Falso storico

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Un falso storico in filologia e paleografia è un documento formalmente o apparentemente genuino, in realtà contenente dati inesatti o inventati oppure prodotto in epoca diversa da quella pretesa o presunta.[1]

In senso lato, ma specialmente in ambito storiografico, si può dire falso storico qualunque insieme di fatti o detti falsi che siano tuttavia testimoniati e tràditi come veri.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

In architettura, con falso storico s'intende la riproposizione di uno stile architettonico di un tempo passato, con materiali e tecniche dei tempi attuali. Uno dei più celebri esempi di falso storico è il campanile di San Marco a Venezia ricostruito all'inizio del XX secolo, in seguito a un crollo, secondo lo schema architettonico originario seppur con materiali e modalità costruttive moderne; in tale occasione l'allora sindaco veneziano Filippo Grimani coniò la famosa frase «Com'era, dov'era» che viene oggi abitualmente riferita ad analoghi episodi di ricostruzione in falso storico in seguito ad eventi accidentali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il più famoso falso documentario fu la cosiddetta donazione di Costantino. Un altro esempio che a suo tempo destò notevole scalpore fu la finta scoperta nel 1789 di un gruppo di documenti autografi di William Shakespeare, in realtà opera di William Henry Ireland, contenenti, tra le altre cose, un dramma inedito e alcune lettere alla moglie Anne Hathaway (gli Ireland Shakespeare forgeries). Nell'Italia ottocentesca furono famose le Carte di Arborea, falsi documenti medievali redatti da un frate, che trassero in inganno diversi storici di fama come Pietro Martini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]