Pollenza

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Pollenza
comune
Pollenza – Stemma Pollenza – Bandiera
Pollenza – Veduta
La piazza principale di notte.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
SindacoMauro Romoli (lista civica) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate43°16′03.99″N 13°20′53.3″E / 43.267775°N 13.348139°E43.267775; 13.348139 (Pollenza)Coordinate: 43°16′03.99″N 13°20′53.3″E / 43.267775°N 13.348139°E43.267775; 13.348139 (Pollenza)
Altitudine341 m s.l.m.
Superficie39,55 km²
Abitanti6 489[1] (30-11-2018)
Densità164,07 ab./km²
FrazioniCasette Verdini
Comuni confinantiMacerata, San Severino Marche, Tolentino, Treia
Altre informazioni
Cod. postale62010
Prefisso0733
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT043041
Cod. catastaleF567
TargaMC
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 2 039 GG[2]
Nome abitantipollentini
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pollenza
Pollenza
Pollenza – Mappa
Posizione del comune di Pollenza nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Pollenza è un comune italiano di 6 489 abitanti[1] della provincia di Macerata.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Certamente è esistito nella zona un centro romano denominato Pollentia, ma di esso non si conosce l'esatta collocazione. Durante le invasioni barbariche il centro fu distrutto per essere poi ricostruito intorno all'anno Mille. In onore del condottiero carolingio Milone, venne rifondato con il nome di Montemilone (da non confondere con l'omonimo paese lucano). Successivamente, intorno all'anno 1862, il paese riprese l'antico nome di Pollenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime tracce dell'uomo compaiono nell'VIII secolo a.C., epoca a cui risale un'estesa necropoli sul Monte Franco, a nord dell'attuale abitato. Nel IV secolo, Pollentia o Pneuentia è una delle principali città del Piceno, ma in epoca imperiale viene oscurata dalla nascente Urbisaglia e diventa soltanto un luogo di passaggio per i pellegrini diretti al santuario della Dea Bona, dove sorgerà più tardi l'Abbazia di Rambona.

Nel I secolo d.C. la città continua a esistere e a essere autonoma, ma il nome di Pollenza incomincia a perdersi o a essere usato solo per i territori rurali, posseduti, per la maggior parte, dal latifondista romano Flavio Orso, il cui nome si sovrappone e si sostituisce a quello del luogo.

Dopo le invasioni barbariche, viene ricostruita dal condottiero franco Milone, in onore del quale intorno all'879 la città cambia nome in Monte Milone, il quale la riceve in feudo dal Papa e da Carlo III. Nel 1248 Monte Milone, ormai Comune indipendente, si trova al centro di una confederazione con Cingoli, Tolentino, Matelica, Camerino e Montecchio (antico nome di Treia) ed esercita i suoi diritti sulle comunità vicine. L'impianto urbanistico è a schema radiocentrico, con a nord i quartieri di Santa Maria e San Salvatore, a sud quelli di Sant'Andrea e San Bartolomeo. Intorno al centro fortificato, chiamato Castrum Montis Milonis, sorgono altri quattro castelli: il Cassero, Castel Gualdo, Gagliano e Castel Franco. Nel fondovalle, l'Abbazia di Rambona cresce e diventa sede di scambi e di attività commerciale, consolidando il proprio ruolo di centro sociale, oltre che religioso. Gradualmente, i quattro castelli vengono convinti all'incastellamento nel castrum principale per il comune vantaggio di resistere alle aggressioni esterne.

Nel XIV secolo il cardinale Albornoz, per riordinare e governare lo Stato Pontificio, fa emanare le Constitutiones Aegidianae, con cui le terre della Marca vengono ripartite in Civitates Maiores, Civitates Magnae, Terrae Mediocres, Terrae Parvae e Terrae Minores. Monte Milone è incluso nelle Mediocres e nel 1366 deve fortificare le cinte murarie per creare un luogo di riparo in caso di attacco. Segue un periodo di sudditanza ai Buonaccorsi, Lazzarini, Varano e Malatesta, seguito dall'arrivo nella Marca di Francesco Sforza, deciso a conquistare l'intera regione. Nel 1447 si conclude la sua signoria e Monte Milone si riconsegna allo Stato Pontificio, che riorganizza il territorio comunale.

