Sant'Elpidio a Mare

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Sant'Elpidio a Mare
comune
Sant'Elpidio a Mare – Stemma Sant'Elpidio a Mare – Bandiera
Sant'Elpidio a Mare – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Fermo-Stemma.png Fermo
Amministrazione
Sindaco Alessio Terrenzi (lista civica) dal 21-5-2012
Territorio
Coordinate 43°13′46.16″N 13°41′10.05″E / 43.229489°N 13.686125°E43.229489; 13.686125 (Sant'Elpidio a Mare)Coordinate: 43°13′46.16″N 13°41′10.05″E / 43.229489°N 13.686125°E43.229489; 13.686125 (Sant'Elpidio a Mare)
Altitudine 251 m s.l.m.
Superficie 50,52 km²
Abitanti 17 110[1] (31-12-2015)
Densità 338,68 ab./km²
Frazioni Bivio Cascinare, Cascinare, Casette d'Ete, Castellano, Cretarola, Luce
Comuni confinanti Civitanova Marche (MC), Fermo, Monte Urano, Montecosaro (MC), Montegranaro, Porto Sant'Elpidio
Altre informazioni
Cod. postale 63811
Prefisso 0734
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 109037
Cod. catastale I324
Targa FM
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 875 GG[2]
Nome abitanti elpidiensi
Patrono sant'Elpidio Abate
Giorno festivo 2 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Elpidio a Mare
Sant'Elpidio a Mare
Posizione del comune di Sant'Elpidio a Mare nella provincia di Fermo
Posizione del comune di Sant'Elpidio a Mare nella provincia di Fermo
Sito istituzionale

Sant'Elpidio a Mare è un comune italiano di 17 110 abitanti della provincia di Fermo nelle Marche.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Elpidio a Mare è situata su di una dorsale del subappennino marchigiano tra le bassi valli del fiume Tenna e del torrente Ete Morto, a 9 chilometri dal mare Adriatico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città occupa il territorio appartenuto all'antica città romana di Cluana, distrutta dai Goti nei primi anni del 400. Nell'887, nella stessa zona della città distrutta, fu fondata una delle più antiche e potenti abbazie benedettine delle Marche: l'"Abbazia imperiale di Santa Croce al Chienti". Il borgo medievale, conosciuto con il toponimo di "Castello di Sant'Elpidio", sorse nell'XI secolo sul colle nella cui sommità è ospitata la chiesa della Madonna dei Lumi. Elevato al rango di libero comune, nel 1250 Federico II di Svevia gli concesse la costruzione di un porto tra i fiumi Chienti e Tenna. Fu nei secoli successivi al centro di aspri contrasti con la vicina Fermo. Saccheggiato nel 1328 dalle truppe di Mercenario da Monteverde fu nuovamente distrutto dal ghibellino Rinaldo da Monteverde nel 1376 e nel 1377.

Nel 1380 gli Elpidiensi ricostruirono il Paese nella posizione in cui è ancora oggi. Nel 1431 l'Esercito di Francesco Sforza penetra la cinta muraria e saccheggia l'abitato. Nel 1797 il Generale Rusca dell'Esercito di Napoleone Bonaparte raduna le Milizie locali fedeli al Papa sul Colle dei Cappuccini e ingloba il Paese nel Dipartimento del Tronto, con capoluogo Fermo. Nel 1828 papa Leone XII emana una bolla con la quale viene attribuito il titolo di Città. Durante la seconda guerra mondiale il territorio fu amministrato dalla Repubblica Sociale Italiana. Nel 1952 la frazione del Porto diventa comune autonomo con il nome di Porto Sant'Elpidio.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome storico della località documentato da una pergamena dell'XI secolo era "Sancto Elpidio Majore"[senza fonte] per distinguerlo da Sant'Elpidio Morico altra località della Marca Fermana. L'abbreviazione di "majore" in "ma.re" è in seguito mutata in "a mare".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia imperiale di Santa Croce al Chienti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo tradizione, l'Abbazia venne fondata nell'887 su un edificio religioso preesistente. Il periodo di massimo splendore dell'abbazia benedettina oscilla tra il X e il XII secolo in cui beneficia di ampliamenti in stile romanico. Nel 1790 il vescovo fermano Minnucci riduce il complesso abbaziale a struttura per uso agricolo decretandone la sua rovina e riducendo la zona delle funzioni alla sola navata centrale. Dopo oltre due secoli di abbandono e degrado ad usi impropri, la struttura basilicale è interessata da un restauro iniziato nel marzo 2006 teso al ripristino della primitiva tipologia e alla conseguente riapertura al pubblico, avvenuta nel 2010. All'interno della chiesa su di una lapide è inciso:

« BASILICAM SERVATORIS NOSTRI EJUSQUE VIVIFICAE CRUCIS A THEODOSIO FIRMANO EPISCOPO CONDITAM ET CORAM CAROLO CRASSO IMPERATORE REGIAM DOTEM CONFERENTE XVIII. KAL.OCTOB.A.S. DCCCLXXXVII. SOLEMNITER DICATAM TEMPORUM INJURIIS SQUALLENTEM ALEXANDER BORGIA ARCHIEPUS ET PNPS FIRMANUS INSTAURAVIT AN DNI. MDCCXLVIIII »

.

