Rohan Dennis

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Rohan Dennis
Rohan Dennis.jpg
Rohan Dennis al Tour of Britain 2016
Nazionalità Australia Australia
Altezza 182[1] cm
Peso 71[1] kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada, pista
Squadra BMC
Carriera
Squadre di club
2009-2010AIS
2011Rabobank Cont.
2012AIS
2013-2014Garmin
2014-BMC
Nazionale
2010- Australia Australia pista
2013- Australia Australia strada
Palmarès
Olympic flag.svg Giochi olimpici
Argento Londra 2012 Inseg. sq.
Gnome-emblem-web.svg Mondiali su strada
Argento Limburgo 2012 Crono U23
Oro Ponferrada 2014 Cronosq.
Oro Richmond 2015 Cronosq.
Argento Doha 2016 Cronosq.
Argento Bergen 2017 Cronosq.
Gnome-emblem-web.svg Mondiali su pista
Argento Pruszków 2009 Inseg. sq.
Oro Ballerup 2010 Inseg. sq.
Oro Apeldoorn 2011 Inseg. sq.
Argento Melbourne 2012 Inseg. sq.
Statistiche aggiornate al 27 maggio 2018

Rohan Dennis (Adelaide, 28 maggio 1990) è un ciclista su strada e pistard australiano che corre per il team BMC. Professionista su strada dal 2013, ha vinto una tappa al Tour de France e due titoli mondiali nella cronometro a squadre. Su pista si è invece aggiudicato un argento olimpico e due titoli mondiali nell'inseguimento a squadre, e nel 2015 ha detenuto per 83 giorni il record dell'ora[1].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi e l'attività su pista[modifica | modifica wikitesto]

Inizia a gareggiare nel ciclismo all'età di sette anni[2], e all'età di 15 anni si iscrive all'Adelaide Cycling Club, cominciando ad affiancare all'attività su strada anche quella su pista. Nel 2007 diviene campione nazionale Juniores nell'inseguimento a squadre insieme a Jack Bobridge, Christos Winter e Sean Boyle, mentre nel 2008, oltre a bissare il successo nell'inseguimento a squadre, diviene campione nazionale anche nella specialità a punti e nell'inseguimento individuale.

Nell stagione 2008-2009 ottiene le prime vittorie nell'inseguimento a squadre in Coppa del mondo su pista, trionfando con il quartetto della Nazionale australiana negli eventi di Melbourne e Pechino; nel marzo 2009, ai campionati del mondo su pista di Pruszków, è argento nell'inseguimento a squadre, sconfitto in finale dalla Danimarca. Nel 2010 è ancora in evidenza ai campionati del mondo su pista a Ballerup, dove insieme ai compagni Cameron Meyer, Jack Bobridge e Michael Hepburn riesce a conquistare la medaglia d'oro nell'inseguimento a squadre davanti alla Gran Bretagna. In stagione si impone anche su strada, diventa infatti campione nazionale a cronometro Under-23 davanti a Luke Durbridge e a Michael Matthews.

Nel biennio successivo ottiene altre due medaglie iridate nell'inseguimento a squadre: ai campionati del mondo di Apeldoorn nel 2011 bissa l'oro mondiale, questa volta in quartetto con Jack Bobridge, Luke Durbridge e Michael Hepburn, mentre nel 2012, ai campionati del mondo di Melbourne, pur gareggiando davanti al pubblico di casa ottiene solo l'argento, battuto dal quartetto britannico[3]. Nello stesso anno, e nella medesima specialità, si aggiudica anche la medaglia d'argento ai Giochi olimpici di Londra: la sua Australia, con il quartetto completato da Jack Bobridge, Michael Hepburn e Glenn O'Shea, viene infatti nuovamente battuta dalla squadra britannica.

Per quanto riguarda l'attività su strada, nel 2012, da Under-23, riesce a conquistare la classifica dei giovani e quella degli scalatori al Tour Down Under[1][4], prima gara dell'UCI World Tour, gareggiando per la selezione UniSA-Australia; nello stesso gennaio diviene anche campione nazionale di categoria, sia in linea che a cronometro[1]. In stagione coglie inoltre numerosi successi in gare dell'Europe Tour: vince infatti una tappa e la classifica finale del Giro di Turinga, il Memorial Davide Fardelli e la Chrono Champenois[2].