Il Cinquecento è un secolo di relativa prosperità, durante il quale nasce l'arte della ceramica pollentina che per quattro secoli sarà ritenuta tra le migliori delle Marche. Sorgono anche il monastero delle Clarisse con la chiesa di San Giuseppe, il palazzo Scolastici-Narducci e quello del cardinale Cento.

Nel Seicento il Consiglio Generale concede di fabbricare sopra le mura, a ridosso e fra di esse, ma il paese mantiene l'assetto medievale. Con il Settecento ha inizio il rinnovamento edilizio del centro: si costruiscono il nuovo palazzo comunale (1775) e la torre civica (1785). Tra il 1797 e il 1799 Pollenza è occupata da Napoleone, torna allo Stato Pontificio fino al 1807, viene poi inclusa nel Regno Italico e dal 1814 al 1815 fa parte del Regno di Napoli.

Si è combattuta perlopiù nel territorio di Pollenza, al confine con Tolentino, la Battaglia di Cantagallo (più nota appunto come Battaglia di Tolentino) nelle giornate del 2 e 3 maggio 1815. Lo scontro si concluse con il ritiro di Gioacchino Murat e il ritorno definitivo di questi territori allo Stato della Chiesa.

Nel corso dell'Ottocento si abbattono i torrioni e si ricostruiscono Porta del Colle, Porta della Croce e Porta Nuova. Sulla piazza viene innalzata la Chiesa dell'Immacolata (1821), allineata alla facciata del Comune, e nel 1873 è commissionato a Ireneo Aleandri il progetto del Teatro Comunale "Giuseppe Verdi", che sarà concluso dall'architetto Virgilio Vespignani. Nel 1834, su disegno del De Mattia di Treia, viene eretto il tempio neoclassico che modifica completamente la Collegiata di San Biagio, in fondo a via Roma, l'asse principale del centro storico. Nel 1862 Monte Milone torna a chiamarsi Pollenza.

Nel 1907, con la costruzione del portico di palazzo Di Spilimbergo, viene regolarizzata la forma di Piazza della Libertà e nel 1931 è ricostruita la facciata della chiesa dei SS. Antonio e Francesco, su disegno dell'architetto Cesare Bazzani.

La fama di Pollenza nel corso del Novecento è legata alla famiglia Cento, in particolare a due fratelli, il Cardinale Fernando Cento e all'intellettuale ed europeista Vincenzo Cento, noto per il saggio Gli Stati Uniti d'Europa, precursore dell'idea di una Europa dei popoli.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

  • Abbazia di Rambona è il monumento più importante e antico presente nel territorio di Pollenza.
  • Collegiata di San Biagio
  • Chiesa e chiostro dei SS. Antonio e Francesco
  • Chiesa di San Giuseppe e Monastero delle Clarisse. La storia del monastero delle Clarisse a Pollenza sembrerebbe risalire al XIII secolo. All'epoca esisteva infatti un monastero intitolato a Santa Maria Maddalena nei pressi della chiesa di San Biagio. Nel 1556 venne trasferito nell'attuale sede grazie al consistente lascito di Giovanni Greco di Montemilone il quale donò un'abitazione alle Monache Claustrali Riformate dell'Ordine di Santa Chiara a condizione che venisse costruita una chiesa annessa al monastero e dedicata a San Giuseppe. Nel 1562 risultano terminati i lavori grazie al concorso di altri benefattori e del Comune. Nei secoli successivi il monastero e la chiesa sono stati ampliati e decorati fino a raggiungere la forma attuale. Nel 1810 a seguito delle campagne napoleoniche le monache dovettero abbandonare il monastero che divenne temporaneamente una caserma per i soldati di Gioacchino Murat, ma nel 822 le attività monastiche ripresero il loro corso tanto che due anni dopo, nel 1824, le monache riaprirono l'antico educandato femminile presente già dal 1696 e che poi perdurò fino al 1937. L'ultimo restauro complessivo della chiesa risale al 1987. All'interno di stile barocco si accede da un notevole portale cinquecentesco in pietra. Sull'altare maggiore si trova una tela raffigurante il transito di San Giuseppe, su quello di sinistra spicca una notevole opera raffigurante lo sposalizio mistico di Santa Caterina d'Alessandria, mentre l'altare di destra è dedicato a San Giacinto, giovane soldato romano venerato come martire, le cui spoglie, giunte da Roma, riposano sotto l'altare maggiore fin dal 4 maggio 1684. Il monastero è noto anche grazie alla Venerabile Maria Teresa Artusini (Forlì, 1682 – Pollenza, 4 marzo 1722), suora professa di cui si conservano qui alcuni manoscritti.

