite per gran parte dell'anno, con un breve periodo afoso in estate e brevi nevicate nel periodo invernale. Sia d'estate che d'inverno c'è un medio tasso di umidità.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale denominazione del Comune di Potenza Picena è relativamente recente e risale al 21 dicembre 1862, quando il Consiglio Comunale mutò il medievale nome di Monte Santo in Potenza Picena.

Di antichissima origine, nel 184 a.C. divenne colonia romana (Potentia). Distrutta nel V secolo e ricostruita su una collina vicina, ebbe nell'Alto Medioevo il nome di Monte o di Castel San Giovanni. Rasa al suolo nel 1116 dall'imperatore Enrico V, fu ricostruita nel 1128 col nome di Montesanto; nel 1862 ebbe il nome attuale di Potenza Picena.

Il termine "Potenza" stava chiaramente a ricordare l'antica e nobile città romana di Potentia, la cui rovina e il cui spopolamento diedero origine al borgo di Monte Santo, in un tratto di territorio più interno e più sicuro. L'aggiunta dell'aggettivo "Picena" è stata determinata non solo dalla necessità di distinzione dal capoluogo lucano, ma anche per ricordare che questo luogo era abitato dai Piceni già prima dell'avvento di Roma, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti di resti archeologici e necropoli. Ancora oggi è misteriosa l'origine di questo popolo, che secondo la leggenda sarebbe giunto in questa terra dalla Sabina inseguendo un picchio, da loro ritenuto animale sacro.

Circa l'antica città di Potentia, è interessante osservare che essa fu fondata nel 184 a.C. sotto il consolato di Publio Claudio Pulcro e Lucio Porcio Licino, quasi certamente tra la foce del fiume omonimo e l'abbazia di Santa Maria in Potentia, oggi in territorio di Porto Recanati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Potenza Picena prende il nome dall'antica Potentia, una fiorente colonia romana le cui prime informazioni risalgono al 184 a.C. e che venne distrutta nel IV secolo, durante la guerra greco-gotica. Alcuni superstiti avrebbero fondato, sul colle adiacente, il borgo di Monte Santo, attorno all'antica pieve di Santo Stefano, la quale sorgeva sul punto più alto (l'attuale piazza Matteotti). Il documento più antico che attesta l'esistenza della pieve e del nucleo abitato, entrambi feudi del vescovo di Fermo, risale al 947.

19h50

Il passaggio da “ministero” della contea di Fermo (dominata dal vescovo) a Comune (inizialmente castrum) avvenne nel settembre del 1128, quando Liberto, presule fermano, rinunciando a riscuotere il fodro (diritto di casermaggio) e a presiedere il “placido” (tribunale), riconobbe di fatto l'autonomia di Monte Santo, che pertanto si svincola dalla soggezione feudale; nonostante questo, le questioni estere e l'alta giustizia rimarranno di pertinenza vescovile per oltre un secolo. Nel corso degli anni, Montesanto raggiungerà libertà sempre più ampie: nel 1252 papa Innocenzo IV concesse a Montesanto il diritto di eleggersi autonomamente il podestà, il quale aveva soprattutto competenza giudiziarie, mentre nel 1376 papa Gregorio XI accordò il cosiddetto "mero e misto imperio", ossia il più alto grado di giudizio, la pena capitale. In questi anni diverse guerre insanguinarono la regione (l'antica Marca, da cui l'attuale denominazione Marche), coinvolgendo direttamente Montesanto: risale al 1318 la devastazione del territorio comunale a opera dei ghibellini osimani guidati da Lippaccio e Andrea da Osimo. Nel 1407 i santesi, arroccati all'interno delle mura cittadine protette da baluardi, impedirono a Lodovico Migliorati, signore di Fermo, scortato dai suoi soldati, di entrare nella cittadina, attraverso il lancio non solo di insulti verbali, ma anche di frecce, giavellotti e pietre.

Lo sviluppo del centro abitato si dà intorno all'antica pieve di Santo Stefano, ubicata nel mezzo della piazza del Comune, che nel 1796 venne abbattuta allo scopo di ampliare la piazza; da quel momento in quest'area vennero organizzati spettacoli pubblici, giochi e gare sportive: lo spettacolo più popolare era la “giostra del bue”, detta anche “dello steccato”, quasi una sorta di corrida dai connotati un po' violenti, tanto che venne proibita durante la dominazione napoleonica.