2013-2014: i primi anni da professionista su strada[modifica | modifica wikitesto]

Rohan Dennis premiato al Tour of Alberta 2013

Nel 2013 debutta ufficialmente tra i professionisti su strada, ingaggiato dal team statunitense Garmin-Sharp, dedicandosi a tempo pieno alla specialità[5]. In gennaio giunge secondo nel campionato nazionale a cronometro, battuto dal solo Luke Durbridge; si mette poi in evidenza nel mese di giugno quando al Giro del Delfinato, dopo aver indossato la maglia di leader al termine della quarta tappa[6], una cronometro individuale, chiude ottavo in classifica generale conquistando anche la maglia bianca di miglior giovane[7]. In luglio prende parte al Tour de France, in appoggio ai capitani Ryder Hesjedal e Daniel Martin, ma si ritira al termine dell'ottava tappa, in cui giunge ultimo a quasi quaranta minuti di ritardo dal vincitore Chris Froome[8]. In settembre fa quindi sue una tappa e la classifica finale del primo Tour of Alberta in Canada[1].

Nel 2014, sempre in maglia Garmin, coglie diversi secondi posti, tra cui quelli al Circuit Cycliste Sarthe, nel prologo del Tour de Romandie e nella classifica finale del Tour of California, in cui riesce anche ad aggiudicarsi la tappa di montagna con arrivo al Mount Diablo[1]. È poi terzo nella cronometro di apertura del Tour de Suisse e secondo, a fine luglio, nella prova contro il tempo dei Giochi del Commonwealth a Glasgow, battuto da Alex Dowsett. Dopo i Giochi del Commonwealth, il 4 agosto, lascia la Garmin-Sharp e si trasferisce al BMC Racing Team[1]. Con la formazione californiana partecipa alla Vuelta a España, cogliendo il terzo posto nella cronometro finale di Santiago de Compostela, e ottiene la medaglia d'oro nella cronometro a squadre dei campionati del mondo di Ponferrada[1].

2015-2017: il record dell'ora e le vittorie su strada[modifica | modifica wikitesto]

Rohan Dennis alla partenza del tentativo riuscito di record dell'ora

Nel gennaio 2015, ancora in maglia BMC, si aggiudica una tappa in solitaria e la classifica finale del Tour Down Under, gara di apertura del calendario World Tour[1]. Il 7 febbraio dello stesso anno mette a referto il nuovo record dell'ora su pista, battendo quello precedente di Matthias Brändle e percorrendo 52,491 km sulla pista del velodromo di Grenchen[9]; tale risultato verrà poi a sua volta superato, il 2 maggio, dal britannico Alex Dowsett. Dopo il record dell'ora è secondo nel prologo della Parigi-Nizza, battutto per pochi centesimi da Michał Kwiatkowski, e nel prologo del Giro del Belgio, superato dallo stesso Brändle. Al successivo Tour de France si aggiudica la prima tappa a cronometro, 14 km sulle strade di Utrecht, e veste per un giorno la prestigiosa maglia gialla: nell'occasione si impone davanti a Tony Martin e Fabian Cancellara alla media di 55,45 km/h, e batte dunque il record di velocità al Tour di Chris Boardman stabilito nel 1994 nel cronoprologo di Lilla. Nel finale di stagione vince infine due tappe e la classifica finale dello USA Pro Cycling Challenge in Colorado, e, in sestetto con i compagni della BMC, la cronometro a squadre dei campionati del mondo di Richmond.

