Cessapalombo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cessapalombo
comune
Cessapalombo – Stemma Cessapalombo – Bandiera
Cessapalombo – Veduta
Valle di Montalto
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
Sindaco Giammario Ottavi (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 43°06′32.47″N 13°15′30.13″E / 43.109019°N 13.258369°E43.109019; 13.258369 (Cessapalombo)Coordinate: 43°06′32.47″N 13°15′30.13″E / 43.109019°N 13.258369°E43.109019; 13.258369 (Cessapalombo)
Altitudine 447 m s.l.m.
Superficie 27,58 km²
Abitanti 498[1] (30-6-2017)
Densità 18,06 ab./km²
Frazioni Col di Pietra, Monastero, Montalto, Prato, Tribbio, Villa di Montalto, Valle di Montalto
Comuni confinanti Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Fiastra, Pievebovigliana, San Ginesio
Altre informazioni
Cod. postale 62020
Prefisso 0733
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 043011
Cod. catastale C582
Targa MC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cessapalombesi
Patrono sant'Andrea Apostolo
Giorno festivo 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cessapalombo
Cessapalombo
Cessapalombo – Mappa
Posizione del comune di Cessapalombo nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Cessapalombo (anticamente Cesapalumbi o Cesapalumbum, Cessapalùmmu in dialetto maceratese[2]) è un comune italiano di 498 abitanti[1] della provincia di Macerata nelle Marche.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cessapalombo è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione perché è stato insignito della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Il 22 marzo 1944 la frazione di Montalto fu teatro della fucilazione di 32 giovani[3] partigiani da parte dei nazifascisti, nell'evento tristemente noto come l'eccidio di Montalto. Un modesto monumento ricorda questo episodio non molto conosciuto.

  1. Adino Barcarelli, classe 1925, di Tolentino
  2. Alberto Patrizi, classe 1925, di Recanati
  3. Aldo Buscalferri, classe 1900, di Caldarola
  4. Arduino Germondani, classe 1924, di Tolentino
  5. Armando Mogetta, di Villa Potenza, Macerata
  6. Armando Pettinari, classe 1923, di Villa Potenza, Macerata
  7. Audio Carassai, classe 1925, di Tolentino
  8. Balilla Pascolini, classe 1923, di Tolentino
  9. Bruno Principi, classe 1923, di Villa Potenza, Macerata
  10. Ennio Passamonti, classe 1923, di Camerino
  11. Ennio Proietti Maresciallo, classe 1923, di Tolentino
  12. Giacomo Saputo, di Terrasini (PA)
  13. Giammario Fazzini, classe 1925, di Camerino
  14. Giuseppe Cegna, classe 1924, di Tolentino
  15. Giuseppe Gurrieri, di Chiaramonte Gulfi (RG)
  16. Guidobaldo Orizi, classe 1925, di Tolentino
  17. Lauro Cappellacci, classe 1923, di Tolentino
  18. Lorenzo Bernardoni, classe 1925, di Montelupone
  19. Luigi Cerquetti, classe 1925, di Tolentino
  20. Manlio Ferraro Sottotentente, classe 1922, di Pesaro
  21. Mariano Cutini, classe 1924, di Potenza Picena
  22. Mariano Scipioni, classe 1923, di Potenza Picena
  23. Mario Ramundo, classe 1922, di Tolentino
  24. Nazzareno Bartoli, classe 1924, di Villa Potenza, Macerata
  25. Nicola Ciarapica, classe 1923, di Tolentino
  26. Nicola Peramezza, classe 1922, di Tolentino
  27. Primo Stacchietti, classe 1925, di Treia
  28. Radames Casadidio, di Camerino
  29. Spartaco Perugini, classe 1923, di Tolentino
  30. Ugo Sposetti, classe 1925, di Tolentino
  31. Umberto Angelelli, classe 1925, di Tolentino
  32. Umberto Lucentini, classe 1923, di Tolentino

Fra i fucilati si salva Nello Salvatori.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Montalto
  • Chiesa di San Benedetto
  • Grotta dei Frati
  • Gola del Fiastrone
  • Lame Rosse
  • Abbazia di Santa Maria in Insula (oggi San Salvatore)
  • Statua ligna della Madonna dell'Impollata presso la chiesa di Sant'Andrea
  • Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Cessapalombo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Montalto[modifica | modifica wikitesto]

Montalto, particolare della torre sul muro di cinta verso Sud

Anticamente: Montaltum, Montealtum, Montis Alti.

