Steven Kruijswijk

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Steven Kruijswijk
20140907-Kruijswijk.jpg
Steven Kruijswijk al Tour of Alberta 2014
Nazionalità Paesi Bassi Paesi Bassi
Altezza 178[1] cm
Peso 64[1] kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Squadra Lotto NL-Jumbo
Carriera
Squadre di club
2006 Van Vliet
2007-2009 Rabobank Cont.
2010-2012 Rabobank
2013 Blanco
2013-2014 Belkin
2015- Lotto NL-Jumbo
 

Steven Kruijswijk (Nuenen, 7 giugno 1987) è un ciclista su strada olandese che corre per il Team Lotto NL-Jumbo. È professionista dal 2010.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 passò dalla Van Vliet-EBH Advocaten alla Rabobank, che lo dirottò nella formazione Continental. Con questa, nel 2009, divenne campione olandese in linea nella categoria Under-23, terminando invece secondo nella prova a cronometro.

Passato nella squadra ProTour per la stagione 2010, partecipò nello stesso anno al suo primo Giro d'Italia sostituendo Óscar Freire.[2] Nella tappa dello Zoncolan concluse a 5'27" da Ivan Basso, mentre durante la diciassettesima frazione fu protagonista di una fuga insieme ad altri diciassette corridori: negli ultimi chilometri attaccò con il tedesco Danilo Hondo e con il francese Damien Monier, ma sulla salita finale venne staccato dai due avversari; chiuse terzo al traguardo.[3][4][5] Nelle ultime frazioni in salita (Aprica e Passo del Tonale) perse ancora diversi minuti dai migliori, rimanendo comunque sempre nella top 20 della graduatoria. Concluse la corsa al diciottesimo posto, a poco più di 37 minuti dal vincitore Ivan Basso, e fu inoltre quarto nella classifica giovani, preceduto da Richie Porte, Robert Kišerlovski e dal compagno di squadra Bauke Mollema. A fine giugno rinnovò il contratto con la Rabobank:[6] in agosto fu ottavo alla Vuelta a Burgos,[7][8] e poche settimane dopo venne convocato in Nazionale per il campionato mondiale di Melbourne.[9]

Nel 2011 partecipò ancora al Giro d'Italia, mettendosi in luce in più di un'occasione. Nell'undicesima tappa, conclusasi a Castelfidardo, provò la fuga ma il tentativo venne neutralizzato a soli 2,5 km dal traguardo, mentre nelle frazioni di montagna rimase spesso con i migliori rivaleggiando con il ceco Roman Kreuziger per la conquista della maglia bianca di miglior Under-25. Il migliore piazzamento lo conseguì nell'arrivo in salita di Macugnaga (diciannovesima tappa) chiudendo sesto. A Milano invece, dopo una discreta cronometro, concluse per la prima volta tra i primi dieci classificati una grande corsa a tappe, più precisamente nono a 13'51" dal vincitore Alberto Contador; chiuse invece secondo nella classifica Under-25, staccato di 2'23" da Kreuziger. In seguito alla squalifica del vincitore, Contador, ottenne l'ottavo posto nella corsa rosa.

Nel 2012 partecipò al Tour de France, giungendo terzo nella classifica dei giovani con più di un'ora di ritardo da Tejay van Garderen.

Nel 2013 partecipa per la terza volta al Giro d'Italia, che conclude in 26ª posizione in classifica generale.

Nel 2014 conquistò la classifica generale della Arctic Race of Norway.

Nel 2015 torna nuovamente alla corsa rosa, e, dopo aver perso più di 8 minuti nella terza tappa, nella terza settimana risulta tra i più brillanti in salita, raggiungendo anche un 2º posto nella tappa con arrivo sull'Aprica, in cui scollina per primo sul temibile Mortirolo; un'ottima terza settimana quindi gli permette di rimontare dal 20º al 7º posto in classifica; inoltre indossa per 3 giorni la maglia azzurra, riservata al leader dei GPM (a fine Giro, in questa classifica, risulterà 3º). A luglio prende parte anche al Tour de France, che concluderà in 21ª posizione.