Rohan Dennis vittorioso nella prima tappa del Tour de France 2015

Dopo il buon 2015, apre il 2016 con il titolo nazionale a cronometro e, in maggio, con la vittoria nella prova contro il tempo del Tour of California, corsa in cui conclude al secondo posto alle spalle di Julian Alaphilippe. In luglio corre il Tour de France, ritirandosi dopo sedici tappe, mentre in agosto si presenta ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro tra i possibili outsider per la prova a cronometro. Disputa un'ottima gara olimpica, sembra destinato a un posto sul podio quando una foratura alla ruota posteriore lo rallenta facendolo concludere al quinto posto a 1'10" dal vincitore Fabian Cancellara ma a soli 8" da Chris Froome, medaglia di bronzo[10]. Dopo i Giochi corre il Tour of Britain, concludendo al secondo posto finale grazie al successo nella tappa di Bristol; all'Eneco Tour subito seguente vince quindi sia la frazione a cronometro individuale che quella a squadre, con la BMC, presentandosi al via dell'ultima tappa da capoclassifica. A circa 50 km dal traguardo però cade, ferendosi, e perde così contatto dal gruppo di testa: nonostante un paio di compagni cerchino di aiutarlo non riesce a rientrare e successivamente si ritira. La vittoria finale va a Niki Terpstra[11]. A fine 2016 dichiara di voler provare a diventare un corridore da classifica generale nei Grandi giri, per non arrivare a fine carriera con il rimpianto di non averci provato[12].

Nel 2017 si riafferma campione nazionale a cronometro; conclude poi sesto al Tour Down Under e vince quindi il Tour La Provence grazie a due secondi posti di tappa. Successivamente disputa la Tirreno-Adriatico ad alto livello. Nella "Corsa dei due mari" vince la cronometro a squadre iniziale con i compagni della BMC e si mantiene nelle prime posizioni nelle due tappe successive tanto da vestire la maglia di capoclassifica al termine della terza tappa. Si difende poi bene sull'arrivo in salita del Terminillo, concludendo quindicesimo a 1'17" dal vincitore di giornata Nairo Quintana, che gli sfila la maglia di leader. Vince infine la settima e ultima tappa, una cronometro individuale di 10 km a San Benedetto del Tronto, risalendo al secondo posto della classifica a 25" dal colombiano.[13] Al seguente Tour of the Alps, che corre in preparazione del Giro d'Italia, è ancora in buona forma, e si impone in una volata ristretta nella seconda tappa a Innervillgraten. Si presenta al Giro d'Italia con ambizioni di classifica. Nel finale della 3ª tappa, a causa del forte vento e di un contatto con un altro corridore, cade rovinosamente a terra e perde 5 minuti dagli altri favoriti.[14] Successivamente si ritira nel corso della 4ª tappa.[15] Torna in gara al Tour de Suisse vincendo la prima tappa, una cronometro individuale di 6 km. Nel corso della seconda tappa, a causa di una caduta, perde circa dieci minuti dai migliori abbandonando il primato in classifica. Successivamente vince anche la nona e ultima tappa, una cronometro individuale di 28,6 km. Partecipa alla Vuelta a España senza ambizioni di classifica. Assieme ai compagni si impone nella cronosquadre di apertura, andando a vestire la maglia rossa di capoclassifica per un giorno.[16]

2018: tappa e maglia rosa al Giro d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Partecipa al Giro d'Italia 2018 con l'intento di curare la classifica generale. Arriva secondo nella cronometro iniziale di Gerusalemme a 2" da Tom Dumoulin. Il giorno successivo vince uno sprint con abbuono e va così a vestire la maglia rosa. Conserva il simbolo del primato per quattro frazioni, perdendolo al termine della sesta tappa con arrivo in salita all'Etna, in favore di Simon Yates. Nelle tappe successive si mantiene in classifica, restando a ridosso della top ten. Vince quindi la sedicesima tappa, una cronometro individuale di 34,2 km, superando per 14" Tony Martin e risalendo così al momentaneo sesto posto della classifica generale.[17] Nell'agosto firma un contratto pluriennale con il team Bahrain-Merida.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Strada[modifica | modifica wikitesto]