Le prime notizie del territorio di Montalto si hanno nel Chronicon Casauriense o Liber instrumentorum seu chronicorum monasterii Casauriensis conservato in originale presso la Biblioteca Nazionale di Parigi. In un diploma del 23 dicembre 967, Ottone I di Sassonia "Otto Imperator" conferma all'abate Adamo "Adam abbs" della Abbazia di San Clemente a Casauria il possesso delle 22 curtes benedettine esistenti nel territorio di Camerino fra cui Monte Alto.[5]
Con privilegio del Cardinale Sinibaldo dei Fieschi rettore della Marca (poi Papa Innocenzo IV) in data 27 gennaio 1240 il territorio di Montalto veniva annesso alla giurisdizione del comune di Camerino. Tale concessione rafforzava l'appoggio militare di Camerino al papato contro le mire espansionistiche di Federico II.
Nella Descriptio Marchiae Anconitanae, fatta redigere dal Vicario Pontificio Cardinale Egidio Albornoz, datata 1356 (pontificato di Papa Innocenzo VI) fra castra et ville vieve citato Montisalti.[6] Con il termine il castrum si indica un borgo fortificato ma anche una semplice rocca con funzioni militari, la villa, invece, sta ad indicare un piccolissimo villaggio. In un documento risalente al 1432 che elenca le 16 chiese dipendenti dalla pieve di Faveria compare la Ecclesia sancti Benedicti de Monte Alto.[7]
Anticamente faceva capo al Terziere chiamato Sossanto unitamente ai castelli di Fiungo, Campolarzo (con rocca), Castel Ramundo (con rocca), Crisperi, Castel Sancto Venanzo, Statte, Borgiano, Croce, Vestignano, Pieve Faveri, Cessapalumbo, Coldepetra (con rocca). Erano ricompresi nello stesso Terziero nove vile (Dinazano, Piacusano, Gorgiano e Lancianello, Colseverivo, Valvegenano, Agello (con rocca), Valcimarra, Monasterio, Letegge) e due rocche senza ville (Torre de Fanula, Torre de Beregna).
Nel 1810 Montalto e le frazioni di Villa, Valle e Tribbio appartengono al comune di Valcimarra all'interno del Cantone di Camerino, Distretto di Camerino, Dipartimento del Musone.
Intervenuta la Restaurazione, il papa Pio VII riformò la pubblica amministrazione dello Stato della Chiesa con motu proprio del 6 luglio 1816,[8] suddividendo il territorio pontificio in diciassette delegazioni apostoliche più la comarca di Roma. Le delegazioni o province erano distinte in tre classi. Il territorio marchigiano fu ripartito in sei delegazioni: Camerino, Urbino e Pesaro, Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli. Montalto unitamnete a Col di Pietra, Croce, Pieve Favera, Statte, Pozzuolo, Valdiea e Campolarzo continuano ad appartenere al comune di Valcimarra.
Nella Chiesa di San Benedetto (XIII secolo) nel 1526 Giovanni Andrea De Magistris (Caldarola) datò "I Misteri del Rosario" affrescati all'esterno della nicchia della parete sinistra, mentre la "Madonna e Bambino interna e Sant'Antonio abate" del nicchione di rimpetto sono del 1544. Nella casa della comunità, annessa al castello si rifugiarono e furono catturati prima dell'eccidio i partigiani.[9]
Popolazione di Montalto:

  • 1829 = 322
  • 1699 = 340
  • 1912 = 356
Cronotassi dei Parroci della Chiesa di San Benedetto di Montalto[modifica | modifica wikitesto]
Dal Al Nome Fonte
1 ---- 1699 R.D. Venanzius Gaspari abatis Archivio Arcivescovile di Camerino - Visita pastorale del 7 dicembre 1699
2 ---- 1712 R.D. Angelus Gasparis Archivio Arcivescovile di Camerino - Visita pastorale del 26 agosto 1712
3 1732 1756 Don Petrus Franciscus Casini Archivio di Stato di Macerata - Testamenti dei Parroci - Vol. 748
4 1786 1789 Don Giovanni Battista Cardinali Archivio di Stato di Macerata - Testamenti dei Parroci - Vol. 748
5 ---- ---- Don Ansovino Gasperi fu Domenico
6 ---- ---- Don Alfredo Tomagnini
7 1818 1820 Don Francesco Meschini Archivio di Stato di Macerata - Notaio Grifi - Vol. 724-725
8 ---- 1866 Don Lorenzo Cadoli

Trebbio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1829 conta 95 anime.