Lo stemma comunale[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del Comune di Potenza Picena si compone di una croce in campo rosso sovrapposta a cinque monti. Secondo la tradizione, mentre la croce significa Monte Santo, i monti rappresentano cinque distinte comunità minori che formarono il comune maggiore, ossia Gerola (o Girola), Terchio (noto come Tergi), Sacrata, che ricorda anche nel nome l'antica vicina città romana mai più risorta, Monte Coriolano (o Monte Grugliano) e Santara.

Fontana con Stemma Comunale sullo sfondo

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza Matteotti - è il cuore di Potenza Picena, nel corso della storia fu intitolata, nel Medioevo a Santo Stefano (primo martire della cristianità) mentre in seguito all’Unita d’Italia al principe di Napoli. Le fanno da cornice il palazzo comunale, il palazzo del podestà, la torre civica e il teatro Bruno Mugellini.
  • Palazzo Comunale - Fu ricostruito a partire dal 1745 per mano dell’architetto Pietro Bernasconi, principale collaboratore di Luigi Vanvitelli. Successive trasformazioni e rinnovamenti furono effettuati nel secolo successivo. La sala della Giunta del Palazzo Comunale, intitolata ad Antonio Carestia primo sindaco della città dopo la caduta del fascismo, conserva oggi tre opere d’arte: le tele “Madonna con Bambino tra i Santi Martino e Rocco” (1584) di Simone De Magistris, “Allegoria della Pace” (XVIII secolo) di Corrado Giaquinto e “Sant’Emidio” (1770) di Benedetto Biancolini.
  • Il Palazzo del Podestà - di origine trecentesca, fu restaurato nel XVIII secolo con l’aggiunta dei merli ghibellini, mentre successive modifiche furono effettuate nel XIX secolo. Ha ospitato gli uffici del P0odestà, che esercitava soprattutto funzioni giudiziarie
  • La Torre Civica - l’attuale struttura quadrata, che termina con un terrazzetto, alta in totale 34,50 metri è il risultato dell’ultimo lavoro di restauro effettuato dopo che l'11 gennaio 1886 un fulmine aveva danneggiato la cuspide di forma ottagonale ed alta complessivamente 46,90 metri, cioè 12,40 metri in più rispetto all’attuale. Il fulmine aveva danneggiato due delle quattro campane della Torre e l’orologio. Un altro importante intervento intrapreso dopo i danni causati dal fulmine fu quello di installare un parafulmine, per evitare danneggiamenti legati agli agenti atmosferici. Nel 1943 anche le campane della Torre Civica furono prelevate per essere fuse per fini bellici, per poi essere ricollocate nella loro posizione originaria il 21//05/1951. La Torre comunale, inoltre, il giorno 30/06/1944 fu colpita da una cannonata tedesca sparata dalle colline di Recanati che causò 5 morti in Piazza, la cannonata danneggiò la Torre, distruggendo la lapide che ricordava la caduta dei santesi della prima guerra mondiale. Questa lapide, dopo la fine della seconda guerra mondiale fu ricostruita di nuovo, aggiungendo anche i nomi dei caduti della seconda guerra mondiale e dei partigiani locali Mariano Cutini e Mariano Scipioni. Nel 1955, in occasione della proclamazione di Potenza Picena “Città di Maria”, fu collocata una statua in terracotta della Madonna dell’Assunta, opera dello scultore di San Ginesio Nino (Giovanni) Patrizi. Nel 1968, in occasione del 50° anniversario della fine della prima guerra mondiale, venne collocata una targa a ricordo. Infine il giorno 25 aprile 2000 fu collocata una lapide a ricordo degli 8 morti in conseguenza delle due cannonate tedesche del 30/06/1944
Teatro Bruno Mugellini
  • Teatro Bruno Mugellini - La costruzione, che termino il 20 dicembre 1859, venne affidata all'architetto Brandoni. Le decorazioni del teatro furono realizzate dal pittore Filippo Persiani il quale terminò la sua opera dopo l'Unità d'Italia. Per celebrare tale avvenimento venne dipinta l'incoronazione di una donna, personificazione dell'Italia, sulla parte centrale del soffitto. La struttura, con capienza totale di 152 posti a sedere, venne aperta al pubblico in occasione del Carnevale del 1862. L'intitolazione del teatro all'illustre musicista potentino Bruno Mugellini avvenne il 28 ottobre 1933. Il sipario del teatro dedicato alla dea Minerva, largo circa 7 metri e alto 5, raffigura la scena mitologica della dea e di altri personaggi; nella cornice in alto vi è lo stemma sabaudo della Reale Casa Savoia ,in omaggio all'Unità d'Italia, mentre in basso si nota quello del Comune di Potenza Picena.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Buonaccorsi - Progettata da Pietro Bernasconi, 1745-50. Circondata da un giardino all'italiana.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Collegiata di Santo Stefano[modifica | modifica wikitesto]