4ª tappa Tour of the Murray River (Cohuna)
  • 2009 (Team Jayco-AIS, tre vittorie)
10ª tappa Tour of the Murray River (Ouyen)
14ª tappa Tour of the Murray River (Midura)
7ª tappa Tour of Tasmania (Penguin)
  • 2010 (Team Jayco-AIS, tre vittorie)
1ª tappa Tour of Geelong (North Shore)
4ª tappa Tour of Geelong (Portarlington)
Classifica generale Tour of Geelong
  • 2012 (Team Jayco-AIS, sei vittorie)
Campionati australiani, Prova in linea under-23
Campionati australiani, Prova a cronometro under-23
5ª tappa Internationale Thüringen Rundfahrt (Gräfenroda > Oberhof, cronometro)
Classifica generale Internationale Thüringen Rundfahrt
Memorial Davide Fardelli (cronometro)
Chrono Champenois (cronometro)
  • 2013 (Garmin-Sharp, due vittorie)
3ª tappa Tour of Alberta (Strathmore > Drumheller)
Classifica generale Tour of Alberta
  • 2014 (Garmin-Sharp, due vittorie)
3ª tappa Tour of California (San Jose > Mount Diablo)
  • 2015 (BMC Racing Team, sei vittorie)
3ª tappa Tour Down Under (Norwood > Paracombe)
Classifica generale Tour Down Under
1ª tappa Tour de France (Utrecht, cronometro)
5ª tappa USA Pro Cycling Challenge (Aspen > Breckenridge)
5ª tappa USA Pro Cycling Challenge (Breckenridge, cronometro)
Classifica generale USA Pro Cycling Challenge
  • 2016 (BMC Racing Team, quattro vittorie)
Campionati australiani, Prova a cronometro
6ª tappa Tour of California (Folsom, cronometro)
7ª tappa, 2ª semitappa Tour of Britain (Bristol > Bristol)
2ª tappa Eneco Tour (Breda, cronometro)
  • 2017 (BMC Racing Team, sei vittorie)
Campionati australiani, Prova a cronometro
Classifica generale Tour La Provence
7ª tappa Tirreno-Adriatico (San Benedetto del Tronto, cronometro)
2ª tappa Tour of the Alps (Vipiteno > Innervillgraten)
1ª tappa Tour de Suisse (Cham, cronometro)
9ª tappa Tour de Suisse (Sciaffusa, cronometro)
  • 2018 (BMC Racing Team, quattro vittorie)
Campionati australiani, Prova a cronometro
4ª tappa Abu Dhabi Tour (Al Maryah Island, cronometro)
7ª tappa Tirreno-Adriatico (San Benedetto del Tronto, cronometro)
16ª tappa Giro d'Italia (Trento > Rovereto, cronometro)

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

  • 2012 (Team Jayco-AIS)
Campionati australiani, Cronosquadre
Classifica giovani Tour Down Under
Classifica scalatori Tour Down Under
Classifica giovani Critérium du Dauphiné
Classifica giovani Tour of Alberta
  • 2014 (BMC Racing Team)
Classifica giovani Circuit de la Sarthe
Campionati del mondo, Cronosquadre
  • 2015 (BMC Racing Team)
Classifica giovani Tour Down Under
3ª tappa Critérium du Dauphiné (Roanne > Montagny, cronosquadre)
9ª tappa Tour de France (Vannes > Plumelec, cronosquadre)
Classifica scalatori USA Pro Cycling Challenge
Campionati del mondo, Cronosquadre
  • 2016 (BMC Racing Team)
5ª tappa Eneco Tour (Sittard-Geleen, cronosquadre)
  • 2017 (BMC Racing Team)
Classifica a punti Tour La Provence
1ª tappa Tirreno-Adriatico (Lido di Camaiore, cronosquadre)
2ª tappa Volta Ciclista a Catalunya (Banyoles > Banyoles, cronosquadre)
1ª tappa Vuelta a España (Nîmes, cronosquadre)
  • 2018 (BMC Racing Team)
1ª tappa Tirreno-Adriatico (Lido di Camaiore, cronosquadre)

Pista[modifica | modifica wikitesto]