Nel 2016 partecipa nuovamente al Giro d'Italia, con i gradi di capitano per la Lotto NL-Jumbo; dopo un inizio in sordina si afferma nelle posizioni alte della classifica sin dall'inizio della corsa; grazie ad un attacco sul Passo Valparola nel tappone dolomitico di Corvara, con ben 6 passi da scalare, riesce, insieme ad Esteban Chaves, a distanziare tutti i rivali diretti per la classifica, tra cui Vincenzo Nibali (su cui guadagnerà 36" al traguardo) ed Alejandro Valverde (più di 2' e mezzo guadagnati sullo spagnolo), e a conquistare per la prima volta nella sua carriera la maglia rosa. Il giorno seguente, nella cronoscalata dell'Alpe di Siusi, consolida la sua leadership grazie ad un'ottima prova: giunge secondo a 16/100 di secondo di ritardo sul vincitore di giornata. Nonostante la mancata vittoria, continua a guadagnare su tutti i rivali, distanziando di 2'10" un Nibali, che alla vigilia della prova era 2° in classifica. Termina così la seconda settimana di corsa con più di 2' di margine sul secondo in classifica, il colombiano Chaves. All'inizio della terza settimana, nella sedicesima tappa con arrivo ad Andalo, risponde sin dalle prime battute della corsa a tutti gli attacchi dei suoi avversari; nell'ultima salita di giornata, se ne va insieme a Valverde e Ilnur Zakarin, approfittando delle difficoltà di Nibali e di Chaves. Sul traguardo è per la terza volta consecutiva 2°, battuto solo dallo spagnolo. Questa performance gli permette di guadagnare ulteriormente, portando a 3' esatti il margine su Chaves, suo primo inseguitore, e a 3'23" il vantaggio sul nuovo terzo della classifica, proprio Valverde. Nella tappa Pinerolo-Risoul, è vittima di una caduta durante l'inizio della discesa del Colle dell'Agnello: impatta nel costone innevato e dopo una capriola in avanti, cade al suolo, riportando la frattura di una costola. Fortunatamente si rialza e conclude la gara con un ritardo dal vincitore di giornata, Vincenzo Nibali, pari a 4'52", cedendo la maglia rosa al suo diretto avversario Esteban Chaves. Nell'ultima tappa di montagna con arrivo a Sant'Anna di Vinadio riesce a stare nel gruppo dei migliori per gran parte della tappa ma è costretto ad arrendersi sul Colle della Lombarda perdendo anche il gradino più basso del podio a favore di Alejandro Valverde non riuscendo a tenere la ruota dello spagnolo complici anche i dolori di cui soffriva dalla caduta della tappa precedente. Chiude quindi il giro al quarto posto in classifica generale dopo essere stato al comando saldamente per gran parte della corsa. Nella stessa stagione partecipa alla Vuelta a España con l'ambizione di salire sul podio di Madrid: purtroppo anche nel grande giro spagnolo è vittima di una caduta nella quinta frazione (Viveiro > Lugo), a causa di un paletto non segnalato dall'organizzazione; terminerà la tappa ma l'indomani non prenderà il via (frattura della clavicola).[10]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Campionato olandese, Prova in linea under-23
6ª tappa Tour de Suisse (Tobel-Tägerschen > Triesenberg)
Classifica generale Arctic Race of Norway

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

Prologo Tour Alsace (Sausheim, cronosquadre)

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2010: 18º
2011: 8º
2013: 26º
2014: ritirato (9ª tappa)
2015: 7º
2016: 4º
2012: 33º
2014: 15º
2015: 21º
2011: 41º
2016: non partito (6ª tappa)

Classiche[modifica | modifica wikitesto]

2011: 29º
2012: ritirato
2014: 84º
2015: ritirato

Competizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Rabobank - Cycling - Pro Riders, www.rabobank.com. URL consultato il 16 agosto 2010.
  2. ^ Michele Casella, Giro 2010, l'allergia mette ko Freire?, in spaziociclismo.it, 4 maggio 2010. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  3. ^ Giro: vince Damien Monier, Arroyo sempre rosa, in www.tuttobiciweb.it, 26 maggio 2010. URL consultato il 16 agosto 2010.
  4. ^ 26 maggio 2010 - Giro d'Italia, in museociclismo.it, 26 maggio 2010. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  5. ^ Michele Casella, Giro, ancora una fuga: oggi è il giorno di Monier, in spaziociclismo.it, 26 maggio 2010. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  6. ^ Simon Mari, Rabobank, rinnovo per Kruijswik e Tjallingii, in spaziociclismo.it, 30 giugno 2010. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  7. ^ Mattia De Pasquale, Vuelta a Burgos, Sanchez vince la tappa e la corsa, in spaziociclismo.it, 8 agosto 2010. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  8. ^ 8 agosto 2010 - Vuelta Ciclista a Burgos, in museociclismo.it, 8 agosto 2010. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  9. ^ Luca Pellegrini, Melbourne 2010, l'analisi dei favoriti, in spaziociclismo.it, 2 ottobre 2010. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  10. ^ L’organizzazione della Vuelta si scusa per l’incidente di Kruijswijk, su Cicloweb.it. URL consultato il 28 agosto 2016.

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