La Collegiata di Santo Stefano era dedicata a Sant'Ignazio, fondatore della Compagnia di Gesù. Anche l'annesso edificio, sulla sinistra del tempio, oggi quasi interamente adibito ad alloggio delle suore della congregazione Figlie dell'Addolorata e in piccola parte a sacrestia e sala riunioni, fino al 1773 - anno della soppressione della Compagnia di Gesù - fu il collegio dei Gesuiti di Monte Santo. La facciata è rimasta incompiuta. La Congregazione dei Contadini (una delle due congregazioni dell'ordine dei Gesuiti) sistemò la cripta sotterranea della Collegiata che si estende per tutta la Chiesa: la Cappella dei Contadini, completamente affrescata con elementi decorativi che richiamano la campagna e il mondo contadino da Benedetto Biancolini, pittore marchigiano. Sulla sinistra troviamo la Cappella degli Artisti, un importante luogo di culto all’interno della Collegiata.

Collegiata di Santo Stefano di Potenza Picena

Chiesa della Madonna delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Madonna delle Grazie, sita in prossimità di Porta San Giovanni (una delle tre porte di accesso al paese), ricopre un ruolo importante nella storia del culto dei Potentini. Il tempio sembra sorga nel luogo dove, in origine, vi era un'edicola votiva, ampliata nel corso degli anni per volere dei fedeli. La tradizione narra che l'immagine della Madonna con il Bambino dipinta su muro fosse dispensatrice di grazie, tanto che già nello Statuto comunale del 1431 si fa menzione del luogo come "Via Gratiarum" (Via delle Grazie).

Convento degli Zoccolanti[modifica | modifica wikitesto]

Risale alla fine del Quattrocento, anche se sono documentati precedenti tentativi di insediamento degli Zoccolanti a Potenza Picena. Infatti, nel 1463, papa Pio II, con due bolle inviate al Comune, promosse la costruzione di un convento presso la chiesa di San Girio. I frati però, forse anche a causa dell'insalubrità della valle del Potenza, preferirono un luogo più vicino al centro abitato. Il Convento ospita al suo interno importanti opere pittoriche e un vasto museo missionario. Accanto alla struttura si possono apprezzare degli orti e una selva.

Chiesa di San Giacomo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Giacomo Maggiore, nei pressi della porta Galiziano, risale alla seconda metà del secolo XIV. Oltre che allo sviluppo edilizio di Monte Santo (crescita del borgo di Galazzano), la costruzione e l'officiatura della chiesa sono legate all'attività della confraternita del "Corpus Christi", detta anche di San Giacomo. Accanto all'edificio religioso sorgeva anche un ospedale per poveri e malati gestito della confraternita stessa. La chiesa di San Giacomo è stata interamente ristrutturata intorno alla fine del XIX secolo assumendo connotati neo-gotici. Nel 1943 la facciata della chiesa venne riprogettata dall'architetto Eusebio Petetti.

Chiesa di Sant’Agostino[modifica | modifica wikitesto]

Discendendo via Silvio Pellico, si scopre l'ex complesso di Sant'Agostino, che si estende su una porzione non trascurabile del centro storico. Il primo documento, che attesta la presenza degli Agostiniani a Potenza Picena risale al 1250, quando la chiesa era intitolata a S. Maria Maddalena. L'interno della chiesa ospita una pala raffigurante La Maddalena ai piedi della croce opera di Pietro Tedeschi, un antico organo da sala del 1766 costruito dal maestro Giovanni Fedeli da Camerino e la preziosa tavola di Bernardino di Mariotto datata 1506 raffigurante La Madonna con il Bambino tra i SS. Francesco, Antonio e Giovannino tra gli Angeli musicanti, in cui la scena è raccolta sotto una grande architettura prospettica derivata dall'esempio della pala in San Francesco a Matelica di Marco Palmezzano.[4] Oggi la chiesa è sconsacrata ed è divenuta Auditorium e Centro Culturale intitolato a Ferdinando Scarfiotti, scenografo di fama mondiale e vincitore del Premio Oscar nel 1988 per L’ultimo imperatore di Bertolucci.

Chiesa di Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

Restano ancora incerte le origini del monastero e della chiesa di Santa Caterina. Secondo un catalogo generale benedettino, segnalato dallo studioso mons. Cotognini, i due complessi sarebbero stati eretti nell'anno 1280. La Chiesa ospita il Polittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507 che rappresenta la “Madonna con bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Rocco”.

