Monte Vettore

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Monte Vettore
South Ridge - Monte Vettore.JPG
Il Monte Vettore visto da sud
StatoItalia Italia
Regione  Marche
  Umbria
Provincia  Ascoli Piceno
  Perugia
Altezza2 476 m s.l.m.
Prominenza1 462 m
Isolamento41,56 km
CatenaAppennino umbro-marchigiano (Monti Sibillini)
Coordinate42°49′30.36″N 13°16′27.84″E / 42.8251°N 13.2744°E42.8251; 13.2744
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Vettore
Monte Vettore

Il Monte Vettore (dal latino "victor", «vincitore», in quanto "supera gli altri monti della Catena Sibillina"[1]), con i suoi 2.476 metri di altitudine[2] è il rilievo montuoso più alto del massiccio dei Monti Sibillini e tra le cime più importanti dell'Appennino. Il Vettore è la montagna più alta e riconoscibile delle Marche, in quanto la cima più alta del gruppo montuoso ricade nel comune di Arquata del Tronto (provincia di Ascoli Piceno), e anche del parco nazionale dei Monti Sibillini. All'ombra della vetta è presente un circo glaciale che ospita il piccolo Lago di Pilato, unico lago naturale della regione.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Monte Vettore, versante di Arquata del Tronto

Situato nell'appennino umbro-marchigiano al confine tra Umbria e Marche, il gruppo del Vettore presenta tre versanti ricadenti in comuni diversi: quello occidentale di Norcia (Umbria), quello meridionale di Arquata del Tronto e quello orientale di Montegallo (Marche); la cresta nordovest si collega alle altre cime dei Monti Sibillini delimitando lo spartiacque Tirreno-Adriatico. Sul lato nord, il gruppo risulta diviso dalla Valle dell'Aso, fiume che nasce a Foce di Montemonaco. Visto dall'alto, infatti, il gruppo montuoso ha una caratteristica forma ad "U" che comprende diverse cime, seguendo l'arco da ovest a est: Quarto San Lorenzo, Cima del Redentore (2.448 m), Pizzo del Diavolo (2.410 m), Cima del Lago (2.423 m), Monte Vettoretto (2.032 m), il Vettore stesso e Monte Torrone (2.102 m).

La vetta principale offre una vista molto ampia che raggiunge tutte le regioni dell'Italia centrale: oltre alla vista sulle altre cime dei Sibillini e dell'appennino umbro-marchigiano, è possibile infatti ammirare i Monti della Laga e il Gran Sasso a sud-est, il Terminillo a sud-ovest, i Monti Gemelli, il litorale marchigiano fino al Mare Adriatico ad est; nelle giornate limpide è facile scorgere altri massicci dell'Abruzzo come il Velino e la Majella, ma anche alcune montagne del versante tirrenico come l'Amiata e il Pratomagno in Toscana e il Cimino nel Lazio.

A ovest è però la Cima del Redentore a dominare il panorama, affacciandosi sull'altopiano di Castelluccio di Norcia noto per le coltivazioni di lenticchia e per la Fioritura. Sul lato sud, presso la Forcella delle Ciaule, si trova il rifugio Tito Zilioli (2.238 m s.l.m.); il bivacco è stato ricostruito a seguito del sisma del centro Italia[3] ed è attualmente gestito dal C.A.I. di Ascoli Piceno.

Alla testata della Valle dell'Aso, sotto la parete del Pizzo del Diavolo, si scorge dalla vetta il Lago di Pilato a 1.941 metri di quota. Sebbene sia alimentato principalmente dalla fusione delle nevi e le sue dimensioni massime non superino i 400 metri in diametro, questo piccolo lago di origine glaciale è di grande interesse tra i naturalisti e i biologi, ospitando tuttora un endemismo peculiare: il Chirocefalo del Marchesoni, una specie autoctona di gambero dal colore rossastro che raggiunge una lunghezza di 9–12 mm.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Il Monte Vettore è un massiccio calcareo le cui rocce appartenenti alla serie umbro-marchigiana hanno un'età di formazione compresa fra i 200 e i 10 milioni di anni; esso rappresenta la porzione più sollevata del Sovrascorrimento dei Monti Sibillini, attivo nel neogene, sulla fascia pedemontana a est. Durante il Quaternario, le fasi glaciali hanno modellato i versanti nord del gruppo montuoso mentre i sistemi di faglie normali hanno dato origine alle depressioni intermontane come i Piani di Castelluccio.[4] L'attività di queste faglie è testimoniata da morfologie evidenti come il Cordone del Vettore, scarpata di faglia storicamente visibile sul versante ovest che si è riattivata con il sisma del centro Italia nel 2016.

Storia sismica[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene la zona sia storicamente nota per l'elevata sismicità, la riattivazione del sistema di faglie Vettore-Bove all'origine del Terremoto del Centro Italia è stata quasi inaspettata per la lunghezza dei tempi di ritorno; ora sappiamo che il sistema di faglie è responsabile di almeno sei terremoti con Mw≥6.6 dalla fine dell'ultimo periodo glaciale, e tra questi è stato identificato anche il terremoto del 443 d.C. di cui sono noti danni ai monumenti di Roma (il Colosseo, la basilica di San Paolo fuori le mura, la basilica di San Pietro)[5][6].

La sequenza sismica del 2016-2017 ha causato la distruzione di un elevato numero di centri abitati tra Lazio, Marche e Umbria (Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Norcia, Visso, Ussita e tanti altri) e la morte di 299 persone nella notte del primo sisma, il 24 agosto 2016.

