Liberato da Loro

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San Liberato da Loro
Liberato da Loro Piceno.jpg
Statua di San Liberato da Loro presso l'eremo di San Liberato
 

Francescano

 
NascitaLoro Piceno, 1189-1190
MorteSarnano, 1231-1234
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione2 settembre 1713 (conferma del culto)
Santuario principaleEremo di San Liberato, San Liberato
Ricorrenza6 settembre
Attributiraffigurato con l'abito francescano, in contemplazione con uccellini posati su capo, spalle e braccia; o giacente, ristorato in punto di morte dalla Vergine accompagnata da uno stuolo di angeli e da tre sante vergini.[1]

Liberato da Loro (Loro Piceno, 1189-1190Sarnano, 1231-1234) è stato un francescano italiano. Il suo culto come beato fu confermato, una prima volta, da papa Clemente XI il 2 settembre 1713 e, nuovamente, da papa Pio IX nel 1868.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Folchetti, Madonna in trono col bambino, San Francesco e il beato Liberato da Loro Piceno, 1498, Auditorium Sant'Agostino. Liberato da Loro è la figura a destra

San Liberato nasce tra il 1189 e il 1190 a Loro Piceno, nel Fermano, da una nobile famiglia feudale, presumibilmente dai DA LORO (avi e discendenti di Gualtiero da Loro):. Seguendo le orme di San Francesco, lascia tutti i suoi averi e le comodità per donare la sua anima e il suo corpo a Dio. La Chiesa romana lo identifica nel Santo Anonimo vissuto nell'eremo di Soffiano di cui parlano gli Actus beati Francisci et sociorum eius[2] e i Fioretti di San Francesco (cap. 47), testo originale latino di frate Ugolino da Montegiorgio.

Il primo cronista francescano ad identificarlo correttamente è stato frate Mariano da Firenze (+ 1512) nell'opera, oramai perduta, Fasciculus Chronicarum ordinis Fratrum Minorum, liber II, cap. 7, par. 7-8, ff. 186-187, anno 1231. A margine del corrispondente racconto degli Actus il cronista fiorentino scrisse: "In seguito con questi (con i suoi compagni Umile e Pacifico, Actus 54; Fior., 46) fu inoltre sepolto frate Liberato. Questo frate Liberato un tempo era divenuto Conte di Loro, ma rinunziando al titolo, alle ricchezze ed alla nobiltà terrena, divenne frate Minore e fu tanto chiaro per virtù e miracoli, che il detto luogo (di Brunforte), cambiato il proprio nome, cominciò a chiamarsi San Liberato e questo (nome) dura anche al presente. La loro festa (di s. Liberato e dei bb. Umile e Pacifico) si celebra con grande concorso di popolo il secondo giorno di Pasqua. Dall'ora sesta al Vespro di detto giorno, il sepolcro emana una specie di manna che viene raccolta dal popolo".

Si pensa che la sua conversione sia avvenuta nel 1215, in occasione del quarto viaggio di San Francesco nelle Marche, avente come meta finale la città di Ascoli Piceno. Ritiratosi nell’Eremo di Soffiano nei pressi di Sarnano, trascose il resto della sua vita fra preghiera e meditazione,[3] fino alla sua morte, che Mariano da Firenze colloca nel 1234. Dopo la morte dovuta all'impossibilità di deglutire, nel 1260 le sue spoglie e quelle di due suoi confratelli (i fratelli Umile e Pacifico) vennero trasferite nell'eremo di Santa Maria, un eremo originario del 1230 a San Ginesio confinante con quello di Soffiano, ampliato poi dai Brunforte nel 1274[4][5] e abbattuto nel 1421. La demolizione della chiesa lascio spazio ad una nuova struttura, un convento che, insieme alle restanti strutture, prese il nome di eremo di San Liberato.[6]

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Liberato da Loro morì nel 1231 o nel 1234 dopo essersi ammalato gravemente, che gli impedì di deglutire.[7] Il suo corpo riposa nell'eremo di San Liberato, conosciuto anche come santuario di San Liberato. Nel rito romano la sua memoria liturgica ricorre il 6 settembre e non è inserito nel Martirologio Romano. La sua fama crebbe maggiormente nel 1697, dopo che il dipinto di Stefano Folchetti del 1498 venne visto sudare. Questo miracolo non fu l'unico, infatti nel 1703, a seguito di un controllo delle condizioni delle beati spoglie, il dipinto sudò nuovamente.[8]

Nonostante sia beato e non santo, secondo le testimonianze che ci sono state tramandate da padre Giannantonio Damiani da Monteciccardo e da Francesco Gonzaga, nel XV secolo un papa concesse che Liberato potesse essere venerato con il titolo di santo, visti numerosi miracoli che periodicamente si manifestavano nel luogo dove riposava il corpo senza vita. La realtà potrebbe essere diversa ed infatti papa Pio II, conoscendo la fama di santità del frate, concesse che la contrada dove era ubicato il convento potesse chiamarsi con il titolo di San Liberato.[9][10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ cfr. Actus b. Francisci et sociorum eius, LIX; Fior., 47.
  2. ^ Jacques Cambell, 59, in Marino Bigaroni e Giovanni Boccali (a cura di), Actus Beati Francisci et sociorum eius, Edizioni Porziuncola, 1988 [1327-1337].
  3. ^ San Ginesio - Eremo S. Liberato https://www.turismo.marche.it/Turismi/Cultura-The-genius-of-Marche/Dettaglio-Itinerari/Title/San-Ginesio-Eremo-S-Liberato/IdPOI/8937/C/043046/C1/4/C2/96/T/4?page=1
  4. ^ Eremo di San Liberato – San Ginesio (MC), su m.iluoghidelsilenzio.it. URL consultato il 16 novembre 2021.
  5. ^ Convento di S. Liberato di San Ginesio, su macerataturismo.it. URL consultato il 16 novembre 2021.
  6. ^ Eremo S. Liberato, su turismo.marche.it. URL consultato il 16 novembre 2021.
  7. ^ Santuario di San Liberato (XII°sec.), su SibilliniWeb.it. URL consultato il 16 novembre 2021.
  8. ^ Santuario di San Liberato, su sanginesioturismo.it. URL consultato il 16 novembre 2021.
  9. ^ Sancricca, 2001.
  10. ^ San Liberato da Loro Piceno, su Santiebeati.it. URL consultato il 17 novembre 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arnaldo Sancricca, Liberato da Loro il santo Anonimo di Soffiano. La presenza dei frati Minori e dei Clareni nei dintorni di Sarnano e di San Ginesio (XIII, XIV e XV sec.), San Severino Marche, 2001.
  • Arnaldo Sancricca, I Signori di Loro e la nascita del comune, Sanseverino Marche 2001.
  • Arnaldo Sancricca, Il piatto di S. Liberato da Loro, aspetto devozionale di una reliquia “ex contactu”, “Picenum Seraphicum”, nuova serie, anno XXII-XXIII (2003-2004), 2005.
  • Arnaldo Sancricca, La genealogia delle Provincie de' santi e de' beati della Religione di S. Francesco, un'opera a stampa attribuita a fr. Mariano da Firenze nel Summarium super non remotione cultus di S. Liberato da Loro, “Picenum Seraficum”, n.s., XXIV (2005);
  • Arnaldo Sancricca, La definitiva incorporazione dei “Fratres” di Angelo Clareno nell'Osservanza Cismontana con riferimenti attinenti allo stato dei conventi nella Marca, in “Studi Maceratesi”, 43 (2009), pp. 230–309.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]