All'esterno dell'Abbazia su di una lapide è inciso:

« ANDREAE.MINUCCIO.ARCHIEPO.ET.PNPI.FIRM.QUOD.BASILICAM.SS.CRUCIS.IN.DECENTIOREM.ADHUC.FORMAM.REDEGERIT.HORREUM.


PRODUXERIT.AEDES.PARTIM.E.FUNDAMENTIS.EXCITARI.ARTIM.RESTITUERIT.AMNE.INTERFLUENTE.CO.ERCITO.GRATI.ANIMI.ERGO.A.P.F.F.MDCCXC. »

Chiesa della Madonna dei Lumi[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruita nel XIII secolo con il nome originario di chiesa di Sant'Agostino. Filippo III di Francia, quarto Figlio del re San Luigi IX, durante il XIV Concilio Ecumenico, apertosi a Lione il 7 maggio 1274 e conclusosi il 17 luglio 1274 dona in segno di profonda devozione verso il Beato Clemente personalità eminente dell'Ordine Agostiniano, beatificato da Papa Clemente XIII nel 1761, una Spina della corona di Gesù Cristo. Il Frate devolve il Prezioso Dono al convento di Sant'Elpidio in cui studiarono tra gli altri San Nicola da Tolentino e San Giacomo della Marca. Nella notte dell'8 settembre 1377 l'esercito guidato da Rinaldo da Monteverde privò la chiesa della reliquia che è attualmente conservata nella chiesa di Sant'Agostino a Fermo. Dell'antico Tempio rimane il basamento, gran parte dell'elevato della facciata e all'interno l'altare marmoreo in stile gotico realizzato nel 1371 in pietra d'Istria e l'affresco della Madonna dei Lumi del XV secolo che raffigura la Madonna con il Bambino.[3].

Chiesa di Sant'Elpidio Abate[modifica | modifica wikitesto]

Eretta nel XIII secolo come Pieve, nel 1590 le viene attribuito il titolo di Collegiata Semplice, l'11 ottobre 1591 Papa Gregorio XIV la eleva a Insigne Collegiata e nel 1857 il Beato Papa Pio IX a Perinsigne Collegiata. Della costruzione primitiva conserva l'abside e gran parte della struttura esterna. La facciata realizzata nella seconda metà degli anni trenta del XX secolo in stile neoromanico si fregia della presenza di un rosone e di un mosaico sulla lunetta del portale che raffigura Sant'Elpidio Abate affiancato dai Discepoli Ennesio ed Eustasio. Il fianco della chiesa che delimita piazza Giacomo Matteotti conserva 5 finestre dell'originaria costruzione del XIII secolo; il resto è stato quasi interamente ricostruito nel 1639. L'interno è stato realizzato in stile neoclassico. Dietro all'altare maggiore del XVI secolo è stato inserito un altorilievo di un sarcofago romano in marmo pario del IV secolo che raffigura un scena di caccia al leone e che conserva al suo interno le ossa del Patrono Sant'Elpidio Abate e dei Discepoli Sant'Ennesio e Sant'Eustasio. Sopra l'altare maggiore Nicola Antonio Monti ha realizzato alla fine del XVIII secolo un quadro in cui raffigura la Beata Vergine Maria Assunta in Cielo. La mostra d'Altare dedicata alla Madonna di Loreto e realizzata in stile barocco da Angelo Scoccianti nel transetto di destra della chiesa nel 1702, è la più grande delle Marche. L'opera lignea la cui bellezza è esaltata dalla presenza di dorature, conserva all'interno di due ante la cui giunzione crea un altorilievo dell'Annunciazione, la statua della Madonna di Loreto. Il transetto di sinistra conserva un dipinto di Jacopo Palma il Giovane che raffigura ai piedi del Cristo Sant'Antonio e Sant'Elpidio. La chiesa ospita un Fonte Battesimale di stile rinascimentale. L'organo realizzato nel 1765 da Gaetano Callido e collocato al di sopra dell'entrata principale costituisce una delle più imponenti opere dell'Autore. La grande balaustra in marmo, costruita nella metà del XIX secolo su progetto dell'Architetto Salvatori, è impreziosita da quattro statue in bronzo che raffigurano Sant'Elpidio Abate, Beato Clemente Briotti, San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena, e delimita il Coro e le statue di Sant'Elpidio e della Madonna. La chiesa ospita il paramento liturgico indossato dal Cardinale Cesare Brancadoro. La Sagrestia conserva un dipinto della Madonna con il Bambino che appare a San Filippo Neri.

