Amico di Rambona

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Sant'Amico di Rambona
Santa Maria delle Grazie, Cocullo 3.JPG
Sant'Amico, al centro con l'ascia da taglialegna
 

Abate benedettino

 
NascitaX secolo
MorteXI secolo
Venerato daChiesa cattolica
Santuario principaleAbbazia di Rambona
Ricorrenza9 novembre
Attributilupo, attrezzi agricoli

Amico (Monte Milone, X secoloMonte Milone, XI secolo) è stato un abate italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Il nome Amico è di origine franca e molto diffuso in Italia intorno all'XI secolo, l'abate viene spesso confuso con altri santi omonimi del periodo, come Amico di Avellana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Amico di Rambona nacque prima del 1000 a Monte Milone, cittadina marchigiana, che oggi è chiamata con il nome di Pollenza. Era figlio di Bongiovanni, probabilmente signore del Castello di Monte Milone, o comunque militare che viveva nell'antica fortezza del paese.

Della sua vita sappiamo poco, alcune notizie ci giungono dal Liber Gratissimus di San Pier Damiani del 1052, quindi ipoteticamente pochi anni dopo la sua morte. Pier Damiani ci dà le informazioni soltanto sull'origine e la morte del santo:

«Amicus abbas Rambonensis, filius Bonjoanni militis Castri Montis Milonis, natus est in eodem castro. Mortus est in Hospitio Divie Mariae infra eodem castro sito in quo aegrontans de latus est»

(S.P. Damiani, Liber Gratissimus)

Da quel poco che si conosce della sua vita sappiamo che fu monaco, poi sacerdote, benedettino. Fu il secondo abate benedettino dell'Abbazia di Rambona, poco fuori la sua città di nascita, dopo un tale Olderigo. San Pier Damiani, nel suo Liber Gratissimus, citò il caso di Sant'Amico come dimostrazione che anche i chierici ordinati da vescovi simoniaci potessero, nonostante tutto, aspirare ad una vita di santità.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo la morte di Sant'Amico, i cittadini dei dintorni cominciarono a visitare di frequente la tomba del monaco abate, dentro il suo sepolcro sono state trovate più di 400 monete (medievali e rinascimentali) provenienti da tutte, o quasi, le zecche dell'Italia centrale, e molti ex voto. Questa è la prova delle proprietà taumaturgiche dell'abate, alle cui cure furono affidati in particolare i bambini affetti da ernia.

Il suo corpo, dopo un incendio che ha distrutto il suo sepolcro originale in legno, fu posto in una spoglia urna di pietra nel 1510.

Nonostante la devozione popolare Amico fu riconosciuto santo soltanto sotto il papato di Urbano VIII nel '600.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

Negli affreschi, di scuola umbra del XVI secolo, presenti nella chiesa di Rambona, Amico compare con l'abito bianco e nero cistercense, ma è una sovrapposizione storica perché, dopo i benedettini furono i cistercensi che ebbero la proprietà dell'abbazia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nazareno Boldorini, S. Amico Abate di Rambona in Pollenza - Marche, Macerata 1942

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]