Accesso alla vetta[modifica | modifica wikitesto]

Escursionismo[modifica | modifica wikitesto]

È possibile raggiungere a piedi la vetta del Vettore mediante due percorsi escursionistici: tramite il sentiero 101 partendo dal valico di Forca di Presta, oppure dalla chiesa di Santa Maria in Pantano, nei pressi della frazione Colle di Montegallo, tramite il sentiero 131.

Partenza Percorso Difficoltà[7] Distanza Ascesa Discesa Rifugio/Bivacco Note
Forca di Presta 101[8] E 5 km 895 m 0 m Rifugio Tito Zilioli Rifugio Zilioli completamente ricostruito tra Settembre e Dicembre 2020[9]
Santa Maria in Pantano 131[10] EE 6,2 km 1305 m 85 m Sentiero chiuso perché gravemente danneggiato sisma ottobre 2016[9]

Alpinismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Monte Vettore offre alcune attrattive agli alpinisti per la presenza di una grande parete rivolta a sud-est. La prima via aperta sulla parete del Vettore è la Marsili-Trentini-Cicchetti che risale al 1928 (1000 m, III+), discontinua, ma di sicuro interesse storico e paesaggistico; a questa è seguita la Bachetti-Spinelli che sale ancora più direttamente e senza un percorso obbligato fino alla vetta (1000 m, III); tali itinerari sono interessanti anche nella stagione fredda offrendo salite molto impegnative. Al Soglio dell'Aquila è presente una via classica, la Florio-Capponi lungo lo spigolo sud-est (200 m, IV).

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

Il Cordone del Vettore, che si presenta come una fascia trasversale di roccia nuda e ghiaia, veniva anche chiamato Sentiero delle Fate: narra la leggenda che una volta le fate della montagna (forse al servizio della Maga Sibilla) si fossero trattenute troppo a lungo nelle danze con i giovani di Pretare e, per non essere sorprese dalla luce dell'alba che avrebbe rivelato la loro natura semi-umana, fuggirono con tanta foga da scavare una mulattiera solo con le loro zampe di capra. A Pretare, frazione di Arquata del Tronto, nel giorno di san Rocco si fa rivivere quest'antica ed originale leggenda, nota sia agli studiosi delle tradizioni popolari sia ai valligiani[11]: un gruppo di giovani donne, vestite da fate, raggiunge lentamente il centro del paese da una strada di campagna, e arrivate alla piazza danno inizio alle danze.

Storie misteriose come queste, diffuse nei monti Sibillini, sono testimonianza di culture pagane in parte sopravvissute al Cristianesimo mescolandosi. Un esempio è il vicino Lago di Pilato, che faceva parte di quei luoghi "magici" tappa di pellegrinaggio per i negromanti tra medioevo e rinascimento; secondo una leggenda poco accreditata, il corpo di Ponzio Pilato era infatti finito nel lago dopo essere stato gettato su un carro di buoi in fuga. Specchi d'acqua inaccessibili e cavità presenti nel territorio erano perciò considerate accessi al regno dell'oltretomba, come quella di cui parla Virgilio nel sesto canto dell'Eneide.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Conti, La tregenda, in La Rassegna nazionale, vol. 44, Firenze, Presso l'Uffizio del Periodico (Coi tipi di M.Cellini e C.), 1888, p. 519. URL consultato il 13 dicembre 2021.
  2. ^ AA.VV., Da Camerino a Visso, in Marche: con 9 carte geografiche, 14 piante di città, 14 piante e schemi di edifici, 37 stemmi, Guide rosse, Touring Editore, 1979, p. 530. URL consultato il 29 maggio 2020.
  3. ^ Rifugio Tito Zilioli, su www.caiascoli.it. URL consultato il 9 luglio 2022.
  4. ^ F. UNICAM.It, A. UNICAM.It e M. ROSCIONI, I "FASCI" DI FAGLIE RECENTI ED ATTIVE DI M. VETTORE - M. BOVE E DI M. CASTELLO - M. CARDOSA (APPENNINO UMBRO-MARCHIGIANO), 1992, DOI:10.15165/STUDGEOCAM-1198. URL consultato il 9 luglio 2022.
  5. ^ (EN) P. Galli, A. Galderisi e E. Peronace, The Awakening of the Dormant Mount Vettore Fault (2016 Central Italy Earthquake, M w 6.6): Paleoseismic Clues on Its Millennial Silences, in Tectonics, vol. 38, n. 2, 2019-02, pp. 687–705, DOI:10.1029/2018TC005326. URL consultato il 9 luglio 2022.
  6. ^ Il terremoto del 2016 legato alla stessa faglia “dormiente” che spaccò il Colosseo 1600 anni fa, La Stampa, 07/03/2019.
  7. ^ Difficoltà dei percorsi escursionistici e dei percorsi attrezzati (vie ferrate), in Società degli Alpinisti Tridentini. URL consultato il 23 aprile 2019.
  8. ^ Percorso Forca di Presta-Monte Vettore, in hiking.waymarkedtrails.org. URL consultato il 27 aprile 2019.
  9. ^ a b Articolo nuovo Rifugio Zilioli, in presidente CAI di Ascoli Piceno su mountlive.com. URL consultato il 4 Dicembre 2020.
  10. ^ Percorso Santa Maria in Pantano-Monte Vettore, in hiking.waymarkedtrails.org. URL consultato il 27 aprile 2019.
  11. ^ http://www.bikersincresta.com/la-strada-delle-fate/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernardino Gentili, Note di Geomorfologia del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Collana dei Quaderni scientifico-divulgativi del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Aniballi Grafiche, Ancona, aprile 2002

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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