Il 24 dicembre 1943 i cittadini di Sant'Elpidio a mare alla presenza dell'Arciprete Don Quirico Lupacchini hanno formulato un voto in onore di Sant'Elpidio Abate in base al quale se fossero stati liberati dagli orrori e dalle devastazioni della guerra avrebbero arricchito di marmi preziosi il presbiterio della Chiesa Collegiata dove riposa il corpo del Santo Protettore[4].

Chiesa di San Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

Fu la chiesa del Monastero delle Suore Benedettine dedicato a San Giovanni. La facciata realizzata nel XIX secolo si erge all'inizio di via Cunicchio.

Santuario Madonna degli Angeli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario Madonna degli Angeli.

Il santuario Madonna degli Angeli ed il convento attiguo siano stati costruiti all'inizio del XIII secolo, quando il culto a Santa Maria degli Angeli fu iniziato da San Francesco d'Assisi. Ne sono testimoni i pochi affreschi rimasti nella Cappellina. L'opinione è confermata dalla presenza dei religiosi Francescani fin dal 1242: il santuario venne costruito con l'intenzione di riprodurre la Porziuncola di Santa Maria degli Angeli in Assisi.

Il santuario fu subito oggetto di particolare culto e si pensò di affidare la custodia a dei religiosi per i quali si affiancò la costruzione di un modesto convento.

Chiesa di Sant'Agostino[modifica | modifica wikitesto]

Eretta in onore di Sant'Antonio nel XIV secolo. Dopo la distruzione del convento agostiniano nel 1377 è stata riconsacrata a Sant'Agostino. Ospita un portale in pietra con decorazioni a candelabra del 1505 che impreziosisce la graziosa facciata in stile barocco. Restaurata nel 1760, fu chiusa al culto agli inizi del XX secolo. L'interno è abbellito dalla presenza di stucchi e da un coro (1760). Ospitò l'Altare dedicato al Beato Clemente Briotti visibile presso la chiesa di Sant'Elpidio Abate e l'olio su tela di Vincenzo Pagani "Madonna in gloria con Bambino e Santi" conservato nella Pinacoteca Civica di Ripatransone.

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Realizzata nel XIV secolo, al suo interno contiene la tela del Tizianello del 1564, due tele di Ripani.

Basilica Lateranense di Maria Santissima della Misericordia[modifica | modifica wikitesto]

Iniziata nel 1575, all'esterno presenta un portale ligneo e due meridiane in alto che da sinistra verso destra indicano rispettivamente l'ora italica e astronomica. Al suo interno conserva una tela del Pittore anconetano Andrea Lilli "Il Miracolo di Santa Marta" del 1602; affreschi di Andrea Boscoli del 1603 e tre tele che raffigurano "Lo Sposalizio della Vergine", "La Natività" e "La Madonna della Misericordia"; gli affreschi della volta a botte opera di Cristoforo Roncalli del XVII secolo, un organo di Gaetano Callido del 1785 e Pietro Nacchini del 1757. La Basilica fu eretta il primo giugno 1399. Dal 1974 è sede dell'Accademia organistica elpidiense.

Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Costruita a partire dal 1576 insieme all'ex convento dei Cappuccini. Le opere pittoree realizzate nel 1758 da Filippo Ricci "Il sogno di San Giuseppe" e "Lo Sposalizio della Vergine" adornano l'interno.

Chiesa di San Filippo Neri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Filippo Neri (Sant'Elpidio a Mare).

La chiesa di San Filippo Neri venne fondata nel 1735 e completata nel 1789 ad opera degli Architetti Giovanni Battista Vassalli e Pietro Augustoni e, per gli interni, Giuseppe Valadier, che ha dato alla struttura lo stile tardo barocco che lo caratterizza.

Oratorio dei Filippini[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio di Sant'Elpidio a mare venne realizzato nel 1740 su indicazioni dell'architetto Giuseppe Valadier. Consacrato nel 1742, venne dedicato a san Giuseppe patrono della Chiesa universale. Utilizzato anche per le celebrazioni liturgiche, è caratterizzato dalla presenza di un'unica aula con copertura a volte sorretta da quattro pilastri. La pala dell'altare presentava un dipinto realizzato nella seconda metà del XVII secolo di autore ignoto che raffigurava il tema della fuga in Egitto ora conservata nella pinacoteca civica. Nicola Monti ha realizzato per l'oratorio un olio su tela che affronta il tema dell'Incredulità di San Tommaso. Gesù è raffigurato in piedi sulla destra nell'atto di sollecitare san Tommaso apostolo a verificare la piaga sul costato, tre Apostoli assistono alla scena. Il dipinto si colloca nell'ambito della produzione matura del Monti.

Chiesa del Sacro Cuore[modifica | modifica wikitesto]

Realizzata del XIX secolo.