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni, Enti, Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Corporazione del Melograno, è un'associazione fondata nel 1925 da Nazareno Boldorini e Giuseppe Fammilume allo scopo di promuovere e incoraggiare tutte le iniziative dirette a valorizzare il paese dal lato storico, artistico, filantropico e morale.
  • Pro Loco "Corporazione del Melograno", sorta nel 1967 con lo scopo di riunire tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo artistico, turistico, storico, culturale, formativo, religioso, economico, folkloristico di Pollenza. Prende il nome della storica Corporazione del Melograno a sottolineare l'intento di raccogliere l'eredità di quell'associazione che grande merito aveva avuto per la tutela del patrimonio storico ed artistico di Pollenza e dell'Abbazia di Rambona. Fino al 1997 cura una stagione estiva di operetta piuttosto conosciuta e frequentata che rende in quegli anni Pollenza celebre come il paese dell'operetta.
  • Società Operaia di Mutuo Soccorso "Giuseppe Lazzarini"
  • Corpo Bandistico "Giuseppe Verdi"
  • Asilo Marinozzi: imponente edificio situato nella circonvollazione del paese, voluto e da Monsignor Corrado Marinozzi nel 1906 come asilo infantile e donato nel 1929 all'ente morale che ne è proprietario ancora oggi, la Fondazione Corrado Monsignor Marinozzi e Rocco Olivieri. L'asilo è stato in funzione fino al 2013, mentre l'edificio ha subito un'importante ristrutturazione nel 2019.
  • Confraternite

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Esposizione di Antiquariato, Restauro, Artigianato artistico[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno nelle settimane centrali di luglio, si tiene nel centro storico l’Esposizione di Antiquariato, Restauro, Artigianato artistico. La lavorazione del legno e il restauro del mobile antico sono attività tradizionali e ancora piuttosto praticate nel territorio di Pollenza.

Castagnata e cantine aperte[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2009, ogni anno nel secondo fine settimana di novembre, si tiene nel centro storico Castagnata e cantine aperte. La manifestazione , curata dalla Pro Loco "Corporazione del Melograno" ha carattere eno-gastronomico e di promozione del territorio attraverso la riproposizione di ricette tradizionali, con musica e intrattenimento.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Le squadre di Pollenza sono due, entrambe giocano in Prima Categoria e sono l'A.S.D. Montemilone Pollenza e l'A.S.D. Casette Verdini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Religiosi della Compagnia di Gesù, Vita del venerabile servo di Dio Severino Saccone del Serrone.., 1651, manoscritto in folio, raccolta Severino Servanzi Collio, biblioteca comunale di San Severino Marche.
  • Cesare Froldi, Sessantesimo della fondazione della Corporazione del Melograno, Pollenza, Tip. San Giuseppe, 1985
  • Sabrina Ricciardi, Pollenza storia arte cultura
  • Fabio Sileoni, Don Nazareno Boldorini (1904-1959), una vita per Rambona, con scritti e articoli scelti, Pollenza, Associazione Pro Rambona, 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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