2ª prova Coppa del mondo 2008-2009, Inseguimento a squadre (Melbourne, con Jack Bobridge, Luke Durbridge e Mark Jamieson)
4ª prova Coppa del mondo 2008-2009, Inseguimento a squadre (Pechino, con Glenn O'Shea, Mark Jamieson e Leigh Howard)
2ª prova Coppa del mondo 2009-2010, Inseguimento a squadre (Melbourne, con Cameron Meyer, Luke Durbridge e Michael Hepburn)
Campionati del mondo, Inseguimento a squadre (con Jack Bobridge, Cameron Meyer e Michael Hepburn)
4ª prova Coppa del mondo 2010-2011, Inseguimento individuale (Manchester)
Campionati australiani, Inseguimento a squadre (con Dale Parker, Jack Bobridge e James Glasspool)
Classifica generale Coppa del mondo 2010-2011, Inseguimento individuale
Campionati del mondo, Inseguimento a squadre (con Jack Bobridge, Luke Durbridge e Michael Hepburn)
Campionati australiani, Inseguimento a squadre (con Glenn O'Shea, Damien Howson e Alexander Edmondson)
4ª prova Coppa del mondo 2011-2012, Inseguimento a squadre (Londra, con Jack Bobridge, Alexander Edmondson e Michael Hepburn)
Campionati australiani, Inseguimento a squadre (con Glenn O'Shea, Jack Bobridge e Alexander Edmondson)
Record dell'ora (52,491 km)

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2017: ritirato (4ª tappa)
2018: 16º
2013: non partito (9ª tappa)
2015: 101º
2016: non partito (17ª tappa)
2014: 84º
2017: non partito (16ª tappa)

Competizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Ciclista su strada australiano Junior dell'anno: 2004[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j (EN) Rohan Dennis, su Bmc-switzerland.com. URL consultato il 9 maggio 2015.
  2. ^ a b c (EN) Rohan Dennis, cycling.org.au. URL consultato il 9 giugno 2013.
  3. ^ Olimpiadi su Pista 2012: Keirin e Inseguimento da urlo per la Gran Bretagna, cicloweb.it, 8 marzo 2012. URL consultato il 9 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2013).
  4. ^ (EN) Gerrans crowned Tour Down Under champion in Adelaide, cyclingnews.com, 22 gennaio 2012. URL consultato il 9 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2012).
  5. ^ Garmin, più giovani per non perdersi, cicloweb.it, 1º aprile 2013. URL consultato il 9 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2013).
  6. ^ Ciclismo, Martin vince la crono del Delfinato. Denis leader, Pinotti nono. Crolla Contador, gazzetta.it, 5 giugno 2013. URL consultato il 9 giugno 2013.
  7. ^ Fantastico De Marchi! Froome padrone della generale, spaziociclismo.it, 9 giugno 2013. URL consultato il 9 giugno 2013.
  8. ^ (EN) Aussie Rohan Dennis withdraws from Tour de France, heraldsun.com, 7 luglio 2013. URL consultato il 7 luglio 2013.
  9. ^ Dennis vola a 52,491 km, è il nuovo record dell’ora, su Gazzetta.it, 7 febbraio 2015. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  10. ^ (EN) Rio, crono uomini: Cancellara vince l'oro e fa il bis prima del congedo, su Gazzetta.it, 10 agosto 2016. URL consultato il 18 marzo 2017.
  11. ^ (EN) Dennis loses Eneco Tour after crashing out of finale, su Cyclingnews.com, 25 settembre 2016. URL consultato il 18 marzo 2017.
  12. ^ (EN) Dennis playing the long game as he aims to develop into Grand Tour contender, su Cyclingnews.com, 21 dicembre 2016. URL consultato il 18 marzo 2017.
  13. ^ Quintana seals Tirreno-Adriatico victory, su Cyclingnews.com, 14 marzo 2017. URL consultato il 18 marzo 2017.
  14. ^ Giro d'Italia: Gaviria rides into pink after crosswinds blow peloton to pieces on stage 3, su cyclingnews.com. URL consultato il 13.08.2017.
  15. ^ Rohan Dennis abandons Giro d'Italia, su cyclingnews.com. URL consultato il 13.08.2017.
  16. ^ Vuelta a Espana: BMC win opening team time trial, su cyclingnews.com. URL consultato il 31 agosto 2017.
  17. ^ Giro d’Italia: Rohan Dennis vince la crono di Rovereto, Simon Yates tiene la rosa, su cicloweb.it. URL consultato il 22 maggio 2018.

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