Chiesa del Santissimo Sacramento[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa costruita nel XIII secolo dai Cavalieri dell'Ordine dell'ospedale di San Giovanni di Gerusalemme è stata in seguito quasi completamente ricostruita, fa eccezione il portale di entrata rimasto intatto.

Chiesa di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'unità d'Italia viene trasformata in carcere. Oggi la struttura è inutilizzata.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Torre gerosolimitana[modifica | modifica wikitesto]

Portata a compimento nel XVI secolo dai Cavalieri Gerosolimitani (una delle varianti del nome dell'ordine che nasce a Gerusalemme nel 1048 ad opera di Mercanti della Repubblica Marinara di Amalfi che decidono di fondare nella Città Santa una chiesa, un convento e un ospedale), la torre costruita nel punto più alto della città è alta circa 28 metri ha forma quadrata (circa 8,19 metri di lato) ed è caratterizzata da spesse mura perimetrali (1,60 metri). Si accede all'interno attraverso un portone d'ingresso sormontato da una lunetta paleocristiana del X secolo il cui bassorilievo rappresenta una figura allegorica della Crocifissione del Cristo, elemento che la tradizione indica provenire dall'Abbazia di Santa Croce al Chienti. Nella seconda metà del XVII secolo, sopra la torre sono state inserite due campane, la più grande è dedicata al Cristo, alla Madonna, a San Nicola e Sant'Elpidio Patrono della Città, e nel lato est della torre un orologio meccanico posto al di sotto della croce ad otto punte dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e al di sopra di un monumento (inaugurato il 24 settembre 1893) dedicato ai protagonisti dell'unità d'Italia i cui volti sono stati immortalati con la tecnica dell'altorilievo realizzata su quattro medaglioni di bronzo che adornano una lapide nella quale è inciso uno scritto composto da Tommaso Casini: "Il municipio e i Cittadini di Sant'Elpidio a mare vollero in questo marmo raffigurare le sembianze ed incisi i nomi di Vittorio Emanuele II e di Giuseppe Garibaldi, di Giuseppe Mazzini e di Camillo Cavour per additare al memore affetto dei posteri gli ardimenti generosi e le eroiche imprese, l'apostolato civile e la sapienza politica onde agli Italiani fu restituita la Patria".

Cinta muraria[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato conserva resti dei tre chilometri della cinta muraria (XIII e XIV secolo) medioevale e solo tre delle sette porte originarie. Via dei Torrioni offre uno splendida vista dall'alto dei comuni limitrofi e dei monti Sibillini.

Porta Canale[modifica | modifica wikitesto]

L'architettura difensiva eretta nel XIV secolo è l'unica porta originaria rimasta ancora intatta. Sulle sue mura è stato incastonato nel 1527 un bassorilievo in pietra che raffigura Sant'Elpidio a cavallo apparso in una battaglia contro i Saraceni.

Porta Marina[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruita agli inizi dell'Ottocento dopo essere stata distrutta dai cannoni dell'Esercito di Napoleone nel 1797.

Porta Romana[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruita interamente in epoca fascista (1930).

Palazzo comunale[modifica | modifica wikitesto]

Eretto nel XIV secolo per svolgere la funzione di Palazzo dei Priori, è stato ristrutturato nel XVI secolo seguendo le indicazioni dell'Architetto Pellegrino Tibaldi. La facciata è in stile classico. Ospita l'archivio storico.

Teatro Luigi Cicconi[modifica | modifica wikitesto]

Della costruzione del 1870 realizzata su progetto di Ireneo Aleandri conserva solo la facciata in stile neoclassico. L'interno è stato completamente rifatto negli anni dal 1952 al 1953.

Fontana della Pupa[modifica | modifica wikitesto]

Realizzata per celebrare l'installazione della rete idrica della città, venne inaugurata il 16/09/1907.

Marchesato di Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso realizzato nel diciottesimo secolo dalla famiglia dei Nannerini, è impreziosito in alcune stanze da affreschi sulle pareti. L'archivio storico della famiglia Falconi testimonia il prestigio sociale rivestito dai penultimi proprietari della villa. La chiesa di Santa Caterina in cui ha sede l'omonima parrocchia è il cuore dell'area.

Villa Brancadoro[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione conserva vicino al torrione le mura di un antico Monastero del XIII secolo.

Palazzo Montalto Nannerini[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo cinquecentesco del Cardinale Peretti di Montalto Nipote di Sisto V, diventa di proprietà dei Nannerini Marchesi di Nannarini, quindi Monastero dell'ordine delle Oblate Salesiane, delle Monache Benedettine, ed infine delle Suore del Sacro Cuore. Ora le sue stanze sono sede della Contrada San Giovanni.

Palazzo Brancadoro[modifica | modifica wikitesto]

Costruito agli inizi del XIX secolo dal Cardinale Cesare Brancadoro.