La Chiesa è oggi sconsacrata e dal 2007 è sede della Fototeca comunale gestita dal Fotoclub ed intitolata al fotografo potentino Bruno Grandinetti. Attualmente la chiesa ospita il Museo Kodak con più di 340 fotocamere d’epoca dai primi del ‘900 agli anni ‘70, tutte facenti parte della collezione di Enzo Romagnoli, donate poi al Comune di Potenza Picena.

Chiesa di Santa Maria della Neve[modifica | modifica wikitesto]

Fuori della cinta muraria, che divideva il centro abitato dalla campagna, nei pressi delle tre porte d’accesso al paese si trovano delle chiese tutte dedicate alla Madonna. Fuori Porta Marina troviamo la Chiesa della Beata Vergine della Neve. La Chiesa risale al XV secolo, datazione affermata dall’affresco posto sopra l’altare raffigurante la “Madonna della Neve col Bambino e gli Angeli” realizzato dal pittore marchigiano Pietro da Montepulciano.

A questa chiesa sono legati i pellegrinaggi in quanto Potenza Picena era località di transito per chi era diretto alla Santa Casa di Loreto.

Chiesa della Beata Vergine della Neve

Chiesa dei Padri Cappuccini[modifica | modifica wikitesto]

Il consiglio comunale santese, nella seconda metà del XVI secolo, provò a convincere i Cappuccini a stabilirsi nel suo territorio. Per la costruzione del monastero venne offerta loro la zona dell'attuale rione Colle Bianco. La chiesa fu edificata e venne intitolata a San Lorenzo Martire. Negli anni successivi all'Unità d'Italia , il convento e la chiesa furono abbandonati per poi tornare in possesso dei monaci alla fine del XIX secolo. Nel corso degli anni la chiesa è stata fatta oggetto di restauro e innovazioni; all'interno sono costuditi importanti dipinti, come "La Sacra Famiglia e San Giovannino" (XVI sec) di Santi di Tito e "La Deposizione " del De Magistris.

Chiesa di San Tommaso[modifica | modifica wikitesto]

Il monastero di San Tommaso Apostolo di Potenza Picena è uno dei più antichi insediamenti del secondo ordine francescano. Secondo la tradizione, il cenobio sarebbe stato fondato, vivente santa Chiara, da due consorelle della santa intorno al 1227. Il Monastero presenta un'architettura povera nel rispetto delle regole francescane, mentre la chiesa dedicata a San Tommaso Apostolo mostra all’interno linee e decorazioni barocche con altari in stile neo-classico e dipinti di scuola romana.

Collegio dei Gesuiti[modifica | modifica wikitesto]

Il collegio dei Gesuiti era un edificio annesso, sino al 1773, alla Collegiata di Santo Stefano. Attualmente il plesso è adibito ad alloggio delle Suore della congregazione "Figlie del Santissimo Redentore e della Beata Vergine Addolorata”. Alle giovani suore che si univano a questa congregazione veniva insegnato il lavoro del ricamo e della tessitura. All’inizio usavano piccoli telai ma, data la loro bravura, i religiosi fornirono loro macchinari più efficienti, i Telai Jacquard.Le stoffe pregiate prodotte delle suore appartennero alle famiglie dei nobili locali e ,alcune di esse, possono essere ancora oggi ammirate all’interno della sala insieme a telai Ottocenteschi funzionanti e l’Orditoio verticale, un macchinario realizzato da Leonardo Da Vinci.

Convento degli Zoccolanti[modifica | modifica wikitesto]

Risale alla fine del Quattrocento, anche se sono documentati precedenti tentativi di insediamento degli Zoccolanti a Potenza Picena. Infatti, nel 1463, papa Pio II, con due bolle inviate al Comune, promosse la costruzione di un convento presso la chiesa di San Girio. I frati però, forse anche a causa dell'insalubrità della valle del Potenza, preferirono un luogo più vicino al centro abitato. Il Convento ospita al suo interno importanti opere pittoriche e un vasto museo missionario. Accanto alla struttura si possono apprezzare degli orti e una selva.

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona del Belvedere Donatori di Sangue, comunemente detto Pincio, sorge la chiesa di San Nicolò, meglio nota come San Francesco. Secondo la tradizione, lo stesso Santo di Assisi, il fondatore del monastero di Monte Santo attorno all'anno 1222-23, sarebbe giunto nella cittadina marchigiana con un gruppo di frati. All'interno della chiesa si possono ammirare le statue delle quattro virtù cardinali e numerosi dipinti, tra cui: "Miracolo di San Giuseppe da Copertino", "La Natività" e "La Vergine Immacolata tra Angeli e i Santi Nicolò, Francesco d'Assisi e altro santo francescano".