Col di Pietra[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente Collis Petre; si erge sulla sinistra del fiume Fiastrone e rappresentava l'ultimo baluardo a difesa del vasto sistema di rocche e castelli del ducato di Camerino. Nel 1829 conta 26 anime.

Prato[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1829 conta 48 anime.

Monastero[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1829 conta 127 anime.

Valle di Montalto[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente Villa Vallis.

Nella piccolissima frazione è ubicata la Chiesa di San Vito Martire, menzionata la prima volta nella visita pastorale del vescovo Francesco Giusti di Camerino nel 1696.
Nel 1829 conta 84 anime.
Sempre il 22 marzo 1944, stesso giorno dell'eccidio di Montalto, pattuglie nazifasciste composte da soldati del G.N.R. - Btg. IX Settembre - 2ª Compagnia e della Divisione Tedesca Brandenburg, procedono a mirati rastrellamenti nella frazione Valle di Montalto, catturando il Sottotenente di Artiglieria Achille Barilatti "n.d.b. Gilberto della Valle" unitamente alla sua compagna di origine greca Dita Maraschi.
Nel contempo alcuni fascisti fanno irruzione nel palazzo Formaggi dove, nella soffitta, trovano rifugio Capponi Nazzareno, classe 1925, Bendetti Ezio, classe 1922, Bocci Piero, classe 1922, Baldoni Nicola classe 1922 e Bartocci Feltre, classe 1903 noto antifascista membro del Comando della brigata “Spartaco”. Bartocci Feltre, armato di pistola, è pronto a reagire, qualora i fascisti facciano ingresso nella soffitta tuttavia, gli spari conseguenti all'arresto del Ten. Barilatti inducono i fascisti ad uscire dal palazzo permettendo ai rifugiati di guadagnare la fuga saltando dalla finestra che si affaccia sulla chiesa di San Vito facendo perdere le loro tracce.
Il giorno successivo, a conclusione di un sommario processo svoltosi presso il palazzo Paparelli di Muccia (sede del Battaglione "M"), il Ten. Barilatti verrà fucilato contro il muro di cinta del cimitero di Muccia.

Villa di Montalto[modifica | modifica wikitesto]

Madonna della Misericordia (1468)

La Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice ospita l'affresco della Madonna della Misericordia, San Michele arcangelo, Santa Caterina d`Alessandria e devoti (datato 1468) del Maestro dell'Annunciazione di Spermento (Girolamo Angelo d'Antonio?)[10] (già attribuito a Girolamo di Giovanni).
Nel 1829 conta 143 anime.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
---- 1867 Luigi Mancini Sindaco Regno d'Italia
1867 ---- Pacifico Piersanti Sindaco Regno d'Italia
1875 1880 Angelo Simonelli Sindaco Regno d'Italia
1888 1890 Settimio Caraffa Sindaco Regno d'Italia
1890 1895 Pietro Simonelli Sindaco Regno d'Italia
1898 ---- Achille Formaggi Sindaco Regno d'Italia
1900 ---- Sante Frascarelli Sindaco Regno d'Italia
1900 1902 Luigi Mancini Sindaco Regno d'Italia
1903 1907 Mariano Cicconi Sindaco Regno d'Italia
1910 ---- Giuseppe Simonelli Sindaco Regno d'Italia
13 giugno 2004 8 giugno 2009 Giammario Ottavi lista civica sindaco
8 giugno 2009 in carica Giammario Ottavi lista civica sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra locale si chiama Palombese ed ha disputato anche il campionato di Seconda Categoria, ma ora milita in Terza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 198.
  3. ^ A.N.P.I. Tolentino (Macerata) - Tesseramento 2005
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Johannes Berardi, Chartularium monasterii Casauriensis, ordinis S. Benedicti
  6. ^ Codex diplomaticus temporalis S. Sedis Vol. II Augustin Theiner, 1862, Roma, p. 339, 343,346..
  7. ^ Appennino Camerte P. Marinelli, Memorie storiche di Pievefavera, II, Camerino, 10 ottobre 1942.
  8. ^ Motu proprio “Quando per ammirabile disposizione” sull'organizzazione dell'amministrazione pubblica, books.google.it. URL consultato il 9 maggio 2010.
  9. ^ Antonio Angelo Bittarelli, Itinerari Camerinesi, Camerino, 1983, p. 25..
  10. ^ Andrea De Marchi, Pittori a Camerino nel Quattrocento, Banca delle Marche, 2002, p. 349 e seg..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN246322244
Marche Portale Marche: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marche