Palazzo Manlio-Fratalocchi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Manlio-Fratalocchi.

Il palazzo Manlio-Fratalocchi è uno storico edificio del XVII secolo, simbolo della cittadina, è situato nella contrada di San Giovanni. La facciata di palazzo Manlio si erge maestosa lungo corso Baccio, ed è visibile dalla principale via d'ingresso cittadina di Porta Romana.

Palazzo Gherardini[modifica | modifica wikitesto]

Eretto nel secolo XVII, ospitò l'asilo infantile.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Archivio storico[modifica | modifica wikitesto]

Conserva manoscritti che risalgono al IX secolo, pergamene, bolle Papali e Imperiali.

Pinacoteca civica[modifica | modifica wikitesto]

Situata all'interno dell'antico convento dei Padri Filippini, contiene al suo interno il polittico "Incoronazione della Vergine" del XV secolo di Vittore Crivelli composto da 18 pannelli realizzati con la tecnica della tempera su legno in cui il Pittore raffigura in alto da sinistra verso destra Sant'Antonio da Padova, Sant'Elpidio, La Madonna, Il Messia, Santa Maria di Magdala, San Bernardino da Siena; al centro da sinistra verso destra San Bonaventura da Bagnoregio, San Giovanni Battista, L'Incoronazione della Vergine, San Francesco d'Assisi, San Ludovico di Tolosa; e in basso sei pannelli di piccole dimensioni che illustrano episodi della vita di San Giovanni Battista. Le rappresentazione dei Santi su fondo oro del pittore veneziano sono assemblate in una cornice dorata di stile gotico la cui parte superiore è in gran parte perduta. All'interno della pinacoteca civica sono conservate altre due opere del Pittore Veneto: - il trittico con cimasa "Visitazione della Vergine a Santa Elisabetta" che si compone di quattro pannelli realizzati con la tecnica della tempera su legno che raffigurano il Cristo, la Visitazione di Maria a Santa Elisabetta, San Giovanni Battista e San francesco assemblati da una cornice di stile classico - un dipinto che raffigura un Monaco Francescano nell'atto di pregare. Il Polittico e il Trittico vennero commissionati dai Frati per arredare la chiesa dei Minori Osservanti. Pregevoli sono le opere realizzate da Hernestus De Schaychis "Madonna del Rosario", Nicola Monti "La Vergine con Il Bambino in braccio" e da Gerolamo Dente "Assunzione della Vergine". Le otto tavole che raffigurano episodi della vita di Sant'Elpidio sono una riproduzione dell'originale dipinto da Giacomo Di Nicola da Recanati conservato in un museo di Parigi. L'edificio restaurato dall'architetto Giuseppe Valadier, ospita anche la sala degli argenti in cui sono conservate pregevoli opere di oreficeria e argenteria realizzate dal secolo XVII al secolo XIX. La collezione di arte grafica contemporanea contiene opere di Bruscaglia, Cagli, Capozucca, Ciarrocchi, Licata, Pierleoni, Offidani, Sanchini e Trubbiani.

Museo della calzatura[modifica | modifica wikitesto]

Le sale del museo ospitano pantofole, zoccoli, sandali, scarpe e stivali prodotti a partire dal Medioevo oltre che in Italia anche in altri Paesi d'Europa, in India, Cina, Africa, Canada e America Latina. Il museo ospita inoltre stampe antiche, calzatoi e attrezzature e macchinari di cui i calzolai si sono avvalsi in passato per la realizzazione del loro prodotto. Il museo ospita inoltre le scarpe indossate dai Papi Leone XIII, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

Museo dei fossili[modifica | modifica wikitesto]

Situato all'interno della Nobile Contrada San Giovanni ospita reperti fossili che appartengono a ere e a periodi differenti. 1) Chlamys e pecten (era neozoica e cenozoica), impronte di foglie su travertino (periodo pleistocene), venus (periodo pliocene). 2) Ostrea, pinna e ambra (periodo pliocene e miocene), riccio (periodo miocene), strombus (periodo oligocene). 3) Rudista, aptici, ammoniti (era cenozoica e periodo cretacico e giurassico), dente di squalo e turritella (periodo eocene). 4) Hildoceras, lytoceras, phylloceras, calliphylloceras (periodo giurassico). 5) Polyplectus e megalodon (periodo giurassico e triassico), ceratites (periodo triassico). 6) trilobiti (era paleozoica periodo devoniano, siluriano e cambriano).

Osservatorio astronomico[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurato l'8 dicembre 1986, grazie all'impegno del Professore Tombolini Giovanni che ne ha curato la creazione e la gestione, dispone di un telescopio riflettore di 254 millimetri di diametro ed è aperto al pubblico tutti i lunedì feriali dalle ore 22:00 alle ore 24:00. Nel 2005 anche l'Astrofisica e Divulgatrice scientifica Italiana Margherita Hack ha varcato la porta d'ingresso della struttura che ha avuto l'onore di ospitare il primo seminario nazionale di gnomonica nel 1987 coordinato dall'unione Astrofili Italiani (UAI).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti a Sant'Elpidio a Mare al 1º gennaio 2011 sono 1.611 e rappresentano il 9,4% della popolazione residente.