Chiesa di San Francesco

Santuario di San Girio[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario di San Girio, posto sulla provinciale omonima che unisce Potenza Picena alla Santissima 'Regina', è uno dei luoghi di culto più cari ai potentini. La chiesa, edificata originariamente sopra la tomba del Santo nel 1298, fu ricostruita nel 1560 a spese della comunità di Monte Santo.

Chiesa di San Sisto[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente era un edificio privato appartenente alla nobile famiglia Compagnoni Marefoschi. Nel 1887 l’edificio venne acquistato, insieme alla chiesa, dalle monache Benedettine, diventando un loro monastero. Al suo interno troviamo un Crocifisso Ligneo del 1500, che era oggetto di devozione e venerazione. Inoltre sono presenti le statue di San Benedetto da Norcia e Santa Scolastica (sua sorella) la quale si dice sia legata alla nascita delle Benedettine.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2012 la popolazione straniera era di 1 654 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano[6]:

  1. Romania, 239
  2. Repubblica di Macedonia, 193
  3. Albania, 191
  4. Pakistan, 171
  5. Cina, 160
  6. Marocco, 101
  7. Senegal, 83
  8. Polonia, 70
  9. Tunisia, 56
  10. India, 30

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il convento dei frati minori ospita il museo missionario marchigiano, il quale ospita una raccolta di opere Novecentesche provenienti da varie missioni francescane in giro per il mondo.[7]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come la rinomata arte della tessitura finalizzata alla realizzazione di tappeti e di tanti altri prodotti caratterizzati da motivi artistici pregiati.[8]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Porto Potenza Picena si trova la stazione di Potenza Picena-Montelupone che serve i comuni di Potenza Picena e Montelupone.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 luglio 1990 9 febbraio 1993 Paolo Moscioni Democrazia Cristiana Sindaco [9]
8 aprile 1993 23 aprile 1995 Leonardo Melatini Democrazia Cristiana Sindaco [9]
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Mario Morgoni Partito Democratico della Sinistra Sindaco [9]
14 giugno 1999 13 giugno 2004 Mario Morgoni Democratici di Sinistra Sindaco [9]
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Sergio Paolucci Democratici di Sinistra Sindaco [9]
8 giugno 2009 8 giugno 2014 Sergio Paolucci Partito Democratico Sindaco [9]
9 giugno 2014 8 giugno 2018 Francesco Acquaroli Fratelli d'Italia Sindaco [9][10]
9 giugno 2018 26 maggio 2019 Noemi Tartabini Forza Italia Vicesindaco
27 maggio 2019 in carica Noemi Tartabini Forza Italia Sindaco [9]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Potenza Picena Calcio che milita nel girone B marchigiano di Promozione, l'altra squadra è la Union Picena che invece milita in Seconda Categoria.

Anche la frazione di Porto Potenza Picena ha una squadra che milita in Seconda Categoria[11].

L'A.S.D. Potenza Picena 1945 Calcio è nata nel 1945.

La squadra di calcio a 5 Futsal Potenza Picena milita in Serie D marchigiana ed è la principale squadra potentina.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di pallavolo è il Volley Potentino, che dalla stagione 2012/2013 milita nella serie professionista A2.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di ciclismo di Porto Potenza è la A.S.D. Rinascita cicli Baldoni, in cui militano i giovani ciclisti della categoria Esordienti. Per la categoria Giovanissimi i bambini dai 6 ai 12 anni gareggiano con la Scuola di Ciclismo Potentia-Rinascita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2023.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Alessandro Delpriori, Lorenzo di Giovanni de carris, detto il Giuda. Un pittore del cinquecento nelle marche, in Lorenzo de Carris e i pittori eccentrici nelle Marche del primo Cinquecento, a cura di Alessandro Delpriori, catalogo di mostra, Perugia, 2016, pag. 24.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ ISTAT: dati aggiornati al 31 dicembre 2012, su demo.istat.it. URL consultato il 21 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2017).
  7. ^ La rete dei MUSEI, in La Voce delle Marche, 29 giugno 2021, p. 10.
  8. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 10.
  9. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  10. ^ dimissionario poiché eletto alla Camera dei deputati: Acquaroli si dimette, il nuovo sindaco è Noemi Tartabini, cronachemaceratesi, 9 giugno 2018. URL consultato il 12 giugno 2018.
  11. ^ D, PROMOZIONE, 1^, 2^, 3^: risultati PLAYOFF e PLAYOUT. Segui i LIVE!

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN137302278 · SBN UMCL000149 · WorldCat Identities (ENlccn-n87877112
  Portale Marche: accedi alle voci di Wikipedia che parlano delle Marche