Filippo Grimani

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Filippo Grimani
Filippo Grimani.gif

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 23 febbraio 1917 –
5 dicembre 1921
Monarca Vittorio Emanuele III di Savoia
Legislature XXIV, XXV, XXVI
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle gestioni per l'assistenza alle popolazioni e per la ricostituzione delle terre liberate (19 luglio 1920 - 7 aprile 1921)
Sito istituzionale

Sindaco di Venezia
Durata mandato 15 novembre 1895 –
25 ottobre 1919
Predecessore Riccardo Selvatico
Successore Davide Giordano

Sindaco di Mirano
Durata mandato 26 ottobre 1886 –
15 ottobre 1893

Dati generali
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università degli Studi di Padova
Professione Possidente

Filippo Grimani (Venezia, 4 giugno 1850Roma, 5 dicembre 1921) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Era il terzogenito, dopo due femmine, di Pierluigi e della contessa Elena Melissinò, la quale morì dandolo alla luce. Poco dopo questo evento, il padre si risposò con Regina Avogadro che gli diede altri due maschi.

I Grimani del ramo "di San Luca" erano una delle più illustri famiglie del patriziato veneziano, ma da qualche decennio stava attraversando una grave crisi economica coincidente con la decadenza e la caduta della Serenissima. Nonostante il matrimonio contratto con Andriana Papafava, che gli aveva recato 50.000 ducati di dote, nel 1805 il nonno Filippo Vincenzo dovette vendere la storica dimora di famiglia, il palazzo Grimani sul Canal Grande, allo Stato che vi insediò alcuni enti pubblici (tutt'oggi è sede della Corte d'Appello). La ricca pinacoteca in esso contenuta fu gradualmente alienata e nel 1818 i Grimani si trasferirono nel palazzo Civran di San Tomà.

Formazione e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi classici, passò all'università di Padova, da cui uscì nel 1873 laureato in giurisprudenza; nonostante ciò, intraprese la carriera diplomatica. Ma la scomparsa del padre lo costrinse ad abbandonare le sue ambizioni per dedicarsi all'amministrazione - e al risanamento - del suo patrimonio, alternandola all'attività politica.

Come era consuetudine tra i possidenti dell'epoca, cominciò a partecipare alla vita amministrativa nei luoghi in cui si estendevano le sue proprietà. Inizialmente fu consigliere comunale a Mira, ma fu a Mirano che ebbe maggior successo: lì fu eletto consigliere e nello stesso anno sindaco (26 ottobre 1886), per poi divenire consigliere provinciale in rappresentanza del suo mandamento (1889). Nel 1893 lasciò la carica di primo cittadino per entrare nel consiglio comunale di Venezia, mentre mantenne sino alla morte il seggio in consiglio provinciale, del quale fu anche presidente tra il 10 agosto 1914 e il 4 settembre 1921. Il 15 novembre 1895 fu eletto sindaco di Venezia, carica che mantenne, per quasi venticinque anni, fino al 25 ottobre 1919. In qualità di sindaco diede forte impulso all'Esposizione internazionale d'arte e si prodigò per la difesa della città lagunare durante la guerra.

Il 26 maggio 1904 gli venne concesso dal re il titolo di conte. Il 23 febbraio 1917 venne nominato senatore (categoria 16: membri dei Consigli di divisione dopo tre elezioni alla loro Presidenza), carica che ricoprì, fino alla morte, per il corso di tre legislature. In Senato fu membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle gestioni per l'assistenza alle popolazioni e per la ricostituzione delle terre liberate.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 20 agosto 1903
Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 10 dicembre 1911
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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