La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Repubblica Popolare Cinese con il 21,4% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'India (16,4%) e dall'Albania (14,7%)[6] .

Paese Numero
Cina 344
India 264
Albania 237

Confraternite[modifica | modifica wikitesto]

Venerabile confraternita del Santissimo Sacramento[modifica | modifica wikitesto]

La confraternita del Santissimo Sacramento istituita il 30 luglio 1550 con Bolla di Papa Giulio III, venne eretta nella chiesa di Sant'Elpidio Abate grazie al contributo di fedeli laici che si assunsero l'impegno di curare l'altare per la solenne esposizione delle 40 ore durante la Settimana Santa, dal giorno della Domenica delle Palme al mezzogiorno del Mercoledì Santo, di promuovere la venerazione del Santissimo Sacramento attraverso i riti del Corpus Domini e del Venerdì Santo, di custodire i reliquiari e gli oggetti devozionali che vengono impiegate nella processione del Venerdi Santo.

Nel 1552 adottò come sede l'oratorio ubicato a lato della parrocchia di Sant'Elpidio Abate. Ogni terza domenica del mese, dopo aver partecipato alla Santa Messa, i confratelli organizzavano una processione eucaristica all'interno della chiesa; distribuivano l'eucarestia agli infermi; istituirono un monte frumentario che restò attivo fino alla metà del XIX secolo per aiutare e distribuire il pane ai poveri e ai bisognosi.

Il complesso degli edifici del XVIII secolo composto dalla chiesa, dal convento ora sede della pinacoteca civica, dall'oratorio di stile neoclassico e dalla sagrestia biabsidata, è stato realizzato dalla congregazione dell'oratorio di San Filippo Neri.

Attualmente la confraternita del Santissimo Sacramento gestisce lil complesso dalla data dell'11 febbraio 1929 in seguito agli accordi di mutuo riconoscimento tra la Santa Sede e il Regno d'Italia mentre la proprietà appartiene al "Fondo Edifici di Culto", un fondo immobiliare italiano gestito dalla Direzione Centrale per l'amministrazione del fondo edifici di culto. La chiesa conserva le reliquie di San Filippo Neri e Santa Rita da Cascia e tributa ogni anno ai due santi una festa nei due giorni in cui ricorre la loro memoria liturgica.

A capo della Confraternita è un priore che la rappresenta dinanzi all'autorità ecclesiastica e civile. La confraternita segue il compendio delle regole approvate dal cardinale e arcivescovo di Fermo Filippo De Angelis il 25 settembre 1846 e mantiene le funzioni e gli obiettivi originari.

Tesori della Venerabile Confraternita del Santissimo Sacramento[modifica | modifica wikitesto]

Reliquia di Santa Rita[modifica | modifica wikitesto]

La reliquia di Santa Rita esposta all'interno di un prezioso reliquiario viene esposta sull'altare maggiore della chiesa di San Filippo Neri il 22 maggio, giorno in cui ricorre la festività della Santa.

Reliquia di San Filippo Neri[modifica | modifica wikitesto]

La reliquia di San Filippo Neri, conservata all'interno di un busto reliquiario realizzato da un orafo romano nel XVIII secolo in rame dorato e argento sbalzato e cesellato, viene esposta sull'altare maggiore della chiesa di San Filippo Neri il 26 maggio, giorno in cui ricorre la festività del Santo.

Reliquie di Santi[modifica | modifica wikitesto]

  • Corpus S. Victorii Mart. Nominis propri.
  • Corpus S. Placidi.
  • Corpus S. Severini Martis.
  • Corpus S. Celestinae Martiris nominis propri.
  • Corpus S Aurelii Marti.

Altare del Corpus Domini[modifica | modifica wikitesto]

La solenne processione del Corpus Domini rappresenta il momento più carico di significato per la confraternita per via della celebrazione del Santissimo Corpo di Cristo. La processione è l'esplicitazione della funzione fondativa del Sacramento per la confraternita e si compie a seguito del baldacchino, sotto il quale sfilano il Priore e il Sacerdote che sorregge il Corpus Domini. Il colore dei paramenti liturgici è il bianco e l'oro indicante la gioia, la luce, la vita. La zona presbiteriale è la parte più significativa dell'aula celebrativa in cui è presente il tabernacolo e la Mensa Eucaristica. Durante la processione la confraternita mette a disposizione i seguenti paramenti liturgici:

  • Ostensorio a raggiera: struttura composta da tre parti: piedistallo, fusto e ostensorio in rame argentato, sbalzato e cesellato con figure di Cherubini inseriti sulla corona a raggiera dorata.
  • Veste del Sacerdote: Tunica bianca, manipolo, stola, casula, piviale decorato con girali dorati.
  • Veste del Diacono: Tunica bianca, dalmatica, stola, casula.
  • Veste del Priore: tunica bianca, rocchetto dorato gallonato, placca con stemma della confraternita, rilevata a stampo e ritoccata a cesello.
  • Veste dei Confratelli: tunica azzurra, cingolo, rocchetto, placca con stemma della confraternita, rilevata a stampo e ritoccata a cesello.
  • Baldacchino per la processione del Corpus Domini.
  • Domenicale filippino e coprileggio, stola decorata a motivi floreali con croci e terminazioni con frange dorate, stola bianca con bordure e croci dorate, manipolo con custodia, tovagliette con custodia ad uso liturgico.

Altare delle funzioni religiose[modifica | modifica wikitesto]

La confraternita durante l'anno effettua numerose funzioni religiose tra le quali la celebrazione delle Sante Messe. I paramenti liturgici hanno i colori del rosso che indica la Domenica delle Palme e le Festività Natalizie, il verde che è utilizzato durante il tempo ordinario (dalla domenica del Battesimo di Gesù fino al mercoledì delle ceneri) ed indica la giovinezza e la ripresa della vita nuova. Durante queste funzioni la confraternita mette a disposizione:

  • Missale romanorum con coprileggio rosso Venetiis MDCCLIX (1759) ex typographia balleoniana.
  • Missale romanum. Neapoli MDCCLXXXVII (1757) ex typographia simoniana.
  • Missale romanum. MDCCXXXV (1785) ex typographia vaticana.
  • Carta gloria "Initium Sancti Evangelii secundum Ioannem".
  • Carta gloria "Dum sacerdos post oblationem".
  • Tunica con stola a motivi floreali.
  • Manipolo con custodia.

Altare del venerdì santo[modifica | modifica wikitesto]

Il venerdì santo culmina nella solenne processione notturna. A seguito del carro sfilano i Confratelli in abito solenne. A tale rito si aggiunge la funzione delle tre ore del venerdì santo. Il viola delle vesti liturgiche indica lo spirito di penitenza e la speranza, l'attesa di incontrare Gesù.

Vari Oggetti Liturgici[modifica | modifica wikitesto]

Tergumani (purificatoio), palle (copricalici), velo (copricalice), ampolline liturgiche.

Venerabile Arciconfraternita di Maria Santissima della Misericordia[modifica | modifica wikitesto]

Creata il 1º giugno 1399.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Musicali: Costituiscono eredità della "Cappella Musicale della Collegiata" attiva dal 1591 al 1919: l'Accademia Organistica Elpidiense (1974), la Corale Angelico Rosati (1993), il Pueri Cantores (2001) e la Schola Cantorum Santa Cecilia (fondata nel 2004).
  • Storiografiche: L'Academia Elpidiana edita il periodico di attualità culturale e memoria storica Il mio paese
  • Culturali: Ente Contesa, organizzatore dal 1972 della Contesa del secchio, la più antica manifestazione storica della Regione Marche e dell'intero cartellone ufficiale delle manifestazioni storiche elpidiensi. Edita periodicamente testi sulla storia locale e nazionale, nonché sulla rievocazione storica, inclusi nella "Collana della Contesa".

Ordini Cavallereschi[modifica | modifica wikitesto]

Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme[modifica | modifica wikitesto]

Da marzo 2008 Sant'Elpidio a mare è sede della Delegazione dell'Ordo Equestris Sancti Sepulcri Hierosolymitani per le Diocesi di Ascoli Piceno, Camerino, Fermo, Macerata e San Benedetto del Tronto. Il Priore che affianca il Delegato responsabile della Delegazione dell'Ordine è l'Arcivescovo Metropolita di Fermo.

Gruppo Comunale di Protezione Civile[modifica | modifica wikitesto]

Istituito nell'anno 1988 è il più longevo della Regione Marche.

Feste, tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • La festa di Sant'Antonio Abate il 17 gennaio viene celebrata con una solenne cerimonia presso la chiesa di Sant'Elpidio Abate la domenica nella messa delle 10:30, segue la benedizione degli animali, la processione della Statua di Sant'Antonio per le vie del centro e la distribuzione del pane di Sant'Antonio benedetto dall'Arciprete.
  • Dal 1993 l'ultima settimana di luglio, si celebra la Città Medioevo per rievocare la vita della Città nel XIV secolo.
  • Dal 1953, ogni seconda domenica del mese di agosto, si celebra la Contesa del secchio, la prima rievocazione storica delle Marche.
  • Il Santo Patrono ricorre il 2 settembre.
  • Dall'anno 2009 il "Laboratorio Sociale Pier Giorgio Frassati" organizza la festa del Beato Pier Giorgio Frassati Patrono delle Confraternite.

Premio Elpidiense dell'anno[modifica | modifica wikitesto]

La manifestazione nata nel 1990 per volere dell'Ente Contesa da esso organizzata con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale, ha l'obiettivo di valorizzare quei Cittadini che distintisi in ambito professionale, associazionistico, culturale, sportivo, di riflesso accrescono il prestigio del Paese al quale appartengono. Il Presidente dell'Ente Contesa ed il Sindaco donano al Vincitore una statua di Sant'Elpidio a cavallo.

Persone legate a Sant'Elpidio a Mare[modifica | modifica wikitesto]

Aziende[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le frazioni del territorio elpidiense sono:

  • Castellano: un tempo Castel di Castro, fortezza sconfitta dall'emergente Sant'Elpidio nel 1300.
  • Cascinare e Bivio cascinare: ricca di piccoli laboratori artigiani, la sua economia è basata prettamente sull'industria calzaturiera.
  • Cura mostrapiedi: piccolo abitato a carattere rurale in cui è presente una forte industria calzaturiera.
  • Luce - Cretarola: un tempo sede dei marchesi Nannerini dei Nannerini ora sede dell'opera Pia Falconi.

Tra le frazioni del territorio comunale si trova anche Casette d'Ete che conta circa 2.900 abitanti ed è situata fra le colline elpidiensi e il fiume Ete morto. Ricca di piccoli laboratori artigiani, la sua economia è basata prettamente sull'industria calzaturiera e di pelletterie in genere.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 giugno 1994 25 giugno 2004 Renzo Offidani centro-sinistra Sindaco [7]
26 giugno 2004 27 maggio 2007 Giovanni Martinelli centro-destra Sindaco [7]
28 maggio 2007 20 maggio 2012 Alessandro Mezzanotte centro-sinistra Sindaco [8]
21 maggio 2012 in carica Alessio Terrenzi centro-sinistra Sindaco [9]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Zona Territoriale n. 11 di Fermo dell'Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche (in sigla Z.T. n. 11 - A.S.U.R. Marche). Fa parte del Distretto sanitario n° 1 di Porto Sant'Elpidio.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio a 11[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio principale è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Elpidiense Cascinare che milita in Promozione, le altre sono il Casette d'Ete (Seconda Categoria), squadra dell'omonima frazione e la Vigor Viola (Seconda Categoria).

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

Il paese ha varie squadre di calcio a 5, tutte in Serie D girone F marchigiano: l'Atletico Bivio Cascinare 2006 della frazione Cascinare, l'ASD S.E.M. (dove S.E.M. sta a significare Sant'Elpidio a Mare) e l'ASG Sant'Elpidio a Mare, che è la squadra più seguita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ G. Martinelli, Il beato Clemente e le vicende della Sacra spina fra Sant'Elpidio e Fermo, Livi Fermo, 2009
  4. ^
    « Oggi 24 dicembre 1943 raccolti nel nostro massimo Tempio per celebrare i misteri del Santo Natale, pieni di trepidazione per l'ora grave che incombe sulla nostra Città e Campagne, memori di quanto già fecero in simili circostanze i nostri Padri, ci raccogliamo attorno alle Venerate Spoglie del nostro Protettore Sant'Elpidio per supplicarlo di intercedere per noi presso il trono di Dio, perché ci liberi dagli orrori e dalle devastazioni della guerra. Se saremo liberati, promettiamo solennemente di sciogliere questo voto: "Di arricchire di marmi preziosi il presbiterio della Chiesa Collegiata dove riposa il corpo del Santo Protettore". Ma perché il Sommo Iddio si compiaccia di accogliere questo nostro voto, intendiamo accompagnarlo con due promesse che preludiano a un rinnovamento morale e spirituale dei cittadini stessi: 1) Ciascuno di noi ripeterà ogni sera, prima del consueto riposo, la giaculatoria: "Gesù mio misericordia" e ciò in riparazione delle bestemmie che si vomitano contro la Divinità e come atto di dolore dei peccati commessi. 2) Faremo si che in ogni Famiglia, almeno 2 persone recitino ogni giorno, una terza parte di Rosario in onore del Cuore Immacolato di Maria. Così Iddio ci aiuti e la Santissima Vergine e il nostro Protettore Sant'Elpidio intercedano per noi. Amen. »
    (L'arciprete don Quirico Lupacchini.)
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ tuttitalia.it. URL consultato il 25-11-2012.
  7. ^ a b Repubblica.it - Elezioni 2004
  8. ^ Speciale elezioni 2007 - Elezioni amministrative
  9. ^ Sant'Elpidio a Mare - Ballottaggio - Elezioni Comunali 6-7 maggio 2012 - la Repubblica.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. P. Massi. Il mio paese. Fermo, 1897/98, 2 volumi.
  • A. Bacci e C. Medaglia Elpidiani. "Memorie storiche della città di Cluana", Macerata, 1692

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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